WILLIAM GOLDING.
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LA GRANDE TRILOGIA DEL MARE.
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3. FUOCO SOTTOCOPERTA..
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Titolo originale: Fire Down Below.
Traduzione di: Pier Francesco Paolini.
1990. LONGANESI editore. MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il viaggio di un uomo alla ricerca di se stesso. Un'affascinante avventura sui mari. Un capolavoro della letteratura del Novecento.
Il viaggio di Talbot si avvia alla conclusione; e l'uomo che osserva con sottile disincanto la piccola folla dei suoi compagni di navigazione, stremati da torpori e disperazioni,  ormai lontano dal giovane imbarcatosi qualche anno prima. Quando scender finalmente a terra, il suo spirito sar ancora inquieto e carico di domande senza risposta, ma porter con s, nella sua nuova vita, la lezione indimenticabile del mare: eternit, potenza, mistero.
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L'AUTORE.
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William Golding (1911-1993) balz alla ribalta letteraria nel 1955 con il romanzo Il signore delle mosche. Nel 1983 gli venne conferito il Premio Nobel per i suoi romanzi che, con la chiarezza dell'arte narrativa e con l'universalit e la complessit del mito, illustrano la condizione umana del mondo d'oggi.
William Golding nacque a St. Columbus Minor, in Cornovaglia, nel 1911. Dopo aver studiato a Oxford si arruol nella Marina. Durante la guerra ebbe incarichi di comandante, partecipando all'affondamento della Bismarck e allo sbarco in Normandia nel 1944. Dopo la guerra, fu insegnante di inglese, filosofia e greco. Balz alla ribalta letteraria nel 1955 con Il signore delle mosche, ormai considerato un classico del '900. Nel 1983 gli venne conferito il Premio Nobel. Tra le sue altre opere si ricordano: Caduta libera, La piramide, Uomini nudi, Pincher Martin, L'oscuro visibile e La doppia voce. Mor a Falmouth nel 1993. L'unica cosa che era disposto ad ammettere di se stesso era di essere un autentico uomo di mare: Lo sono, capisco i marinai e le navi, conosco il mare.
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FUOCO SOTTOCOPERTA.
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CAPITOLO 1.
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Il capitano Anderson mi volse le spalle, si fece megafono con le mani a coppa, e tuon: Coffa!
L'uomo che stava a cavalcioni lass, accanto al corpo inerte del giovane Willis, alz una mano, a segnalare che aveva udito. Anderson, toltesi le mani dalla bocca, inton, in quello che per lui era all'incirca un normale volume di voce:
 morto, il ragazzo?
In risposta, l'uomo url a squarciagola. Ma, non essendo la sua voce stentorea come quella del capitano e dato, in aggiunta, il rumore del mare e del vento nonch il rollio della nave, non riuscii a udirlo. Una decina di metri pi in basso, sulla coffa di combattimento, il tenente Bent ripet quel che l'uomo aveva detto, con voce altrettanto robusta di quella del capitano ma tenorile, anzich baritonale:
Non saprebbe dirlo, ma freddo,  freddo.
Calatelo gi, allora.
Willis era il guardiamarina un po' tonto, la cui incompetenza aveva contribuito alla perdita degli alberi di gabbia. Per punizione, gli era stato ordinato di mettersi di vedetta, a turni alterni, stando a cavalcioni sul pennone che, alla bell'e meglio, veniva improvvisato come sostituto. Ora, segu un lungo silenzio, e in cima all'albero maestro ebbe luogo quel che parve una colluttazione, mentre un altro marinaio saliva su, recando con s una cima. Willis vacill. E a me sfugg un'esclamazione strozzata. Ma era ben assicurato al pennone. Venne quindi calato gi. Si torceva e prillava all'estremit del canapo, ora oscillando verso l'esterno, al beccheggio, ora andando a cozzare contro l'albero di maestra.
Il tenente Bent grid: Trattieni la cima, pezzo di lavativo!
Willis venne allora passato di mano in mano. Adesso i marinai dislocati sulle sartie di maestra se lo passavano con cura, come un bimbo affidato alla mamma. Il tenente Bent, calatosi agilmente a braccia dalla coffa di combattimento, atterr lieve sulla plancia.
Con le buone si ottiene tutto.
Si inginocchi accanto a Willis.
Dall'alto del cassero, il capitano Anderson gli domand:  morto, mister Bent?
Bent con un gesto elegante si tolse il cappello, rivelando cos una chioma bionda che a me sembrava fin troppo folta. Non proprio, signore, rispose. Poi: Ors, ragazzi. Portatelo sottocoperta, e alla svelta.
Il piccolo gruppo disparve gi per le scale e il tenente Bent li segu. Appariva sicuro di s, come se si intendesse d'arte medica come di qualsiasi altra cosa.
Mi volsi a mister Smiles, il nocchiero, e gli dissi: Per me,  bell'e morto.
Il capitano emise un sibilo di riprovazione. Ecco, avevo di nuovo violato il regolamento, rivolgendo la parola a uno degli addetti al turno di guardia. Sennonch, subito dopo il comandante - quasi fosse consapevole della propria colpa, per aver inflitto una troppo severa punizione al guardiamarina - si volse, con una smorfia che a teatro sarebbe stata accompagnata da un ringhio, e scomparve nella sua cabina.
Mister Smiles, dopo aver perlustrato l'orizzonte con lo sguardo, punt la velatura superstite e disse:  un buon momento, questo, per morire.
Ne fui irritato e, insieme, sgomento. Mi ritengo immune da qualsiasi forma di superstizione, ma quelle parole mi misero a disagio, pronunciate - com'erano - a bordo di una nave in avaria, che poteva naufragare tra breve. Mi ero appena rallegrato per il miglioramento delle condizioni atmosferiche. Sebbene ci trovassimo in prossimit del polo sud, il clima non sembrava peggiore di quello che si incontra sulla Manica. Stavo quindi per mettermi a questionare con il nocchiero, quand'ecco apparire il primo tenente Charles Summers, proveniente dal settore riservato ai passeggeri.
Edmund! mi disse. Ho inteso che hai salvato il giovane Willis.
Io, Charles? No, non dar retta. Sono un semplice passeggero e per nulla al mondo interferirei nella conduzione di questa nave. Mi son limitato a dire al tenente Bent che, a mio modesto avviso, il giovanotto aveva un aspetto pressoch comatoso. Bent ha fatto il resto, al solito suo.
Charles si guard intorno. Poi mi trasse in disparte, lontano da Smiles. Bent  l'unico, fra gli ufficiali, che pu permettersi di divergere dall'opinione del comandante e farla franca, senz'essere rimproverato per questo. E tu giusto a lui ti sei rivolto.
Diplomazia, che vuoi.
Bent non ti  simpatico, dico bene? Neanch'io ci vado d'accordo. Il parrocchetto...
Ammiro Bent, io. Lo trovo troppo perfetto, ecco tutto. Le sue intenzioni sono buone.
 agile, su e gi per il sartiame, come un acrobata! Ma io... Ti rendi conto, Charles, che, pur essendo da mesi in navigazione, non mi sono mai arrampicato in cima a un albero? Oggi si beccheggia, altroch! Ma questo  niente in confronto ai giorni scorsi.
Io, per me, ci son talmente abituato ai movimenti di una nave...
Oh, sono sicuro che tu riusciresti a camminar su per una parete senza perdere l'equilibrio. Per pi tardi il vento si alzer, non  vero? Ecco,  adesso la volta buona per scoprire che effetto fa esser un comune marinaio.
E va bene. Ti condurr fin sulla coffa di combattimento. Sar un'esperienza preziosa, per me. Fa' conto ch'io sia un deputato. Non  escluso che un giorno venga eletto al Parlamento. 'Onorevoli colleghi, chi di noialtri si  effettivamente inerpicato fin sulla coffa d'un vascello da guerra in mare aperto...'
Voglia ora, l'Onorevole, star zitto, agguantarsi alle funi e lasciarsi prillare. Pian piano! Non sei mica uno che gioca ad acchiapparella con il sartiame!
Oh mio Dio! Questi miei stivaletti non sono l'ideale! Tasta il piolo col piede prima di calcarvi tutto il peso. Non guardar gi. Se scivoli, ti acchiappo io. 'Sicuro fra le braccia del Signore.' Non nominare il nome di Dio invano. Chiedo venia, Vescovo. Non sono stato io a pronunciare la frase blasfema, bens questi miei stivaletti - come avrebbe potuto dire Euripide, ma non lo disse. Mi  sfuggito un piolo di sotto al piede.
Dai! Bando alle ciance. Ora issati attraverso la botola. Se devo proprio scegliere la via pi facile... Insisti? Sali su!
Oh, Dio!  spaziosa, questa coffa. Una mezza dozzina di persone potrebbero alloggiarci purch usino per i loro bisogni
corporali la botola attraverso la quale son passato. 'Affittasi villa, con vista sul mare. Costruita in legno pregiato, con arredi di lusso - e un nocchiero che scruta l'orizzonte!'
Fawcett. Ora che Willis ha... sloggiato, tocca a te metterti di vedetta.
Fawcett, un marinaio dinoccolato, corrug la fronte, e, seguitando a ruminare tabacco, prese a inerpicarsi e scomparve alla vista.
Ebbene, che te ne pare?
Ora che oso guardare gi, mi accorgo che la nostra nave, sebbene sia una settantaquattro cannoni, si  rimpicciolita. Davvero, Charles! Alberi enormi, come questo, non dovrebbero venir montati su una simile barchetta! Ci capovolgeremo,  inevitabile. No, non voglio guardare. Terr gli occhi chiusi. Prova a guardare l'orizzonte e ti sentirai pure peggio. Ho i capelli cos ritti che mi si solleva il berretto. Non siamo che a venti metri dal ponte. E ti pare poco? Eppure, il nostro amico dai capelli biondi  sceso da quass scivolando lungo una corda.
Bent  un giovanotto ardimentoso, molto attivo, e pieno di idee. Ma come te la caveresti, tu, se ti facessero gabbiere? Come il povero Willis? Morirei, credo. Smiles diceva, poco fa, che  un buon momento, questo, per morire.
Mi rialzai cautamente in piedi, aggrappandomi alle corde che sorreggevano la coffa da combattimento, con entrambe le mani. La sensazione mi riusc gradevole. Cos va meglio, Charles. Ti han turbato, quelle parole di Smiles? Alludeva, forse, alle figliolette di Pike? Non credo. Mi risulta che, anzi, sono guarite. A Davies allora, quel povero sottufficiale rimbambito? Oppure alla signora East? O non alludeva, magari, a miss Brocklebank?
Sta molto male infatti. Peggiora di giorno in giorno, dice il padre.
Mi pass per la mente un pensiero che mi fece sorridere. O non avr magari alluso a mister Prettiman, il nostro bizzoso pensatore politico? Ha fatto un brutto capitombolo, a quel che mi diceva miss Granham. Lo trovi comico, tu?
Mah! Non pu essere del tutto disprezzabile, altrimenti
una signora di riguardo come miss Granham non avrebbe mai accettato di far di lui il pi felice degli uomini. Ma comico, via!  malvagio, altroch. Insomma,  uno che trova da ridire sul governo del proprio Paese, sulla Corona, sul nostro sistema parlamentare... Insomma, costui  mal disposto verso tutto ci che fa dell'Inghilterra il pi grande Paese del mondo. Comunque,  in cattivo arnese.
Non lo rimpiangeremo, se ci lascia. Mi dispiace solo per miss Granham, la quale, sebbene mi abbia aggredito in svariate occasioni,  - lo ripeto - donna di riguardo, stimabilissima e, a quanto pare, sinceramente affezionata a quell'uomo. Le donne sono molto strane.
Qualcun altro stava salendo su per le sartie. Era Tommy Taylor, il quale ci si par dinanzi con scimmiesca agilit, saltando oltre il bordo esterno della coffa da combattimento anzich passare, pi agevolmente, attraverso la botola posta al centro.
Ossequi da parte di mister Bent, signore. Mister Willis sembra fuori pericolo. Dorme e russa.
Molto bene, mister Taylor. Siete di guardia voi, al prossimo turno.
S, signore. Ordine di mister Smiles, signore. Potete tornare sul cassero.
Chiedo scusa, sir. Il nuovo turno sta per cominciare. Difatti, la campana suon proprio in quel momento.
Molto bene. Ora farai tu da maestro a mister Talbot, qui, Taylor. Mister Talbot intende diventare un marinaio provetto. No, Charles, no, ti prego. Pax!
Per esempio, Taylor, a mister Talbot, qui, interesserebbe sapere che razza di albero  questo. E l'albero di maestra, sir.
Non fare lo spiritoso, Taylor. Quel che si vuol sapere : come  costruito.
 un albero 'fabbricato', signore. Voglio dire ch' a pezzi. Cio fatto di pezzi di legno e non che sia rotto!
Rise sgangheratamente. Cos arguii che, per lui, quella era una battuta di spirito. In effetti, il giovane Taylor era sempre di buonumore. Credo che trovasse allegra la nostra situazione, a bordo di una nave gravemente danneggiata che rischiava il naufragio.
Diglielo, Taylor. Dillo a mister Talbot come si chiamano codesti pezzi.
Ecco, signore. I pezzi tondi ai lati son detti mensole. Eppoi ci sono le barre costiere che ci sorreggono. Sotto, ci stanno le maschette, per impedire alle barre di slittar gi lungo l'albero. Mister Gibbs, il carpentiere, mi diceva... Il giovanotto si mise a ridere, nel ricordarlo. Mi fa: "Ogni albero di nave ha, ragazzo, due belle ganasce, vale a dire due di meno di te".
NOTA: Il gioco di parole si fonda su cheek che vale sia ganascia, sia natica e sia, in linguaggio marinaresco, maschetta. FINE NOTA.
Dopo questa battuta, giovinotto, puoi pure andartene. Hai una mente lurida.
Signors, signore. Grazie, sir.
Il giovane marinaio se ne and con agile disinvoltura, qual si addiceva alla sua et e al suo sesso. Alla vista di lui che rimpiccioliva, gi per la stessa corda dov'era sceso poco prima Bent, mi venne il capogiro. Distolsi allora lo sguardo e fissai il trinchetto, che sorgeva fra noi e la prora.
Charles! Si sta muovendo! Guarda l... No, adesso  di nuovo fermo. La cima, dico. Guarda... ora di nuovo! Descrive un cerchio. Un piccolo cerchio irregolare...
Ma come! Non lo sapevi? L per l pensavamo che si fosse spaccato, come un osso che si frattura e si piega... poi ci siamo accorti che, in realt, l'albero ha rotto la sua 'scarpa'. Ci si  dovuti regolare di conseguenza. Animo, Edmund! Non c' niente da fare.
Non si dovrebbe muovere cos!
No, certo. Ed  ben per questo che non spieghiamo n le vele di trinchetto n quelle di mezzana, dal momento che questi due alberi si bilanciano a vicenda. Le vedi, quelle biette, l dove il trinchetto attraversa la tolda? No, non le puoi vedere. Comunque, quelle biette vengono di continuo scalzate dal movimento oscillatorio dell'albero. Abbiam fatto il possibile per farlo star saldo e immobile, ma pi di cos non si pu. Mi mette il maldimare.
Non guardare, allora. Da quass, le oscillazioni sono molto forti. Oh, no!... Guarda!... No, non l'albero: guarda all'orizzonte. Il vento - il vento del sud -, quello che non ci voleva. Che effetto far?
Freddo intenso. Ci spinger comunque verso est - cio dove vogliamo andare, naturalmente -, per vogliamo anche spingerci pi a sud, dove spirano forti venti costanti. Ora dobbiamo scendere. Vieni. Ti faccio strada.
Discendemmo sulla tolda, ci portammo al riparo dello straglio di maestra, e restammo l a guardare. Il nostro vecchio legno vir goffamente a dritta quando quel vento da sud lo invest. Nulla aveva della dolcezza che siamo soliti associare con il sud in climi pi ameni. Charles si appress al capitano Anderson e a mister Cumbershum, intenti, sul ponte di comando, a effettuare la variazione di rotta. Stava quindi per dirigersi a prora, quando lo intercettai.
Non mi puoi dedicare un altro paio di minuti? Lo so che sei affaccendatissimo, e non voglio esserti di intralcio, n portarti via quel poco di tempo libero che hai...
Un primo tenente ha pi tempo libero nel bel mezzo di un viaggio, che non all'inizio o alla fine di esso. Sennonch mi si deve vedere aggirarmi sempre qua e l, per la nave, pronto a scoprire atroci crimini - quali un'amaca lasciata appesa o una cima non ben fermata. Ecco... quella l, per tua norma e regola,  una fune adeguatamente fissata. E va bene. Passeggiamo su e gi per la tolda, come di nostro solito. Volentieri.
Ci mettemmo dunque, Charles e io, a camminare speditamente avanti e indietro. Scavalcavamo i cavi tesi dell'imbrigliatura, rasentavamo l'albero di maestra, con la sua complicazione di cordame, cunei, blocchi e bitte, proseguendo fin sotto il cassero, dinanzi al quale il nudo trinchetto descriveva il suo quasi invisibile cerchio lass in alto, nel cielo. La prima volta che lo raggiungemmo, mi soffermai a guardare. La congerie di funi e cunei non era minore, qui, che intorno all'albero di maestra. Il diametro del trinchetto non misurava molto meno di un metro e, l dove si inseriva nella tolda, era attorniato da un collare di grosse biette. Vidi che si muovevano, lievemente e in maniera irregolare. Un marinaio, l accanto, stava appoggiato a un grosso maglio. Quando vide il primo tenente, mise in spalla quell'attrezzo, attese un momento, poi inflisse una possente martellata su una delle biette, che - pi altezzosa delle compagne - rischiava di venir scalzata.
Charles annu. Mi pose una mano sul braccio e mi trasse via di l. Riprendemmo la nostra passeggiata. Serve a qualcosa? gli chiesi.
Forse no. Ma anche fingere di fare qualcosa  meglio di far niente. Perlomeno, rincuora i passeggeri.
A proposito, Charles. Sono assai riconoscente a voialtri ufficiali, per avermi cortesemente concesso di alloggiare in una delle vostre cucce... cabine, diciamo. Ma tutte le cose buone hanno fine e io me ne dovr tornare prima o poi nella mia vecchia cabina, nel settore passeggeri.
Come! Non lo sapevi? Se ne  appropriata miss Brocklebank. Non ho trovato nulla da ridire, dal momento che la poverina  tanto malata. Non avrai mica cuore di sloggiarla di l?
Pu accampare diritti di usucapione, lei. Ma c' pur sempre l'altra mia cabina.
Quella dove Colley si  lasciato morire d'inedia e dove Wheeler si  suicidato? No, non puoi dormire in quel posto. Ti  venuta a noia la nostra compagnia - la mia compagnia - nel quadrato degli ufficiali? Lo sai bene che no.
Ebbene, mio caro. Un rude lupo di mare come me potrebbe pure dormirci tranquillo, in quella cabina. Ma tu no. E stata insozzata.
L'idea di trasferirmici non mi sorride, infatti. E dunque?
 una questione sulla quale posso dire di aver riflettuto pi a fondo di te. Pi di quanto non ti competa, dal momento che  interamente affar mio. Tante scuse!
Oh, no... Voglio dire che  una decisione che compete a me solo. Non intendo tenerti nascosto qualcosa. Fatto sta che, vedi, una volta arrivati a destino io dovr, per lungo tempo, occuparmi dell'amministrazione della colonia. Orbene, qual sorta di fama mi porterei appresso, laddove si venisse a sapere che ho evitato una certa cabina per timore dei fantasmi? Ti rendi conto?  una sorta di dovere che ho verso me stesso, cos come tu ti sei messo al servizio del re d'Inghilterra. Questo atteggiamento torna a tuo merito. Lo penso anch'io. Charles rise.
Comunque, non occorre che ci torni per adesso. Magari fra un paio di giorni. Stanno dando una pulita e un'imbiancata alla cabina, e cos via. Cos via?
Ors, Edmund! Quando uno si fa saltare le cervella in uno spazio cos angusto...
Non rammentarmelo!
Quindi hai un paio di giorni per pensarci su. Allora. Con questo vento ci si muove pi spediti. Te ne sei accorto? Inoltre, in questo modo la vecchia bagnarola imbarca meno acqua, e occorre pompare di meno.
Una cosa non capisco. Perch mai, con questo vento qui, non mettiamo la prua a nord, verso l'Africa e il Capo? L, potremmo rifornirci d'acqua e di viveri, nonch far riparare l'albero danneggiato, sbarcare gli ammalati, e, soprattutto, sgranchirci un po' le gambe sulla cara, deliziosa terra ferma. Che nostalgia ne ho!
Questo vento non  destinato a durare. Troppo leggero e, troppo fuori stagione. Fidarsi di esso significa, poi, 'dar la caccia al vento', come si dice in gergo. Una nave, in tal caso, non farebbe che vagare qua e l, avanti e indietro, senza arrivare da alcuna parte, come l'Olandese Volante. Consolati al pensiero dei tre nodi e mezzo che filiamo, in direzione della nostra mta. Sempre meglio che niente. Ma... che c'?
Scusami. E questo maledetto prurito. Fatto sta che ho un eczema, in mezzo alle gambe.
Uno sfogo. Tutti quanti ne abbiamo, per via del sale. I miei indumenti si vanno facendo, via via, sempre pi intollerabili. Phillips mi ha lavato una camicia e, quando sono andato per indossarla, era ancora umida. Mi sono arrabbiato con lui.
Dipende dall'acqua piovana. Credevo che l'acqua piovana fosse dolce. Cosa v'insegnano oggigiorno a scuola? Ma no, che non lo . Ecco, la pioggia non sar salata dalle tue parti, nell'entroterra. Qui invece  sempre alquanto salmastra. Non l'adopri per lavarti, come tutti noi?
S, certo. E non fa schiuma, infatti. Che sapone usi? Il mio solito, s'intende.
Non ti hanno dato quello in dotazione alla nave? Sapone, lo chiami, quella porcheria? Sembra un mattone. O piuttosto, pietra pomice. Come quella che usavano gli antichi per radersi.
Devo prenderti in parola, per quanto riguarda ci che gli antichi usavano per radersi. Ma il nostro  sapone, ragazzo mio, sapone per acqua salsa.
Non ho sentito alcun profumo.
La risata del primo tenente fu tanto sonora e prolungata quanto sarebbe stata quella di Tommy Taylor. Poi:
Credi dunque che il sapone sia profumato per natura. Non lo , forse?
Ma, d'un tratto, qualcosa distrasse Charles. Tese l'orecchio. Si umett il pollice e lo lev in alto.
Cosa ti avevo detto? Quel vento non ha retto, neppure per la durata di un turno di guardia. Ci risiamo!
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CAPITOLO 2.
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Ero ancora ospite del quadrato ufficiali, quando la burrasca scoppi, nel cuore della notte, e, destatomi di soprassalto, ebbi la sensazione che il beccheggio della nave fosse adesso pi ampio, se non pi violento. Mi diedi per un po' a calcolare la direzione del vento, in base ai movimenti della nave sotto di me. Si inclinava perlopi a dritta mentre, sul fianco opposto, non rollava quasi per niente. Di tanto in tanto, si impennava come un cavallo. E cos pure a tratti si impuntava. Ma non come si sarebbe impuntata per vento contrario. Arguii, nel dormiveglia, che il vento doveva soffiare da babordo, e che noi navigavamo in direzione sud ad accresciuta velocit. Niente rallegra di pi chi naviga che andare nella giusta direzione. E per noi la giusta direzione era verso levante, d'accordo; ma procedere su una rotta di sud-est alla ricerca dei venti costanti che, alle estreme latitudini meridionali, soffiano da ponente intorno al globo, andava molto bene lo stesso. Restai quindi sdraiato, e pensavo agli uomini della ciurma: chi intento a pompare, chi, sul ponte, a tener d'occhio sartiame e velatura, al comando di un tenente e di un guardiamarina di turno - mentre il nostro umorale capitano esce fuori a quando a quando dal suo alloggio per sorvegliare il tutto - e la nostra prora solca i flutti pi veloce di quanto un uomo non cammini a piedi. Si procedeva, dunque. La vita sarebbe stata pi che tollerabile, ove non fosse per il prurito. Non facevo che grattarmi, pur contro la mia stessa volont. A volte, il prurito sembrava persino peggiore dei nostri perigli.
La nave si impenn pesantemente. Un'onda nona, forse. Mi raddrizzai di scatto sulla schiena, nella cuccetta, poich al movimento era seguito un grido, proveniente da uno dei ponti superiori, forse dall'atrio del settore passeggeri, oppure dall'interno di una delle cabine ai due lati di esso. Attesi, ma il grido non si ripet. Tornai quindi a sdraiarmi. Ma il contatto con l'aria fredda, fuor delle coltri, rendeva adesso il caldo umido che c'era sotto di esse meno sopportabile. Avevo di nuovo prurito.
Gettai le gambe gi dalla cuccetta e ristetti, vacillando, nella quasi completa oscurit. Si udiva, dalla cabina accanto, il leggero russare di mister Cumbershum, che dormiva dopo il suo turno di guardia. Tastoni, trovai il mio cappotto - quello a tre cappe che, ormai, non era pi l'elegante indumento che avevo sfoggiato all'inizio di quel viaggio apparentemente interminabile. In camicia da notte e cappotto! Mi misi i calzini di lana e infilai i piedi negli stivaletti da marinaio. Uscii dalla cabina. Il fosco orizzonte si stagliava obliquo attraverso la vasta finestra poppiera. Non era ancora l'alba e quel poco di luce diffusa mi consentiva a malapena di discernere il confine fra terra e cielo. Ci impennammo di nuovo. Un po' pi violentemente, stavolta, come se la nave si fosse imbattuta in un'onda che viaggiava in una diversa direzione rispetto alle altre. Allo scossone tenne dietro, anche stavolta, quel grido da su in alto: un grido d'angoscia, nessun dubbio al riguardo. Senza quasi saper cosa facessi - s e no desto -, mentre una cospicua parte di me tendeva a rificcarmi sotto le coltri - collegando, forse, quel grido d'angoscia con il mio
prurito -, mi avviai su per le scale che conducevano al settore passeggeri. Avevo fatto appena un paio di gradini, aggrappato alla ringhiera, quando l'impennata e il grido si ripeterono. Mi accorsi allora che la voce angosciata proveniva dalla cabina del nostro ridicolo filosofo, mister Prettiman.
Di l a poco, la porta accanto si apr e sulla soglia comparve la sua promessa sposa, miss Granham. Sorreggendosi al passamano, la signora apr la porta della cabina di lui, e vi scomparve all'interno. Mi affrettai ad attraversare l'atrio, cosa che in quel momento il rollio della nave mi facilit consentendomi di procedere in discesa, per un paio di minuti. Quello che era cominciato, spontaneamente, come un tentativo di soccorso, termin con una corsa involontaria e un gran botto contro la porta di Prettiman. A malapena riuscii a raddrizzarmi, prima che miss Granham mi aprisse la porta dall'interno. Rest impalata a guardarmi. Indossava una camicia da notte bianca. I suoi capelli erano decentemente celati da una cuffia da notte, o com' che si chiami, e un ampio scialle le copriva le spalle. La sua espressione non era calorosa. Mister Talbot...
L'ho sentito gridare. Potrei... cio... Esser d'aiuto? Grazie, no. Un momento, signora. Il paregorico... Il laudano, vuol dire? Ne ho.
Una pausa. Mi resi conto, d'un tratto, delle mie gambe seminude e della mia camicia da notte, visibile dalle falde dischiuse del cappotto. Miss Granham mi rivolse un sorriso glaciale e mi
chiuse la porta in faccia. Un altro scossone mi fece vacillare e, di nuovo, il grido di quel povero diavolo mi agghiacci. Ridicolo sar stato, ma le persone comiche soffrono quanto le altre. Mi spostai, lungo la ringhiera, verso l'ingresso dell'atrio e mi sporsi a guardare. Volevo mettere una certa distanza fra me e quegli urlacci. L non era lontano abbastanza, per. Uscii quindi all'aperto, nella gelida alba, e andai a rannicchiarmi a ridosso di una murata, a tribordo. Sopra di me, stavano per gettare il solcometro, ch udii una voce impartire l'ordine. Gira!
Poi, dopo una lunga pausa:
Cinque nodi e mezzo, signore.
Cos segna.
Si ud un gessetto stridere sul legno. Cinque nodi e mezzo! Oltre centotrenta miglia terrestri verso sud-est in ventiquattro ore: e con la velatura di un unico albero! Tra non molto, certo, avremmo incontrato i venti da ponente che ci avrebbero sospinti fin in Australia.
Segu un certo viavai: una sorta di rito alla buona, per il cambio della guardia. Mister Smiles e il giovane Tommy Taylor passarono le consegne, sul cassero, al cannoniere Askew. Erano le otto di mattina e il cielo si era tutto schiarito, a oriente. Vidi allora il mio amico tenente Summers e il tenente Bent comparire in cima alle scale. Era chiaro che erano in disaccordo. Charles, il pi mite degli uomini, aveva il viso tempestoso. Dal canto suo, Bent appariva pi vispo e allegro del solito. Alle loro spalle comparve il carpentiere Gibbs, seguito dal fabbro Coombs. Era una cosa insolita. Bent si trasse indietro, cortesemente, per cedere il passo a Summers gi per le scale. Ma sul viso imbronciato del mio amico non lessi n cordialit n riconoscenza. Nessun dubbio, al riguardo. Il giovane, ingegnoso Bent appariva trionfante. In mano recava un oggetto, piccolo ma alquanto complicato: di legno e metallo, a quel che mi parve. Charles pass oltre, accanto a me, senza guardarmi. Bent si era soffermato a parlare con il fabbro e il carpentiere. Quest'ultimo aggrond la fronte, indi segu Summers. Bent consegn l'oggetto che aveva in mano al fabbro facendogli cenno di proseguire.
Era troppo. Dovevo informarmi. Eppoi...
Buongiorno, mister Bent. Qualcosa bolle in pentola.
Perlappunto, mister Talbot.
Posso esserne edotto? Lo celebrerete in versi?
Non so se sia il caso di dirvelo, mister Talbot. Dopotutto, voi militate nel partito del primo tenente Summers, nevvero? Partito? Intendete dire 'fazione'? Che cos' questa faccenda?
 assurdo, lo so. Eppure  successo cos. Fin da quando la mia trovata - di mondare la chiglia dalle alghe mediante una fune a strascico - sort l'effetto desiderato, nonostante il parere contrario del tenente Summers...
Raschiaste via anche un bel tocco di legno, dalla carena, per.
Ma la velocit del vascello si accrebbe di oltre un nodo. Di un nodo e non pi, secondo Summers. Sia come sia, da allora siamo destinati, io e lui, a trovarci in dissidio: l'uno di qua, l'altro di l di uno steccato; spalleggiati da quanti ritengono ch'io stia loro salvando la vita, da una parte, e, dall'altra, da quelli che sono convinti che si sia corso un rischio troppo grosso.
Non avevo alcuna voglia di litigare con quell'uomo. Egli era, dopotutto, in certo qual modo, l'unico nesso che avessi ancora con una certa giovane signora.
Ma parlar di 'fazioni', mister Bent! Come se la nave fosse un paese su scala ridotta. Non lo , forse?
Summers  un vostro superiore. E c' di pi: questi cavi tesi attraverso il ponte - imbracatura, com'egli la chiama - sono tutto quel che impedisce alla nave di sfasciarsi.
Un'idea vecchia quanto san Paolo, mister Talbot. Voi date credito al primo tenente di troppa inventiva.
Quell'oggetto che avete consegnato, poco fa, a Coombs. Ha qualcosa a che fare con il dissidio?
Appunto. E un modellino del paramezzale, della scarpa del trinchetto e della parte inferiore dell'albero stesso. Vedere per credere. Io ho escogitato un sistema adatto non gi a rabberciare l'albero - ch, sapete, si muoverebbe sempre, comunque lo si aggiustasse - bens a riportarlo allo stato di prima. Perci, se ci riuscir, saremo di nuovo in grado di spiegare le vele di trinchetto e quindi equilibrarle con le vele di mezzana. Altri due nodi, mister Talbot, con un vento di moderata intensit. Avete mostrato il modello al capitano Anderson! Vedere  credere. E lui si  convinto. Charles invece no. Ho fede in lui, io, mister Bent!
Oh, s. Ma egli ... Basta.  vostro amico e non dir altro. Quasi a ribadire il suo intento di tener la lingua insolitamente a freno, Bent si prem una mano sulle labbra, e, con l'altra, abbozz un saluto marinaresco, indi corse via, saltando i cavi tesi dell'imbracatura, e scomparve nel castello di prora. Io me ne tornai in fretta all'alloggio ufficiali. C'era Charles, nel quadrato, e stava guardando fuori della finestra poppiera, con la solita indifferenza al rollio e al beccheggio. Si volse quando mi ud arrivare.
Cos' questa faccenda, Charles? Non finse di non aver capito.
Stavolta Bent desidera ripristinare un paio di alberi, ecco tutto.
E il capitano  d'accordo?
Oh, s. Mister Bent sa essere molto persuasivo. Ne far di strada, se la scampa.
E se qualcuno non l'uccide prima! Ma qual  il rischio? Per farla breve: il trinchetto ha spaccato la scarpa, cio il blocco di legno entro il quale poggia. Per cui il piede dell'albero si muove, gioca dentro la scarpa. Abbiamo cercato di fissarlo mediante biette, zeppe, sostegni e cunei, riuscendo cos a ridurre un tantino il movimento. Bent vuole eliminarlo del tutto. E il pericolo qual ?
Basta uno sbaglio e il piede dell'albero potrebbe scivolare e sfondare la chiglia della nave. Ecco tutto. Bisogna fermarlo!
Inoltre, il suo metodo comporta l'uso del fuoco, di metallo fuso incandescente... Comprendi le mie obiezioni? Si ripete la faccenda della fune a strascico. L'impresa pu anche riuscire, ma il rischio  troppo grosso.
Chi altri appartiene alla tua fazione? A questo punto siamo? Io sto dalla tua parte!
Non devi dirlo. Intesi? Non spetta a te usare quella parola.
Bent la usa.
Tu no, non dovresti. E lui non avrebbe dovuto usarla con te, soprattutto. Tu sei un passeggero e non hai alcun diritto a un'opinione al riguardo.
Non seppi che ribattere. Summers sprofond in una poltrona di rimpetto a me. Sorrise amaramente.
Ne avresti fatto argomento di discussione in pubblico. Un rimprovero da te...
Non  un rimprovero, solo un avvertimento. Il capitano ha ascoltato i nostri pareri su un argomento professionale e ha preso una decisione. Dobbiamo attenerci a essa. Sento puzza di guai. Tientene alla larga.
Siamo o non siamo amici? Debbo aiutarti! Summers scosse la testa.
Credo di potermi spingere fino a inoltrare una formale protesta a tempo debito. Coombs si sta occupando, adesso, della parte che spetta al fabbroferraio. Occorrono due grandi lastre - per le quali disponiamo s e no di metallo sufficiente -, quattro spranghe di ferro con una vite in cima e relativi bulloni...
Non dirmi altro, ho capito tutto. Qualche cosa di analogo fece fare mio padre, agli operai, per riparare certe vecchie casette in riva al fiume: sbarre di ferro rese incandescenti per rinsaldare muri pericolanti. Me ne ricordo bene, poich da piccolo assistetti a quei lavori. Mi ricordo che le croci, saldate all'estremit di quelle sbarre, tirarono in dentro i muri bombati allorch il metallo si raffredd. Fu per me un divertimento, come alla Fiera del paese.
Quelle casette erano di legno? No, in muratura.
Non ti sar sfuggito che noi, invece, siamo fatti di legno. Quelle spranghe si dilateranno, incandescenti, attraverso un metro e trenta di legno massiccio... Sei rimasto a bocca aperta, eh? Beninteso, i canali che verranno traforati saranno pi larghi delle spranghe e Bent giura che, all'interno della scarpa, il calore non produrr altro che un sottile strato di legno carbonizzato. Sul modellino ha funzionato, lo ammetto. E ha prodotto anche un bel po' di fumo.
Ma solo poco fa il capitano Anderson stava compiacendosi con Bent perch non vuol saperne di opere in ferro, di catene e vapore. Un uomo tutto cordame, legno e velatura! Il primo tenente batt il palmo della mano sul tavolo. Stammi a sentire, Edmund! Correremo un pericolo mortale, anche se l'albero non trapasser la chiglia. Hai mai osservato un caminetto quando il fuoco languisce? Hai notato come le scintille si muovono tra la fuliggine che ricopre il parafuoco di
metallo, quasi fossero vive? Non hai mai visto un fuoco, in apparenza spento, venir ravvivato e divampare? Il fuoco cover per giorni e giorni, rinchiuso nella scarpa. E noi navigheremo, allegramente, con quel pericolo l, come se non bastasse tutto il resto: in aggiunta alla carena dissestata, all'alberatura monca, alla lunga distanza da percorrere, al maltempo cui andiamo goffamente incontro e di cui abbiamo peraltro bisogno, poich  l'unica forza motrice che ci pu condurre alla mta prima che l'acqua e le provviste si esauriscano...
Tacque per riprendere fiato e, durante quella pausa di silenzio, lo sciabordio dell'acqua contro la nostra carena si fece purtroppo chiaramente udibile.
Perdonami, Edmund. Quel giovanotto mette a durissima prova la mia pazienza. Crede di poter calcolare la longitudine in base alla distanza della luna - ne  convinto... oh,  convinto di tante altre cose. Non avrei dovuto dirti tutto questo. Sono caduto nello stesso errore contro il quale...
Tu a me puoi dire tutto quel che vuoi e sar, per me, un onore serbare i tuoi segreti, a rischio della vita. Ci l'indusse a sorridere.
No, no. Sta' zitto e basta, vecchio mio. Dimentica tutta la faccenda. Ti chiedo solo questo.
Zitto, star zitto. Ma dimenticare non posso. Summers si alz e and alla finestra poppiera. Edmund! Che c'? Ti fidi di me?
Mi sembri agitato... Altri pericoli? S'intende, che mi fido di te!
Summers torn rapido al tavolo.
Va' a vestirti di tutto punto ma non metterti la cerata... poi recati sul ponte di mezzo... resta l, all'aperto... senza muoverti... qualunque cosa accada - spicciati!
Corsi allora in cabina, mi tolsi cappotto e camicia da notte, indossai i panni che portavo abitualmente e schizzai fuori. Non mi ero mai cambiato tanto velocemente in vita mia. Quando arrivai sul ponte ero sfiatato e dovetti aggrapparmi alla murata per riprendere fiato. Vidi mister Brocklebank rassettarsi la logora cappa e tornare nell'atrio. Non sembrava esserci nulla, intorno a me, atto a causare l'agitazione di Charles. Mi sporsi sulla ringhiera e guardai a poppavia.
Oh!
Quella che avanzava da poppa, col vento, era la nube pi nera che avessi mai visto in vita mia. Qua e l aveva sfumature grigie, che le davano l'aspetto di acqua lurida, quando con essa hai fatto del tuo peggio e il cameriere  venuto a sottrarla alla tua vista disgustata. Inoltre, quel nembo si avvicinava rapidamente e recava con s il proprio vento, come adesso potevo constatare! Poich infatti le nostre vele schioccarono fragorosamente e poi tornarono a gonfiarsi, mentre la nostra prora si spostava, sul filo dell'orizzonte, da dritta a babordo. La nuvola sembrava arrivare fino al pelo dell'acqua e, in brevissimo tempo, ci avvilupp. La pioggia prese a scrosciare. Era gelida, sibilante, torrenziale. Mi si rovesci addosso, togliendomi di nuovo il respiro. Mi inzupp completamente, tanto che mollai la presa sulla murata e arretrai verso l'atrio, ma mi ricordai giusto in tempo del divieto di Charles e, allora, tornai al mio posto, poich cominciavo a capire, sebbene lo maledicessi - per la prima e ultima volta in vita mia. Il torrente seguitava a scrosciare su di me, i panni intrisi mi si appiccicavano addosso e l'acqua mi scorreva tra le parti innominabili, quasi fossero grondaie. D'un tratto il freddo aument, allorch una nuova raffica di vento mi attill addosso i vestiti. Poi, come per magia, l'acqua smise di scrosciare con fragore sul ponte. Sollevai la testa. Il vento mi percuoteva il viso con ferocia, mare e cielo erano ugualmente cupi. Webber, il cambusiere degli ufficiali, stava l, accanto all'ingresso dell'atrio. E sorrideva come una gargolla.
Ossequi da parte di mister Summers, signore. Ora che avete fatto il bagno potete rientrare.
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CAPITOLO 3.
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Il bagno, s!
Entrai incespicando nell'atrio. Colavo acqua dai vestiti. E scivolavo su quel colaticcio. Tramestai, imprecando, sulla porta della mia vecchia cabina; mi rammentai di Zenobia, malata e taciturna; allora attraversai l'atrio, barcollando, fino alla cabina di Colley; e solo a questo punto ricordai che ero ancora alloggiato, invece, con gli ufficiali. Scesi quindi le scale, con cautela. Webber mi apr la porta.
Date a me i vestiti bagnati, signore. C'era anche Phillips.
Con gli ossequi del primo tenente, signore! Mi porse, cos dicendo, un enorme asciugatoio, ruvido come un tappeto e asciutto come un osso. Nudo, mi ci avvolsi, lasciando in terra un mucchio di panni zuppi. Mi misi a ridere, poi a fischiettare, mentre mi strofinavo, per asciugarmi, dalla testa ai piedi, vigorosamente. E questa roba? Il primo tenente... Gran Dio!
Il vestiario di ricambio offertomi comprendeva: una camicia ruvida, da lupo di mare; una maglia che sembrava fatta di spago; un giaccone in tessuto cardato di lana spesso circa due centimetri; calzettoni quasi altrettanto spessi; un paio di brache da marinaio; e infine una cintura di cuoio. Pretenderebbe che io...
D'un tratto mi sentii sopraffare da un incontenibile buonumore. Ero sovreccitato. Potevo dir addio al mio prurito. Mi pareva di essere un bambino che per gioco si traveste, con tanto di feluca di carta e spada di legno.
Andate pure, Webber. Phillips, porta i panni bagnati ad asciugare. Stavolta mi vesto da solo.
Indubbiamente, bisognava abituarsi al contatto di quei ruvidi panni sulla pelle; per almeno ero asciutto e, a differenza di prima, stavo caldo. Temevo, anzi, che, se non avessi regolato quegli strati di vestiario, quel piacevole tepore potesse trasformarsi in un calore eccessivo. Quando finii di vestirmi ero completamente conciliato con la novit degli indumenti. Nessuno, beninteso, potrebbe accampare pretese di eleganza in siffatto
arnese. Abiti del genere impongono a chi li indossa un portamento molto disinvolto. Insomma, risale a quel giorno la mia evasione da una certa innaturale e paludata rigidit, altezzosa persino. Mi resi anche conto della ragione per cui laddove i soldati di Oldmeadow sapevano stare inquadrati e ben diritti sulla schiena, come se avessero inghiottito lo scovolo dei loro fucili, una squadra di marinai, ancorch messi regolarmente in riga e comandati a dovere, non riuscir mai a imitare il cerimonioso comportamento di ben addestrati soldati, nelle loro imponenti uniformi. La tenuta marinaresca, in effetti, casca da tutte le parti. Pieghe e curve sfidano qualsiasi ordine geometrico.
Mi recai nel quadrato degli ufficiali. Charles Summers sedeva al tavolo, intento a consultare delle carte. Charles!
Alz gli occhi e, al vedermi, sorrise. Che te ne pare della nuova tenuta? Tiene caldo, ma... mio Dio, che figura ci faccio? Ti adatterai.
Da semplice marinaio... Cosa diranno le signore? Ma dove li hai trovati, questi panni, cos asciutti, in una nave dove non c' un solo cantuccio che non sia fradicio d'umidit?
Oh, la maniera c', per tener asciutti i panni. Basta un cassetto, o cassa, con sacchetti di materiale adatto. Ma non parlarne. Non si possono mettere a disposizione dell'intero equipaggio contenitori del genere.
Non mi aveva mai commosso cos la gentilezza di un uomo. E, esattamente, come la storia di Glauco e Diomede in Omero. Sai, quando si scambiano le armature: l'uno d all'altro una corazza di bronzo e ne riceve in cambio una d'oro. Mio caro, io ti ho promesso la bronzea corazza del patronato del mio padrino, e tu mi hai dato oro in contraccambio.
Omero non lo conosco, ma sono contento, per, di averti fatto contento. Sii benedetto!
Summers sorrise, in modo un po' incerto, mi parve. Non  niente. O, comunque, non molto. Mi accompagni nell'atrio, per farmi coraggio, durante la mia prima uscita in pubblico?
Oh, suvvia! Le vedi, queste carte? Forse bisogner razionare le provviste: acqua, gallette, carne, legumi... Eppoi, devo andar a dare un'occhiata al lavoro del fabbroferraio... Eppoi, il solito giro d'ispezione...
Basta cos. Vado da solo. Addio.
Uscii dal quadrato, salii arditamente su per le scalette ed entrai nel salone passeggeri. C'era Oldmeadow, il nostro ufficiale di fanteria. Stette un attimo o due a guardarmi, prima di riconoscermi.
Buon Dio, Talbot! Come ti sei conciato, amico mio? Ti sei arruolato in Marina? Che cosa diranno le signore? "Diran quel che diran, lasciale dire." Diranno che i marinai debbono restare nei loro reparti e non frammischiarsi con gente migliore di loro. Quanto a te, ti conviene restare da questa parte della nave, a scanso che un ufficiale ti prenda a scudisciate per fannullaggine.
Oh, no, non accadrebbe mai, mio caro. Un gentiluomo non ha bisogno d'un'uniforme per esser riconosciuto tale. Questi panni mi stanno comodi e, in pi, mi tengono caldo. Puoi dir lo stesso, tu? Non posso, no. D'altronde, io non sono pappa e ciccia con signori ufficiali di bordo. Prego?
Mi d fin troppo da fare la mia fanteria, non ho tempo di star dietro alla marina, per farmi abbigliare in cos malo modo. Ora devo salutarti.
Usc dal salone, con una certa sicurezza nonostante il beccheggio e il rollio. Se ne and, mi parve, onde evitare una discussione. Era, e forse , una persona mite. Aveva per parlato con una certa asprezza. D'altro canto, a causa dei pericoli cui eravamo esposti su quella decrepita nave, i nostri caratteri eran venuti subendo alcuni mutamenti, nel corso del viaggio, ed erano quindi mutati i rapporti fra i vari passeggeri. Ci si stropicciava gli uni con gli altri, per cos dire, producendo attrito. Mister Brocklebank, che un tempo era solo un divertente zimbello, si era fatto anche irritante. I Pike - padre, madre e figliolette - libavano fra loro. E io e Oldmeadow... Edmund. Tienti forte.
Guardai fuori dell'ampia finestra poppiera. Il mare era diverso, ora, pi cupo, fino all'orizzonte, ma disseminato di bianchi frangenti che, come cavalli, cercavano di seguirci, ma, rovesciati dalle loro stesse onde, indietreggiavano scomparendo alla vista. Raffiche a tratti pi forti di un vento costante sferzavano il mare, sollevando alti spruzzi dai marosi sopravanzanti su di noi per superarci.
Fui percorso da un brivido. Sovreccitato per il travestimento in costume marinaro, non mi ero accorto che l'aria - anche l nel salone - si era fatta pi fredda di prima.
La porta del salone si spalanc. Mi volsi a guardare. Sulla soglia era comparsa la piccola signora Brocklebank. Stava l con
lo sguardo fisso. Poi venne oltre e si piazz innanzi a me, con le mani sui fianchi.
Dove vi credete di essere? Mi alzai in piedi.
Ella diede un'esclamazione stridula. Voi, mister Talbot! Non sapevo... Non intendevo...
Per chi mi avevate scambiato, signora? Per qualche minuto la donna seguit a fissarmi, l impalata, a bocca aperta. Poi si volse e scapp via. Dopo un po' scoppiai a ridere. Era una piccola donna graziosa. Un uomo avrebbe fatto di peggio. Il mio costume serviva ormai da pietra di paragone, in societ.
Tornai a sedermi e guardare il mare. La pioggia sferzava la finestra e gi i flutti avevano preso la nuova direzione. I cavalloni bianchi eran pi numerosi e galoppavano pi a lungo di prima sulla cresta delle onde che li avevano generati. A me sembrava che la nostra velocit fosse aumentata. Si ud un tonfo fuori della finestra: era stato calato il solcometro, il ciocco misuratore di velocit. Il cavo si tese sempre pi a poppavia. La porta del salone si apr ed entr Bowles, l'assistente legale. Si scroll le ultime tracce d'acqua dal pastrano. Mi vide ma non si mostr sorpreso del mio abbigliamento. Buongiorno, mister Bowles. Buongiorno, sir. Avete sentito la novit? Quale novit?
L'albero di trinchetto. C' un contrattempo. Mister Bent e
il fabbro han trovato un intoppo nell'allestimento di quel marchingegno. Quindi occorre rinviare la rischiosa opera mirante a ridare all'albero tutta l'antica efficienza.
Questa notizia mi rallegra, ve l'assicuro. Ma perch? Per via del carbone che dovr servire a scaldare il ferro. Non ce n' a sufficienza, sulla nave. Da un'ispezione del primo tenente risulta che se n' consumato pi del previsto.
Potrebbe esser un'ottima occasione per dar tempo al capitano di ripensarci. Che intendono fare?
Produrranno dell'altro carbone. Mi hanno detto che la
carpa del trinchetto  spaccata e che si vuol sfruttare l'enorme energia sviluppata dal metallo che si restringe quando si raffredda per saldare di nuovo quel blocco di legno. Cos infatti mi ha detto mister Summers. Ah, s. Beh, chi meglio di voi pu saperlo? Alcuni ritengono che mister Summers non fosse affatto dispiaciuto, nel riferire che il carbone manca. Mister Bent invece se ne dispiacque e chiese che gli si consentisse di ricontrollare, nel caso che il primo tenente si fosse sbagliato. Gli  stato bruscamente negato. Non si rende conto, mister Bent, dei rischi insiti in questo tentativo?  un tale sciocco!
Il guaio  proprio che, invece, non  uno sciocco, mister Talbot. Non esattamente.
Farebbe bene a limitarsi alla poesia, che non ha mai nuociuto a nessuno, tranne forse a qualche critico ipersensibile. Gran Dio, una nave dissestata, un capitano sempre imbronciato...
Non pi tanto imbronciato, signore. Mister Bent gli ha -, lo dico senza pregiudizi di sorta - rallegrato la vita. Favoritismi, mister Bowles.
Senza alcun pregiudizio, signore. Cumbershum non  in favore del ferro incandescente. E neanche mister Summers.
E neanche il nostro vecchio carpentiere, mister Gibbs. Naturale che questi, uomo del legno, ritenga che il ferro rovente stia a esso il pi lontano possibile. Il cannoniere, mister Askew,  di diverso parere: "Cosa vuoi che sia un po' di ferro incandescente, fra amici?" dice.
Ciascuno parla a seconda dei propri umori, come in una vecchia commedia. D'improvviso irrequieto, mi alzai. Devo lasciarvi, mister Bowles.
Me ne andai; dal freddo salone, uscii nell'atrio ventoso; indi scesi di nuovo le scale. Nel quadrato faceva un tantino pi caldo. Summers non c'era pi. Webber mi serv un brandy. In piedi, a gambe divaricate, guardavo dalla finestra. Ci si abitua ben presto a uno stato di benessere, a lungo agognato. Io mi ero scordato cosa fosse aver prurito.
Ci fu un toc sul vetro. Il solcometro veniva tirato su dall'acqua.
Quell'uomo  uno sciocco!
Queste parole furono dette da mister Bent, che era entrato silenziosamente nel quadrato. Il quartiermastro?
Dovrebbe calarlo dal giardinetto, il solcometro. In questo modo rischia di spaccare i vetri delle finestre. Come va la carbonella?
Ne avete sentito parlare anche voi. Questa nave echeggia come la cassa di risonanza di un contrabbasso. Vi sta provvedendo Coombs. Bisogna aspettare. La cosa  nelle sue mani. Non nelle vostre?
Io controllo l'insieme. Meno male che Coombs lo sapeva gi, di quanto laminato disponesse, prima che ad altri spettasse appurarlo.
A ogni modo, sarete contento di una pausa di respiro, con tutto il da fare che avete.
Il lavoro mi consente di scordare il dolore, mister Talbot. Non invidio voi che avete ventiquattr'ore d'ozio al giorno, durante le quali provar le pene della nostalgia.
Siete buono, a rammentarvi della mia situazione. Ma dato che siamo compagni di pena, mister Bent, ricorderete le pur troppo brevi ore durante le quali l'Alcyone fu costretta dalla bonaccia a cullarsi accanto a noi...
Ogni minuto, ogni istante ne  inciso nel mio cuore. Anche nel mio. Ma ricorderete che, dopo il ballo, io giacevo delirante nella mia cabina. Non lo sapevo.
Non lo sapevate? Non ve lo dissero? Alludo al periodo immediatamente successivo al ritorno del vento, che consent all'Alcyone di allontanarsi da noi...
In fretta e furia. Non sapevo di voi, signore. Avevo le mie pene di cuore, io. La separazione dall'Amato Bene...
E anche miss Chumley doveva saperlo che io... giacevo su un letto di tormenti.
Fatto sta che data la mia improvvisa partenza... da una nave... per trasferirmi sull'altra... e dato lo scambio avvenuto fra me e uno dei vostri ufficiali... Jack Deverel.
E dato il mio distacco da colei che per me conta pi di chiunque al mondo... nonostante il caloroso benvenuto datomi dal vostro geniale capitano...
Geniale! Stiamo pensando allo stesso uomo?
...Dato tutto ci, non avevo altro sollievo che la mia Arte. Non sapevate, allora, che avreste trovato spazio anche per la vostra passione ingegneresca.
La mia Musa. La mia poesia. Quella separazione fece scaturire versi, da me, rapidamente, come il ferro fa scaturire scintille dalla pietra focaia.
Mister Bent si appoggi con la sinistra al tavolo e port l'altra mano su quella parte del torace ove mi si assicura che il cuore sta celato. Indi allung quella stessa mano in direzione del mare sempre pi tempestoso.
Il saluto che essa mi lanci dall'altra nave fu l'estremo addio.
Dal ciglio una pia lacrima sgorg, che vidi poich ancor vicino er'io.
Non sorrise e neppure si accigli nel vedere le vele rigonfiarsi.
Ahim, un pugnale mi trafisse il core quando sentii le due navi staccarsi.
Stridean le sartie, l'onda sciabordava, mandava il vento il suo respiro intenso.
Breve tratto di mar ci separava... Per me gi era un abisso immenso.
Son certo che questi vostri versi, mister Bent, saran molto leggiadri, una volta corretti e messi in bella. Corretti? Vi trovate qualche pecca? Mah, soltanto lievi difettucci, di cui non  neanche il caso di parlare. Mi pare per esempio che ci sia un enjambement be... ma si pu lasciar correre. Piuttosto... voi eravate assieme miss Chumley. Non parl, miss Chumley? Lady Somerset e miss Chumley parlavano fra loro. Poi corsero da Truscott, il chirurgo, non appena questi sal a bordo, della vostra nave. Non udiste quel che dissero?
Non appena l'Alcyone ebbe preso vento, sir Henry lasci il ponte di comando e scese sottocoperta. Allora Lady Somerset i appress alla murata e fece questo gesto.
Il tenente Bent si raddrizz. Port una mano a coppa alle labbra e vi depose qualcosa. Poi con una femminea torsione del corpo port la destra sopra la spalla e, dischiuso il palmo, fece atto di scagliare qualcosa oltre la nostra finestra poppiera.
A me sembra un modo alquanto laborioso per sbarazzarsi di uno sputacchio, mister Bent. Di solito la gente non fa altro che "scaricare in mare", come direbbe il giovane Tommy Taylor.
Siete faceto, sir. Quello era il nostro estremo addio.
Ma miss Chumley... Non udiste ci che disse miss Chumley?
Ero sceso sottocoperta, a sistemare le mie robe. Quando udii il fischietto, capii che era giunto il momento... scansai Webber in malo modo... corsi su per la scaletta... era gi troppe tardi. Il distacco era gi avvenuto. Le gomene eran state gi salpate. Voi, signore, dubito che voi abbiate la sensibilit necessaria per comprendere quant' completa la separazione fra due navi fin allora appaiate, allorch si salpano le gomene... potrebbe trattarsi di due continenti distinti... volti familiari sono d'un tratto diventati estranei. Il loro futuro  diverso e ignoto.  come la morte!
Credo di non essere, quanto a sensibilit, secondo a nessuno, signore!
 quel che ho detto.
Ma miss Chumley non parl?
Si appress alla murata, e l stette, mentre l'Alcyone si allontanava. Appariva affranta. Oso dire che soffrisse di nuovo il maldimare, cosa che, lo sapete, mister Talbot, faceva di lei una martire.
Oh, povera fanciulla! Mi appello a voi, mister Bent. Non mi dilungher sulle notti di pianto insonne, sulla lancinante nostalgia, sul timore che qualche altro uomo possa corteggiarla, sulla voglia che ho di comunicare con lei, sull'impossibilit di farlo! Ella  diretta in India, io nel Nuovo Galles del Sud. Sono stato con lei per non pi che poche ore, quel miracoloso giorno in cui le nostre due navi restarono affiancate nella bonaccia, pranzammo insieme... poi danzai con lei durante il ballo a bordo di questa nave... Si tenne mai una simile festa da ballo nel mezzo dell'Atlantico? Dopodich ebbi un collasso... un trauma... mi ammalai... deliravo... frattanto ci si era separati... Se solo poteste capire quanto preziosa sarebbe, per me, una sorta di racconto delle giornate di lei a bordo dell'Alcyone quando voi... corteggiavate Lady Somerset.
Adoravo Lady Somerset.
E lei, miss Chumley, vostra conoscente, persino vostra alleata in quella riprovevole tresca... ma che dico!... in quel tenero affetto... L'amore della mia vita, sir.
Se volete saperlo, quell'unico giorno segn per me l'inizio di una nuova vita! Nell'istante in cui la vidi rimasi folgorato, fui distrutto da un vero e proprio - conoscete l'espressione francese? - coup de foudre. Ditelo ancora. Coup de foudre. S, questa frase mi  nota.
Prima di separarci, ella dichiar che teneva me in pi alta stima e considerazione di chiunque altro, a bordo delle due navi. Pi tardi ricevetti un billet doux... Santo cielo, un billet doux! Non era, questo, un incoraggiamento? Come posso dirlo, se non so cosa vi era scritto? Quelle parole sono incise nel mio cuore. Una giovane persona ricorder sempre il periodo in cui due navi sostarono a fianco a fianco nel bel mezzo dell'Atlantico; e spera che esse, un giorno, gettino l'ancora nel medesimo porto. Il tenente Bent scosse la testa. Non vi scorgo alcun incoraggiamento per voi, sir. Nessuno? Oh, suvvia! Ma come... nessuno? Ben poco. Anzi, a me suona piuttosto come un cong, se vi  nota questa parola. Probabilmente, voi direste "congy" o qualcosa del genere. Un addio! Con un senso, sottinteso, forse, di sollievo. Non voglio crederci.
E con la volont di chiudere la storia nel modo pi indolore possibile. No!
Siate uomo, mister Talbot. Forse ch'io gemo o do in smanie? Eppure, non ho alcuna speranza di rivedere ancora il mio sommo Bene. Non resta, a consolarmi, che il mio genio.
Ci detto, il tenente Bent gir sui tacchi e scomparve nella propria cabina. Una marea di furiosa indignazione mi travolse. Non credo a una sola parola che ha detto! Poich ella era l, nitidamente... non gi l'Idea di una giovane donna, i cui tratti del volto, per quanto tentassi, non mi riusciva mai di ricomporre, mentre mi contorcevo nella mia cuccetta... bens in persona, l, odorosa di lavanda, gli occhi sfavillanti nella penombra, e il suo sommesso ma appassionato sussurro... Oh, no, sul serio!
Bent non l'aveva n vista n udita cos. Ella provava quel che provo io!
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CAPITOLO 4.
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Restai dunque a fissare il mare che ci separava finch la rabbia non sboll. Ma il dolore rimase! Udii, alle mie spalle, una porta aprirsi e chiudersi, i passi lesti di Bent, poi un'altra porta aprirsi e chiudersi, allorch egli usc dal quadrato. Non mi volsi a guardare. Chiaramente, quell'uomo era incline a canzonarmi, inoltre, apparteneva alla fazione avversa. Anche se Charles mi aveva proibito di usare questa parola, non potevo farne a meno, tra me e me. Per lui. Charles aveva bisogno del mio sostegno. A ci pensando, chiamai Webber, mi feci aiutare a indossare la cerata e gli stivaletti. Mi recai quindi, con lena affannata, sulla tolda. Cercavo Charles, ma non lo vidi da alcuna parte. Mi fu, per, subito evidente che avevamo varcato, in mare aperto, un'invisibile frontiera. L'acqua aveva una netta sfumatura verdastra, anzich grigia o azzurra. L'aria si era fatta invero pi fredda. Alcuni spruzzi mi arrivarono in faccia dove mi parve si congelassero. Il vento soffiava adesso da sud-ovest e noi procedevamo verso sud-est. Non era pi burrasca, ma un vento fortissimo che spronava le onde nella nostra stessa direzione. Sotto la bassa nuvolaglia, brandelli di nebbia ci svolazzavano accanto, dall'invisibile orizzonte occidentale. La nostra nave si era messa, di nuovo, a rollare in modo anomalo: un rapido rollio ch'era dovuto agli alberi monchi e all'inadeguata vettura. Ma, almeno, non sembrava scarrocciare; e i cavi che Charles le aveva passati attorno al ventre per imbracarla restavano tesi e immoti. Gli uomini della ciurma erano affaccendati. Non alludo a coloro che facevano parte del turno di guardia, e stavano chi di vedetta, chi al timone, chi pronto a cambiare le vele. No: alludo a quanti erano intenti a tendere gomene dal castello di prora alle biette dell'albero di maestra e, di qui, al castello di poppa e alle scalette che conducevano al cassero. Lo spettacolo era suggestivo. Mentre stavo l a guardare, vidi Charles Summers uscire dal castello di prua e mettersi a parlare con  il carpentiere Gibbs, il quale tosto corrug la fronte, indi torn dentro il castello. Charles venne avanti, si appress al trinchetto, controll le biette e parl con il sottufficiale che comandava gli addetti alle gomene. Si diede quindi a esaminare queste gomene, gravandole qua e l del proprio peso. Ci fu una discussione, riguardo a un punto di attacco, ma alfine Summers parve
soddisfatto. Sal sul cassero e parl con qualcuno. Mi vide e mi fece un cenno di saluto. Gli risposi alla stessa maniera, a braccio alzato, ma non mi appressai a proravia. Charles si indaffar con qualcun altro, sul cassero. Quindi ne discese e venne, a passi lesti, sulla tolda, verso di me. Ancora asciutto, sei?
Come vedi. E porto la cerata, che mi tien caldo oltre a ripararmi dall'umidit. L'aria si  molto raffreddata. I "ruggenti quaranta"!
NOTA: In gergo marinaresco con ruggenti quaranta si allude alla plaga d'oceano tempestoso compresa fra i 30 e i 50 gradi di latitudine Sud. FINE NOTA.
Li abbiamo trovati, finalmente. Ma alquanto pi a sud di dove si dovrebbero trovare!
Il mutamento  stato repentino.
Lo  sempre, a quanto mi consta. Anche le acque hanno le loro isole, i loro continenti, le loro strade maestre. Questo qui  un continente.
Quelle sagole di salvataggio sono di cattivo auspicio. Una precauzione. Mi sembri allegro.
Non dovrei esserlo, invece lo sono. Ch... posso dirtelo a mezza bocca?... sottocoperta, l, a proravia, Coombs sta producendo carbone. E gli ci vorranno giorni. Aggiungi che il tempo peggiorando, render troppo pericoloso ogni armeggio con l'albero di trinchetto.
La nostra fazione  in ascesa! Non usare quella parola! Scusa. Me n'ero scordato.
Che razza di reputazione ti porteresti appresso, tu, qualora il capitano Anderson dovesse dire al governatore che hai seminato zizzania sulla nave?
Non gli dir niente del genere, finch terr presente che i mio diario di bordo finir sotto gli occhi del mio padrino.
Me ne dimenticavo. Quanto tempo sembra trascorso da quella faccenda. Comunque, per farmi contento, evita certe parole che potrebbero far pensare a una lotta intestina fra noi. Intendevo solo dire che sono contento perch un inutile azzardo  stato rinviato.
Confesso che mi sorrideva molto, l'idea di accrescere la nostra velocit. Ma, ci, prima che mi rendessi conto dei rischi inerenti.
Posso darti un consiglio? Metti la cerata solo per i suoi adeguati fini: cio all'uopo di star all'asciutto. Altrimenti, l'eccessivo calore ti far sudare. E allora in men che non si dica, tutto il beneficio di quel tuo inusitato bagno andrebbe perso.
Annu, significativamente, indi torn nel castello di prua.
Io borbottai fra me: Quel cenno valeva un ammicco. Prima, infatti, puzzavo.
Mi accorsi che il vecchio Brocklebank si trovava a tre passi da me. Si teneva al riparo (per quel che poteva servire) della murata di babordo, con il gomito destro agganciato a una sartia. Da qualche parte aveva trovato - o gli avevano regalato una mantella da postiglione, antiquata, consunta e sudicia. Se l'era stretta intorno al corpo, sicch produceva un effetto scultoreo. Il berretto di pelo era tenuto da una fettuccia che lo sormontava, annodata sotto il mento. Credo che la fettuccia fosse in realt una calza da donna. Il suo viso rubizzo era malinconico, lo sguardo perduto nel vuoto - o forse rivolto all'interno di s. Non avevo alcuna voglia di mettermi a conversare con lui perch, tanto, non avrebbe saputo aggiungere nulla a quanto io sapevo sul conto di miss Chumley. Gli passai davanti, quindi, senza degnarlo che di un cenno di saluto, ed entrai nell'atrio passeggeri. La porta della cabina che mi ero, nobilmente, presso di tornare a occupare era aperta. In quella ne usc Phillips, con uno spazzolone e un secchio, e si diresse verso tribordo.
Non avevo pi messo piede in quella cabina da quando Wheeler l'aveva prescelta per compiervi il suo tragico atto inconsulto e criminale. D'impulso, deciso a non porre tempo in mezzo, vi entrai. Tutto sembrava uguale a prima, tranne che lo stanzino era adesso pi pulito e luminoso. Le pareti e il soffitto infatti - costituiti da tre paratie, dalla murata e dal piancito del soprastante ponte - erano stati ridipinti di fresco, non gi in quella tinta opaca, color crema - ch'era quanto di meglio la Marina sembrava in grado di fornire per gli alloggi dei passeggeri - bens a smalto bianco, lucente. Era allegro abbastanza. Toccai qua e l e constatai che la vernice era asciutta. Non v'erano pi scuse, ormai, per non tornarvi. Mi sedetti sulla sedia di tela e cercai di convincermi che quella fosse una cabina qualsiasi, senza storia. Non ci riuscii. Per quanto tentassi, il mio occhio tornava sempre a posarsi su un punto, accanto alla testiera del letto. L v'era un anello al quale la mano irrigidita del morto si teneva aggrappata, mentre il corpo esanime sprofondava nel giaciglio, quasi ne facesse parte. A stento riuscii a distoglier la mente da Colley ed ecco subito comparirmi dinanzi l'immagine di Wheeler, in piedi accanto a me, a testa alta, con la bocca dorata dell'archibugio a un paio di pollici appena dal viso. Senza un sussulto, senza un battito di ciglia. Era come se l'inconsulto coraggio di quell'uomo nel porgere la fronte al colpo che l'avrebbe distrutto si comunicasse, ora, a me. Stavo anch'io a testa alta, guardando in su, la sua ultima visione era anche la mia ultima visione: null'altro che le travi, massicce e consunte, che reggevano il ponte.
Sentii freddo, nonostante tutti quegli indumenti marinareschi e la cerata... un freddo non dovuto al clima. La vernice per quanto accuratamente spalmata, pu cancellare le macchie ma non i segni. La trave centrale recava infatti un foro nel punto a perpendicolo rispetto a dov'era la testa di Wheeler. Un cranio e delle cervella non costituiscono un grosso ostacolo per una pallottola propulsa da polvere pirica, a distanza ravvicinata. C'era una tacca dentro la quale, nonostante la vernice bianca stesavi sopra accuratamente, si scorgeva un piccolo oggetto acuminato che sporgeva da in fondo al buco. Il marinaio chi aveva alacremente ficcato il pennello entro quel foro, aveva per tanto dipinto la superficie di quell'orrendo memento mori. Scorsi anche altre tracce e, ben presto, gli occhi mi fornirono un quadro cognitivo particolareggiato, del quale avrei potuto fare benissimo a meno. Mi figurai esattamente l'esplosione e la traiettoria. Arguii come era scoppiata la testa. Non era un posto adatto per dormirci. Tuttavia, l dovevo dormire, o, senn, di ventare lo zimbello di tutta la nave e, in seguito, dell'intero Nuovo Galles del Sud.
Il piancito si muoveva sotto di me: un moto vigoroso che sollevava uno stivaletto e faceva slittare l'altro. Giunse un grido gemebondo dalla cabina di Prettiman. Per angosciata che fossi quella voce, nondimeno fui quasi contento che il mondo esterno mi venisse rammentato. Quello sciocco di Prettiman! Sedicente filosofo! Ebbene - pensai, distogliendo l'attenzione da morti -, egli sta pagando cara la sua follia. A quale fazione apparterrebbero, lui e la sua fidanzata, miss Granham? I mie pensieri adesso divagavano, fra le due cabine. Se una dama cos volitiva aveva accondisceso a fare di Prettiman il pi felice degli uomini... D'altro canto, egli era un uomo facoltoso, uno di quelli che corrono sempre il rischio di venir sposati per denaro. Ad ogni buon conto, se fosse toccato a miss Granham di dormire nella mia cabina, ebbene, non avrebbe fatto tante storie. Questo pensiero mi rincuor alquanto, in quel morboso ambiente, al ch mi alzai e uscii fuori nell'atrio.
Attraverso la porta che dava sulla tolda, vidi che qui c'eran due dita d'acqua di mare che sciacquava dall'uno all'altro lato del ponte di mezzo. Cominciavamo ad avere il clima previsto, adesso mi toccava camminare a gambe divaricate, tenendomi aggrappato alla ringhiera di sicurezza dell'atrio. Meno male che anche le scalette che scendevano nell'alloggio ufficiali avevano il loro passamano.
Webber, aiutami a togliere questa cerata, per favore. Dopodich puoi riportare le mie robe nell'altra cabina, nel settore passeggeri.
Signore, il primo tenente ha detto... Non importa quel che ha detto il primo tenente. La vernice  asciutta e io, stanotte, dormir l.
Un violento spruzzo d'acqua colp i vetri della finestra poppiera.
Si va agitando, signore, neh? E il peggio deve ancora venire.
S. Ora fa come ti ho detto, Webber.  la cabina dove quello si  ammazzato, neh? E, prima di lui, il parroco, dico bene? S. Ora affrettati.
Webber si ferm ancora un momento, poi annu, pi fra s e credo, che non a me. Ah.
Scomparve nella cabina che mi era stata prestata. Nessun dubbio, al riguardo: ogni cosa congiurava per rendermi inquieto. Ora, sbarazzatomi della cerata, decisi di recarmi nel salone passeggeri, sebbene fosse ancora presto per mangiare. E chi trovai, l, se non il piccolo Pike, con la testa riversa sul tavolo?
Al rollio della nave, un bicchiere ruzzolava qua e l sul pavimento.
Pike! Richard! Che c'?
Non mi rispose. Il suo corpo rollava con la nave. Trovavo la sua ubriachezza disgustosa. Nessuno  tanto intransigente sul vizio di bere quanto un bevitore ravveduto. Ma questo  un altro discorso.
Richard! Tirati su!
Non appena ebbi detto cos, me ne pentii. In effetti, una volta che il danno  stato fatto, conviene lasciare l'ubriaco all'oblio, per quanto triste, da lui scelto. Chi ero io, per decidere se gli convenisse dormire o star sveglio? Pike non era che un povero scrivano, il quale a malapena era riuscito a pagare il viaggio in Australia per s, la moglie e le due figliolette. Le bambine stavano forse morendo e la moglie si andava trasformando, sotto ogni riguardo, in una bisbetica se non peggio. No. Lo si lasci in pace.
La porta si apr ed entr Bowles, uomo rispettabilissimo. Ebbene, mister Bowles? Che notizie del trinchetto? Dovreste chiedere piuttosto notizie della carbonella, se sono in grado di distillare... o fermentare... o ridurre... o quel che sia che si fa, con il legno, onde ricavarne carbonella... solo in piccole dosi. Il castello di prora  un coro di argomenti pr o contro.
Siete stato l, dunque.
Ci crediate o no,  stato chiesto il mio consiglio per la stesura di un testamento. Poi, a mo' di pagamento suppongo, sono stato condotto sottocoperta e mi han mostrato il pedale dell'albero entro la scarpa rotta.
Le opinioni della gente sono divise? Oh, s. La lite  accanita e il dibattito non viene condotto secondo le norme giudiziarie o, diciamo, parlamentari.
Voi siete d'accordo con il primo tenente o con mister Bent?
Con nessuno dei due. Mi stupisce la disinvoltura con la quale i profani esprimono pareri, con passione e sicumera, su cose che non sono assolutamente in grado di giudicare.
Secondo me, il tentativo non andrebbe fatto.  troppo pericoloso.
S. Cos la pensa il primo tenente. La dovreste vedere, la scarpa!  gigantesca. E cos pure la spaccatura. Da far spavento. Spaventoso  anche il cigolio dell'albero, che compie, stridendo, quel suo piccolo, imprevedibile, giro all'interno del blocco di legno. Non lo so, per me, cosa convenga fare. Son state prese diverse misure provvisorie. Alcune comprensibili da profano, altre affatto misteriose. Vi sono paletti incastrati fra il tronco dell'albero e le travi della murata. Vi sono cavi attorti intorno all'albero, cos stretti che diresti siano fatti di metallo. Eppure l'albero si muove, nonostante i paletti e i cavi, i cunei e zeppe. Una vista che mette paura. Osservare quel piccolo movimento, anzi,  uno spettacolo pi che pauroso. V' di pi che la paura? Il terrore.
Non disse altro. Guardava, fuori della finestra poppiera, il mare agitato.
Ebbene, mister Bowles, siamo diventati una ben misera congrega di mortali, mi pare. Ecco qua Pike, ubriaco fradicio. Oldmeadow si  fatto collerico e preferisce la compagnia dei suoi fanti, alla nostra. Noi siamo divenuti... cosa? Pazzi di paura.
Prettiman non si muove dalla cuccetta... Non si pu muovere. Giace inerte. Il ruzzolone  stato violentissimo. Poich non abbiamo un medico, a bordo, c' solo l'infermiera degli emigranti che lo cura... Non credo che possa giovargli in alcun modo. Neanch'io. Ma i marinai e gli emigranti hanno insistito che facesse quanto in lei. Il che credo si riduca a borbottar scongiuri e ad appendere collane d'aglio attorno al collo del poveretto.
I marinai e gli emigranti l'hanno mandata? Prettiman gode, fra loro, di molto rispetto. Forse ho avuto troppa fretta nel giudicarlo un pagliaccio? Oh, no, certo.
Bates, il cambusiere, venne a servirci quel po' di cibo che era a disposizione di quanti avessero ancora voglia di mangiare: carne di maiale salata - fredda, poich il carburante andava usato per produrre carbonella -, fagioli lessi, anch'essi freddi, e le famigerate gallette di bordo - le quali per non avevano vermi, lo giuro -, un po' di birra o acqua salmastra corretta da uno schizzo di brandy. Mangiai, e cos pure Bowles. Pike seguit a dormire finch Bates, aiutato da Phillips, non lo ricondusse nella sua cabina. Oldmeadow, mi risulta, mangi una razione da marinaio nel castello di prua con i suoi fanti. Il mare si ingross ancora e il rollio si fece pi violento. Il tran-tran quotidiano della nave, che deve svolgersi qualunque cosa accada - i cambi della guardia, gli appelli del nostromo, le campane, i passi, sopra le nostre teste, degli ufficiali calzati di stivaletti e i tonfi dei piedi nudi dei marinai sull'assito -, tutto ci risuonava intorno a noi, interminabile come il viaggio stesso, come lo stesso tempo, mentre le ore passavano cariche d'ansiet. Bates - fosse o non
fosse suo compito, non saprei dirlo - port il pasto alle signore nelle loro cabine.
Bates si ritir. Mister Brocklebank, avviluppato nella sua mantella, venne a sedersi accanto a me. Prese a illustrarmi i vari metodi di incisione su pietra, rame e zinco, nonch le svariate difficolt che si incontrano in queste operazioni. Dopo un po' smisi di starlo ad ascoltare e, alfine, il vecchio se ne and. Di tanto in tanto un'onda pi violenta delle altre colpiva la nave col fragore di un'esplosione.
Verso le nove di quella buia sera mi alzai da tavola e mi diressi, cauto, verso la mia cabina ridipinta di fresco. Vi trovai Webber, che fingeva di rassettare le coltri, ma, in realt, stava aspettando di ricevere una mancia per aver fatto il proprio dovere.
Grazie, Webber. Basta cos. Con mio stupore, non se ne and.  qui dunque che si  fatto fuori. Non mi sorprende. Cosa intendi dire, Webber?
A un posto gli vien fame, dopo il primo assaggio. E cos ha voluto mangiarsene un altro, dopo che ebbe saputo cosa quello aveva in mente...
Ma di chi stai parlando?
Di Wheeler. Joss, lo chiamavamo noi. Era il mio omologo fra i cambusieri. Vattene!
Una volta che se lo son messi in testa, non c' modo di fermarli, no?  una sorta di conforto, mi diceva. Era un tipo strano, Joss. Era vissuto, credo, fra la nobilt prima di prendere il mare. Aveva un certo modo di parlare... Era vissuto fra persone istruite - diceva - prima di cambiar mestiere. A me non ha detto mai niente. Ora... C' una sorta di tana, diceva. "Sta sempre l, Webber", mi disse una volta. " una specie di tana, e tu sai che, se il tempo si mette troppo al brutto, puoi andare a rintanartici, e dormire tranquillo", mi disse. " sempre l. Io non voglio affogare un'altra volta."
Buon Dio! Ti disse una cosa del genere... una cosa... Ma, dico, perch proprio qui? La risposta  che questa cabina lo ha attratto. Lo sapeva, capite. Esci, Webber!
Vado, signore. Non ci resterei, qui. Specie la notte. Neanche se mi pagaste, signore... Cosa che non fareste mai, del resto.
Attese un altro momento, sperando ancora in una mancia, ma non gli diedi nulla e allora usc. Una smania mi prese, dopo che ebbe richiuso la porta. Allora uscii di nuovo e mi portai, a fatica, fin sull'ingresso della tolda. Guardai oltre la murata. Le onde si erano schierate a ranghi cos ordinati che sembravano tracciati con la riga e la squadra. Il lume di una luna calante si posava su quelle creste irreggimentate, trasformandole in linee d'acciaio.
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CAPITOLO 5.
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Mister Talbot, sir.
Phillips teneva in una mano le candele e, nell'altra, una lanterna accesa.
Sono qui, Phillips.
Avrete bisogno di un lume, ora, signore.
S... No! Non ancora. Senti, Phillips. Non voglio le candele. Lasciami la lanterna.
Oh, non posso, signore. Sapete, mister Talbot, ai passeggeri non  consentito di avere lanterne ma solo candele, perch...
Perch se cadono, le candele si spengono. S, lo so. Ma tu mi conosci, nevvero? Aspetta un momento. Dunque. Questo per comprare da te quella lanterna. Voglio conservare una lanterna come ricordo di questo viaggio.
Un'espressione comprensiva alter la faccia solitamente lignea di Phillips.
Signore...
Appendi la lanterna a quel gancio, l. Abbassa lo stoppino.
Naturalmente, una nave non dorme mai. C' sempre qualcuno che vigila: gli uomini del turno di guardia, l'ufficiale di servizio e il suo attendente, chiamato doggy, cagnolino. Mi misi su la cerata e mi recai, al lume della luna, verso il cassero.
Mister Bent stava appoggiato alla ringhiera. Salite su, mister Talbot. Vi piace, questo vento? Ci fa filare ch' un piacere no?
E alla nave piace?
Imbarca pi acqua, s'intende. Ci  scontato. Stavo pensando. Dovremmo fabbricare una specie di mulino a vento, per pomparla fuori.
Oh, no! Basta! Non atterriteci con nuovi marchingegni. Funi a strascico, placche di ferro, spranghe incandescenti... Abbiate piet di noi, mister Bent. Siamo preziosi, noialtri.
Mister Bent si tolse il cappuccio della cerata e allarg le braccia.
Guardatevi intorno, mister Talbot. Non  uno spettacolo stupendo? Il chiardiluna su queste acque mosse, le nubi inargentate, le imperscrutabili distanze lass... quegli astri brillanti
che occhieggiano sopra di noi! Dov' il vostro spirito di poesia? Non d forse il pericolo, non aggiunge forse la paura che noi tutti proviamo, un nonsoch di pi acuto a tanta inebriante bellezza?
A questo punto, dov' il vostro spirito poetico? Fino a ieri sareste stato fin troppo ansioso di ingozzarmene. Siete un critico troppo severo, voi. Allora, considerate il lato utilitaristico. Il chiardiluna lascia presagire cielo sereno domattina, all'alba, per cui riusciremo a fare il punto, con le stelle?
Mi pareva che fossero sorte difficolt per l'orientamento. I cronometri difettosi o non so cosa.
Ne cogliete, di voci qua e l, voi, nevvero? Ma, perlomeno, riusciremo a stabilire la latitudine. Non  tutto, ma qualcosa .
Non  mister Willis, quello? Ehil, ragazzo! Spero che vi siate ristabilito. Mister Bent, non potrebbe mister Willis aiutarvi a fare il punto?
La prendo come una gentilezza, signore. Vogliate scusarmi, adesso. Sto componendo un'Ode alla Natura. Argomento talmente vasto e profondo che non so come affrontarlo, n come cavarmela. Meglio un'ode, che un naufragio.
Alludete, suppongo, al trinchetto. Daremo inizio all'opera non appena avremo sufficiente carbonella, e il mare si sar un po' calmato.
- A questo punto quello strambo giovanotto scosse i lunghi ricciuti capelli e recit: Spirito della Natura...
Ne siete sicuro, mister Bent? L'ultima volta... no, la penultima... era Spirito di donna... Siete parsimonioso. Il tenente Bent mi ignor.
Spirito della Natura, tiepido o freddo o torrido. La solidit...
No, no, mister Bent. Non merito un tale trattamento di favore. E neppure mister Willis. Consentitemi di portarvi via un momento mister Willis. Egli si esprime in prosa.
Prendetelo. Fatene ci che vi pare. Restituitemi poi quanto ne avanza. Non si sa mai, quello che pu tornare prima o poi utile.
Willis mi segu, alquanto imbronciato, a poppa.
Ebbene, mister Willis, vi siete ristabilito. Sono sordo, dall'orecchio destro, dove il capitano mi ha percosso. E se qualcuno vorr farmi salire su un albero, dovr portarmici di peso.
Buon Dio, ragazzo, avete ritrovato la voce. Mi congratulo con voi. Mai pi in cima a un albero? Dov' finito il vostro spirito marinaresco, ragazzo?
A voi che importa? Sono affari miei, non vostri, e vi bado da me.
Gradirei un po' pi di cortesia da parte vostra, giovinetto.
Perch? Siete un passeggero. Quel che noi, in Marina, chiamiamo un "maiale". Non intendo prender ordini da voi. Cos dice il cannoniere, mister Askew. "Sono passeggeri", dice, "e nulla pi. Questa non  una nave di linea", mi ha detto, "e non occorre che tu gli dia retta, neanche quando sono di rango elevato come mister Talbot", mi ha detto.
Lo stesso pretendo un po' di civilt da voi, mister Willis, se non altro perch sono pi anziano di voi. Mi dispiace che siate stato assordato, ma sono sicuro che l'udito torner. Santo cielo! Il giovane Tommy rest un po' sbilenco, quando lo picchiai. I ragazzi vanno educati, sapete. Tutti dobbiamo soffrire. Non credo che vi sia scolaro o mozzo o guardiamarina, a questo mondo, che non subisca una qualche temporanea menomazione delle sue facolt, per un verso o per l'altro.  cos che siamo fatti, giovinotto, e dovreste esserne grato.
Invece no. Vorrei essere a casa. E ci sarei, a quest'ora, se il babbo non fosse in buoni rapporti con un pezzo grosso del porto e non avesse l'ambizione di fare di me un gentiluomo. A quest'ora, sarei ancora l, a vendere zucchero, e a spassarmela con le commesse. Ora che la guerra  finita, dovranno pur metterla in disarmo questa vecchia carcassa di legno fradicio e, allora, di me non vedrete neanche l'ombra.
La luna and sotto una nuvola e la notte si fece pi buia. Risuon la voce del tenente Bent, dal cassero.
Mister Willis, fatemi la cortesia di accendere le lanterne di poppa. Ci fatto, mi potrete dire che cosa succede mezz'ora prima del levar del sole. S, signore. Il nostromo...
Tirai Willis per una manica e gli sussurrai: Mezz'ora prima del levar del sole  l'inizio del Crepuscolo Nautico.
Lo so, questo. Mi prendete per un imbecille? Chiaramente, il ragazzo era refrattario a profferte di affabilit mondana. Stavo per accomiatarlo, quindi, quand'ecco arrivare un gruppetto di uomini. Con loro c'era Summers. Portavano una notevole quantit di attrezzi, fra cui un pennone e un enorme blocco di ferro che occorrevano tre uomini a reggerlo, nonch rotoli di grosse funi. Edmund! Non ti sei ancora ritirato in cabina!  evidente. Ma tu non smetti mai di lavorare? Cos' tutto questo? Un'ancora d'alto mare.  una novit per me.
Quando il mare  estremamente agitato, una nave pu mettersi all'ancora e cavalcare le onde, grazie a quest'affare. Ma qui siamo a poppa!
Le circostanze sono inusitate. Ecco tutto. Potremmo aver bisogno di gettare l'ancora da poppavia per rallentare la nave e far s che non si inabissi. Oh, non occorre adesso, con questo mare. Si va anzi calmando. Ma pi a sud troveremo veramente brutto tempo... Insomma,  una precauzione.
Gli uomini stavano legando il marchingegno alla ringhiera di poppa.
Ordine del capitano?
No. Ho sufficiente autorit, io, per questo. La nostra  un'antica professione, vedi, e le varie mansioni sono ben definite. Ma l'ora  tarda... Perch non sei a letto? Ecco... Le spiegazioni sono tediose! Son felice, con questi panni asciutti indosso, e splende la luna, per non dir nulla del rollio diminuito... e via discorrendo. Charles mi scrut in faccia. Ti sei trasferito al reparto passeggeri? S.
Charles annu, poi si rivolse ai suoi uomini. And a controllare, personalmente, che i legami fossero saldi abbastanza e il pesante aggeggio pronto all'uso. Se precisione e previdenza potevano assicurarci la sopravvivenza, lui ce l'avrebbe assicurata. Fui conscio d'un tratto di quello che Bent e Charles rappresentavano: l'uno ci esponeva di continuo, brillantemente, a nuovi rischi; e l'altro pigliava costantemente delle precauzioni. Charles parl di nuovo. Molto bene, Robinson. Andate pure.
Poi si rivolse a me. Scendi? E tu no?
Ho dell'altro lavoro da sbrigare. Non mi ritirer, suppongo, prima di mezzanotte.
E va bene, allora... scendo. Buonanotte, Charles. Tornai di malavoglia gi nell'atrio. C'era adesso una lanterna appesa all'albero di mezzana, proprio sopra la bacheca contenente il Regolamento del capitano. Sotto, c'eran due grossi rotoli di corda. Aprii la porta della mia cabina e vi entrai. Lasciando la porta aperta, mi arrivava abbastanza luce dalla lanterna dell'atrio per potermi muovere. Tastoni, estrassi l'acciarino dal cassetto e riuscii ad accendere la lanterna che avevo comprata da Phillips. Richiusi la porta e sedetti sulla sedia di tela. Debbo confessare che provavo qualcosa di simile a quel che prova chi si accinge a tuffarsi nell'acqua gelida e cerca di farsi coraggio. Mi tolsi la cerata e gli stivaletti con pi lentezza di un vegliardo. Mi chinai, ricordo, per togliermi gli stivali come se lo sforzo fosse doloroso; e la faccenda fu incredibilmente lunga. Ma alfine restai in brache e maglione. C'era ancora modo di rinviare lo sgradevole momento. Andai dunque alla latrina, sul lato di babordo, alzai lo stoppino del lume a petrolio appeso alla paratia, mi calai i calzoni e sedetti su quello, dei due buchi, pi vicino alla porta. Mi ero appena accomodato, quand'ecco aprirsi la porta e un sottufficiale di enormi dimensioni entrare. Oh, ch'io sia dannato! Scusate, signore! Uscite!
Ordine del primo tenente, signore. L'uomo inser l'estremit di una fune nell'altro buco e si mise a dare corda. Adirato, mi tirai su i calzoni, chiusi la cintura e uscii. C'eran altri marinai nell'atrio. Una fune si stava snodando dal rotolo e mi passava accanto ai piedi. Un'altra fune si stava, analogamente, srotolando in direzione dei gabinetti delle donne, a tribordo. Era roba da matti. Un giovane marinaio, in brache e maglione come me, usc dalle latrine di tribordo e corse alla porta di miss Granham. Era troppo! Piombai su di lui e lo agguantai per una spalla. Eh, no, eh, ragazzo mio!
Lo rigirai e... gran Dio! era miss Granham! Il cui viso, anche alla fioca luce della lanterna, era scarlatto.
Lasciatemi, signore! All'istante! Miss Granham!
La mia mano era saltata via dalla sua esile spalla come se avessi toccato un serpente. Un brusco movimento della nave mi fece perdere l'equilibrio. Miss Granham afferr la maniglia della porta. Io feci un capitombolo all'indietro e a salvarmi da mortali lesioni furon proprio quei due rotoli di corda che, sebbene ridotti, bastarono ad attutire la caduta. Mi tirai su, ginocchioni, poi tornai arrancando da lei.
Vi prego, miss Granham... vi prego, miss Granham... perdonatemi... vi avevo scambiata per un marinaio che intendesse darvi noia... Permettete... chiuder la vostra...
Posso chiuderla da me, mister Talbot... ma non finch voi avrete una mano sullo stipite. Avete un inconsueto talento, voi, per ruzzolare qua e l, signore. Lungi da me, voler darvi un consiglio...
Non mi faccio mai male quando cado, madame. Ma gradirei i vostri consigli su qualsiasi argomento. Ella rimase ferma, volgendomi le spalle, e con la porta dischiusa a met. Sarcasmo, mister Talbot? Il capitombolo mi aveva messo di malumore. Perch vengo sempre frainteso? Ella non si diede per intesa. Io seguitai: Non fate commenti, signora. Nel corso di questo viaggio, le opinioni dei vari passeggeri sul conto dei loro compagni hanno subito modifiche... come era inevitabile. Ci vale per me come per chiunque. Quel che ho detto era una semplice espressione di rispetto, da parte mia, per voi e per la vostra... la vostra... Per la mia et, giovinotto?
Si era rigirata e, adesso, mi fronteggiava. Alla fioca luce, i guasti del tempo sul suo bel viso non erano visibili. Stava sorridendo e una ciocca di capelli era sfuggita dallo scialle che le copriva la testa, e le pioveva in mezzo al viso. Se la ravvi. E in quel momento, per uno scherzo della luce, apparve giovane quanto me, se non pi giovane. Aprii la bocca e la richiusi. Inghiottii. No, signora.
Torniamo quindi a fare conoscenza daccapo, mister Talbot. Ci cade davvero a proposito. Vi render forse meno indifferente a dove e come cadete... Ors, non storcete il labbro, signore! State ad ascoltarmi sino in fondo. Avrete certo pi cura di voi stesso, quando vi sarete reso conto di quelle che possono essere le conseguenze di una brutta caduta. Mister Prettiman desidera vedervi. Io... sta di fatto che gli ho consigliato di rivolgersi a qualcun altro. Mi accorgo che forse mi sbagliavo.
Mi misi, credo, a ridere.
Mister Prettiman desidera vedermi? Buon Dio!
Quindi, se siete d'accordo, vi accompagner da lui domani mattina.
Acconsento, signora, volentieri. Nulla mi farebbe un piacere maggiore.
La ciocca di capelli era di nuovo caduta. Se la rassett, aggrondandosi.
Perch dite questo, mister Talbot? Son frasi del genere quelle che spargete fra le rappresentanti del mio sesso?
Feci un gesto di dissenso. Ma ben presto il sorriso torn.
Voi non mi rispondete, mister Talbot.  logico. Mi trovate minatoria. Lo vedo, il pensiero che si va formando, nella vostra mente. "Una volta governante, sempre governante". Colpa mia, signore. E, come vedete, mi inchino come una semplice contadinotta.
Ci detto, richiuse la porta. Restai dov'ero, aggrappandomi alla ringhiera; ed ero divertito. Nessun dubbio, al riguardo. Miss Granham aveva la capacit di ridurre una persona alle sue parti essenziali, senza sforzo apparente. Ma avevamo - l'aveva detto lei! - fatto di nuovo conoscenza. Non mi reputo litigioso e quel mutamento mi diede sollievo e insolito piacere. Mi portai sull'ingresso della tolda e guardai fuori. Il ponte era inondato dal chiarore della luna. Le stelle che il suo lume non aveva cancellato sembravano volare fra le sartie come uno sciame di api d'argento. Stetti a rimirarle finch non mi venne il capogiro. Battei le palpebre e abbassai lo sguardo. Degli uomini stavano venendo a poppavia, rasentando una sagola di salvataggio. Portavano un fardello pesante che sembrava dar loro molto impaccio. Salirono a fatica sul cassero, con quel che sembrava essere la carcassa di un animale ucciso di recente, e anche bello grosso. Charles sopraggiunse, appresso a loro, a mani libere. Non mi vide. Sal in fretta le scale dietro gli uomini. Girai sui tacchi e me ne tornai in cabina. Chiusi la porta dietro di me. Guardai la cuccetta con antipatia. Nessun dubbio, al riguardo. Alloggiar l era una dura prova. Come quando, da ragazzo, cavalcavo lungo il camposanto e il mio cavallino mi portava, con indifferenza, un po' troppo vicino alle tombe. Cos adesso. Comunque la pensassi riguardo al modo in cui la vita umana  combinata, c'era, dentro quella cabina, un'aria strana, una strana atmosfera.
Vi si respirava inquietudine e angoscia, avresti detto.  vero, il lume a petrolio spandeva pi luce che non la misera candela cui ero abituato. La lucerna ardeva immota alla parete. La parete si moveva e ombre nere come di inchiostro danzavano qua e l. La nave traballava sotto i miei piedi. Abbassai lo stoppino, finch non rimase che un fioco barlume. Dissi a me stesso che non mi sarei svestito finch una certa familiarit con quell'ambiente non lo avesse reso pi mio che loro. Non  forse una buona norma, quando ti scotti un dito, tenerlo accanto al fuoco, affinch la scottatura venga assorbita? Dunque, Colley aveva alloggiato qui. Qui egli aveva conosciuto gli estremi del terrore e dell'angoscia, dell'umiliazione, della mortificazione, aveva fatto esperienza di uno sconforto superiore a qualsiasi immaginazione. Se quello sconforto, quel vortice di umana sofferenza, era svanito senza lasciar traccia - come a me la ragione diceva - perch la pelle mi si raggricciava? Uscii da quello stato pietoso borbottando qualcosa al riguardo di un povero ragazzo dotato di troppa sensibilit - o, in altre parole, troppo fifone. Ci mi ridusse a sorridere, ma il mio sorriso dovette essere pi che altro una smorfia. Condividere la sorte comune a tutti i passeggeri, che un giorno sarebbero stati affidati alle mie cure! Ecco in nobile sentimento! Mi accorsi di stare di nuovo parlando a voce alta.
In futuro, ragazzo mio, evita i buoni sentimenti.  come pescare una carta a casaccio. Puoi tirar su di tutto, dalla matta
a...
Cionondimeno, sono un uomo razionale.
La giornata era stata lunga. Addormentarsi avrebbe dovuto essere facile. Tuttavia non mi risolvevo a spogliarmi e ficcarmi sotto le coltri. Un uomo ignudo  indifeso. Non pu scappare cos, su un ponte illuminato dalla luna. Ammenoch non sia in preda a delirio. Ebbene, pensai, user a me stesso la cortesia di far le cose un po' alla volta. Quindi mi sdraiai vestito sulla cuccetta. Supino. Quella caviglia ad anello era a poca distanza dalla mia faccia. Chiusi gli occhi, ma un lieve chiaroscuro varcava le palpebre abbassate. Riaprii gli occhi, quindi, deciso a ignorare la maniglia e fissai lo sguardo sul soffitto dipinto
di bianco. Mi accorsi per di star esaminando la trave ferita: quel buco con dentro un affare puntuto.
Mi ribaltai bocconi, ma il rollio della nave e le sue impennate rendevano quella posizione estremamente scomoda. Portai tastoni una mano sull'orlo della cuccetta e l'altra sulla paratia. Le mie dita si aggrapparono a qualcosa. Era quella specie di maniglia, ovviamente. I capelli mi si rizzarono in testa. Per qualche istante fui l l per scappar via, correre da Charles o da qualcun altro, chiunque, purch fosse vivo, caldo, respirasse e parlasse! Tuttavia, in quegli stessi spaventosi istanti presi la decisione di non muovermi e rimasi dov'ero. Tanto ferocemente mi aggrappavo, da tremare per tutto il corpo. A occhi chiusi, tenni duro, nella stessa posizione di quel moribondo, ed ero altrettanto freddo.
Il mutamento fu graduale. La pietrificazione della paura crebbe trasformandosi prima in disagio, indi nel grigiore del consenso. Cos era stato. Cos era.
Si ud un gemito, da qualche parte. Proveniva certo da Prettiman. Mollai la maniglia e mi rigirai sulla schiena. La trave ferita aveva meno da dirmi. Chiusi gli occhi.
Non mi accorsi del trapasso dalla veglia al sonno. Ma a quanto pare a un certo punto, prima di giorno, dovetti cadere in una specie di sonno o sopore o trance.
Stava dicendo qualcosa. La sua voce era lontana. Una voce nota, strozzata dai singhiozzi. Non riuscivo a riconoscerla ma mi era familiare. Chi era, in nome di Dio? Mi trovavo in un luogo illuminato da una luce selvaggia, che guizzava e lampeggiava, barbagliando. La voce si fece pi vicina.
Avresti potuto salvarci.
La voce era la mia stessa voce. Ero sveglio. La fiammella guizzava nel lume a petrolio. Lo spensi e mi sdraiai supino, in attesa dell'alba.
...
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CAPITOLO 6.
...
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...
Quando l'alba spunt, mi vestii con alquanta cura. La vita deve continuare e neanche la tristezza dell'autocoscienza pu frapporsi a lungo fra un uomo e il suo stomaco.
Il salone passeggeri era deserto, tranne che per il piccolo Pike. Sedeva accanto alla finestra, le braccia conserte sul tavolo, la testa sulle braccia. Pensai fosse di nuovo ubriaco ma, quando entrai, sollev il capo, mi rivolse un sorriso assonnato e poi lo reclin di nuovo. Dunque c'era un'altra cabina i cui occupanti ci stavano a disagio! Mi feci servire da Bates un piccolo boccale di birra leggera - non c'era nient'altro - e feci colazione con quella, all'antica maniera. Tornai in cabina, mi misi cerata e stivaletti e stavo per recarmi sulla tolda quando vidi il vecchio Brocklebank, l, in piedi, accanto alla murata di babordo. Aveva usurpato il mio posto. Allora restai in cabina, mi sedetti sulla sedia di tela, con la cerata indosso e tutto, e mi diedi a ispezionare i pochi libri allineati sulla scansia appi della cuccetta. Rammentai che Charles mi aveva regalato gli abiti che avevo indosso. Presi l'Iliade, dunque, e rilessi, al libro sesto, l'episodio di Glauco e Diomede. Essi si scambiano l'armatura senza discernimento, a quanto pare, barattando una corazza d'oro per una di bronzo. Non riuscii a decidere se il mio proposito di far ottenere una promozione a Summers fosse oro oppure bronzo - ma, certo, la cura che aveva avuto di me, facendomi fare il bagno e cambiar d'abito, come fosse la mia nutrice, era oro, date e circostanze, oro. Seguitai a leggere, ma ben presto mi avvidi che le parole andavano alla deriva. Era stata una notte quasi insonne e agitata. Rammentai che Charles mi aveva raccomandato di non indossare la cerata, tranne che per proteggermi da pioggia e umidit, quindi deposi il libro e me ne andai sulla tolda. Mister Brocklebank non c'era pi. Mi misi al riparo dal vento, al mio solito posto. Per rinfrescarmi le idee all'aria aperta. Il tenente Bent usc dall'atrio e venne oltre. Ebbene, mister Talbot, si tira avanti! Il tempo  ancora troppo vivace per consentirvi di stuzzicare il trinchetto... o forse dovrei dire ripararlo?
Per il momento, s. Ma il vento va calando. E, per fortuna, il rollio non impedisce a Coombs di far carbonella.
Restate, signore, ancora un momento. Ho inteso dire che,
in caso di emergenza, gli alberi possono venir recisi - eliminati.
Avete parlato con il primo tenente! S, certo. Ma non di questo.  una mia idea: si recide il trinchetto e non occorre pi darsi il disturbo di ripararne la scarpa. Mi vengono, di tanto in tanto, delle idee, sapete.
Non ne dubito, sir. Sennonch, se tagliassimo il trinchetto, dovremmo probabilmente recidere anche l'albero di mezzana, per bilanciare la nave. Eppoi, gli alberi non cadono esattamente dove si vorrebbe che cadessero. Supponete che il trinchetto cada fuori bordo ancora impastoiato alla nave, e ne squarci la fiancata. Potrebbe senn farla ribaltare in pochi istanti. Bravo, mister Talbot, ma no, signore, no. Cos non va. Non appena possibile, rabberceremo la scarpa e la ricompatteremo. Mordetevi le unghie ancora per un paio di turni di guardia.
Non mi piaceva quel tono, ma non potevo farci niente. Tuttavia, avevamo interessi comuni: interessi vertenti su due signore, in viaggio per l'India su un'altra nave. Bent si stava allontanando. Gli corsi dietro. Volevo chiedervi, signore, di spiegarmi un certo enigma riguardante voi e Lady Somerset e miss Chumley...
Un'altra volta, mister Talbot. Oh, questo tempo! Vien voglia di mettersi a cantare.
Spicc una corsa e disparve nel castello di prora, fra un beccheggio e il successivo. Dall'atrio sbuc Charles. Con lui venivano un sottufficiale e due marinai. Si sofferm quando mi vide.
Ebbene, Edmund? Gran brutta notte, purtroppo. Sei pallido. Ti disturba il rollio? No, ho trascorso una pessima notte, ecco tutto. Puoi tornare all'alloggio ufficiali, se vuoi. Mi sentii avvampare, ch era evidente che aveva capito il motivo della mia cattiva notte. E farmi ridere dietro? No.
Nel pericolo e nella scomodit, si  lieti di aver qualcosa di cui ridere.
Dunque, siamo ancora in pericolo? Summers si volse al sottufficiale e gli impart un ordine. L'uomo aggrott la fronte e il piccolo drappello si diresse - a piccolo trotto - verso il castello di prua.
S, Edmund. Corriamo lo stesso pericolo di prima. Perlomeno, il tempo migliora.
Amico caro! Si tratta di un intervallo, giusto per dar tempo a Bent di baloccarsi con il trinchetto. Non mi piace il tempo che si annuncia. C' qualcosa, lass, che ci dar filo da torcere. Su, ora devo andare. Lasciami venire con te.
No, no. Non puoi. I miei giri non sono per te. Mi salut alla marinara e si diresse a proravia. Le sagole, adesso, non sobbalzavano: vibravano appena. Charles non vi badava. Mister Talbot.
Mi volsi. Vidi miss Granham, in tenuta da marinaio e stivaletti troppo grandi per lei, sull'ingresso dell'atrio. Buongiorno, signora. In cosa posso servirvi? Vorrei condurvi da mister Prettiman. Vi  comoda, l'ora? Per fargli visita? S'intende, madame, quando a voi aggrada.
Ella dischiuse la porta a fessura, sbirci dentro, la richiuse. Si  di nuovo assopito.  il paregorico. Forse... Parve dubbiosa. Ma io non vedevo motivo di rinvio. Potrei entrare e attendere. Se desiderate.
Entrai nella cabina di Prettiman e me ne richiusi la porta alle spalle. La cabina era simile a tutte le altre: una cuccetta, una scansia per i libri, una bacinella di tela con sopra un piccolo specchio e, all'altro capo, una mensola-scrittoio con il solito occorrente. C'erano un secchio sotto il bacile e una sedia di tela davanti alla scrivania. Mister Prettiman dava prova della sua eccentricit anche dormendo in senso inverso: la testa rivolta a poppa, i piedi a prua. La testa veniva quindi a trovarsi sopra il secchio; e pu darsi che fosse proprio questa la ragione per cui dormiva in quella posizione. Certo, avevo ancor vivo e miserabile il ricordo dei nostri primi giorni a bordo, e la nausea che tormentava me e tutti gli altri passeggeri.
Prettiman era immerso in un sonno tanto profondo che si stentava a credere che fosse stato sveglio quel mattino. L'aria era densa, come dev'esserlo nelle stanze dei malati, suppongo, dato che l'aria fresca  deleteria per il corpo disturbato. Sebbene non fosse pensabile che le nostre signore, abituate come solo alla cura dei bimbi, lasciassero il sofferente sudicio, senza
lavarlo, emanava tuttavia un tale odore da quell'uomo, da renderne disgustosa la vicinanza. Mi resi dunque conto, rassegnato, che mi attendeva un'esperienza assai sgradevole. Oso dire per che gli eventi, a malapena descrivibili, della scorsa notte mi avevano reso un tantino pi consapevole della mia disinvolta abilit di combinare malestri. Mi sedetti dunque con cautela, in preda alla vaga sensazione che, fintanto che quello dormiva, la mia presenza era superflua. Il cattivo odore corporeo si mesceva con un altro che non feci fatica a riconoscere come l'odore del perigorico, o laudano. Per forza, che dormiva. Aveva le coltri tirate fin sotto il mento. La testa calva affondava in un cuscino assai pi morbido di quello a me assegnato. La faccia, fra la barba grigiastra e la rada frangetta di capelli, era pallidissima. Era un viso che avevo spesso visto comicamente alterato e rubizzo di collera appassionata. Quella maschera di carne e ossa sulla quale le emozioni, cos spesso, si manifestavano allo sguardo del prossimo era assai irregolare. Il naso storto era tanto lontano dal labbro superiore quanto quello di un irlandese da commedia, un Paddy. La bocca era larga e volitiva, s che le linee della determinazione come quelle dell'ira erano ben incise. La malattia lo aveva emaciato, sottraendogli un bel po' di comicit. Quegli occhi che potevan fiammeggiare di tutta la follia del fanatismo sociale eran ora coperti da palpebre scure e affondavano nelle orbite, sotto le frenetiche sopracciglia. Si poteva anche ridere di quell'uomo da sveglio; ma quell'effigie, come scolpita su una pietra sepolcrale, non metteva alcuna ilarit. Dov'era mai il buffo Prettiman, caparbio, a volte furioso di indignazione? Anche la sua improbabile fidanzata, d'altronde, aveva subito una metamorfosi, a sea change per dirla con Shakespeare, senza neanche darsi la briga di un ruzzolone: la severa zitella appariva, adesso, bella, dignitosa e sensata - e molto femminile! E quanto a Prettiman... Il mare si andava ingrossando, e un'onda enorme invest la nave, s che la cabina traball E il malato emise quello stesso grido che avevo udito dall'alloggio ufficiali - quel grido che mi aveva fatto accorrere... pieno d'angoscia... di dolore... Balzai in piedi. Non lo si poteva tollerare. Non potevo esser condannato a restare l alla puzza e venir esacerbato, di tanto in tanto, da quell'urlo gemebondo. Afferrai la maniglia della porta. Chi ?
Mi volsi, al suono di quella debole voce.
Sono Edmund Talbot.
Prettiman ricadde nel suo sopore. Ero esasperato. Avevo promesso di aspettare, scioccamente. Eppure, proprio la notte precedente avevo scoperto che razza di potere aveva la mia mano! Mi sedetti di nuovo sulla sedia di tela. Le coltri, ammassate a mezza vita, nascondevano i contorni del suo tronco. Pi gi, le gambe e i piedi sollevavano le coperte. L'odore del paregorico era pi percettibile, dopo l'urlo. Lo spirito, dopo essersi mezzo destato in quel corpo martoriato, ora si era di nuovo inabissato. Le palpebre batterono appena, poi restarono immobili. La bocca si dischiuse, ma stavolta non emise altro che un sospiro. Mi sporsi e lo osservai, supino nella cuccetta. Sotto le palpebre gli occhi si mossero, rapidamente, di qua e di l. Il respiro era irregolare, ansante. M'aspettavo che aprisse gli occhi, invece niente. Borbott qualcosa nel sonno, o deliquio che fosse. Poi le parole divennero distinte.
...a John Laity vita natural durante. A Hamilton Moulting Baronet, colonnello dei dragoni, per spese di equipaggiamento... A Mungo FitzHenry, dell'Alta Corte di Giustizia, un vitalizio di quattromila e sei sterline...
Buon Dio! FitzHenry era mio cugino, e un tale idiota! Cosa diavolo intendeva dire, Prettiman? Balzai in piedi. Agguantai la maniglia... e la sentii girare dall'esterno. Miss Granham guard dentro. Bisbigli: Non si  ancora svegliato? No.
Di nuovo quella fievole voce. Sei tu, Letitia?
C' mister Talbot che  venuto a trovarti, Aloysius. William Collier, quattordici anni per riunione sediziosa... Sono io, mister Prettiman, Edmund Talbot. So che desideravate vedermi. Ebbene, eccomi qui che aspetto. Alle mie spalle, miss Granham richiuse la porta. Letitia...
Miss Granham  uscita. Pensava che voi voleste parlare con me, sebbene io non abbia fatto nulla per meritare un tale onore...
Prettiman torceva la testa e, senza posa, digrignava i denti. Non riesco a tirarmi su.
Non incomodatevi. Posso star qui in piedi di modo che mi vediate.
Sedete, ragazzo, sedetevi.
Voleva essere un ordine, nessun dubbio al riguardo. Vorrei poter dire che mi sedetti per far contento un vecchio ammalato, sennonch sta di fatto che il mio corpo sedette per suo conto prima che ne fossi consapevole. Un lieve movimento della nave fece serrare i denti a Prettiman, di nuovo e in modo udibile. Il viso gli si schiar a poco a poco.
Seccato dalla mia involontaria obbedienza, parlai ex abrupto. Come ho gi detto, attendo di udire che cosa volete da me. Voi sapete che miss Granham e io... Tacque di nuovo. Non capii se a interromperlo fosse stata una trafittura oppure l'imbarazzo, a tener un simile discorso con un estraneo. Ritenni opportuno aiutare il poveretto, per quanto mi fosse possibile, altrimenti il penoso colloquio si sarebbe prolungato chiss quanto.
Mi consta, come a chiunque altro a bordo di questa nave, che la signora ha acconsentito di fare di voi il pi felice degli uomini. Mi sono gi rallegrato con la signora, credo. Permettetemi di congratularmi...
Non perdetevi in stupidaggini. Vi chiedo scusa, sir! La signora ha accettato di sposarmi.  quel che ho detto, appunto. Oh, via! Dov' il vostro spirito? Non c' un sacerdote fra noi.
Sar il capitano Anderson a celebrare il rito. Non sapete proprio nulla?
Restai zitto. La via pi breve per arrivare alla fine del colloquio era ascoltarlo senza interrompere.
Mister Prettiman si pass la lingua sulle labbra, indi la schiocc.
Vi andrebbe qualcosa da bere? Quest'acqua... Volse il capo e mi guard, scrutandomi com'io avevo esaminato lui. L'ombra di un sorriso, gelido assai, gli incresp gli angoli della bocca e degli occhi. Sleale, nevvero?
Sorridacchiai, per quanto a malincuore, a questa inattesa uscita.
State attraversando un gran brutto momento, questo  tutto. Chiunque... Forse, quando il tempo si rimetter, potrete uscire...
Sto morendo.
Suvvia, mister Prettiman! Una frattura... Si mise a urlare.
Volete astenervi dal brutto vizio di contraddire? Quando dico che sto morendo vuol dire che sto per morire, e morir! Il finale di questa invettiva risult confuso a causa di un nuovo grido che gli sfugg dalle profondit del suo tormento, a causa, stavolta - ne ero sicuro - di un movimento falso. Quell'urlo non fu solo espressione di lancinante dolore ma anche di furioso risentimento.
Mister Prettiman, vi prego!
Di nuovo giacque in silenzio, ma il sudore gli colava sul viso, alle mie spalle la porta si apr di nuovo e miss Granham fece capolino. Poi, varcata la soglia, infil una mano sotto il guanciale, prese un fazzoletto e gli deterse il viso. Il sorriso vi torn, con voce pi dolce di quella usata con me, le mormor: Grazie, grazie.
Mentre miss Granham si ritraeva, egli parl di nuovo. Non occorre, Letty, che tu monti la guardia. Sto abbastanza bene e il laudano mi d, ancora, un po' di sollievo. Ti prego, torna nella tua cabina e cerca di dormire. Ne hai gran bisogno, lo so. Mi angoscia saperti alzata per me. Ella mi lanci uno sguardo, indi sorrise a lui, annu e richiuse la porta alle sue spalle.
Vorrei, mister Talbot, che mi facciate da testimone.
Io?
Voi e Oldmeadow. Alla cerimonia... di nozze.  ridicolo! Non abbiamo alcun rango ufficiale, noi, a bordo. Rivolgetevi a Charles Summers e a mister Cumbershum. Io, se proprio lo desiderate, posso accompagnare la sposa. O che io!
Non occorre che siate voi ad accompagnare la sposa. Ci sar
mister East. Mister East? Il tipografo?
Vuole starmi a sentire, la signoria vostra? O desidera prolungare questo colloquio all'infinito?
V'erano molte risposte che potevo dare a quella domanda ma indugiai a cercar la migliore e cos persi l'occasione. Egli chiuse gli occhi e riprese a parlare. Gli ufficiali di questa nave andranno qua e l per il mondo, chiss dove! Eppoi essi, in ogni caso, sono a rischio.
Certo, questa vecchia nave non li porter ancora tanto per mare. Invece, voi e Oldmeadow resterete a Sydney Cove. Mi capite, mister Talbot? Per modesto che sia, miss Granham erediter il mio patrimonio. Ma senza testimoni di degna fiducia e a milleottocento miglia di distanza dai nostri tribunali, corrotti come sono...
No, non lo sono! Ci suona come un oltraggio alla giustizia britannica, che...
Aveva spalancato gli occhi.
Io dico che lo sono. Oh, non si lasceranno corrompere per denaro, per sono corrotti dal privilegio, dalla nobilt terriera, da un sistema di rappresentanza perversamente inadeguato... Era venuto alzando via via la voce, nel dir questo. Ma, quasi sentisse assai vicino a s l'angelo dell'agonia, la abbass a un tratto in modo tale che, solo pochi minuti prima, mi sarebbe parso comico.
Non occorre che mi dilunghi, Talbot. Dopotutto sto parlando a un esponente del... Basta. Per farla breve: voi e Oldmeadow sarete i garanti della eredit della sposa, in qualit di testimoni alle nozze.
Sar ben lieto di servire la signora, nei limiti delle mie possibilit. Nel dirlo, mi resi conto che era vero! S, signore Ma confido che passeranno anni prima...
Le sue smunte gote erano arrossate dalla febbre. Non dite sciocchezze. Non mi restano che pochi giorni. Poche ore, forse. Gli annunci...
Potranno venir omessi, date le circostanze. Chiudiamo qui la discussione.
Restammo zitti per un pezzo. Poi lui prese ad agitarsi. Feci per alzarmi, ma lui fece un gesto.
Non ho finito. Non mi piace chiedere favori. Ma adesso...
Chiedete pure, sir. Per il bene della signora. Mister Summers mi ha detto che voi credete, a vostro dire almeno, nel gioco leale. La frase  giovanile...
La frase  una buona frase, mister Prettiman. Quel che nel gergo degli studentelli  "gioco leale", fra gli adulti  "giustizia".
Voi credete nella giustizia.
Segu un'altra pausa. Guardai i libri nello scaffale sopra la sua testa. Erano severi.
Sono un inglese.
Miss Granham mi ha parlato favorevolmente dei vostri progressi... I miei cosa?
Non so quanto civili siano i costumi di una colonia, ma temo il peggio. Ho paura che la civilt lasci a desiderare. Vi chiedo far s che la signora sia trattata come si conviene in una societ civile.
Considererei l'amicizia della signora come un privilegio, . Vi do la mia parola che far di tutto per proteggerla. Sorrise stancamente, poich le forze gli venivano meno. Per molte cose, non avr bisogno di protezione. Ma ve ne no altre per cui una signora, a causa di ingiustizie di Natura, verr sempre a trovarsi in svantaggio. Credo che la colonia non abbia ancora appreso a comportarsi in modo acconcio nei confronti della natura femminile. Non lo so. Un'altra cosa.
Attesi per un pezzo, ma lui taceva. Un'altra cosa, sir!
Non disse nulla ma sembrava alquanto a disagio. Volete che vi metta pi comodo, signore? Avete le coltri aggrovigliate in un malloppo intorno alla vita... Muoveva senza requie la testa sul cuscino. Non  un malloppo di coperte, bens un gonfiore del basso ventre...
Buon Dio! Buon Dio!
Occorre che una frase s e una no incominci con un'imprecazione? Non potete muovermi. Spostare il mio corpo, anche per scopi necessarissimi,  una tortura che mi consuma, mi annienta.
Tacque ancora per un pezzo. Poi:
Quest'altra faccenda.  cosa confidenziale. Mi son fatto un esame di coscienza e ritengo giusto regolarmi cos. Accostati.
Avvicinai la sedia di tela alla cuccetta. Chinai il capo verso di lui. L'odore del lettuccio e quello del suo corpo erano francamente sgradevoli. Era forse l'atroce inizio della decomposizione? Non ero ben informato al riguardo. Ho una carta per voi. Eh?
Una carta che reca la mia firma. Vedete in che stato sono, invalido e moribondo. Contesteranno il testamento. C' sempre chi si fa avanti... parenti tanto lontani che non si erano mai fatti vivi in precedenza. Costoro potrebbero sostenere che il matrimonio non  valido perch non fu mai... non poteva venir consumato... e che quindi la signora non ha diritto a nulla. Segu una lunga pausa.
Non capisco cosa debba far io, mister Prettiman. Sembrava molto a disagio.
Ho dichiarato per iscritto di aver avuto conoscenza carnale della signora durante il viaggio, gi prima del matrimonio. Buon...
Cosa stavate per dire, signore? Niente, niente. Si mise a gridare.
Credete forse, ragazzo, che un rito superstizioso quale una cerimonia nuziale significhi alcunch per persone quali lei e io siamo?
Aprii la bocca per parlare, ma non sapevo cosa dire. Tale era la sua rabbia, che si era fatto di nuovo male per tutto il corpo Ululava dal dolore, adesso, quasi venisse punito per il suo atteggiamento blasfemo. Il ricordo mi diverte assai. Neanch'io credevo, da parte mia, in certi riti superstiziosi, ma li ritenevo necessari al mantenimento dell'ordine. Battesimo, nozze e sepoltura: sono i contrassegni per cui l'uomo si distingue dalle bestie, ecco tutto.
L'uomo si stava riprendendo.
C' una cartella di pelle verde nel primo cassetto. Datemela, per favore.
Gliela porsi. Se la strinse al petto, ne estrasse un foglio piegato e sigillato che accost agli occhi. S.  questa.
 proprio necessaria una simile dichiarazione? Posso sempre giurare in tribunale che voi mi avete detto, a voce, com stavano le cose fra la signora e voi.
Non mi fido dei tribunali, ecco tutto. Avevo sulla punta della lingua una battuta da moralista. Avevo voglia di dirgli, con tutta la forza a disposizione di un membro di quella societ ch'egli spregiava: Avreste dovuto pensarci prima! oppure: I riti superstiziosi hanno quindi un qualche valore, sir! Ma tacqui. In tanto era pi strano, ci, inquanto sentivo sempre pi aumentare la mia antipatia per lui e lei. Per lei in special modo. Una signora - una per la quale nutrivo una certa stima - comportarsi cos, da baldracca. Non sapevo se ridere, o che altro fare. Quella donna era provocante, pena. Il suo... il suo fallo mi metteva tristezza e rabbia. Credo, mister Prettiman, che non abbiamo pi nulla da dirci. Verr informato, presumo, quando il rito superstizioso avr luogo.
Scosse la testa e mi guard, mi parve, con stupore. Beninteso!
Deposi la cartella di pelle verde nel cassetto e mi alzai. Acconsento a serbare questa carta ed esibirla nelle circostanze da voi previste. Non ho alcuna voglia di leggerla. Grazie.
Abbozzai un inchino. Prima che aprissi la porta, egli parl ancora.
Mister Talbot. Sir!
Miss Granham non sa dell'esistenza di quella carta. Desidero che ne resti ignara il pi a lungo possibile. Mi inchinai di nuovo e uscii da quella fetida cabina.
...
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...
CAPITOLO 7.
...
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...
Mi ritrovai sull'ingresso della tolda, a fissare il cencioso indumento che mister Brocklebank indossava. Non avrei saputo dire come ero arrivato fin l. Il vento era gelido e mi frugava indosso, nonostante i pesanti abiti da marinaio.
C'era qualcosa di particolarmente disgustoso in quel furtivo congresso carnale di mezz'et! Lui poteva ben avere cinquant'anni e lei...
Schifosa, bestiale lascivia!
Evidentemente il vecchio non mi ud. Era immerso in contemplazione di qualcosa che lo rendeva malinconico, a giudicare dalla sua espressione. Mi misi a ragionare fra me e me. Poich dovrebbe importarmene? Guardai il plico sigillato che avevo in mano. Quello, perlomeno, per spregevole che lo ritenessi era un dovere. Tornai in cabina, mi chiusi la porta alle spalle Misi il documento in un cassetto, poi mi lasciai cadere sulla sedia di tela, tanto pesantemente che, fossi stato della taglia di Brocklebank, l'avrei sfondata.
Bussarono alla porta.
Avanti!
Era Charles Summers.
Hai un momento da concedermi?
Certo. Siediti. Sulla cuccetta, se vuoi. Mi spiace, Phillips non ha ancora rassettato.  tutto cos sporco, cos sconcio. O non ne posso pi di questo viaggio. Tutta quest'acqua! Vorrei potervi camminare. Oh, mi dispiace, scusa. Ebbene, cosa posso fare per te?
Si sedette sulle coltri disfatte.
Ho una proposta da farti. Ti va di diventare guardiamarina?
Dici sul serio?
Per met, diciamo. Ti spiego. Ci sono solo due altri tenenti, Cumbershum e Bent, e un sottufficiale capace di svolgere le loro mansioni: alludo a mister Smiles, il nocchiero.
Non ho mai capito la sua qualifica.
 una sorta di... di anomalia. Si dice cos?  l'ultimo della sua razza. Li nominava l'Ammiragliato, fino all'altr'ieri. Comunque con lui sono solo tre. Aggiungi mister Askew che pu dare una mano, di tanto in tanto. Ora, se io mi assumessi un
turno di guardia, potremmo dividere il servizio in cinque turni, a beneficio di tutti.
Tranne te! Santo cielo, non fai altro che sbatterti di qua e di l, tu. Ma quand' che dormi? Sono certo che la tua incessante attivit non  indispensabile.
Ti sbagli, sai. Non conosci quel detto campagnolo? L'occhio del padrone ingrassa il cavallo. Ma torniamo a noi. S'io mi prendo il turno mediano, che come ormai sai...
...va da mezzanotte alle quattro del mattino.
Appunto. L'ufficiale di guardia ha un subalterno chiamato "doggy", cagnetto. Ti va di star di guardia con me, come guardiamarina?
E mi affideresti delle responsabilit?
Te la caveresti sempre meglio del povero Willis. Ebbene, d'accordo?
S, certo. Ma cos aggiungi quattro ore al tuo orario di servizio.  troppo. Cionondimeno, mi hai molto rallegrato! Perch hai bisogno di venir rallegrato? Per via del pericolo che corriamo?
Oh, no! Mi... mi hanno detto certe cose. C' una giovane signora in cui io... Pu darsi che essa ne sapesse di pi, riguardo a un certo illecito rapporto, di quanto non avrebbe dovuto. Oggi qualcuno ha detto qualcosa che mi ha fatto penosamente rivangare certe cose fra me e me... ecco. Quando si comincia?
Mander il quartiermastro a svegliarti a mezzanotte meno un quarto.
Star di guardia! Mi affiderai mansioni di grande responsabilit!
Pu anche darsi che ti affidi la tavola traversa. Sul serio, non mi ero mai eccitato cos da quando son partito da casa. "Signor presidente, a quelli di noi che hanno svolto turni di guardia su una nave da guerra di Sua Maest..." Supponi che, allorch di guardia, tu commetta qualche errore tremendo? "Signor presidente, a quelli di noi che hanno ricevuto severe punizioni a bordo di una nave da guerra di Sua Maest..."
Mi rendo conto che tu, se stuzzicato, sei un tremendo tiranno. Veramente.
A proposito, come se la cava Coombs con la carbonella?
Ce n' ormai abbastanza. Il capitano Anderson aspetta solo che il mare si calmi un po' di pi, quindi dar l'ordine di riparare la scarpa.
Devo vederlo, questo trinchetto con la scarpa. Ora andrai ficcando il naso dove non dovresti. Ti occorre un ordine diretto?
Mi tenterebbe. Ma prevedi che il tempo migliorer ulteriormente?
S. Presto. Durante il giorno, ti raccomando di farti almen quattro ore di sonno, per compensare quelle che perderai durante la notte. Anzi, credo che tramuter questo consiglio in un ordine.
Signors, signore.
Egli annu, e se ne and. Io rimasi, per un po', ed ero ridicolmente eccitato. Quella prospettiva mi riportava all'infanzia, allorch l'idea di star alzati tutta la notte ha in s una misteriosa attrazione: rendersi conto di come un giorno, effettivamente, si trasmuta in un altro. C'era un nonsoch di... di adulto, in ci. C'era un invito al mondo degli uomini che fanno questa cosa strana non come una scoperta o un'avventura ma perch  il loro dovere. Essi sono i padroni delle ore buie. Ha, in s, qualcosa dell'attrattiva delle societ segrete! Invero, il mio maggior problema, in quel momento, era come occupare il tempo fino a mezzanotte. Consumai un pasto e ascoltai Bates dirmi tutto sulla penuria di viveri cui presto saremmo stati ridotti. Rivolsi un gelido sorriso a miss Granham, nell'atrio, ma ella non parve farci caso. Andai a distendermi, poich ero ormai un marinaio in prova, per cos dire, e avevo diritto a usare il linguaggio marinaresco; e dormii per un paio di ore, delle quattro prescrittomi da Charles. Poi mi misi a scrivere lettere. Tentai di comporne una per miss Chumley - la cui semplice vista aveva capovolto il mio mondo e il mio futuro -, ma non riuscii a dire quello che intendevo. Poich non potevo chiederle, schietto e netto Siete voi corrotta? Ogni qual volta quell'amabile e innocente immagine mi si presentava davanti agli occhi del cuore, questi si rifiutavano di vedere qual odiosa congiunzione io tentavo di porre innanzi a loro. Eppoi, a che pro? Non v'era alcuna garanzia che la lettera sarebbe stata recapitata. Rinunciai al tentativo, quindi, e decisi di scrivere dei versi, invece, pensai alle poesie di Bent, pensai a Glauco e Diomede, passai in rassegna i miei libri, riscontrai che il dorso di Meditazioni fra le tombe, era
incrinato e mi chiesi come potesse essere successo. Mi misi a leggere l'Iliade finch gli occhi non mi si appesantirono. Mi allungai sulla cuccetta, mi addormentai di nuovo e mi svegliai solo quando una voce mi parl all'orecchio e il quartiermastro mi scosse. La lampada era bassa e io abbassai ancora lo stoppino, quindi uscii.
La nave era uno spettro, un fantasma d'argento e avorio. Dinanzi a me la tolda era un lago di chiardiluna, da guadare. Mi accinsi a salire le scalette. La luna quasi piena mi abbagli. Le vele erano di un biancore intollerabile, un biancore che sembrava invaderti le pupille. Salii i gradini e venni superato da uomini che salivano a poppa per mettersi al timone o agli ordini degli ufficiali di guardia. Charles sal sul cassero e, formalmente, ricevette le consegne da Cumbershum. La campana della nave batt otto rintocchi. Il guardiamarina Talbot a rapporto, signore.  bello averti qui, Edmund. Si potrebbe leggere, a questo chiardiluna, non ti pare? Facilmente. Le lanterne sono tutte spente. La lanterna centrale  spenta. Quelle laterali sono state abbassate al minimo. Bisogna risparmiare petrolio, come bisogna fare economia di tutto il resto.
Non sapevo che dire, a questo punto, poich, in quanto illegale possessore di un lume a petrolio, che in quel momento stava ardendo nella mia cabina - un lume acquistato sottobanco -, l'argomento mi sembrava molto delicato. Dove siamo?
La nostra posizione, vuoi dire? Vorrei tanto sapertelo dire! Conosciamo la latitudine, se questo ti  di qualche conforto.  tutto quel che Colombo mai seppe. E la longitudine?
Dei cronometri - ti prego di tenerlo per te - non possiamo pi fidarci.  passato troppo tempo, perch possano considerarsi anche approssimativamente precisi, dato l'accumulo dei loro errori. Eppoi sono rimasti sott'acqua. Non li avete portati sul ponte?
Mi parve che Charles si sentisse un po' a disagio, a questo riguardo.
Io... noi... forse era da farsi. Ma avrebbe potuto peggiorare le cose. Per quanto riguarda la longitudine possiamo considerare la pi approssimata possibile - quel che si potrebbe chiamare un calcolo quasi esatto.
Con accento su quasi!
Charles tocc legno, per scaramanzia. Ma subito stacc la mano dalla ringhiera, come se fosse stata rovente.
Non avrei dovuto. In un uomo adulto  una indecorosa superstizione.
Amico mio, sei troppo scrupoloso. Se toccar legno  di qualche conforto, perch non toccar legno, dico io!
Comunque, ecco quanto. La navigazione  ancora una scienza inesatta. Ma la si potr migliorare. Non riesco a veder in che modo, per.
L'Ammiragliato potrebbe cooptare il tenente Bent, no? Oppure, consultare con pi attenzione gli scritti di Jonathan Swift.
Non so che cosa Swift abbia a che fare con la navigazione Quanto a Bent, hai perfettamente ragione. Egli ritiene di poter determinare la nostra longitudine senza far assegnamento su quei tre cronometri guasti. Allora siamo perduti!
No, no. Ci troviamo da qualche parte all'interno di una zona larga circa dieci miglia e lunga una cinquantina. Per me, questo equivale a essere perduti. Per te magari s. Sei proprio come me quand'ero guardiamarina, e pensavo di stare col piede sul primo piolo di una scala anche troppo corta. Poich, a quel tempo, esser tenente mi sembrava un notevole traguardo... Lo , lo .
Ero gi, allora, un lupo di mare, poich v'era ben poco, riguardo al governo di una nave, che non conoscessi. Non mi sto vantando.
 quel che m'ha detto mister Gibbs l'altro giorno. "Figli di un cannone, ogni capello un trefolo, ogni dente un uncino per le funi e il sangue catrame di Stoccolma!" Charles rise fragorosamente.
Esagerato! Per, dell'aspetto teorico della navigazione, non ne sapevo niente. Una mattina il primo tenente comparve con il proprio sestante. Mister Bellows, si chiamava. Eravamo nello Stretto di Plymouth - era prima che costruissero la diga foranea; quindi, a sud, si vedeva chiaramente l'orizzonte. Mister Bellows mi mostr come adoperare quello strumento. Dopodich mi disse: "Ora, mister Summers, fatemi il favore di usare questo sestante per determinare dove ci troviamo, a mezzogiorno, ora locale". "Ma, mister Bellows", dissi io, pensando che volesse burlarsi di me, "siamo nello Stretto di Plymouth." "Dimostratelo", fece lui. "Qui c' il sestante, nella stiva ci sono i cronometri, e mister Smith sar tanto cortese da prestarvi il suo orologio da taschino." "Ma, mister Bellows, sir," dissi io, "siamo all'ancora." "Mi avete udito", disse lui, e se ne and. Te ne ricordi parola per parola!
In verit, sta scritto nel mio cuore. Non t'immagini con quanta cautela maneggiavo quel prezioso strumento... No, Edmund, non puoi figurartelo. Non era un semplice sestante, a... non so come dirlo, ci che intendo. Credimi, ti capisco.
Chiss. Certo, ci provi. Comunque, calcolai l'altezza del sole, oh, dozzine di volte, credo, prima e dopo mezzogiorno. Non sono di carattere trepido, io, Edmund... Direi proprio di no!
Mi ritengo alquanto solido, infatti. Ma, siccome le misurazioni crescevano, poi calavano, mi riusciva difficile smettere... Piangevo, tremavo, battevo i denti oppure ridevo come un matto... No, non puoi capire. Avevi trovato la tua vocazione.
Stavo l, cerca di immaginarmi, a rilevare l'altezza del sole, ripetutamente, e il giovane Smith annotava l'ora a ogni tentativo, consultando il suo orologio da tasca: i secondi, poi i minuti, poi l'ora; e, dopo di ci, l'angolatura: i gradi, i secondi. Allora... Perch farla lunga? Consultai il Manuale di Navigazione del mare. Riverisco quel libro dopo la Bibbia, credo. Io sono in alto mare in ogni senso. Dunque, calcolai la nostra posizione e, s, ci trovavamo proprio nello Stretto di Plymouth. Feci il punto sulla carta nautica: linee incrociate, ciascuna lunga circa un decimo di pollice, un cerchietto tracciato intorno al punto di intersecazione, mediante la matita pi sottile che ci fosse sulla nave. Quando mister Bellows torn a bordo, saltai fuori dalla cabina del nocchiero, scattai sull'attenti e salutai. "Ho calcolato, mister Bellows, la nostra posizione per mezzo del sestante, i cronometri e il Nord." "Fate vedere", disse lui, entrando nella cabina, dove la carta nautica era distesa sul tavolo. "Gran Dio, mister Summers, avete un microscopio? A occhio nudo non si vede quasi niente, dovranno bastare gli occhiali, suppongo." Si mise gli occhiali e torn a guardare la carta. "Questo dev'essere il cassero", disse.
"Non mi sorprenderebbe, se aveste centrato esattamente questa cabina. Eravate sul tetto quando eseguiste il rilevamento?" "No sir, risposi io.
Allora lui si frug nelle tasche e tir fuori un mozzicone di matita, grosso quanto il suo pollice. Lo teneva come fosse un pugnale, pi che altro. Tracci un ampio cerchio intorno al mio "punto". "Ora", disse, "credo che si possa dire che non ci troviamo su a Dartmoor n a pi di cinque miglia al largo della Scogliera di Eddystone, ma dove ci troviamo esattamente, all'interno di questo cerchio, Dio solo lo sa." Fu poco gentile. Charles rise.
Oh, no. Fu una lezione. Che non mi piacque l per l ma poi ne trassi profitto. Ho impartito la stessa lezione al giovane Tommy Taylor, che ne aveva bisogno, e che s'immaginava di poter fare il "punto" con estrema esattezza, al millimetro - sebbene egli sia, peraltro, un vero "figlio d'un cannone" e se la caver meglio di chiunque altro di noi, in Marina.
Quella lezione pose in risalto la necessit della cautela, suppongo.
Appunto. E di rado mi sono trovato, in servizio, in circostanze tali per cui la cautela non mi consentisse di stabilire una corretta linea di condotta.
 per questo che non vorresti che il trinchetto venisse rimesso in sesto?
Voglio, invece, che venga riparato! E se il vento calasse poco a poco, fino a una calma piatta... Perch a poco a poco?
Una caduta improvvisa del vento lascia il mare agitato, senza darti modo di governare la nave. Non sarebbe il momento adatto per riparare l'albero.
Questo chiardiluna... ci si potrebbe far dentro il bagno nuotarci. Vi fu mai alcunch di tanto bello? La Natura tenta indurci in ogni possibile maniera alla Fede, a ogni possibile anodino filosofico.
Non capisco questa espressione. Quando apprender la navigazione mediante gli astri? Dovrai aspettare, credo.
La studier a terra. Ma, allora, non avr un orizzonte. E bene, mi recher in riva al mare.
Non occorre. Si pu rilevare l'altitudine misurando l'angolo
tra il sole, mettiamo, e il suo riflesso in una bacinella di metallo.
 dimezzare l'angolo. Che ingegnoso! Lo hai capito subito? Beh,  ovvio.
Il giovane Willis non trova ovvia una cosa del genere, e neppure il giovane Taylor, quanto a questo. A mister Bent, naturalmente, un sestante serve s e no. Lui sarebbe del cosiddetto "calcolo morto" e di una bacinella di mercurio.
Non c' nulla di male nel "calcolo morto" se sai quello che cerchi. Mister Bellows poteva parlare come un libro stampato, quando ne aveva voglia, e aveva una massima, al riguardo. Me la fece scrivere sul diario di bordo e imparare a memoria. "I marinai che restarono stupiti dell'accuratezza del calcolo morto sono pi numerosi di quelli che rimasero sconcertati dalla sua imprecisione."
Veramente, parlava come un libro stampato! Fummo interrotti dalla necessit di gettare il solcometro. Lo calava ogni ora e divenne mio compito sollevare, solennemente, la coperta di tela della tavola traversa e annotare il risultato. Trovai l'operazione interessante ma ben presto divenne cos abituale da passare inosservata. Fu seguita, quella prima volta, da un lungo silenzio, dato che nessuno di noi due provava alcun bisogno di parlare. Di tanto in tanto grosse nuvole oscuravano la luna ma erano nubi dai bordi sottili e ci arrivava quasi lo stesso chiarore di quando la luna era allo scoperto. Salii la poppa e rimirai la nostra scia. L'oggetto che avevo visto sportare con tanta fatica sul cassero adesso giaceva fissato alla ringhiera sull'anca (o giardinetto) di tribordo. Una fune vi era accatastata anzi, due funi, le quali discendevano sotto la poppa e il coronamento (o ringhiera poppiera). Naturalmente! Una era la fune del luogo di decenza; e l'altra - di rimpetto - molto misteriosa. D'un tratto, la nostra tranquilla scia si frantum in uno splendore di diamanti. La luna stava spuntando da dietro una nube. Mi volsi e tornai sul cassero, dove Charles stava in piedi accanto alle scalette di poppavia. Stavo per interrogarlo quando venni interrotto. Charles... cos' stato?  la guardia di turno. Che canta?
Erano visibili: non pi nascosti, adesso, sotto la ringhiera o dietro un albero, bens raggruppati presso l'argano sul castello di prora. Ci si appoggiavano. La musica - ch tale era, armonia e tutto - aleggiava intorno a noi, lieve come il vento e la scia magica come il chiardiluna. Mi spostai in avanti, verso la ringhiera del cassero, e mi vi appoggiai, ascoltando. Come se m'avessero visto e fossero lieti di aver un uditorio, parvero voltarsi - o perlomeno io ebbi l'impressione di molte facce biancheggianti alla luna che guardassero dalla mia parte - e il volume del suono aument.
Cos', Edmund?
Charles mi era venuto accanto.
La musica!
Sono i marinai di turno.
Tacquero. Qualcuno era uscito dal cassero e gli stava parlando. Evidentemente, il concerto era finito. Ma c'erano ancora la luna e le stelle e lo scintillio del mare.
 atroce pensare che noialtri in effetti ci serviamo degli astri, lass... che utilizziamo le stelle e il sole come fossero cartelli indicatori!
Charles parl in modo esitante e, mi parve, con alquanta timidezza.
Nessuno pu contemplare il cielo senza pensare al suo Creatore.
Una nuvola stava inghiottendo di nuovo la luna. L'acqua e la nave divennero opache.
Il concerto , certo, ingenuo. Quando consulto l'orologi non  ch'io pensi invariabilmente a chi lo ha fabbricato.
Charles si volse a guardarmi. Portava una maschera di chiardiluna come, suppongo, la portavo anch'io. Parl con la debita solennit.
Quando guardo il cielo, opera delle Tue dita, la luna e le stelle che Tu ordinasti...
Ma questa  poesia! Milton non avrebbe potuto far di meglio.
I salmi sono prosa, veramente.
Perch le cose messe in poesia dovrebbero esser rese per questo pi vere che non tradotte in numeri, come nel tuo NOrie?
Sei troppo bravo tu, per me, Edmund.
Non intendevo esserlo... Oh, che rozza impertinenza! Perdonami.
Sono stato insultato? Non me ne sono accorto. C' differenza, fra il firmamento e un orologio da taschino.
S, s.  vero. Stavo facendo una polemica per partito preso il che, suppongo,  uno dei pi detestabili risultati dell'istruzione di un gentiluomo. La poesia , in se stessa, un mistero - cos pure la prosa - e tutte le cose lo sono. Io ero solito pensare alla poesia come a una forma di intrattenimento.  di pi, molto di pi. Oh, Charles, Charles, sono cos profondamente, cos disperatamente, cos perdutamente innamorato!
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CAPITOLO 8.
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Charles Summers rest zitto. Le maschere di chiardiluna che ci nascondevano il viso avevano reso quella notturna confessione inevitabile. Mi era sgorgata dal petto senza ch'io lo volessi. Non dici nulla, Charles. Ti ho dato noia? Ti chiedo scusa per aver mischiato quel che deve sembrare una cosa banale con tutto ci che avviene intorno a noi... e averla anche mescolata al discorso sulla religione, che a te sta tanto a cuore. Anzi, non so perch tu debba essere tanto gentile da starmi ad ascoltare. Per mi ascolti.
Il primo tenente and alla ruota del timone e parl col timoniere. Guard a lungo dentro la chiesuola. Mi chiesi se vi fosse qualcosa che non andava, ma dopo qualche minuto Charles torn lentamente da me.
Si tratta della giovane signora che incontrasti a bordo dell'Alcyone.
Di chi altri potrebbe trattarsi? Parve rimuginare. Poi:
Di chi altri, infatti? Non ho alcun dubbio ch'ella sia tanto virtuosa quant' bella...
Non far apparire la virt come una cosa tanto antiquata. Ma, domando e dico, deve essere una gioia oppure assenzio? Non capisco.
Una certa persona era intenta a... a fornicare con una certa donna... E lei, Marion Chumley, stava di guardia. Doveva ave acconsentito... doveva aver visto, essere a parte di... Oh, mi spezza il cuore, a pensarci. Non vorrai mica dire...
Se ella svolse una parte, per quanto passiva, ella  totalmente diversa dalla persona ch'io vidi, incontrai e con cui parlai. Eppoi, oltretutto, io sono diretto a Sydney Cove e lei a Calcutta! A stento il mondo potrebbe maggiormente dividere due persone. Tu non sai cosa vuol dire.
Conosco la giovane donna, a ogni modo. L'ho vista. Ricorderai che, siccome non ballo, mi offrii per il turno di guardi durante la festa. Vi ho visti danzare insieme. Ebbene?
Che cosa ti aspetti che dica? Non lo so.
Lei, l'ho vista anche il giorno dopo, di buon'ora. Era volta sul lato di tribordo dell'Alcyone e guardava la fiancata della nostra nave come se avesse potuto vedere all'interno. C'eri tu, all'interno, privo di sensi o in delirio. Ella stava pensando a te.
Come fai a saperlo? A chi senn? Forse a Bent. Charles fece un gesto di sprezzo. Ma neanche per sogno. Chi te l'ha detto? Nessuno. Lo so, ecco quanto. Oh, t'inventi tutto per darmi conforto! C'era un sorriso, per cos dire, nella voce di Charles. Questa, dunque,  la giovane donna di "circa dieci o dodici ni pi giovane" di te, "di buona famiglia facoltosa..." Cos ho detto io? Prima di incontrare lei,  cos certamente che ero solito pensare: in maniera antipatica, da calcolatore. Mi disprezzerai. No.
And alla murata e si ferm, per un po', a guardare lontano, in fine ritorn e si appoggi alla ringhiera di poppa. La luna sta tramontando.
Si udiva cantare di nuovo dal castello di prora, molto sommessamente. Io parlai a voce altrettanto sommessa. Ricorder fin che campo, sai, la veglia di mezzanotte. Penser a essa come a una sorta di... di isola... fuori di questo mondo fatta di chiardiluna -, un'ora adatta alle confidenze, allorch uno pu dire a... a una faccia trasmutata... quello che non oserebbe mai esternare alla luce del giorno. Egli seguitava a tacere.
Pensa, Charles, se Deverel non fosse sgattaiolato sottocoperta per andar a bere, non avremmo perso i nostri alberi di gabbia ed essa avrebbe trascorso la vita intera senza nulla sapere di me.
Charles sbott a ridere.
Non avreste saputo nulla l'uno dell'altra! Qui ho intravisto qualcosa del vecchio "Lord Talbot". Stai facendo una boccaccia, l, nell'ombra? Ma non ha senso. Ci saremmo potuti incontrare benissimo in un salotto. Invece... Ricadr di nuovo, lei, in quel sogno dell'infanzia, finch qualcun altro... Oh, no, non pu essere!
Non si dimenticher di te. Sei buono a dire cos. No. Io capisco le donne. Mi venne da ridere.
Dici sul serio? Come pu essere? Sei un vecchio lupo di mare, un "figlio d'un cannone", un uomo che esercita una professione onorata, esperto nell'arte marinaresca.
Le navi sono femminili, lo sai. Ma  vero, capisco le donne. Capisco la loro passivit, la loro delicatezza - si lasciano impressionare come cera - ma soprattutto capisco il loro appassionato bisogno di dare...
Miss Granham, la signora Brocklebank! Eppoi ci sono le bas bleues. Tutt'altro che femminili, come carattere.
Egli rest zitto per un po', indi parl con voce cupa, come se
lo avessi sconfitto in una disputa e avvilito. Mi sa di no.
Si allontan e, di l a poco, venne l'ora di gettare nuovamente
il solcometro.
Cinque nodi e mezzo, Edmund. Scrivilo. Quando ripenser a questo viaggio - se la scampiamo -, ricorder che, se abbiamo corso pericoli, non sono mancate per le consolazioni.
Quali che fossero, ti hanno aiutato a trascorrere il turno di guardia.
Perch cos brusco?
Ma egli si era voltato da un'altra parte ed era, chiaramente pi interessato per il momento agli affari della nave che non ai miei. Allo stridulo richiamo di un fischietto, degli uomini stavano accorrendo. La guardia successiva si stava radunando davanti al castello di prua. Mister Smiles, il nocchiero, comparve seguito da Tommy Taylor che sbadigliava come un gatto. Smiles e Charles eseguirono il rituale cambio della guardia. Poi gli uomini si dispersero andando a occupare ciascuno il proprie posto, chi qua chi l, al timone, a prora, a poppa, sul ponte superiore. Quelli che smontavano si stavano invece dileguando alla spicciolata, scomparendo nel castello di prora. La campana della nave batt otto rintocchi, a due a due. Charles torn presso di me.
Ebbene, signor guardiamarina Talbot, siete libero dal servizio fino alla mezzanotte di domani.
Buonanotte, allora, o buongiorno. Ricorder questa vegli finch avr vita - cio per altri cinquant'anni e passa!
Egli rise.
Dillo dopo che ne avrai avute per un paio di anni! Ma avevo ragione io, non lui.
Quindi smontai. Eran le quattro di mattina e, d'un tratto, mi sentii cascare dal sonno. Sbadigliai come Taylor. Aprii la porta della mia cabina e mi accorsi che la lanterna si era spenta. Mi pareva di star ancora conversando con Charles. Mi tolsi cerata e stivali, al buio, mi sdraiai sulla cuccetta. Urtai contro qualcosa, imprecai, assonnato. Nulla poteva impedirmi di piombare in un sonno senza sogni.
Trascorsero molti giorni prima che io, nella mia ignoranza, mi rendessi conto di cosa era successo. Charles, premuroso con me, si era assunto l'incarico della veglia di mezzo, in parte, forse per dar sollievo agli altri ufficiali, ma soprattutto, ne sono convinto, per risparmiarmi le ore pi buie in quell'orrenda cabina. Cos come mi aveva, in precedenza, fornito di abiti asciutti. Quello straordinario individuo, laddove si sentiva stimato e benaccetto, reagiva con una tale generosit, una tale sollecitudine maschia e cordiale, quale io non avevo conosciuto l'eguale dai tempi del Vecchio Dobbie o anche pi addietro. La sua una natura, per cos dire, pedestre, nel senso che si manifestava soprattutto nelle piccole cose. Era una sorta di scienza o studio della donazione domestica, nonnulla tenuti in serbo, pensierini gentili, piccoli complotti, favori, ch'egli non avrebbe voluto, per niente al mondo, che si conoscessero, ma che dovevano alla fine venir capiti dal destinatario riconoscente. Era un atto strambo in un marinaio da combattimento, pensavo; eppure non tanto strano, se si faceva caso al fatto che, per gran parte della sua carriera, era stato l'economo di bordo - quel che chiamasi, alla lettera, "marito della nave" - cui compete provvedere ai rifornimenti, durante le soste nel porto, e che , di solito, l'ufficiale maggiormente responsabile per l'economia intera di una nave.
Dunque dormii e la luna tramont e il sole sorse, non per nella mia buia cabina. Fui svegliato - propriamente riscosso da Phillips. Non mi consent di riaddormentarmi, seguitava a scuotermi.
Vattene, uomo. Lasciami in pace. Signore! Svegliatevi, sir!
Che diavolo t' preso?
Dovete alzarvi, sir. Vi vuole il capitano.
Per che cosa?
Si sposano stamattina.
Nozze in alto mare. Certo,  un'idea che immediatamente provoca svariati commenti, e a bordo della nostra nave, certamente, si sprecavano. Commenti! Se n'erano gi fatti tanti, di sparatissimi, sul fidanzamento. E adesso... Se il lettore non fosse stato informato d'altro che del fatto nudo e crudo, il suo primo pensiero sarebbe: Non potevano aspettare? E il secondo, per converso: Oh, dunque non potevano aspettare! Ma l'intera nave ne sapeva di pi, che non il fatto nudo e crudo. Si sapeva che un uomo (rispettato dalla ciurma!) stava per morire. La ragione per la quale si sposava non poteva prestarsi a beffardi commenti. Fra i passeggeri, scoprii, i pareri sull'uomo erano equanimi, neutrali, o forse un tantino sbilanciati in suo favore Inoltre, la donna che egli sposava aveva subito, letteralmente una metamorfosi, in mare. Miss Granham, cresciuta negli agi era stata costretta, alla morte del canonico Granham, ad assumere l'aspetto e il comportamento di una governante, nulla pi Inaspettatamente, di fronte alla prospettiva di un'unione con un uomo ancor pi agiato di quanto non fosse un canonico della Chiesa d'Inghilterra, ella si era spogliata sia dell'aspetto sia delle maniere di una governante, in tutta fretta. Ma ne son proprio sicuro, per quel che concerne il comportamento? Son convinto che essa fosse, per natura, una donna di grande dignit, intelligenza e... e austerit. Aveva anche, come cominciavo a scoprire un certo calore, tanto inatteso quanto gradito. Dato tutto questo, ch'ella avesse accettato le sorprendenti profferte di quel l'uomo, mi feriva e mi dava, al tempo stesso, sconcerto. Era stata, credo, la prima donna che mi aveva offerto un'adeguata visione della dignit di cui il sesso femminile  capace e io ero., ero deluso. Oh, quel giovanotto! Comunque, c'era poco di che rallegrarsi, riguardo a quel matrimonio. Poco da fare festa. Anzi, avrebbe potuto far sgorgare quelle lacrime che donne dappoco sono sempre pronte a versare.
Riferir, sull'evento, quel che posso. Di certo, dovr essere un rapporto simile a quello del capitano Cook, sebbene i partecipanti fossero dei bianchi e non gi negri selvaggi e, alcuni di loro, anzi, aristocratici. Fu come se l'intera nave fosse determinata a esibire un tantino di umana natura nuda e cruda: la propria innata superstizione, la propria cerimoniosit, la gioia che prova allorquando la necessit della procreazione la costringe a osteggiare l'animale nell'uomo!
Sar preciso. Si tratta assai di pi, qui, della donna che non dell'uomo. Miss Granham ricevette di buon'ora la visita di tre signore: Mrs East, Mrs Pike e Mrs Brocklebank. Mi risulta che le tre signore dovettero insistere per persuaderla a non presentarsi vestita da marinaio. L'intero settore femminile della nostra comitiva era deciso a far s ch'essa si abbigliasse in modo acconcio, per il sacrificio! Si trattava di una messinscena. L'uomo stava morendo e il sacrificio (sebbene esse non potessero saperlo) era gi stato... ma qui le cose si complicano. In ogni caso non mancarono commenti d'ogni genere, da quello affettuoso a quello risqu, o addirittura salace. E intanto si beveva in abbondanza, come di consueto in simili occasioni. Inevitabilmente, fu il giovane Tommy Taylor a spingersi oltre i limiti di quello che  lecito, persino a una festa di nozze. Alludendo a una ipotetica, impossibile luna di miele, Tommy Taylor osserv, con voce affannosa, interrotta dalla sua solita risata da iena... consueta, dico, perch, col passare dei mesi, a me sembrava che il ragazzo cominciasse a scomparire e la iena a diventare abituale... mi sono smarrito. Egli dunque osserv, alla presenza di almeno una signora, che miss Granham stava per somigliare a una golena. Burberamente pregato di spiegare ove stesse la somiglianza, egli replic che la signora stava per essere attorta, bendata e fasciata.
NOTA: L'Autore usa tre termini marinareschi che si riferiscono al trattamento delle funi, ma che in inglese si prestano a oscuri doppi sensi wormed, parcelled and served. FINE NOTA.
Preso da fiero disgusto, mi ritenni in dovere di impartire all'impertinente uno scappellotto che dovette fargli ronzare la testa e che lo lasci - fui lieto di constatarlo - con gli occhi strabicati per almeno un minuto.
La compagnia che si adun nell'atrio era galante e patetica. Un corteo di emigranti arriv dalla parte sbagliata, percorrendo cio un passaggio a essi vietato, su per le scalette dal ponte dei cannoni all'atrio dei passeggeri. Si mescolarono, senz'essere invitati, ai passeggeri. Mister Brocklebank si era tolto la mantella da cocchiere e indossava un cravattone rosa. Gli uomini portavano coccarde, alcune, mi parve, risalenti alla festa da ballo. Le donne avevano fatto del loro meglio per apparire, se non eleganti, benvestite. Io, naturalmente, mi ero messo un costume adeguato. Bowles e Oldmeadow non se lo erano mai tolto. Il
piccolo mister Pike non si vedeva. C'eran un gran chiacchiericcio e risate.
Ora, il pi straordinario mutamento intervenne, come se il Cielo sorridesse alla cerimonia! Infatti, si ud un rumore affatto nuovo. Sul ponte, i marinai del turno di guardia stavan togliendo il copertone di tela e poi l'assito dal lucernario. La penombra dell'atrio ne risult mutata, sicch per un po' noi ci trovammo immersi in quella medesima sorta di luce diurna modificata che si effonde in certe antiche chiese di villaggio. Son certo che quel mutamento provoc tante lacrime quanti sorrisi, suscitando memorie di luoghi lontani.
Squillarono sei rintocchi di campana, annunciando l'inizio di un nuovo turno di guardia. La sedia di tela venne avvoltolata davanti alla cabina di Prettiman. Il brusio diminu d'un tratto. Comparve il capitano Anderson, cupo al solito suo, se non di pi. Lo seguiva Bent, con un grosso volume rilegato in marrone che supposi essere il diario di bordo. Il capitano indossava l'uniforme, piuttosto bella, che aveva al pranzo sull'Alcyone. Mi si present allora l'immagine mentale di Bent che gli sussurrava: Credo, sir, che sia acconcio che voi vi mettiate in alta uniforme. Certo, Bent indossava la sua divisa migliore e andava, forse, meditando un cortese tributo poetico alla sposa. Lo sposo, s'intende, rimase inchiodato a letto. Il capitano Anderson entr dunque nella cabina di Prettiman.
Comparve miss Granham. Si ud un sussulto, un mormorio, poi si fece di nuovo silenzio. Miss Granham era vestita di bianco. Pu darsi che il vestito fosse suo, non potrei dirlo, naturalmente. Ma il velo che le celava il volto era quello che la signora Brocklebank portava per proteggersi la carnagione. Di questo son sicuro, poich quel celarsi era provocante. Dietro miss Granham uscirono dalla cabina - ma come avevano fatto a starci tutte? - le signore East, Pike e Brocklebank. La sposa percorse la breve distanza fra la sua e la cabina dello sposo con una certa solenne grazia, non sminuita dal fatto che cautamente si sorreggeva alla ringhiera. Al suo passaggio, le donne fecero inchini o riverenze, gli uomini chinarono il capo o aggrondarono la fronte. Miss Granham varc la soglia della cabina del suo fidanzato. Bent rest fuori. Oldmeadow e io ci facemmo avanti. Bent stava contemplando la schiena di miss Granham come in trance. Lo tirai per una manica.
Noi siamo i testimoni. Per favore, fateci passare.
Bent si trasse indietro, alfine. Un mormorio pass fra gli astanti. Miss Granham stava accanto alla cuccetta, a spalla a spalla con Prettiman. D'un tratto mi venne un'idea semplicissima. Tanto semplice che nessuno sembrava averci pensato. Prettiman giaceva con la testa rivolta a prora! Miss Granham gett indietro il velo.  insolito, credo, che una sposa stia rivolta verso il pubblico. D'altronde, tutto era molto insolito. Il suo viso era soffuso di rossore, per l'imbarazzo, suppongo. Quel colorito non sembrava dovuto al belletto. Devo ora riferire una serie di traumi che Edmund Talbot ebbe a subire. Tanto per cominciare, dopo aver scansato il velo, la sposa scosse il capo. Ci mise in moto i suoi orecchini. Erano di granato. Li avevo visti ornare le orecchie di Zenobia Brocklebank, durante quello sgraziato episodio, allorch ebbi a che fare con lei. Li ricordavo distintamente. Le loro catenelle oscillavano intorno alle orecchie di Zenobia nei fremiti della passione. Ci era sconcertante. Ma devo ammettere - e sar stato per l'influenza dell'atmosfera di generale lubricit - che trovai la cosa lusinghiera.
Miss Granham aveva un mazzolino di fiori. Non sapeva che farne, poich non aveva damigelle d'onore, e l'unica cui poteva plausibilmente darlo era la signora Brocklebank, che ora languiva nella sua cabina. Il mazzolino non era fatto di fiori finti, come quelli che portavano alcuni signori all'occhiello. Consisteva bens in fiori freschi e verzura. Lo so, questo. Poich, in assenza di una damigella, la sposa si guard intorno, poi allung un braccio verso di me e mi mise a forza il mazzolino in mano, tutto il mondo sa cosa accadr alla fortunata fanciulla che riceve il mazzolino, e si ud un'esclamazione di Oldmeadow, poi scrosci una risata generale. Immediatamente il mio viso fu pi rosso di quello di miss Granham. Stringendo il mazzolino, sentii al tatto che eran veri fiori e foglie vere, soffici e fresche. Provenivano, non potevano che provenire, dal paradiso privato del capitano Anderson! Al sacrificio doveva averlo indotto Bent: Credo, sir, che l'intera nave si sentirebbe gratificata se voi onoraste la sposa con un paio di fiorellini del vostro giardinetto!
Il successivo e ultimo colpo fu inferto dal capitano, a tutti quelli che l'udirono, allorch, sollevando il libro di preghiere, schiaritasi la gola, esord: Uomo nato da donna...
Gran Dio, era il rito funebre! Miss Granham, donna intelligente, da rossa si fece bianchissima. Io non so quel che feci ma, quando tornai a posar lo sguardo sul mio mazzolino, era tristemente danneggiato. Se alcuna parola segu a quell'increscioso errore, io non l'udii, sommersa dalle grida e dalle risatine isteriche, mentre gli irlandesi presenti si segnavano ripetutamente. Bent mosse un passo, per scavalcarmi, e dovetti tirarlo indietro. Il capitano Anderson scartabell il libro che aveva aperto cos a casaccio, o che si era aperto da s alla pagina fatale, lo lasci cadere, lo raccatt, torn a scartabellarlo. Persino le sue mani, pronte a tutte le evenienze e use a tutti i pericoli, stavano tremando. Le radici della nostra natura erano allo scoperto e noi avevamo paura.
La sua voce era ferma e furiosa.
Caramente diletti...
Il rito era andato alla deriva e ci volle del tempo prima che si rimettesse in rotta. Mister East, borbottando parole che dovevano essere di scusa, si infil fra me e Anderson e prese la mano della sposa nelle sue. Bent stava tentando di entrare ma io lo trattenni. Mi sibil:
Ho io l'anello!
La cerimonia ebbe dunque luogo. Mi parve di cogliere un'ombra di disprezzo sul viso della sposa allorch venne, come suol dirsi, consegnata. Ma forse me l'ero figurata io. Nessuno fiatava. Non vennero mosse obiezioni. E cos quella nubile e quel celibe ottennero insieme il nullaosta per il connubio su questa terra, e facessero pure, l'uno con l'altra, quel che volevano o potevano. Anderson n si congratul con lo sposo n si felicit con la sposa. Questa omissione aveva un senso, secondo me, visto e considerato quanta poca gioia i due coniugi potevano aspettarsi dal matrimonio. Tuttavia, si chin sullo scrittoio e tramest coi documenti. Apr il diario di bordo, e, dopo aver firmato, porse il registro aperto al malato. Prettiman stente molto ad apporre la propria firma, in cos scomoda posizione Miss Granham, discostandosi dalla consuetudine, sottoscrisse i suo nuovo nome, Letitia Prettiman, con mano ferma e in modo leggibile. Firmai quindi io, poi firm Oldmeadow. Il capitano present il certificato di nozze alla sposa, come se le consegnasse una ricevuta. Grugn a Prettiman, rivolse un cenno all'ingiro poi se n'and, col diario di bordo, che riteneva - non ne dubito - di aver reso un tantino ridicolo con quella inserzione.
Toccava a noi, ora, completare l'opera. Mi felicitai con la sposa, a bassa voce, e toccai la mano di mister Prettiman. Era fredda. Rivoletti di sudore gli colavano sulle palpebre chiuse, avvenendomi della grande idea che avevo avuto, per migliorare la sua situazione, aprii la bocca per illustrargliela. Ma uno spintone da dietro mi fece capire che ero d'intralcio a Bent Oldmeadow che si spingevano avanti. Mi girai, risentito, sperando in una lite, sebbene sia arduo capire perch. Tutti quanti cercavano di entrare e mi riusc difficile uscir fuori da quella cabina. La gente non rispettava alcuna precedenza e tutti erano ansiosi di stringere la mano al moribondo. Anzi, qualcuno tent di baciarla, ma ricevette un rimbrotto. No, no, quel brav'uomo. Siamo tutti uguali. Sgusciai fuori. Avevo bisogno di aria. Stringevo in mano il mazzolino di fiori e foglie peste. Un fiore era stranamente forestiero: un'orchidea. Cos credo si chiami. Andai per gettar via quell'ingombro, ma non potei. Il mio servo Phillips stava soggiungendo.
Mettili in acqua, Phillips. Poi lasciali nella cabina di miss... della signora Prettiman. Phillips apr la bocca, per obiettare forse, ma io entrai in cabina e chiusi la porta. Mi rimisi in tenuta da marinaio e sedetti allo scrittoio. Non sapevo che fare. Posai la testa fra le braccia per un po', poi presi un libro, lo sfogliai e lo rimisi a posto. Mi sdraiai sulla cuccetta, vestito, senza pensare a nulla, senza far nulla.
Ho appena riletto queste ultime due parole. Quanto sono strane, addirittura straniere! Potrebbero essere cinesi o ind: senza far nulla, far nulla, nulla. Nulla. Nulla. Risi ad alta voce. Fu un vero cachinno che mi sgorg spontaneamente dai polmoni. Charles mi aveva assicurato che miss Chumley non mi dimenticherebbe. Miss Granham - la signora Prettiman - mi aveva dato il vero auspicio. Mi aveva gettato il suo bouquet! Sarei stato io il prossimo a sposarmi!
Cionondimeno, mentre giacevo supino, lente lacrime mi sgorgarono dall'angolo degli occhi e mi colarono sulle orecchie, sul guanciale.
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CAPITOLO 9.
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E poi mi addormentai! Motivo ne fu l'inatteso comportamento del nostro mondo. Si viveva tra rumori d'ogni sorta. C'era sempre il rumore del mare contro la carena, c'erano i rumori della nave, passi sul ponte, fischiettii, da qualche parte una sonora voce maschile che imprecava, cigolii dal sartiame, gemiti dall'alberatura, voci che fin troppo spesso litigavano, da una parte e dall'altra del vascello; una volta, una rissa. Ma a farmi addormentare profondamente non fu altro che il silenzio! Forse, ne nostro settore della nave, tutti erano esausti dopo le nozze, ma non potrei giurarci. Charles aveva concesso alla ciurma un riposo, mantenendo in servizio di guardia il minimo indispensabile. Come sempre in tali casi, erano andati tutti a dormire. Al par di me.
Quel che mi riport alla realt fu il rumore di Deverel messo in ceppi. Mi drizzai e, allora, mi resi conto che quel suono metallico proveniva invece da prora e doveva essere il fabbro Coombs alla forgia. Era il momento. Saltai gi dalla cuccetta - ero vestito -, mi infilai gli stivali e mi diressi sulla tolda, in gran fretta. Il mare si estendeva come seta bagnata, blu chiaro, e una leggera foschia riduceva il sole a una spera biancastra, molto simile alla luna piena. Non tirava una bava di vento. Bent e i capitano avevano trovato la loro calma piatta! Presi la lanterna dalla cabina, e l'accesi, quindi abbassai la fiamma. Discesi le scalette, superai il quadrato degli ufficiali, scesi altri scalini ed entrai nella sala dei cannoni. Per la prima volta la trovai vuota tranne per il vecchio guardiamarina Martin Davies, che mi ri volse un vacuo sorriso dalla sua amaca. Gli restituii il sorriso poich era impossibile astenersene, poi procedetti verso prora via. Subito mi tocc alzare lo stoppino del lume. Il luogo era umido, sgocciolante, ma per fortuna non si beccheggiava. Persino le lanterne nella sala dei cannoni, di solito oscillanti, stavano immote. E adesso, grazie alla mia lanterna e alla calma piatta mi sarei potuto persino metter a correre lungo lo stretto passaggio fra le provviste accatastate. Vidi cose che in precedenza avevo solo arguito mediante l'olfatto o l'udito: un enorme pilastro che doveva essere l'argano di tonneggio, l'opaco lucore dei cannoni da 24 libbre, tutti muniti di tappo di volata, ingrassati ancorati al suolo. Pi oltre, scorsi il piatto luccichio dell'acqua
della ghiaia nella sentina. Due pareti, di legno per la maggior parte e irregolari, cassette da imballaggio, scatole, sacchi di ogni grandezza, alcuni dei quali sembravano pendermi sulla testa... Ma non v' modo di descrivere quella stiva, per met vista, in parte arguita, attraversata da uno stretto assito che seguiva il tracciato della chiglia. Ecco una scala a pioli alla mia destra: conduce a quella specie di mansarda che mister Jones ha eletto a suo covile, dimora e ufficio. Preferii ignorarla e proseguii verso l'enorme mole dell'albero di maestra e le pompe. Altol! Cosa diavolo... Chi va l?
Dio buono,  Lord Talbot. Mister Talbot, voglio dire, signore. Cosa fate qui, sir! E roba che vi beccate una baionettata in pancia, con rispetto parlando, signore. Sto andando a proravia...
Si udirono dei colpi fragorosi, innanzi a noi. Dovetti alzare la voce.
Vado a proravia!
Il caporale dovette gridare anche lui.
Ordini, sir. Spiacente, signore.
I colpi cessarono per un paio di minuti.
Senti, il primo tenente deve trovarsi a proravia. Chiedi a lui.
Il sergente sembrava dubbioso ma il caporale aveva un po' pi di buonsenso e invi uno dei suoi due uomini ad avvertire Charles della mia presenza l. L'uomo torn dicendo che dovevo aspettare. Restai alquanto mortificato, a queste parole, e mi appoggiai a un qualsiasi sostegno - non so che cosa fosse - e anzi, dandomi un'aria il pi noncurante possibile. Disinvolto, spensi la mia lanterna. Il piccolo drappello non azzard alcun commento.
Dalla zona prodiera venivano luce e rumore. Parte di quella era luce diurna, come se fossero stati aperti obl e boccaporti data l'importanza dell'operazione. Parte della luce era fumigosa e brillava rossiccia di tanto in tanto. Vidi persino un paio di scintille scoccare attraverso quel tanto che riuscivo a vedere dello spazio aperto ove l'operazione si stava svolgendo. Il lavoro divenne un assiduo batter di martello su ferro, come se la nave venisse ferrata da un maniscalco. Vuoi a causa della luce fumigosa, vuoi per quei rumori metallici, mi pareva di esser tornato d'un tratto al mondo delle stalle, dei finimenti, dei cavalli e al
calore di una forgia da fabbroferraio. Ma pass rapidamente, poich il lavoro assunse un altro suono: cupi tonfi come d'un maglio su legno. Sbirciando entro la luce, e come uno scemo sollevando la lanterna spenta - impossibile non tener alta la lanterna quando guardi, se ne hai una in mano -, riuscii a vedere parte della struttura che era stata eretta per impedire all'albero di muoversi. Quelle enormi funi rigidamente tese dall'albero a certi anelli infissi nella parete della stiva sorreggevano l'albero stesso. I ceppi di legno disposti obliquamente su ambo i lati fungevano da cunei. Mentre guardavo, i sordi tonfi cessarono d'un tratto, si ud un grido e uno dei ceppi cadde, con fragoroso rimbombo. Mi spavent, spavent tutti quelli che l'udirono, poich sorse un chiasso improvviso intorno all'albero, ma esso venne semplicemente soverchiato dal famoso ruggito del capitano, che fui lieto - a dire la verit - di udire, poich dava un senso di sicurezza, da parte di uno che sapesse il fatto suo. Di l a poco - con un pi vivido bagliore e altri colpi su legno e ferro - un altro ceppo cadde gi, ma cadde stavolta sul morbido poich produsse solo un tonfo attutito. Dopodich attesi a lungo, mentre la luce fumigosa si ravvivava, poi si offuscava e infine si spegneva.
Seguirono il cigolio e lo stridio del metallo sul metallo. Lo stridio, acuto, si ripet varie volte. Poi silenzio. La luce cominciava a estinguersi.
Un secco schianto. Il metallo - pensai - che si contrae. Fu seguito da un nuovo stridore metallico, poi da un altro schianto
Sorse un improvviso chiasso che fu interrotto da un altro ruggito del capitano. Egli era l: riuscivo a vederlo, a vedere la sua testa col tricorno! Stava chino sul piede, la scarpa, il tallone, il tendine... o qualsiasi cosa fosse... e ancora una volti allorch l'ultima bietta cadde il suo ruggito ne soverchi il rumore. Zitti!
Pum.
Pum.
Pum!
Il capitano parl con voce normale.
Seguitate. S, tenente Bent, seguitate.
La voce di Bent.
Cosa ne pensi, Coombs?
Non tocchiamolo. Lasciamolo stare un po', signore.
Silenzio di nuovo. Si udiva il gemito del metallo che si contraeva. E l'albero strideva e scricchiolava, a voce di Bent. Acqua. A tutto spiano.
Un sibilo, feroce e continuo. Si lev una nube di vapore acqueo.
Altra pausa. Parve interminabile. Il vapore si dilegu. L'albero gemeva e scricchiolava. Bene, ragazzi. Andate pure.
L'una dopo l'altra, nere sagome d'uomini salirono le scalette, si ud la voce del capitano. Alta, poich intendeva farsi udire da tutti.
Ebbene, tenente Bent, potete congratularvi con voi stesso, siete stato voi l'ideatore, qui. Assieme a Coombs. Grazie, signore.
Vi menzioner nel diario di bordo. Grazie, signore. Venite con me, mister Summers.
Vidi le loro sagome scure ascendere la scaletta di rimpetto all'albero maestro.
Un marinaio venne da me, sbirciando nell'oscurit. Mister Bent dice che potete venire, adesso, signore. Oh, davvero?
Mi diressi verso l'albero, poi mi guardai intorno. Bent stava l. Anche in quella penombra vidi che aveva sul volto un'espressione tale di trionfo, quale non avevo mai vista in alcun altro essere umano. Volsi in giro lo sguardo con profonda curiosit. Evidentemente, l'operazione era riuscita. Potevo solo esaminare e cercar di capire il metodo impiegato. L'enorme cilindro dell'albero maestro scendeva attraverso il soffitto e andava a inserirsi in un blocco quadrato di legno. Poich l'albero misura circa un metro di diametro, si pu ben immaginare quant'era grande il blocco di legno in cui era incastonato. Diciamo che era un cubo di due metri. Che grosso! Non avevo mai visto un simile blocco di legno in vita mia. Questo blocco posava su un paramezzale, elemento longitudinale della struttura interna della chiglia. Di fronte a me, sul lato volto a poppa della scarpa, di un lastrone di ferro da cui spuntavano grossi bulloni. Erano i bulloni di ferro che erano stati resi incandescenti all'interno di quel blocco di infiammabile legno, a rischio di trasformare la nave in un enorme fal! Sulla superficie superiore del
blocco l'ampia crepa prodotta dall'oscillazione dell'albero non era visibile. Si era completamente rimarginata. Anzi, pi che richiusa. Buon Dio! La forza sprigionata dal ferro che si raffredda aveva tanto compresso quell'enorme cubo di legno che, alla superficie, si erano formate delle rughe parallele. Roba da sbigottire. Non potei trattenermi dall'esclamare:
Buon Dio! Buon Dio!
L'espressione sul volto di Bent non era cambiata. Fissava il ferro. Soltanto le sue labbra si muovevano.
Velato  il tuo volto, oh Natura possente. L'arido, il freddo, l'umido, il rovente, tutti i modi di essere...
La voce gli si smorz quando mi vide, finalmente. Non credo che la sua distrazione fosse finta. Subito il suo volto torn quello d'un uomo sociale.
Ebbene, mister Talbot, capite quel che avete sotto gli occhi?
C', suppongo, un altro lastrone di ferro come questo sul lato opposto del blocco... della scarpa.
E i bulloni li inchiavardano entrambi.
Il legno arder, l dentro.
Fece un gesto vago.
Per un po', non per molto.
Intendete farci morire bruciati prima che alcuno degli altri nostri pericoli ci finisca? O vi proponete di tener questo qui di riserva, nel caso che gli altri pericoli vengano superati con successo?
Fu tanto gentile da ridere un poco.
State tranquillo, mister Talbot. Il capitano aveva questo stesso timore, ma - mediante un modellino - Coombs e io siamo riusciti a convincerlo. I canali sono assai pi larghi dei bulloni. L'aria comunque non pu entrare. Una volta esauritosi l'ossigeno - vitale per il fuoco, sir - comincer il raffreddamento e non rester altro che uno strato di legno carbonizzato, all'interno dei canali. Ma vedete che razza di forza  a nostra disposizione?
Da metter paura.
Non c' niente da temere. Di rado ho visto qualcosa altrettanto maestosamente bello. L'albero si  rinsaldato e raddrizzato in un baleno.
Quindi adesso possiamo usarlo, il trinchetto. E anche l'albero di mezzana. La nostra velocit aumenter. Arriveremo prima.
Sorrideva gentilmente. Cominciate a capire.
Avevo sulla punta della lingua una risposta salace, ch la sua condiscendenza cominciava a darmi ai nervi, ma in quel momento si ud uno schianto secco, all'interno del ferro o del legno, che mi fece sussultare. Cos' stato?
Qualcosa che si assesta. Non importa. Era da aspettarsi, anzi! Il mio sarcasmo and a vuoto.
Quello schianto era il dispendio di una forza moderata. Veto  il tuo volto, oh Natura possente... Era evidente che mister Bent non era pi disposto a conversare. Posai, oziosamente, una mano sulla lastra di ferro e d'un subito la ritrassi.
Quest'affare deve star bruciando, dentro! No, no. C' spazio in abbondanza. O senn... Natura, il tuo volto  velato, oh tu Forma possente. Ma cos mi gioco l'endecasillabo, per un nonario e un settenario. Eppoi, in tal modo, vado incontro a guai. Poich, avendo personificato la Natura, e parlato di "Forma", l'intero componimento mi diviene platonico. Cosa che non volevo.
Mister Bent, mi rendo conto che siete in preda all'estro marinaro, ingegneresco e poetico, tutt'insieme, ma sarei lieto se voleste gentilmente riprendere il discorso dell'altra volta. Lo so che non sta bene ficcar il naso nelle faccende private di un gentiluomo, ma, riguardo alla vostra permanenza sull'Alcyone, allorch conosceste miss Chumley... Ma quello strano uomo era di nuovo rapito. Rimar "forma" con "torma"... O accontentarsi di un'allitterazione: "torna", "forza"... E, anzich "l'arido, il freddo, l'umido, il movente" perch non "il freddo, il torrido, l'umido, il tepente"? Inutile insistere. Si ud un nuovo schianto, all'interno dell'armatura di ferro, che echeggi cupamente nella stiva. Mi avviai su per le scalette, per tornare alla luce del giorno. Sbucai sul ponte. Il sole adesso era completamente coperto da nubi e il mare era pi che increspato. La parte anteriore della tolda era affollata. I soldati di Oldmeadow erano schierati presso la ringhiera di babordo. Avevano i loro Brown Bess. Oldmeadow scagli una bottiglia vuota pi lontano che potesse. Uno dei soldati fece fuoco, producendo gran quantit di fumo e rumore. Si lev un piccolo zampillo sul mare. Ci provoc gridolini di paura e ammirazione nelle giovani donne che assistevano all'esercitazione. La bottiglia si allontan fluttuando, lentamente. Dunque, ci si muoveva. Alzai gli occhi e vidi che le vele di maestra erano gonfie. Si stava spiegando una vela di trinchetto. Oldmeadow scagli un'altra bottiglia. Ci furono un altro sparo e un altro zampillo, mentre la seconda bottiglia seguiva la prima. Suggerii a Oldmeadow di legare la prossima bottiglia con una cordicella per non mandarla sprecata, ma lui mi ignor. A furia di frequentare soldati ordinari e ignoranti, le sue maniere e il suo spirito non erano di certo migliorati. Non v'erano passeggeri nei paraggi. Avevano evidentemente deciso che il modo migliore per trascorrere quel periodo di calma era starsene a dormire in cabina.
Un venticello mi alit sulla gota. Tornai nell'atrio e guardai dentro il salone. Non c'era nessuno, nemmeno il piccolo Pike, ai due tavoli.
Bates! Dov' il primo tenente, di solito, a quest'ora del giorno?
Non saprei dirlo, sir. Pu darsi che sia andato a sdraiarsi, signore.
Scesi nel quadrato.
Webber, dov' mister Summers?
Accennando col mento, Webber rispose in un bisbiglio: Nella sua cabina, sir.
Andai a bussare.
Charles! Sono io.
Nessuna risposta. Ma che cos' un amico? Bussai ancora, poi aprii la porta. Charles sedeva sulla sponda del lettuccio, con le mani afferrate al bordo di legno. Stava fissando la parete di rimpetto. Non batt gli occhi, n li rivolse verso di me. Il suo viso, sotto la concia delle intemperie, era giallognolo e teso.
Buon Dio! Per amor del cielo. Che  successo?
Volse allora la testa, a scatti.
Charles, vecchio mio.
Gli tremarono le labbra. Mi sedetti accanto a lui e posi una mano sul dorso della sua. Una goccia di sudore gli col dalla fronte e mi cadde sulle dita.
Sono io... Edmund!
Sollev l'altra mano e si deterse il volto, poi torn a posarla. Dimmi, per amor di Dio. Sei offeso? Ancora nulla.
Ascolta, Charles. Una buona notizia. Stanno issando le vele tutti e tre gli alberi. Finalmente parl. Ostruzione. Quale ostruzione?
Ostruzione. Cos ha detto. Devo smetterla di fare ostruzione.
Anderson!
Fu scosso come da un brivido di freddo. Tolsi via la mano. Borbott.
La sento muovere. E stato fortunato, no? Una calma piatta durante il lavoro e adesso... di nuovo il vento. Due nodi in pi, ha detto Anderson. Mi ha spiegato i motivi. Freddamente. Quali motivi?
Delle sue parole. Ostruzione. Io sono... Non credevo che fosse possibile esser tanto avvilito. La fune a strascico... Ma ha cerato parte della carena. Chi lo sa? E adesso... Per un nodo e mezzo, due nodi, Bent ha inserito ferri roventi nel legno e li ha lasciati l dentro!
Dice che non si former altro che uno strato di carbone all'interno dei canali. Mi guard negli occhi. L'hai visto? Hai parlato con lui? Ho...
Non devo fargli ostruzione, capisci? Un brillante ufficialetto... e io! Retrogrado, tonto... Non pu aver detto questo!
Per difendere il suo prediletto pu dire qualsiasi cosa. Non prender provvedimenti, per ora, ma debbo rigar dritto... Fece una pausa, poi proruppe con una furia di cui non l'avrei creduto capace: Rigar dritto!
La pagher, te lo giuro. Verr destituito. Sollever... sollever l'intero governo della colonia contro di lui. Intendo... Tir dentro il fiato, bruscamente, poi bisbigli: Tieni la lingua a freno.  ammutinamento.  giustizia!
Segu una pausa. Si prese la faccia fra le mani. A stento riuscii a udire quel che disse, in tono dolentissimo.
Non voglio giustizia. Per un po' nessuno dei due disse nulla. Poi: Charles... So che sono soltanto un passeggero... Ma questo mostruoso... Rise amaramente.
Oh, s, sei un passeggero, ma, lo stesso, puoi correre pericolo. E se fosse possibile fare quel che hai detto test, credi forse ch'io verrei mai assunto di nuovo? E promosso, poi!
Bent  una sorta di meteora. Una stella filante. Le meteore cadono sempre.
Senti come si muove pur con cos poco vento? La nostra velocit raddoppier, quasi, grazie a lui. E, bada alle mie parole, per ogni nodo in pi raddoppia la quantit di acqua che imbarchiamo.
Sta scrivendo un'Ode alla Natura. Ah, s? Ebbene, digli che la Natura non d mai niente per niente.
Glielo dir. Anche se suoner strano sulle mie labbra. Riconoscer la fonte.
Le guance di Charles ripresero un po' di colore. Sii benedetto, vecchio mio... Posso ancora dir cos? Santo cielo! Tutto quel che vuoi. Sei un vero amico. E da te venirmi a cercare per portarmi conforto, laddove tutti gli altri... Mah. Perdonami. Sono stato da meno di un uomo.
Tu vali cento Bent... duecento Anderson! E la mia lanterna, quella?
Questa domanda mi sconcert. Seguii il suo sguardo. Sollevai la mano destra, che teneva la lanterna. No. In effetti...
Non mi andava di seguitare. Dopo un po', Charles si strinse nelle spalle.
Una di quelle in dotazione. Ebbene, che importa? D'un tratto, si picchi un pugno sul palmo dell'altra mano. Un rimprovero umiliante! Una cosa da far vergognare! E cos ingiusto! Non ho fatto altro che esprimere un'opinione diversa da un mio subalterno! Lo ha udito qualcun altro? Scosse la testa.
E uno che osserva le forme. Sono impotente quindi, come vedi. Giunti sul cassero, si  rivolto a me formalmente: "Fatemi
il favore di venire nella mia cabina, Summers". Poi mi ha preso di petto. Mi ha guardato di sotto a quelle sue folte sopracciglia ha sporto in fuori il mento... Lo so. L'ho visto!
"Bastoni e sassi ti rompon gli ossi, ma le dure parole non fanno alcun male." Una strofetta da bambini. Quel che mi ha detto, invece, mi ha lacerato come una lama. A parlarne ti sentirai meglio. Ti brucia ancora, lo vedo. M'hai giurato di far s che i torti vengano raddrizzati. Che giustizia  fatta. Ricordi?
Oh, s. Tanto tempo fa. Al tempo di Colley. Che fare adesso, per il momento? Credo che tu sia in grado di sorridere!
Sentito? Il vento aumenta. Ebbene, il capitano e l'ufficiale di guardia... se la cavino loro. Pensa, Edmund, se solo questo vento si fosse levato un paio di ore prima... Stento a credere alla mia stessa iniquit! Mi son sorpreso a desiderare... no, no. L'albero  riparato, la nostra velocit aumenta, e io ne sono lieto. Dobbiamo tutti rallegrarci.
Ma ti dico una cosa, Edmund. Con quel fuoco che cova nella stiva... Metter degli uomini di guardia, laggi, fintanto che si sentir un po' di calore sulle lastre di ferro. A parte questo, non si pu fare altro. Devo inghiottire tutti i rospi e arrivare al termine della ferma. Ma perch siamo fatti in modo tale che poche frasi di un uomo arrabbiato debbano importare di pi, a me, che non la prospettiva della morte? A ogni costo, nessuno ha da sapere... Che cosa...? In questa nave? Mai stato a bordo di una che beccheggiasse, pi di questa, di ogni sorta di voci e dicerie! La cosa va dimenticata.
Il viaggio verr sicuramente ricordato, poich rischia di essere il pi lungo della storia.
Tu comunque passerai alla storia non foss'altro che come il tenente che, di l a poco, sarebbe divenuto il capitano Summers ma, pi avanti, un famoso contrammiraglio! Charles era arrossito.  un sogno che temo rester tale. Quando mi impedisti di diventar matto, procurandomi abiti asciutti... Lo sai che non ho pi prurito?... Ti parlai di Glauco e Diomede. Dubito che questa storia ti sia familiare pi di quanto non siano, a me, familiari le parti di un albero di nave o le finezze della navigazione a lume di stelle. Ebbene, ascolta. Si combatt una battaglia e, nel corso di essa, due nemici scoprono di essere parenti fra loro...
Come gi ti dissi una volta, non ho parenti, io, e preferisco non averne, piuttosto che esser parente di Bent o di Anderson!
Evvia! Cos va meglio. Questa  umana amarezza. Che risvolto romanzesco sarebbe se venisse fuori che tu e Bent siete entrambi francesi. Ma i due guerrieri di cui ti dicevo li paragono, io, a me e te. Oh. Scusa.
Dunque. I due smettono di combattere e si scambiano le armi, per ricordo. Gli di li hanno ottenebrati, sicch essi non si accorgono che armi di bronzo vengono scambiate con armi d'oro. Io ero solito vedere in questa storia nient'altro che una storia, ma ora invece, sai, Charles, vi scorgo una profonda allegoria dell'amicizia! Un amico regala tutto quello di cui l'amicizia ha bisogno, senza starci a pensare su due volte! S, davvero.
Secondo me, la tenuta da marinaio che mi hai regalato er un'armatura d'oro. Ed ecco, ora, il mio bronzo. La prima nave che da Sydney Cove ritorner in Inghilterra porter non soltanto il mio diario - in cui di te si parla con tanta ammirazione - ma anche una lettera al mio padrino in cui gli dico, e ne adduco i motivi, che tu meriti di venir promosso capitano di vascello!
Il suo viso si color, per qualche istante. Ti ringrazio di tutto cuore. Naturalmente,  impossibile. La fortuna e la promozione mi hanno voltato le spalle. Ma... davvero potresti?
Esattamente come ho detto.
Ebbene, cercher di crederci. Ci voglio credere! Lo vedi Sono cos poco abituato a... a cosa? Al privilegio... a... A ricevere quel che meriti. Si alz.
 come quella volta che l'ammiraglio Gambier mi fece promuovere guardiamarina!
Allung una mano e tocc un libro sullo scaffale: un libro di preghiere, dall'aspetto.
Non credo di poter affrontare i colleghi per adesso. Cosa farai? Ah, capisco. Desideri meditare.
E tu, Edmund? Monterai di guardia a mezzanotte? S'intende. Ho gi fatto una dormita, per essere pronto. D'un tratto persi l'equilibrio e caddi sulla cuccetta. Egli rise. Si  levato il vento, vedi! Metter alla prova il suo trinchetto!
Credo... s, credo sia meglio per me uscire all'aperto.
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CAPITOLO 10.
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Uscii, cautamente, sul quadrato. Webber stava lustrando un angolo del lungo tavolo con inconsueta e invero inutile alacrit poich il legno era troppo macchiato e tagliuzzato per prender il lucido. Salii sull'atrio e fui lieto di uscire all'aperto, sul ponte di mezzo. Mi sorreggevo alla murata. Stavamo letteralmente filando. La situazione era ulteriormente migliorata, mentr'io mi trovavo sottocoperta con Charles, poich sull'albero di maestra venivano spiegate vele sussidiarie, in previsione di un aumento del vento. C'era luce diffusa a proravia ma, a poppa, enormi nuvole frastagliate sembravano non tanto venir avanti verso di noi quanto salire su, su, a formare assurdi torrioni e castelli di tempesta. Avrei potuto fare un altro bagno ma non lo feci. Mi tenni al riparo e stetti a guardare finch non vidi la prima selvaggia raffica di pioggia scrosciare sul ponte, rimbalzandone zampilli. Tenne dietro, dopo meno di un minuto, la grandine. Gli addetti al turno di guardia cercarono di ripararsi come meglio potevano, a ridosso di qualcosa e rannicchiati su se stessi. Vidi un uomo salire nella nicchia della campana e, da l, ridere dei compagni. La grandine cess ancor pi subitaneamente e come era cominciata. Fu seguita - come se il sipario si fosse alzato su una rappresentazione teatrale - dal vento, non dalla pioggia. Nel giro di pochi minuti il mondo si oscur e il mare fece grigio-sporco. Poi, sorprendentemente, tutto questo fu spazzato via e ci trovammo al sole e al vento, un sole brillante al tramonto, un duro luminoso sole giallo, potato dei suoi raggi che giaceva all'orizzonte come una sterlina d'oro. Ma ben presto sbiad, mentre calava, e sottili nuvole si frapposero, sicch guardando lungo la murata verso il castello poppiero, vidi che il sole sembrava inclinare a nord nel tramontare. Le nuvole sottili alte allo zenit, sembravano muoversi lentamente in avanti, il vento era moderato e costante, ma si aveva l'impressione che ben presto si sarebbe rinforzato.
La campana annunci la fine del primo turno. Il rito del cambio della guardia si svolse, mentre il vento e il rollio aumentavano. Mister Smiles e mister Taylor discesero dal cassero.
Ebbene, mister Smiles, che ne dite del tempo?
Mister Smiles, evidentemente, non aveva nulla da dire. Mi recai, come mio solito, nel salone passeggeri.
Bowles e Pike sedevano al tavolo sotto la grande finestra poppiera. Ormai per abitudine, io sedevo al centro, rivolto a proravia, e non saprei dire perch. Mi ero sempre seduto l, fin dall'inizio. Bowles, analogamente, sedeva sempre all'estremit di tribordo, a capotavola. Pike invece era un oggetto mobile e sedeva dove capitava. In quel momento sedeva al mio posto. Spostatevi, mister Pike.
Posava i gomiti sul tavolo e il mento sulle mani. Aveva il berretto sulla nuca. Quando mi ud cominci a strisciare sulla panca, senza staccare i gomiti dal tavolo. Tutto il suo corpo si spostava goffamente in direzione di Bowles. Che cosa avete, Pike... Richard, voglio dire? Bowles rispose per lui.
Mister Pike ha bevuto troppo iersera, ahim, mister Talbot.
Vi duole la testa, eh? Buon Dio, non eravate abituato a bere affatto! Ebbene, qualcosa vi abbiamo insegnato. Il letto  il posto migliore, Richard, quando duole la testa. Ma mister Bowles stava scuotendo la sua. Che c', Bowles?
Il momento non  propizio. Che ne pensate del tempo, signore?
Mister Smiles, mi crediate o no, non vuol fare alcuna previsione al riguardo.
Mister Bowles scosse la testa, di malumore. Non credevo di poter mai avere tanta fame e, tuttavia, rassegnarmi a questo fatto. Non credevo di poter venire a patti con un costante stato di terrore! Come Wheeler.
Non invidio la vostra cabina, signore. Non intendo trascurare i miei doveri cedendo alla superstizione.
L'insensibilit aiuta, certo. Quali doveri? Insensibilit? Permettetemi di dirvi, mister Bowles... La nave si ingavon tutt'a un tratto, poi, altrettanto improvvisamente, torn a posto. A mister Pike cadde di testa il berretto. Non tent neppure di raccattarlo. Quali doveri, mister Talbot? Affari miei, mister Bowles.
Dopodich restammo zitti tutti e tre. L'unico movimento fu compiuto dal piccolo Pike: chiuse gli occhi.
Entr Bates, a gambe divaricate, dato che ormai la nave rollava e beccheggiava di continuo.
Che ne pensate di questo tempo, Bates?
Peggiorer prima di migliorare, sir.
Prese le due lanterne e scomparve con esse. La pioggia, oppure uno spruzzo, picchi contro l'ampia finestra.
 quel che dicono tutti.
Tutti chi, Bowles?
Tutti quanti - Cumbershum, Billy Rogers e ora Bates.
Quindi ci siamo.
Segu una lunga pausa. Bates torn con le due lanterne. Una era accesa.
Da che parte la volete, signori?
Bowles teneva un gomito sul tavolo. Indic in su con un dito di quella mano. Bates and ad appendere la lanterna accesa dritta, poi appese quella spenta sul lato di babordo. Le nostre ombre iniziarono il loro spietato balletto sulla parete e sul tavolo tutt'altro che festivo. Sembrava che i loro movimenti venissero amplificati di momento in momento.
Perlomeno gli alberi...
...stanno saldi. S, mister Talbot.  stata un'idea brillante messa brillantemente in atto da un giovane ufficiale. Credo che noi passeggeri dovremmo provvedere a non lasciarla senza ricompensa.
Lasciamo che la Marina badi a se stessa, mister Bowles.
 sempre stata, questa, la vostra opinione, mister Talbot?
La nave sobbalz. Bates ricomparve.
Devo servire le signore in cabina, signori. Voi preferite mangiare qui, come d'ordinario?
Tu che ne dici, Bates? Porta pure qui le nostre razioni di porco e fagioli!
Mi rigirai sulla panca e, proteggendomi gli occhi dalla lanterna, cercai di discernere la forma del mare. C'erano un bel po' di spume bianche sparse qua e l. Nessuno di noi aveva alcunch da dire.
Bates port la cena, carne di maiale e fagioli. Pike si alz barcollando, fece qualche passo e cadde sulla panca posta a poppavia del tavolo pi piccolo. Ci appoggi sopra i gomiti assunse la stessa posizione di prima. Guardai la mia porzione con rammarico.
 estremamente ridotta, Bates!
Bates esegu alcuni passi di danza per mantenersi ritto in piedi sullo stesso posto.
Ah, signore, ma la carne, signore,  tanto dura che vi ci vorr due volte tanto, a masticarla, che non a casa vostra, sir. Vai al diavolo!
D'accordo, signore. Che c', mister Bowles? Puoi pure riportarla via, questa carne di porco, Bates, io non sono all'altezza di essa.
Chiedo scusa, mister Bowles, ma vi conviene, sir, fare uno sforzo. Il convento non passa altro e, se riuscite a non rigettarla, buon pr vi far. Brandy per me, Bates.
Il brandy va bene, signore. Ne abbiamo in quantit, di brandy. La birra invece  finita, quella buona, e resta solo quella pi leggera. Volete anche voi del brandy, mister Talbot, per migliorare l'acqua? Pu alcunch?
Mister Cumbershum usa il brandy per correggere la birra adente, signore.
Ci prover. Buon Dio! Questo maiale doveva esser fatto di ferro!
Bates, con mio grande stupore, corse all'indietro! Alla fine della corsa, trovandosi pi in alto rispetto a noi seduti, corse di nuovo in avanti. Bowles port le mani alla bocca, si alz, poi sedette di nuovo di schianto. Vi sentite bene, Bowles? Bowles ringhi. Che domanda sciocca!
Si alz di nuovo e si allontan barcollando. Bates gli apr la porta.
Credo, Bates...
Mi alzai anch'io, mi diressi quindi cautamente verso la porta, riuscii ad arrivare in cabina senza vomitare ma poi cambiai idea e mi portai, barcollando, sull'ingresso della tolda. Mi sorreggevo agli stragli. Li chiamo a volte stragli, o stralli, a volte catene; entrambi i termini sono inesatti ma non contraddittorii. Ton ho mai cercato di capire la complessit dell'attrezzatura navale - fra sartie, stralli e patarazzi -, so soltanto che gli stragli servono a sorreggere l'albero di maestra e possono essere, in qualche misura, adattati alle circostanze. Comunque mi sorreggevo a qualsiasi appiglio mi si offrisse. Stavolta era un enorme
affare di legno con su un buco, chiamato bigotta - o forse altrimenti. Mi aggrappavo a qualcosa, insomma, e vedevo l'orizzonte inclinarsi ora di qua, ora di l. Il vento era aumentato, ma non era fortissimo. Aumentava da ore un po' alla volta. E io cominciai a scorgere in questo inesorabile approccio la ragione per la quale tutti davano una risposta scontrosa e apprensiva a quella domanda che noi tutti passeggeri facevamo.
Peggiorer prima di migliorare.
Ancora una volta si tratta del gergo marinaresco, un linguaggio parsimonioso ed espressivo. Uno dice: Si baller un tantino, oppure: Tirer una bava di vento! Ma nella frase premonitrice c' ammissione di ignoranza, come se quelle salmastre creature ammettessero che il mare pu sempre far di pi di quel che t'aspetti.
Mi rigirai e aguzzai lo sguardo a poppavia, oltre il bordo del cassero, sul lato di babordo. Quel che stava sopraggiungendo era laggi, oltre il gi invisibile orizzonte. Il vento era costante come il passaggio stesso del tempo e altrettanto inesorabile. D'un tratto sentii una gran stanchezza, un languore. Non era fame, non era maldimare. Era la tetra consapevolezza del pericolo e della dura prova che il nostro vecchio, pazzo vascello si accingeva ad affrontare. Nulla desideravo pi che non l'oblio, ma c'era solo un posto dove andare. Arretrai vacillando, scesi le scalette e andai a buttarmi sul letto in cabina.
Quando mi destai la nausea era scomparsa, ma restai dov'ero, poich il rollio era molto aumentato. Alfine mi riscossi e mi recai nel salone passeggeri. Mangiai un boccone. Ero solo. Non mi avventurai sulla tolda, poich vedevo l'acqua scorrere sull'assito. Pochi minuti prima di mezzanotte salii sul cassero. La minaccia di nausea era passata, mi ero del tutto ripreso. Le pochissime ore trascorse in immobilit - o relativa immobilit - se una tale cosa pu dirsi - avevano rammentato alle mie menbra, suppongo, la terraferma, sicch adesso dovevo riadattarmi alla triste realt della nostra situazione. La notte non era tanto buia: sebbene la luna fosse coperta, lo strato di nuvole era sottile abbastanza perch il suo lume lo trapassasse per posarsi tenuemente dovunque. Non era una notte chiara come la precedente, ma una notte tenue. Il vento teso, che soffiava incessante da ponente, era cresciuto di intensit e le onde erano crestate di spuma. Charles mi stava di fronte e io mi trassi da parte mentre
il piccolo rito del cambio della guardia veniva celebrato. Dopodich, Charles si rannicchi all'ombra della poppa. Mi appressai e mi appoggiai alla scaletta poppiera, accanto a lui. Senti di pi la cosa?
L per l non mi rispose. Stava guardando a proravia, ma non credo vedesse neppure la nave. Sii buono, Edmund. Sicuro! Ma come?
Lascia stare quell'argomento. Lascialo perdere.  penoso per me e pericoloso per entrambi. Ma come posso... Lascia perdere! D'accordo. Se vuoi.
Lentamente salii i gradini, mi portai sulla poppa. Il chiarore soffuso adesso illuminava la nostra nube di vele spiegate su tutti tre gli alberi. Senza dubbio la nostra vecchia nave faceva del suo meglio per portarci a Sydney Cove. Speronava un'onda e l'altra si trovava a livello dell'albero di mezzana. La scia era visibile: acqua liscia e vorticante che smussava la sommit di ogni onda che ci raggiungeva. Sotto di me, Charles si mosse dal riparo e si appress alla ringhiera anteriore del cassero. L ristette, con le mani affondate nelle tasche della cerata, le gambe divaricate. Evidentemente quel turno di guardia sarebbe stato diverso dagli altri e non solo per via del maltempo. Charles aveva bisogno, mi parve, di venir rincuorato. A che velocit andiamo, Charles?
Non mi aveva udito appressarmi, poich sussult al suono della mia voce.
Non lo so. Sette nodi. Forse sette e mezzo. Circa 180 miglia terrestri in una giornata. Imbarchiamo pi acqua del solito?
Il pozzo si riempie in un'ora. La natura ci fa andare pi in fretta e ci presenta il conto per la propria assistenza. Non si dovrebbe allora ridurre la velatura? Non hai fame, tu, come tutti gli altri? Capisco.  naturale. In che brutta situazione ci troviamo. Questo  ancora niente, Edmund. C' qualcosa alle spalle di questo vento. Come fai a dirlo?
Considerando il tempo che impiega a rinforzare - e anche in base alla qualit del vento. Adesso sul serio mi preoccupi.
Lo dissi per dargli modo di dimenticare i propri guai e di adoprarsi per confortare me. Ma non ci riuscii. Sempre guardando, non me, ma la prora - che a quel che potevo vedere nor aveva alcun bisogno della sua attenzione - si limit ad annuire. Era qualcosa di analogo a ci che Bent chiamerebbe un cong. Andai alla tavola traversa ed esaminai le cifre che vi erano segnate. Otto nodi, sette e mezzo, otto e mezzo, sette e mezzo. Sottocoperta stavano certo pompando. Ogni ora, adesso, non una volta per ogni turno di guardia. Come se il mio pensiero li avesse sollecitati, gli addetti gettarono il solcometro. Otto nodi. Il quartiermastro venne a riferire a me il risultato. Io, solennemente, ripetei la cifra a Charles, il quale peraltro doveva averla sentita gi.
Bene cos, mister Talbot. Signors, signore.
Sul castello di prua la campana batt due rintocchi, poi uno Charles! Ha sbagliato. Doveva battere un tocco soltanto. Santo cielo, uomo! Mai sentito dire che chi viaggia verse oriente guadagna un'ora ogni quindici gradi di longitudine per corsi? Circa una volta a settimana perdiamo un tocco a met turno, per stacchiamo solo ai tre rintocchi.
Suppongo che quelli l, sul castello di prora, penseranno di perdere un pezzetto di vita, esattamente come allorch il calendario giuliano venne rimpiazzato da quello attuale.
Non mi interessa quello che essi pensano. Facciano il lor dovere e pensino quello che vogliono.
Mister Summers! Charles! Non  da te. Oh, suvvia! Non deludermi, vecchio mio. Penso a te come alla personificazione dell'equanimit!
Per un po' restammo zitti tutti e due. Poi Charles si stacc dalla ringhiera e si raddrizz.
L'armatura di ferro  ancora calda. Tocc a me stare zitto, poich era chiaro che lui non riusciva a staccare la mente dal trinchetto e da Bent. Non sapevo che fare e mi diedi a gironzolare sul cassero, senza scopo, tanto per passare il tempo. Allo scadere dell'ora fu gettato il solcometro tutto si ripet, tranne che la nave procedeva adesso a un po' pi che otto nodi, ma non tanto di pi - disse l'uomo - da poterli calcolare. Quindi segnai, col gesso, otto nodi; poi tornai ad appoggiarmi alla scaletta poppiera. Il turno di guardia durava tre ore anzich quattro. Charles trascorse quasi tutto il tempo
senza parlare e anche senza guardarmi. Ero talmente contrariato e ansioso, che quando il nostro turno fin, mentre scendevamo dal cassero, gli dissi in tono di rimbrotto: Il silenzio lo posso sopportare, Charles. Ma neanche guardarmi... Cosa ho fatto?
Si sofferm in cima alle scalette che portavano al quadrato degli ufficiali, sempre senza guardarmi. Niente, hai fatto. Sono stato svergognato, ecco tutto. Scese i gradini a passi pesanti. Altrettanto pesantemente mi diressi verso la mia cabina, ma il dolore non riusc a impedirmi di dormire.
Era quasi mezzogiorno quando bussarono alla porta e mi svegliai: mi ritrovai completamente vestito, con la cerata e tutto. Non avevo fatto altro che posare la testa sul cuscino! Avanti!
Era Charles. Ma un Charles pi felice, con un'allegra faccia mattutina.
Rimproverami pure, se vuoi, Edmund. Ma ho fatto il giro della nave, per guardar tutti in faccia, a uno a uno: Anderson, Cumbershum e persino Bent. Ma tu sei ancora mezz'addormentato. Vieni! Ho da farti vedere qualcosa! Stavo per esprimere la mia sorpresa quando fummo interrotti da un terribile urlo di Prettiman. Persino Charles, incallito com'era alle sofferenze altrui, fece una smorfia udendolo. Saliamo sul ponte. Vieni, Edmund! Devi stare attento. Il tempo  peggiorato, come pensavo.
Mi fece strada a mezzanave, dove l'acqua mi spumeggi intorno ai ginocchi, poi si dilegu. Buon Dio! Sali, su.
Finalmente, cominciavo a conoscere l'Oceano Australe. La velatura era ridotta al minimo. Il rollio sembrava pi lento. Arrancai su per le scalette, controvento e, quando arrivammo sul cassero, provai qualcosa che non avrei creduto possibile. Il vento, che in altre occasioni avevo trovato tanto gagliardo da aprirmi a forza la bocca, adesso mi impediva di tenere gli occhi chiusi: per quanto serrassi le palpebre, mi costringeva ad aprirle a fessura. Ma non riuscivo a vedere altro che luce sfocata. Mi misi al riparo e cominciai a farmi visiera con le mani, il che mi consent di vedere pi o meno chiaro.
Sali sulla poppa. Sei uomo abbastanza?
Arranc su per le scalette e io dietro. Eravamo all'aria aperta, adesso. Le lanterne oscillavano. Strisciammo intorno alla ringhiera e poi, con gli occhi spalancati a forza, aguzzammo lo sguardo, senza nulla vedere per. Non era sorprendente. Non si distinguevano il vento dall'acqua, gli spruzzi dalla schiuma, le nubi dalla luce, la grandine dalla pioggia. Chinai la testa e mi esaminai il corpo. Avevo un'ombra. Ma non era per assenza o diminuzione di luce, era per l'assenza di foschia, di pioggia, di spruzzi. Charles aveva la stessa ombra. E allorch guardai in tralice nel vento vidi che ogni elemento della balaustra, ogni altro oggetto, aveva quella stessa ombra.
Perch siamo qui? Non c' niente da vedere!
Non si volse n rispose, ma fece un gesto per tagliar corto, forse spazientito. Alcuni marinai stavano trasportando quegli stessi curiosi sacchi che, nella penombra, somigliavano a cadaveri. Vidi ch'erano pieni di liquido e attaccati a funi. Charles aveva un ago da velaio in mano e, con esso, punzecchi in vari punti quei sacchi.
Fuori!
Gli uomini sollevarono i sacchi oltre la ringhiera e li gettarono in mare. Un'onda si sollev, un intero altopiano d'acqua in movimento. Un'onda secondaria apparve alla sua superficie, fu lacerata dal vento e scagliata contro di noi come una gragnola di piombini.
Legate le cime!
Mi volsi a guardare a proravia, in tempo per vedere la prua scivolar all'indietro gi per la china dell'altopiano che ci aveva sorpassato. Sentii la poppa sollevarsi. Mi voltai e vidi altri altipiani seguirci, l'uno in parte nascondendo l'altro, mostruosa processione che marciava senza tregua intorno al mondo e creava un luogo che, sicuramente, non era per gli uomini!
Cos'avete fatto?
Guarda.
Guardai dove indicava. Un altopiano si era sollevato lentamente con l'equorea superficie tutta crespa, tormentata, pronta a investirci come pallini di piombo. Poi, all'estremo lembo di quanto era visibile, vidi un luccichio d'argento. Si allargava, formando una specie di sentiero dietro la nostra poppa, non dissimile dallo strascico di luce che si vede sull'acqua sotto il sole o la luna. Ma quello era d'argento assai blando, lumescente e immacolato. Era definito come un sentiero sul terreno gessoso, tendeva sotto le fitte e i vortici di spruzzi, quelle onde sulle onde che volavano in aria come uccelli da incubo. Olio!
Non un luogo adatto agli uomini: agli di del mare forse; a quella grande ed estrema potenza che deve, di certo, sorreggere l'universo visibile e di fronte alla quale gli uomini possono solamente pronunciare quelle frasi che definiscono la vita e controllano l'esperienza del vivere umano. Olio sulle acque agitate.
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CAPITOLO 11.
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Cos era. Per quanto le onde ci inseguissero e tentassero di sommergerci, quando raggiungevano quella striscia d'argento ne venivano domate, la loro furia si infrangeva come contro un grosso scoglio o - se fosse stato possibile - contro una diga, un molo.  una meraviglia, nel mondo fisico, il modo in cui l'olio vegetale, estratto da una delle pi tenere ed effimere fra le invenzioni della natura, pu tuttavia sedare la furia di una terra pesta come Orfeo ammansiva le belve feroci. Lo so che la cosa  ritenuta un luogo comune - ma solo da quelli la cui vita non era stata salvata grazie a tale stratagemma. Il sentiero d'argento arrivava adesso a una cinquantina di metri dalla nostra poppa e in quei cinquanta metri non oleosi il mare malvagio non aveva tempo di organizzare la propria furia. Seguitavamo a sollevare e sprofondare. L'acqua seguitava a riversarsi oltre le murate e allagare il ponte di mezzanave, ove le nere sagole di salvataggi guizzavano e vibravano sopra di essa, ma il nostro moto era adesso alquanto liscio, e in ci stava la nostra salvezza. Charles! Non ci avrei mai creduto! Mi fe' cenno di scendere dalla poppa sul cassero. Discesi, lui mi trasse in disparte, al riparo della murata. Volevo farti vedere che anch'io ho delle idee. Non ne ho mai dubitato! Rise eccitato.
Normalmente, si dovrebbe mettersi alla cappa e versar olio da prua, capisci? In tal modo la nave resterebbe pi o meno ferma, e si formerebbe una vasta macchia d'olio, sopravento. Ma non possiamo permetterci, noi, una sosta. Dobbiamo proseguire. Devo dirti che la nostra provvista di olio vegetale  limitata; ma, finch dura, possiamo mettere fra noi e il mare che insegue un margine di sicurezza... di relativa sicurezza. Fintanto che ci sar olio. Appunto. E il pompaggio?
Dovr aumentare,  ovvio. Ma non troppo. Annu, attraverso il cassero, arrancando, parl col quartiermastro, poi, sospinto dal vento, comp una rapida e irregolare discesa sulla tolda e scomparve alla vista. Lo seguii, a mia volta ignorando l'ufficiale di guardia una volta tanto, in rara obbedienza al Regolamento del capitano. Entrai nel salone passeggeri e diedi una voce a Bates, che mi port una piccola porzione di carne di porco con fagioli. Anche del brandy, Bates.
And a prenderlo. Da dove sedevo, potevo vedere la nostra scia di lumaca, la lunga striscia d'olio. Lontano udii quel terribile grido di Prettiman morente. Avrebbero dovuto dargli del laudano - pensai - come dono di nozze. Tutti dovremmo averlo. Olio o non olio, la cosa migliore per noi tutti sarebbe esser privi di conoscenza. Sedetti l per ore, intontito dal mare, finch alfine l'oscurit della sera mi sospinse in cabina. Mi sembrava adesso che la stessa regolarit del nostro moto, per quanto precario, ci desse tempo da rimuginare. Non posso dire che dormii. Ero conscio della nave che ballava e del fatto che si era ancora vivi. Ecco tutto. Credo che la mancanza di sonno rischiasse di farmi smarrire la ragione.
Della guardia mediana, quella notte, ricordo poco, anche se per me fu breve. Quando fui chiamato, mi recai sul cassero, piegato in due contro il solido vento, e andai a rannicchiarmi al riparo della poppa. Ricordo la luce, poich era una luce di tempesta, da non potersi descrivere - ed  questa una ragione per cui chi non l'ha mai vista non ci crede. Sembrava inerente all'atmosfera stessa!
Di l a poco, Charles venne a rannicchiarsi accanto a me. Torna in cabina, Edmund. Non puoi far niente di buono qui.
Quando smetter?
Come potrei dirlo? Ma tu devi scendere gi. Cumbershum  caduto.
Oh,  terribile. Se persino Cumbershum... Non si  fatto male. Capirai, uno ch' abituato a queste cose... capisci? Vieni. Ti accompagno per un tratto. Il posto migliore per te  la cabina. Restaci!
Questa conversazione non fu certo sulla vena eroica. Posso solo dire a mia discolpa che, se osai salire sul ponte, fu pi di quanto qualsiasi altro passeggero osasse, durante quelle ventiquattr'ore. Dubito che essi fossero pi spaventati di me. Magari avevano solo pi buonsenso. Nel salone passeggeri, Bates mi disse che gli emigranti e i marinai fuori servizio avevano ricevuto il permesso, da Charles, di lasciare le amache attaccate e sdraiarvisi. Non osavo pensare in che stato fosse quel ponte sovraffollato, poich ogni tanto il mare inondava la tolda e scendeva dal castello di prua come una cascata. Si rollava un po' ma, a parte questo, la nave sembrava sollevarsi e ricadere senza sbandare minimamente, come se si trovasse entro una stretta galleria che le impedisse qualsiasi altro movimento.
Arrivai in cabina, alfine, mi gettai sulla cuccetta e giacqui esausto, sebbene non avessi fatto niente. Mi addormentai ben presto e mi svegliai in una mattutina luce grigia, mentre il vento seguitava a fischiare. Come mi si strinse il cuore, a svegliarmi a quello spietato rumore e movimento! Che effetto avr fatto ai bambini? O saran riusciti, parenti e amici, a persuaderli che tutto andava bene? Oh, no! Il pallore del volto, il tremito delle labbra hanno un linguaggio pi eloquente delle mere parole. La voce che tenta di bisbigliare, poi si mette d'un tratto e inaspettatamente a urlare, quasi a propria insaputa, gli impeti di collera, le lacrime, l'isteria... no, non credo che i fanciulli fossero ignari, poverini!
Era ormai pomeriggio, e la situazione non era cambiata, quando mi rinfrancai abbastanza per uscire dalla cabina. La pi vile delle necessit mi sospinse; dopodich, cerata e tutto, mi recai nel salone. C'era mister Bowles, seduto sotto la finestra senza nulla guardare. Mi sedetti accanto a lui, senza guardare nulla neanch'io, ma c'era un tantino di cameratesca sofferenza in quel nulla. Dopo un pezzo egli parl.
Pompano. S.
Presto avranno bisogno anche di noi. S.
Francamente...
Altro lungo silenzio. Poi Bowles si schiar la gola e parl di nuovo.
Francamente, mi chiedo se non sia il caso di abbandonare ogni speranza, andarmi a rintanare in cabina e...
Io mi ci sono rintanato. Non serve a nulla.
La porta del salone si spalanc. Oldmeadow, il giovane ufficiale di fanteria, entr barcollando e cadde di schianto sulla panca di rimpetto a noi. Aveva il respiro affannoso. La faccia sudicia.
Suppongo che... che voi vi aspettiate che la nave venga governata per i comodi vostri.
Lo si intende, questo, come un insulto?
Non vi smentite mai, Talbot! Parlate quando avrete le mani come le mie!
Ce le mostr. Le palme erano escoriate e sanguinanti. A furia di pompare. Ha requisito i miei uomini senza neanche dire per favore. "I vostri uomini devono pompare", m'ha detto.
Mister Summers!
Il vostro amico, tenente del cazzo Summers... Ritirate quelle parole! Signori! Signori!
Sono stufo di voi, Oldmeadow! Di questo, mi dovrete rispondere.
Pensate ch'intenda spararvi, Talbot, tanto per risparmiare al mare una fatica? Gli ho detto, a Summers: "Perch non prendete i passeggeri, Bowles, Pike, Talbot, Weekes, Brocklebank?" Persino questo vecchio ubriacone malandato durerebbe un paio di minuti. Io sono...
Croll sul tavolo. Bowles si alz e gir intorno al tavolo. Oldmeadow ringhi: Lasciatemi stare, maledetto!
Si tir su e si allontan barcollando, verso la sua cabina, Bowles percorse un tratto in salita, poi in discesa, per tornare al suo posto, e vi cadde allorch la nave si sollev e lo colp. Restammo l a sedere, noi due, senza dir nulla. Nel tardo pomeriggio lasciai Bowles l e andai alla latrina, ove sedetti accanto alla fune che aiutava a trainare le nostre sacche di olio. Quel luogo sembrava esser sommerso, anzich a galla sul mare. Quando tornai nel salone, Bowles non c'era pi. Ero s e no arrivato al mio posto, quando la porta si apr ed entr Pike. Ben poco aveva in lui che lo rendesse ben accetto agli altri, ma - senza alcun dubbio - la statura da nano lo rendeva immune da certi rischi. Attravers la stanza come se pattinasse, magari levitasse, e si sedette sulla panca di rimpetto a me come un uccello che si posa su un ramo. Era pallido ma non sembrava ubriaco.
Buon pomeriggio, Edmund. Questa  una tempesta spaventosa. Passer, mister Pike.
Si era detto di chiamarci per nome, Edmund. Oh, Dio. Bowles, Oldmeadow... e adesso voi. Richard, allora.
Non trovate che sia pi intimo? No.
Pi amichevole.
Oh, per... Come va la famiglia, Richard? Mia moglie... L'avrete sentito dire, Edmund, abbiamo bisticciato. Succede in ogni famiglia, Edmund, fra persone sposate...
Ne dubito.
Voi non siete sposato, nevvero? Cosa diavolo intendete con questo? Le persone sposate capiscono. Da quando i coniugi East s son messi ad aiutare mia moglie, le nostre figliole stanno meglio senz'altro.
Era ora che ricevessimo qualche buona notizia. Oh, s. Sapete, son convinto che quando, qualche settimana fa, la fune a strascico port via un pezzo dalla chiglia in corrispondenza della sentina...
Sembrate un marinaio di mestiere, a sentirvi, mister Pike. ...ero convinto che stessero morendo. Ma da quando abbiamo adottato l'idea di mister Bent, sono molto migliorate. Un'altra idea di Bent?
Disse che si indebolivano a causa del maldimare, e del continuo beccheggio. Nelson - disse - era uguale. Oh, no!
Disse che Nelson si era fatto fare un letto pensile che oscillasse liberamente, al rollio della nave. Disse... Mi alzai di scatto e caddi di lato. Ma questa  una mia idea!
Disse che, se le mettevamo a dormire in amaca, avrebbero meglio tollerato il rollio e, inoltre, avrebbero preso la cosa come un gioco...
Ma questa  esattamente la mia idea! Non importa, Edmund, da chi sia partita l'idea. Ha funzionato, e le figliole stanno meglio adesso.
Andai l. Bussai alla porta della cabina. L'aprii. C'era mis Granham. Mi guard, allorch feci per illustrarle questa stessa idea, ma, prima che profferissi parola, lei... lei mi mise a tacere. Quegli occhi di pietra! "Non dite nulla, mister Talbot. Andatevene e basta!"
Come dicevo, Edmund, non importa chi abbia avuto l'idea, no? Stanno meglio, questo conta.
Strangoler quella donna! Chi?
Solo perch ha i capelli gialli e una faccia da ragazza... Dio danni la mia anima e la scaraventi all'eterna perdizione! Edmund! Edmund!
Sedetti con un tonfo. Sentivo caldo, con indosso la cerata, imprecando, me la sbottonai.
Si  deliberatamente prefissa di sminuirmi, fin dal primo momento che mi vide! Perch vi arrabbiate? Stanno meglio! Ne son contento, Pike. Richard.
Richard, dunque. Ne sono contentissimo. Le vostre figliole stanno meglio ed  questo soltanto che conta. Io... La signora East  di grande aiuto. Canta e insegna loro le canzoni. Non credo che Phoebe sia intonata, ma Arabella canta come un'allodola. Io ho una voce assai buona, sapete. Suppongo di s.
Parlate in modo strano, Edmund. Avete bevuto? Credo che seguitasse a chiacchierare. Non gli badavo. Era un ometto cui non si bada. Quando tornai in me, ero solo. Bates! Dove diavolo  il mio brandy? Eccolo, sir. L'ho avuto da Webber, signore. Dobbiamo andarci piano.
Portatemene dell'altro. Come?
Gli porsi il bicchiere vuoto e lui lo port via. Questo fu l'inizio di tutto. Quel periodo  uno del quale mi vergogno tuttora, e sempre, credo, me ne vergogner. La rabbia si nutriva di rabbia. Tutta colpa di Letitia Prettiman, s'intende... Ma lui, Bent, mi aveva rubato l'idea, per aiutare le due ragazzine... Ella aveva accettato, da lui, ci che non aveva voluto accettare da me. Non dite nulla, mister Talbot. Andatevene e basta. Quei due avevano agito in collusione fra loro...
A un certo punto, mi ritrovai nella penombra dell'atrio dove l'acqua del mare ruscellava diagonalmente, formando triangoli che andavano a cozzare contro le porte e le murate. Avevo voglia di prenderli di petto... Ma dov'era Bent? Andai dunque a cercarlo, arrancando, all'aperto, dove le nere sagole di salvataggio vibravano sopra l'acqua e sott'acqua. Ed ecco, come il Destino volle, far apparire quell'uomo in persona, uscito dal castello
di prora, dove forse era andato a controllare o a far qualcosa per il suo lavoro in ferro nella stiva. Parve non vedermi, ma toltosi il cappello, squass la chioma gialla per la gioia, evidentemente, di esser venuto via dal puzzo di sottocoperta. Poi quando stavo per accostarmi, schizz via e mi pass accanto come se non esistessi. Lo seguii nell'atrio. Bent stava gravemente esaminando il Regolamento del capitano, assecondando i movimenti della nave, mentre l'acqua marina gli ruscellava fra i piedi.
Non vi  forse familiare, mister Bent, il Regolamento? Dovreste piuttosto badare ai fatti vostri: rubare idee, staccare pezzi dalla carena o sfondare la chiglia della nave con un albero! Bent mi guard dall'alto in basso. Fu in grado di farlo, nonostante la mia statura, poich io stavo aggrappato alla ringhiera fuori della mia cabina.
Un buco o due sul fondo di una nave, Talbot, non  cosa che conta. Estraete il tappo da una scialuppa, infilatevi la lama di un coltello, e, purch la scialuppa proceda abbastanza veloce, tutta l'acqua imbarcata se ne andr. Dove avete rubato questa idea? Io non rubo le idee! Non ne sono convinto! Le vostre convinzioni sono irrilevanti. Le ragazzine erano in pericolo. Noi tutti siamo in pericolo pezzo di stupido!
Non sono uno stupido! Non affibbiatemi titoli, signore! Io dico che lo siete!
Questo non lo permetto! Me ne risponderete. Ascoltate, Bent!
Fu a questo punto che, per quel che mi riguardava, il colloquio divenne incoerente. Non dico inintelligibile, no, poich ogni frase, presa a s, era logica e chiara. Ma sommate creavan confusione. Mister Bent prese a farmi la storia della sua famiglia, con crescente acerbit, mentre io l'accusavo di condotta disonesta. Lui ribatt che ero perfido come tutta la mia razza. Io replicai con una minaccia di violenza e parlai, precisamente di prendere a pistolettate un giovin signore di origini francesi. A ci lui contrappose una breve descrizione...
Ah, gli inglesi! Quando li incontri la prima volta ti restano antipatici - ma quando impari a conoscerli meglio, l'antipatia si tramuta in odio genuino!
La porta della cabina di Prettiman si spalanc e la signora Prettiman guard fuori. Si era rimessa in tenuta da marinaio. Ci vide e, subito, disparve. Aveva i capelli in disordine. Poco di lei era vistoso, a parte il viso e i capelli. Nel silenzio che fra Bent e me tenne dietro a quella breve apparizione e subitanea scomparsa, si ud Prettiman urlare. Ma quel silenzio chiar la nostra confusione e approfond il litigio.
Per farla breve, Bent e io ci scambiammo altre male parole davanti alla porta. Io lo accusai, chiaro e tondo, di aver rubato a me l'idea per curare le figliolette di Pike: amache, alla Nelson, egli respinse l'accusa, dicendo che era giunto alla stessa conclusione per suo conto, indipendentemente da me. Anzi, era pi incline a credere che io avessi preso da lui quell'idea, che non viceversa. Arrivammo a dircene di tutti i colori, fra sciocche lotte e sciocchissime risposte. Nel corso del diverbio, io asserii di sapere come aiutare mister Prettiman. E lui, di rimando, asser la stessa cosa e disse che appunto per questo era venuto l, nell'atrio. Il brandy mi aveva molto riscaldato. Forse fraintesi, questo punto, la signora Prettiman - ravviati e celati decentemente i capelli - ricomparve sulla soglia e ci sgrid, in modo tale che ci avrebbe messi in fuga se non fossimo stati tanto forsennati. Sempre litigando, e dandoci spintoni al tempo stesso, entrammo nella cabina. Dichiarammo quali erano i nostri intenti, ma parlando tutt'e due assieme. Prettiman grid:
Qualsiasi cosa! Qualsiasi cosa per porre fine a questo tormento. S! rigiratemi, se volete!
Bent raddrizz le spalle. Invano la signora scongiurava. Le gambe di Prettiman sporgevano ora dalla proda del letto. Egli cercava di non urlare. Io gli passai un braccio sotto il filo della schiena. Era tutto rigonfio. La sua pelle era disgustosa al tatto, dura come legno e rovente come un piatto di portata. Bent mi diede una spinta, gridando non so che, e io caddi sopra le gambe del povero Prettiman. Non l'avesse trattenuto la sponda della cuccetta, l'avrei fatto tonfare per terra. Dinanzi ai miei occhi, la faccia del vecchio divenne esangue, si fece bianca come un foglio di carta. Egli svenne. Bent e io, vergognosi adesso, e avviliti, ribaltammo quel corpo inerte, assestammo i cuscini, con la massima cura gli rassettammo le coltri. La signora Prettiman parl, con la sua voce gelida, severa, da governante: Lo avete ucciso.
Gli occhi realmente lampeggiarono. Io li vidi mandar lampi.
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CAPITOLO 12.
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Fui il primo, io, a uscire dalla cabina. Ne uscii incespiconi, non osando sostenere lo sguardo di quegli occhi n udire le parole che avrebbe potuto dirmi. Nell'uscire, non vidi il volto di lei ma soltanto la faccia di Bent, sgomenta, pallida e ansiosa. Andai nella mia cabina e mi sdraiai sul letto, come fosse una tana in cui rintanarmi. Credo che mi tappassi le orecchie con le mani. Lo avete ucciso. Inutile tentar di descrivere l'angoscia che provavo. Durante quel viaggio avevo subito alcuni traumi e scoperto, sul mio conto, alcune cose che poco mi piacevano. Ma quest'ultimo episodio era stato come precipitare nell'oscurit di un pozzo smisuratamente profondo. Fatto sta che, alla fine, da qualche parte nell'oscurit, mi sorpresi a recitare spontanee preghiere che sapevo, allorch mi uscivano dalle labbra, assai inutili, poich rivolte a un Dio nel quale non credevo. Fu cos suppongo, che vennero inventati gli di, poich mi sorpresi a pregare per un miracolo: Fa' che non sia avvenuto! Credo che non convenga tenerle, cotali preghiere, in alcun conto, ammenoch il metterle in ridicolo non si ritenga reazione adeguata. C'era ben poca considerazione per Prettiman, in esse, un po' < pi ve n'era per la signora Prettiman, rimasta vedova prima del previsto; ma soprattutto quelle preghiere erano per Edmund Talbot! Questi arriv persino a ripassare mentalmente le vigenti leggi l dove si esplica il concetto di omicidio volontario, colposo o preterintenzionale. Ci volle del tempo prima che, affievolitisi gli urli del vento, mi rendessi conto che nessuno dei suddetti capi d'accusa poteva venir formulato, legalmente, nel mio caso, e che il massimo della pena cui andavo incontro era la disapprovazione di passeggeri e ufficiali di bordo, nonch l'implacabile antipatia, l'astio, la maligna, femminile inimicizia della signora Prettiman.
Sia questo il minuzioso resoconto della mia follia: io mi vidi persino, scomparso il marito, offrire la mia mano alla vedovella a mo' di supremo sacrificio di tutto quanto avevo pi caro. Ma data la mia disperazione, mi pareva che ci non sarebbe bastato. Ella, facoltosa vedova, avrebbe potuto scegliere a sua posta e la sua scelta non sarebbe di certo caduta su Edmund Talbot. Avrebbe potuto... e in un lampo mi convinsi, per intuito, chi avrebbe senz'altro scelto... Bent! Si sarebbe comprata Ben dai capelli gialli!
Era sera quando osai avventurarmi fuori della mia tana. Sgattaiolai nel salone deserto e andai a cercare Bates, lo trovai e gli chiesi - in un bisbiglio - dell'acqua. Tornando, dopo aver bevuto, mi soffermai furtivo dinanzi alla cabina di Prettiman, ma nulla udii. Non avevo sentito nulla, da lui, n urli n gemiti, dopo lo sciagurato incidente. Tornai in cabina e mi sedetti sulla sedia di tela. In verit, non volevo offendere la signora. Per quanto disapprovassi i suoi costumi, la sua condotta morale, non volevo lo stesso che soffrisse. Anzi, dissi a me stesso che chi vive in una casa di vetro non dovrebbe scagliar sassi, ma ci sta solo a indicare la confusione, di pensieri e sentimenti, nella quale mi trovavo. Se avevo colto un fiore qua e l sul ciglio della strada, era, n pi n meno, quanto c' da aspettarsi da un giovane maschio, laddove Letitia Prettiman... oh, era una faccenda ben diversa!
Quella sera sul tardi, verso le undici, osai di nuovo avventurarmi fuori. Ancora, nessun suono proveniva dalla cabina di Prettiman. Bussai pian piano, ma n venne la signora ad aprire n Prettiman rispose. Andai nel salone, pensando di bere qualcosa che, a sua volta, mi consentisse di affrontare un pasto, poich mangiare pur bisognava, comunque mi sentissi e qualsiasi cosa fosse accaduto. Aprii la porta del salone e ristetti, incapace di muovermi. La signora Prettiman sedeva al mio posto abituale, presso la grande finestra poppiera. Bates stava portando via, da lei, un piatto e le posate. Mi guard, nel voltarsi, ma on disse nulla. N io fiatai.
Entrate, mister Talbot.
Bates chiuse la porta alle mie spalle. Avanzai cautamente fino
al tavolo pi vicino e sedetti sulla panca di rimpetto a lei. Delle due lanterne che pendevano dal soffitto, solo una era accesa, a babordo. Illuminava il lato mancino del suo viso. Ella attese.
Sono disperatamente spiacente, signora.
Ella rest zitta.
Signora... cosa posso dire?
Ella mi guardava in silenzio.
Per amor di Dio, signora! ... ha...
Stava immobile come un giudice.
Respira.
Oh, grazie a Dio!
 ancora privo di sensi. Il polso si avverte appena. Tocc a me, ora, stare zitto, immaginando quel cuore che stenta a funzionare, il torace che a fatica si solleva per inalare aria stantia di nave. La signora Prettiman congiunse le mani sul tavolo dinanzi a s. Era una posa da giudice, pi che da orante Con lui c' la signora East. Tra poco le dar il cambio. Mister East ha diffuso la notizia per tutta la nave. La notizia, signora? Che mister Prettiman sta morendo. Gemetti, credo, e rantolai. Senza dir parola. La signora Prettiman parl di nuovo. Ma la sua voce era mutata. In essa vibrava una collera estrema, a stento controllata Non lo sapete, eh? Mai avete saputo, nevvero? Questo viaggio, mister Talbot, passer alla storia - non per voi, non pe alcuno di loro, ma per lui. Credevate che fosse una commedia mister Talbot.  una tragedia invece - oh, non per voi! Ma pe il mondo, per questo nuovo mondo ove siamo diretti e che speriamo di raggiungere. Le vostre preoccupazioni saranno dimenticate e svaniranno, come si dilegua la scia di una nave. Vi ha visto salire a bordo circonfuso dai vostri privilegi come da una nuvola di... di gloria di princisbecco! Ora voi avete calpestato con incauti piedi, un luogo che non capite e dove non siete il benvenuto. Egli vi guarder, indifferente, non gi come un uomo ma come un agente della sua morte, come potrebbe esservi un pennone caduto gi da un albero. Egli  tanto superiore da potervi perdonare. Ma io non sono al di sopra di ci, signore, non vi perdoner mai, giammai!
Si alz, barcollando. Feci per aiutarla, ma ella mi ferm con un gesto.
Non mi offendete, con la vostra cavalleria! Una volta, ricordo, mi assisteste quando il rollio era troppo forte per le mie deboli membra, mi accompagnaste fino alla cabina. Non fatevi avanti, ora, mister Talbot. E, soprattutto, non mi toccate!
Queste ultime parole furon dette in tono velenoso, tanto che mi si rizzarono i capelli. Se ne and alla svelta. Udii la porta aprirsi e chiudersi, ma non mi voltai. Sedetti al tavolo - non il solito mio posto -, rattrappito su me stesso, sconvolto dall'umiliazione e dal dolore. Tutte le cose che avrei potuto dire, le scuse, gli scongiuri, persino la bravata dell'indifferenza, mi eran cadute ai piedi, agli incauti piedi.
Non so dire quanto tempo pass, finch non mi sentii toccare su una spalla e una nota voce disse:
Ecco, sir. Del brandy. Ne avete bisogno, signore. La commiserazione di quell'uomo era troppo per me. Mi sgorgarono lacrime roventi, che caddero sul tavolo, fra le mie mani.
Grazie, Bates... grazie...
Non prendetevela cos tanto, signore.  una donna terribile, quella, davvero... Non avrei voluto essere affidato, da bambino, alle sue cure! Mi indusse a ridere, ma mi controllai. Neanch'io, Bates. Ma mi ha fatto sentire come un bambino sgridato, ve l'assicuro. Bates mi parl in tono di cupo dispregio. Cos sono le signore, sir. Le donne,  diverso. Gli puoi menare, a una donna, se ti rimbrotta troppo. Si direbbe che sai tutto, al riguardo. Ho moglie, signore. Grazie, Bates. Puoi andare.
Di nuovo solo, rigiravo il bicchiere fra le mani. Il rollio era pi intenso, adesso, o cos mi parve. Ma non me ne importava, posso dire, sinceramente, che a quel punto non me ne sarebbe importato niente, se anche avessimo fatto naufragio.
Da qualche parte si ud il fischietto d'un aiuto-nostromo. Era ora del mio turno di guardia, insieme con Charles, nell'oscurit che ci isolava. Portai il bicchiere sullo scaffale, lo infilai in un apposito buco, poi uscii sull'atrio. V'era gente, ma non la guardia di turno. Quattro emigranti - tre donne e un uomo - attendevano davanti alla cabina di Prettiman. Compresi. Eran venuti, poco dopo aver festeggiato lo sposo, a dire addio al morente, era troppo. Procedetti tastoni verso mezzanave, uscii all'aperto, avanzai come se mi scavassi una galleria nel vento. Vidi altri, fra cui Charles. Questi and sul cassero a rilevare Cumbershum. Mi misi a ridosso della paratia di poppa. Di l a poco Charles venne accanto a me.
Il vento  scemato un po', poco a poco. Diminuir gradualmente, credo. Ma pu darsi che ci voglia molto tempo.
Si stacc dalla paratia, and a sporgersi dalla murata, e guard la nostra scia. C'era un po' meno luce di tempesta. Torn indietro.
Il nostro olio regge. Anzi, credo che in questo momento non ve ne sia neppure bisogno. Ma, magari, se ritiriamo i sacchi, c' caso che il vento rinterzi e che ci tocchi gettarli di nuovo.
 seccante. L'importante, oltre a far abbassare la cresta alle onde,  far in modo che l'olio non si spanda a bordo. Ecco perch ho proposto questo sistema: si tengono le sacche appese sotto la poppa, anzich a prua. Se le avessimo appese a prua, ogni qual volta un'onda ci investiva, l'acqua avrebbe lasciato una patina d'olio sul ponte. Figurarsi, col maltempo che fa, cercar di mantenere l'equilibrio su un assito lubrico!
Rest zitto per un po'. And sull'altra fiancata della nave, guard a poppa e proravia, poi ritorn.
Si viaggia veloci, se non altro, pur con gli alberi quasi spogli. Quasi nove nodi! Ne sarei contentissimo, sennonch... Lo sai bene anche tu come stanno le cose. Beh, stiamo allegri, finch non succede niente. L'aiuto-nostromo si appress.
Un messaggio da mister Cumbershum, signore. C' molto movimento nella sala-cannoni, sir. Gente che cerca di recarsi a poppavia a trovare mister Prettiman, e riescono a stento a passare per via delle amache appese. Mister Cumbershum chiede che la tolda venga vietata a tutti, tranne che al personale di servizio, casomai quella gente si mettesse in testa di passare da quella parte, signore.
L'uomo smise di parlare e tir il fiato. Avete capito molto bene, nostromo! S signore. Grazie, signore.
Dite a mister Cumbershum che sono d'accordo. Non vogliamo pi uomini del necessario, sul ponte, con questo maltempo.
E nemmeno donne, signore. Men che meno le donne. Andate pure. L'uomo ripart di corsa con il messaggio. Per un po' il ponti di mezzo biancheggi di schiuma e le sagole di salvataggio furono visibili, tese, nere, sullo sfondo bianco. Sei silenzioso, Edmund. Inghiottii, non dissi nulla. Suvvia, Edmund. Che c'? Ho ucciso Prettiman.
Charles non disse nulla per un pezzo. Arranc a proravia, guard dentro la chiesuola, and alla fiancata e guard la nostra scia rilucente, poi torn accanto a me. Alludi alla baruffa fra te e Bent. Ho la morte nelle mani. Uccido la gente senza saperlo.
Ci sa troppo di teatro. Colley, Wheeler e adesso il terzo - Prettiman. Non hai ucciso nessuno, tu, ch'io sappia. Se avessi realmente ucciso qualcuno, alla maniera d'un marinaio, non ne parleresti.
Oh, Dio.
Su. Ti risulta ch' morto?
 privo di sensi. Il polso e il respiro sono debolissimi. La gente si raduna per andarlo a trovare. Lei... Eri ubriaco? O "camuffato", come dici tu? Avevo bevuto un paio di brandy. Niente fuori dell'ordinario. Lo stavo rigirando: end for end, capovolgendo... Con mio stupore, Charles sbott a ridere. Si controll subito.
Ti chiedo scusa, vecchio mio, ma l'espressione marinaresca che hai usato - "end for end" - dimostra che ti sei impadronito del linguaggio, come un vecchio lupo di mare. Ora, per, mettiti tranquillo. Non hai ucciso nessuno e non devi quindi farne una tragedia.
Tutti gli emigranti... e anche i marinai, credo... accorrono per portargli l'estremo saluto.
Anticipano i tempi, come te. A quel che mi risulta, poi, tu cercavi soltanto di aiutarlo. Come lo sai?
Santo cielo, credi forse che la notizia della tua baruffa con Bent e di quel che n' seguito non abbia fatto, immediatamente, il giro della nave? Se non altro,  servita a distogliere la mente di tutti dalla grave situazione in cui versiamo. Son caduto sopra di lui.
Ti riesce davvero difficile, vecchio mio, controllare i tuoi movimenti, governare le tue stesse estremit. Magari imparerai quando sarai pi grande. Quanto tempo ci vorr? Prima di cosa? Prima che muoia.
Mi commuove la tua fede in me, Edmund. Non sappiamo e sta davvero morendo. Il corpo  misterioso. Ti sentiresti pi tranquillo se mandassi a chiedere come sta? Ti prego.
Charles chiam l'aiuto-nostromo e lo sped di sotto. Aspettammo in silenzio. Charles guardava con occhio critico l'alberatura. Eran state spiegate altre vele da quando ero salito sopracoperta l'ultima volta. C'era persino una vela di gabbia che rimpiazzava quella che avevo visto volar via divelta dalle sue ralinghe. Diversa era anche l'acqua intorno a noi, a quel che potevo discernere: le forme delle onde, laddove prima la superficie sembrava esser stata piallata, appiattita.
L'aiuto-nostromo torn al trotto, sporto controvento. La signora dice che le condizioni sono stazionarie, sir. Molto bene.
L'uomo torn alla sua postazione presso la ringhiera anteriore del cassero. Charles si volse a me.
Sentito? Quindi non occorre angustiarsi prima del tempo.
Non posso farci niente.
Oh santo cielo! Mio caro ragazzo, sei stato sciocco, impulsivo, maldestro, ecco tutto. Se muore o, meglio, quando morir...
Morir, dunque!
Stava morendo anche prima che gli cascassi addosso. Santo cielo, credi tu che un uomo possa sopravvivere, in queste circostanze, con il corpo gonfio come un melone e la pelle del color d'una barbabietola matura?  fracassato dentro, , e neppure un chirurgo potrebbe farci niente, suppongo. Tu puoi tutt'al pi aver accelerato il processo.
 gi grave. Essa mi odia, mi disprezza. Come posso restare sulla stessa nave?
Non puoi fare nient'altro. Sii sensato. Santo cielo, vorrei aver io tanto poco di cui rammaricarmi, quanto te.
Non dire sciocchezze. Io non sono mai stato tanto bravo. Non parlare cos.
Invece s. Ho scoperto che la veglia mediana  il momento delle confidenze da uomo a uomo. Sono convinto che, quando ripenser a questo viaggio, le veglie mediane saranno preziose memorie per me, vecchio mio. Anche per me, Edmund.
Per un pezzo non dicemmo pi nulla. Alla fine Charles ruppe il silenzio fra noi.
Non di meno, siamo vissuti in due mondi tanto diversi fra loro, io e te, ch' stupefacente che abbiamo qualcosa da dirci. Io riconosco il tuo valore, che  indipendente dalla classe sociale. Ma per quale motivo tu, da parte tua, vuoi prender parte a una conversazione...
Oh, il linguaggio.  ancor pi misterioso del corpo, credo, non parliamone pi. Eppoi - c'era un tono divertito nella sua voce - chi non sarebbe amico di un giovane gentiluomo che vi promette la luna e le stelle? La promozione  una cosa assai pi terrena. Come definiresti la mia promozione - ch tale sembrava ed era in effetti - da marinaio a guardiamarina? A furia di cacciarsi nei guai...
Non posso credere che tu sia stato mai nei guai. Quanto mi fai sembrare noioso. Beh, forse lo sono. Dimmi.
Il suo viso brill, rivolto a me, nell'oscurit. Non riderai? Eppure mi conosci!
Ah, s? Ebbene... vedi, in un castello di prora, il motto  "vivi e lascia vivere", poich c' s e no spazio per far dondolare le amache. Nessuno bada a uno che legge un libro, qualunque libro sia. Mi ascolti? Sono tutto orecchi.
Eravamo all'ancora. Era tutto tranquillo. Io ero di guardia dell'ancora. Niente di male, se leggevo. Ma l'ufficiale di servizio mi becc a leggere. Mi rimprover, a lungo, per dimostrarmi quant'era severo, quand'ecco che, tutt'a un tratto, danno l'attenti. Sta arrivando l'ammiraglio Gambier. Jimmy il Tetro?
Certi lo chiamavano cos, appunto, Dismal Jimmy. Ma era un brav'uomo. Mi chiese che cosa avessi fatto di male e io gli risposi che stavo leggendo in servizio. Mi chiese di mostrargli il libro e io lo tirai fuori da dietro la schiena. Lui lo guard.
"Ci sono un tempo e un luogo per ogni cosa", disse, e se ne and. L'ufficiale di servizio mi mise, per punizione, a fare un lavoro di pulizia durante la sosta. Ma prima di sera il capitano Wentworth mi mand a chiamare.
"Bravissimo, Summers", mi disse. "Fate su le vostre robe, siete trasferito sulla nave ammiraglia dove avrete il grado di guardiamarina. Mi avete deluso, Summers. Non tornate pi." Ma che libro era? Oh, s, certo. La Bibbia. Il capitano Wentworth non era un uomo religioso.  cos che mettesti un piede sulla scala? Appunto.
Ero confuso, sbalordito. C'era un abisso fra noi due. Non sapevo che dire. Tocc a me arrancare fino alla ringhiera e fissare la scia. Tornai e feci finta di guardare criticamente la velatura. Hai ragione, Edmund. Potremmo spiegare altre vele. Chiam l'aiuto-nostromo, il quale impart l'ordine, mediante il fischietto, dalla ringhiera anteriore del cassero, poi si diresse a proravia sorreggendosi alle sagole di salvataggio, con l'acqua che gli vorticava intorno ai ginocchi, e fece lo stesso sul castello di prora. Nere sagome d'uomini salirono su per le sartie e lungo i pennoni.
Ci fa andare pi veloci? La velocit  la stessa di prima. Tacqui di nuovo.
Perlomeno non hai riso, Edmund. Non  da te. Non rendi giustizia a te stesso. Oh, s. Devo tutto a quel brav'uomo - oltre che a te, s'intende.
A Gambier? Mi giudicherai cinico, forse. Ma credo sia meglio che il racconto della lavata di capo del capitano Anderson e la storia del motivo per cui fosti promosso guardiamarina restino fra noi.
Il primo, d'accordo. Ma la seconda, perch? Amico mio! La raccomandazione di Dismal Jimmy avrebbe giovato se tu avessi scelto la Chiesa... Che c'? Niente.
Ma non ti giova, nella Marina da guerra. Buon Dio! Tanto utile sarebbe, pressappoco, quanto una testimonianza sul tuo coraggio da parte del povero Byng.
Questo  un triste commento sul servizio in Marina. No, no!
Perlomeno, si  riusciti a farti dimenticare le tue angosce per il momento. Adesso, smonta e vai a dormire. No, voglio restare con te sino alla fine del turno. Parve sorpreso dal mio tono serio e deciso, rise persino lui poco. Come credo di aver gi detto, non avevo capito, allora, il motivo per cui Charles mi aveva offerto una scusa per star lontano dalla mia cabina per quattro ore, nel mezzo di ogni notte quindi credevo che, davvero, la mia partecipazione fosse utile. Adesso, rido un po', come rise lui allora. D'altro canto, il turno di guardia ebbe termine di l a poco. Andai in cabina, guadando l'acqua che allagava l'atrio. Il vento ora ululava, non pi basso e continuo di prima. Non posso dire che dormii, poich
stavo in ascolto: ma Prettiman non urlava, forse immerso in un sonno drogato.
Le ore successive furono brutte per me, quella notte. Mi addormentai alla fine, ma quando ormai doveva esser giorno fatto. Mi svegliai, nondimeno, deciso a restare dov'ero: dove, cio, non avrei arrecato alcun danno a nessuno, perlomeno. Avevo voglia di urlare, come Prettiman, che per adesso non urlava.
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CAPITOLO 13.
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Quando alfine sentii l'orologio, risult che erano gi le dieci meno un quarto. Estrassi lo strumento di sotto il guanciale e lo esaminai con incredulit ma, effettivamente, le lancette confermarono il messaggio della suoneria. Ne conclusi che avevo dormito, ma non riuscivo a pensare come o quando. N avvertivo il beneficio del sonno. Ero completamente vestito e mi rimproverai da me per tale trascuratezza. Quando si comincia a coricarsi vestiti, non si sa dove si finir! Ci si ridurr alla stregua degli europei continentali, di questo passo. Comunque, all'omissione non c'era pi riparo. Scesi dalla cuccetta, mi infilai gli stivali e mi occupai prima delle necessit, poi andai nel salone passeggeri. Per quanto fosse appena iniziato il pomeriggio, i piccolo Pike era gi l con un bicchiere di brandy in mano. Invero, a quanto risult per quel che riguardava lui, l'ora era tarda. Era stato cacciato dalla cabina dalla moglie disamorata - ma pi probabilmente se n'era venuto via di sua spontanea volont - e aveva chiesto a Bates del liquore a un'ora assai poco canonica. Era brillo e incurante del maltempo. Mi offr da bere. Rifiutai, secco, e gli chiesi come stesse la famiglia. La famiglia, mister Talbot? Odio le famiglie. Mi sbirci, battendo le palpebre. Lei mi odia a me.
Credo, mister Pike, che siate fuori di voi. Non dovreste dire cose di cui potreste pentirvi.
Mister Pike aveva distolto lo sguardo e sembrava rimuginare Poi, come se fosse giunto a una soddisfacente conclusione, si ri volse a me, aiutato da un movimento della nave.
Emb, il conto torna, no? Io l'odio a lei. La odio. Si fottesse. Con rispetto parlando. Credo che...
Le figlie non le odio. Ma loro mi odiano a me. Perch quel la gli dice... gli dice...
Persi il lume degli occhi. O piuttosto, ci vedevo. Ma vedevi rosso. Letteralmente rosso. Aprii la bocca e mi misi a urlarGli rovesciai addosso ogni sorta di contumelie, ogni insulto che la mia lingua riusc a trovare, e, alla fine, non ricordavo cos'avessi detto. Quella sfuriata mi lasci indebolito, per. A stento riuscivo a destreggiarmi col rollio e il beccheggio, sebbene stessi
seduto. Pike, con i gomiti sul tavolo, sogghignava e rideva sommessamente. Mi punt contro l'indice della destra, sempre col gomito sul tavolo. La sua mano era fiacca, sebbene fingesse di maneggiare una pesante pistola. Fra il rollio della nave e la sua sbornia, il piccoletto ciondolava e, ridendo scioccamente, muoveva il dito in cerchio come... come un pappafico schiantato alla base. Ripresi fiato. Lungi dal sentirmi in dovere di chiedergli scusa, per il mio scoppio di rabbia, ritenevo che questa fosse giustificata.
Sta di fatto, Pike, che siete un omiciattolo disgustoso. Ma lui seguitava a ridacchiare, sghignazzando.  quel che dice anche mia moglie! E gi a ridere. Bates, il cambusiere, si fece fedelmente avanti, un boccale di birra per me in una mano, un tovagliolo all'altro braccio. Entr a gambe larghe, slitt sull'acqua, si salv alla brava, quindi fece di corsa il salone per forza maggiore terminando col boccale in equilibrio a portata della mia mano. Lo presi e lo scolai. Ne avrei gradito un altro ma Bates era scomparso, alla brava com'era venuto. Pike adesso si sbellicava dal ridere.
Bates! Bates!
Poi, come se avesse cambiato idea, quello sciocco omiciattolo, pos la gota sul tavolo e parve addormentarsi. Il suo bicchiere cadde e ruzzol di traverso fino alla parete dove tintinn per un pezzo prima di ruzzolare indietro. Tentai di fermarlo col piede, ma invano. Colp l'altra parete del salone e finalmente and in frantumi. La porta si apr. Entrarono arrancando Bowles e il giovane ufficiale dell'esercito Oldmeadow, seguiti da rigagnoli d'acqua, poich un'onda era venuta a infrangersi contro la lastra. Bates, come uno che prevede gli eventi, entr con due boccali di birra in una mano e uno nell'altra. Ristette vacillando e gesticolando presso i tavoli come se si accingesse a eseguire un gioco di prestigio. Forse, in effetti, ne esegu uno, poich ci serv tutt'e tre e se ne and senza rompere alcun bicchiere, n il proprio collo. Pike slitt contro Oldmeadow.  morto costui? Ubriaco morto.
Oldmeadow lo sospinse via. Quello si spost di alcuni palmi, quindi torn.
Vorrei esserlo anch'io, Talbot, dico sul serio. Oh, no! Ne abbiamo gi abbastanza di guai. Cumbershum
 caduto e io credo che dovremmo trattare noi stessi come oggetti preziosi e aiutarci a vicenda.
Oldmeadow diede a Pike uno spintone, con cattiveria. Lo sped lontano. Un braccio gli cadde oltre lo spigolo della lunga tavola, e lo arpion, impedendogli di tornare col rollio. Bowles mi guard al di sopra del boccale. Stando a sua moglie, mister Prettiman  in pessimo arnese. Le sue condizioni peggiorano, e non pu durare. Neppure grida pi.
Sta morendo in pace dunque, Bowles. Ne sono contento, almeno di questo.
Mister Oldmeadow, avete visto la signora Prettiman? No, Bowles, non l'ho vista. La evito da quando va vestita da marinaio. E indecente.
Bates! Bates! Dove diavolo sei? Porta via questi boccali! Calma, Talbot. Non ho ancora finito il mio. Santo Dio! come se non bastasse Summers!
Nei momenti normali, Oldmeadow era cos mite e ben educato che non mi riusciva difficile perdonare la sua sgarberia. Perch, cos'ha fatto ancora Charles? Si  preso i miei uomini, in pianta stabile, ecco quanto. Gli ho detto che non mi sembrava opportuno usare i miei soldati quando ci son tanti emigranti a disposizione. Perch non metter sotto quei fannulloni? Ma lui non ha voluto saperne. "I vostri uomini sono disciplinati", mi ha detto. "Sono giovani e forti e spesso vi siete lagnato con me perch non avevate abbastanza da fargli fare, per tenerli buoni. Vi assicuro che qualche ora al giorno alle pompe li render docili come agnellini." La discussione  finita qui?
Cosa credete, Talbot? Non intendevo lasciarmi esautorar da uno della Marina. Gli ho detto che ce la saremmo vista ancora e che avrei chiesto al capitano di inserire la mia protesta sul diario di bordo.
 un'atroce minaccia, questa, per un ufficiale di Marina Potrebbe mettere a repentaglio l'intera sua carriera.
Lo so. Ma non sono andato oltre poich lui mi ha detti freddo freddo: "Se i vostri uomini continueranno a non darci una mano al pompaggio, signore, nessuno ne sapr mai niente della vostra protesta". Dunque, la situazione  grave a questo punto.
Bowles sorridacchi a entrambi.
Spesso si sente dire che il pericolo unisce gli uomini. Non ne vedo, qui, le prove.
Siamo civili, voi e io. Perch dovrebbe la Marina impicciarsi con noi? Questa non  una nave mercantile e gli ufficiali non sanno come comportarsi con i passeggeri. Gli uomini di Oldmeadow non sono fanti di Marina. Willis mi ha detto... Ma suppongo che debba informarvi ch'io non sono pi un civile. Lord Talbot  stato promosso guardiamarina. Questa vuol essere una facezia, signore. Dio, Bowles, una facezia! Colley, Wheeler e ora Prettiman... oh, beh! Torniamo a noi. Fatto sta che io fungo da assistente al primo tenente durante la veglia di mezzo. La veglia di mezzo  il turno di guardia che... Cosa assai stupefacente, Bowles, di solito tranquillo e compassato, mi interruppe urlando addirittura. S, signore, lo sappiamo cos' la veglia di mezzo. Dio abbia piet di noi. Soldati trasformati in marinai e, ora, passeggeri posti al governo della nave!
In fin dei conti, Bowles, non pu far tanto pi danno alla nave di quel nuovo ufficiale, come si chiama... Bent. Costui ha staccato un tocco di fasciame dal fondo della carena e per poco on ha appiccato un incendio nella stiva. Adesso vuol calcolare dove ci troviamo senza usare orologi n niente. Vi dico una cosa, Talbot. Bisognerebbe sollevare la questione in Parlamento. Dio Dio, che barca. C' quello sciocco di Smiles, sul cassero, che dovrebbe governare la nave ma si limita a sorridere al maltempo come fosse amico suo, e poi c' quel vecchio fesso di Brocklebank che se ne sta sul ponte, al vento e alla pioggia, con l'acqua del mare che gli mulinella intorno ai ginocchi, mentre aspetta che si sviluppi la sua scorreggia mattutina...
Ah, dunque  per questo! Mi chiedevo perch, infatti, ogni giorno se ne stia l, fuori della porta dell'atrio, piova o splenda il sole o tiri vento.
E ben per questo. Le ragazze non ce lo vogliono, in cabina, finch non ha sparato a salve le sue cannonate.
Tutti e tre scoppiammo a ridere come sciacalli, a quell'immagine.
Qualcuno ha fatto il mio nome?
Era lui in persona. La nave si impenn e Brocklebank balzell, aggrappato alla maniglia della porta. Era un vecchio dopotutto. Oldmeadow e io andammo a sorreggerlo prima che cadesse e lo carreggiammo al tavolo, mentre Bowles andava a richiudere la porta. Credo che il vecchio riprendesse fiato ancor prima di noi.
Non resistevo pi, signori, questo  quanto. Zuppo d'acqua, sbattuto qua e l, a momenti spazzato via dalle ondate... Con questo vecchio mantello da cocchiere, che mi ha sempre protetto egregiamente, adesso  fradicio sia dentro sia fuori...
Ma, mister Brocklebank, dovreste essere nella vostra cabina... a letto, possibilmente.
Fatto sta che ho bisogno di stare in compagnia di uomini. Gran Dio, signore! Uno che ha il privilegio di godersi la compagnia della signora Brocklebank...
No, mister Talbot, non  cos. Lei fa del suo meglio per rallegrarmi ma, fatto sta, gi mi guarda con gli occhi di una vedova.
Suvvia, signore! Ho visto spesso la signora Brocklebank, in giro per la nave, e sempre sorridente... mai men che vispa e allegra!
 quel che intendo appunto, mister Talbot, anche se voi esagerate un poco. Pu guardar allegramente voi, ma non me. Non mi piacciono le vedove, sir, e mi do cura di evitarle, nel pi logico dei modi. Ma, nonostante ci, Celia, nell'intimit della nostra cabina, ha sempre quell'aria di triste trionfo, sulla faccia, quel sorriso quasi santo con il quale una vedova contempla un lavoretto ben fatto, un conto finito di pagare; e a questo, e qui il vecchio parve appassionarsi, a questo, ella non ha diritto!
Mister Brocklebank!
Adesso mi accuserete di condotta sconveniente a un gentiluomo, mister Talbot. Sia come sia, non dir nulla pi a questo riguardo. Ma non me la sono sentita di tornare pur avendo soddisfatto quanto con Celia abbiamo patteggiato. S, Bates. Son io, mio buon Bates. Ci hai aggiunto del brandy? Bates gli consegn il boccale e rispose: Appena un'ombra, sir, un goccio, non pi che l'odore, pu dire.
Bates, cane, a lui hai servito del brandy riservato agli ufficiali e invece a me...
Il vostro era il mio, mister Talbot! Condividerei il mio boccale con voi, mister Talbot, ma sono un martire della paura dei contagi.
Al diavolo! Credo che il contagio agirebbe in senso inverso!
Il pavimento si stacc da sotto i nostri piedi, mostruosamente. Mi agguantai al tavolo ma mi accorsi di aver afferrato Bowles. Lui si sbarazz di me e in quell'istante il pavimento torn gi e lo colp. Imprec in un modo che non avrei mai creduto possibile in un simile uomo.
E il cibo, disse mister Brocklebank, seguendo il filo d'un proprio pensiero finora inespresso, il cibo  altrettanto cattivo. Mah, giusto l'altro giorno, allorch cercai di addentare - o dovrei piuttosto dire "scassinare", come un ladro - un tocco di carne di porco, che cosa ne consegu? Ecco qua! Quel vecchio disgustoso si frug in tasca e ne estrasse un dente annerito. Oh, mio Dio, questo  davvero troppo! Balzai in piedi e andai alla porta, dove venni investito da un diluvio di spruzzi dall'antemurale che avrebbe dovuto impedire all'acqua salsa di entrare nel salone. Mi trovai di fronte a Bent. Al pari di chiunque altro sulla nave si sorreggeva, ma solo con due dita, alla ringhiera fra le porte delle cabine. Stava fissando la cabina di mister Prettiman. Muoveva le labbra e si trovava, suppongo, in preda all'estro poetico. Quella vista mi mand su tutte le furie. Non so ancora perch. Mister Bent!
Parve vedermi come una seccatura. Mister Bent, desidero avere alcune chiare risposte! Si accigli, perplesso. Ho forse accettato le vostre scuse?
Siete voi che dovreste chiederne! Il rapporto fra voi e una certa signora ha causato a una certa altra signora... cio, ha causato a me... alla mia opinione su di lei... Ho chiamato il vostro nome...
Avete qualcosa contro il mio nome, signore? Era forse derisione? Ho chiamato il vostro nome...
E due! Sono fiero del mio nome, mister Talbot, e se mio padre lo usava con rammarico perch gli rammentava la fusa...
Voi tergiversate! A me non importa del vostro nome, che  francese, suppongo. Io voglio una chiara risposta. Cosa vide, lei? Forse, una relazione colpevole?
Sul serio, mister Talbot, dopo le nostre recenti divergenze...
Voglio capire chiaramente il rapporto fra voi e una certa signora!
Alludete a miss Chumley, suppongo. Oh, santi numi. Ebbene, come gi vi dissi, lei ci teneva cave, ovvero, se il latin non vi  familiare...
Conosco il latino, ve l'assicuro.
Ora vi siete fatto rosso in faccia come il povero Prettiman.
Dominai la mia montante irritazione. Pi che altro mi interessa di voi e di un'altra signora, di et pi matura!
Dunque, mi avete scoperto! Ella ... oh, ... Gli mancavano, caso raro, le parole. Chiuse gli occhi e si mise a recitare.
Dacch svestisti i tuoi muliebri veli e sciogliesti la gloria dei tuoi crini, l'occhio che piange e il sanguinante core...
Dunque avevate una relazione colpevole! E miss Chumley lo sapeva! Essa vide, essa cap! Quale relazione? Con Lady Somerset!
L'affetto cresce con la comprensione. Per profonda che sia la mia stima per quella signora...
Mi misi a gridare. Per fortuna, dato il maltempo, le mie parole non potevano essere udite da altri che lui. La possedeste? E miss Chumley vi vide? Un'espressione compassionevole si dipinse sul suo volto. Potrei risentirmi alle vostre parole, mister Talbot, per torto di lei e mio. La vostra mente, evidentemente, non riesce elevarsi al di sopra del livello di un rustico cortile! Non parlatemi di aie!
Siete alterato dalla passione e s e no responsabile delle vostre parole. Mi inginocchiai di fronte a quella signora. Essa m'offr la mano destra. La presi nelle mie e osai deporvi un bacio. Poi - e confido che comprenderete quanta appassionata castit era implicita in quel gesto - ricordando la mia fanciullezza e 1 mamma adorata che veniva a darmi la buonanotte nella mia cameretta - in un impeto d'emozione irresistibile - rigirai quella candida mano, deposi un bacio sul rorido palmo e vi chiusi sopra le esili dita. E poi? E poi? Voi tacete, signore! Fu tutto? Fu tutto, mister Bent?
Ve lo ripeto, non siete amabile, mister Talbot. Questa  la seconda volta. Come l'uso beffardo del mio nome! Una chiara risposta, vi prego, a una domanda chiara! S, fu "tutto". Sebbene a chi abbia un tantino di sensibilit...
Spiegate come mai ella si tolse gli abiti. Spiegatelo, questo!
Lady Somerset non si tolse nulla di dosso! Dacch svestisti i tuoi muliebri veli. Ci fu un'esplosione d'acqua. Gli spruzzi ci inzupparono. Bent si deterse la faccia. Capisco. La rozzezza del vostro animo vi ha tratto in inganno. La signora "svest" in effetti i suoi "veli" o "panni" muliebri...
Dacch svestisti i tuoi muliebri veli e sciogliesti la gloria dei tuoi crini, l'occhio che piange e il sanguinante core presso di te trovarono rifugio, Letitia! E sebben tu sia di un altro, il pensiero di te  il mio sol diletto. Dimorar sul medesimo vascello...
Miss Granham! La signora Prettiman! Chi altra? I versi non sono ancora rifiniti! Scrivete poesie per la signora Prettiman! Potreste pensare a pi degno oggetto? Ella  quanto di meglio i secoli abbian sperato.
Se desiderate baciarle la mano, signore, ve lo conceder, Non ne dubito. Ella ha, dopotutto, concesso favori in passato... a mister Prettiman, suo marito... Ma che cosa ha a che fare, tutto questo, con la poesia? Egli giace nella sua cuccetta e non pu uscirne. Sono sicuro che, se bussate alla sua porta e glielo chiedete gentilmente, potrete baciarle la mano, di sotto e di sopra, per tutta la durata di un turno di guardia! Siete nauseabondo.
Dovetti ringhiare.
Credo di esserlo, sir. Ma io, perlomeno, non vado sbavando per i sette mari deponendo baci sul palmo della mano di signore che potrebbero, per et, esser mia madre!
Ci parve pungerlo. Si stacc dall'albero e ristette, dondolandosi.
Vi conviene dedicarvi alle scolarette, mister Talbot.
Il plurale mi offende. Per me v' soltanto una donna!
Voi siete senza amore, mister Talbot.  il vostro precipuo difetto.
Senza amore, io? Mi fate ridere, 'ah ah'. Mi avete udito, sir?
Non siete in voi. Continueremo questa conversazione quando avrete smaltito la sbornia. Vi auguro buona giornata.
Si dilegu a gran velocit - come se fosse stato aiutato da una pedata, gi per le scalette del quadrato ufficiali, dove incroci mister Smiles. Io gridai, infantilmente:
Mi sentite, mister Smiles? Siamo innamorati delle nostre madri!
Mister Smiles venne oltre, con ferma andatura, e mi pass accanto senza guardarmi n rivolgermi parola. Avrebbe potuto essere un fantasma che avesse appuntamento altrove.
Andai nella mia cabina. Il tempo, il tempo in s e per s, era insopportabile. Mi misi la cerata e uscii di nuovo, andai sul ponte. Immediatamente un'ondata mi sollev in alto, e dovetti aggrapparmi a uno strallo. Ci raffredd la mia insensata rabbia. Tenendomi saldo, guardai il mare infuriato. Le creste delle onde ci superavano, mi parve, pi alte della mia testa. A volte c'inclinavamo di fianco e il ponte veniva allagato, talvolta ci impennavamo e, allora, c'era un abisso in cui un uccello solitario stava sospeso, sopra l'oscurit, fra monti di verde schiumoso. Poi la pioggia orizzontale e la foschia cancellavano perfino l'uccello, e l'acqua scrosciava gi dal cassero come dai doccioni d'una cattedrale.
Ci mi raffredd e mi calm. Le funi che ci tenevano assieme impedivano alla nave di sfasciarsi erano l, di fronte ai miei occhi, a rammentarmi in che situazione eravamo. Rimproverai me stesso per essermi arrabbiato e per aver dato prova di tanta paura. Non era quanto mi sarei aspettato da me stesso.
Ora andrai nella tua cabina e ci resterai. Ti metterai a leggere.
 quel che feci. Seduto, con indosso la cerata, lessi l'Iliade finch non mi scivol dalle mani e cadde. Allora la raccattai e mi sdraiai sulla cuccetta, finch non mi addormentai.
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CAPITOLO 14.
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A svegliarmi da un sogno di rupi e pendici fu un cozzo tremendo. Mi ritrovai per terra, accanto alla cuccetta, dalla quale ero caduto o ero stato gettato gi. Mentre annaspavo per tirarmi su, la sedia di tela mi cadde addosso, e scivolammo insieme andando a sbattere contro la paratia, accanto allo scrittoio. Mi alzai in piedi in qualche modo e l'inclinazione della lanterna appesa era tale che mi spavent: per un momento o due rimasi quasi immobile. Potevo interpretare quell'angolatura solo nel senso che eravamo inclinati all'indietro - con la prua per aria - e presto ci saremmo inabissati. I piedi mi sfuggirono di sotto e io mi ritrovai appeso alla cuccetta, con quella stupida lanterna che, sopra di me, sporgeva come se le leggi della Natura, cantata da Bent, fossero state sospese. Da quel momento, credo, non seppi pi cosa stessi facendo. Ebbi la vaga idea che la nave fosse gi sott'acqua e che, da un momento all'altro, tutti gli orifizi avrebbero cominciato a zampillare. Confuso anche da altri pensieri, che doveva esser l'ora della veglia mediana, che io ero in ritardo, che Charles era privo di guardiamarina. N le cose migliorarono allorch tornai a ragionare, poich era chiaro che eravamo in stato di emergenza. Si udivano rumori. Le figlie di Pike strillavano, acute come aghi, e si udiva anche un'altra voce femminile - Celia Brocklebank, probabilmente. Degli uomini urlavano. C'erano anche altri rumori, colpi sordi, schiocchi di vele, sbattimenti - un vetro and in frantumi, da qualche parte. Uscii sull'atrio e mi aggrappai alla ringhiera con entrambe le mani: appeso a essa, letteralmente, come se la nave si trovasse in verticale. Tolsi una mano dalla ringhiera e, immediatamente uno strattone mi fece mollare anche l'altra. Ruzzolai riverso per tutta la lunghezza dell'atrio, andando a cozzare contro la paratia prodiera; il colpo mi lasci intronato. Non so quale forza m'inchiod l per un po', sicch potei vedere Oldmeadow che tentava - senza riuscirci - di uscire dal salone passeggeri. Poi la pressione si allent un tantino e approfittai di quell'intervallo per uscire sul ponte di mezzo e andarmi a piazzare al mio solito posto - presso le sartie di babordo - come se cercassi conforto nel familiare. Ma nulla era lo stesso e quel che vidi non mi confort. Qualcuno imprecava accanto a me ma non riuscii a vedere chi fosse. Le poche vele che avevamo spiegate mi apparvero
alla vista allorch i miei occhi si assuefecero alla scarsa luce. C'era di nuovo quella maledetta luce di tempesta, la quale serviva non tanto a illuminare la nave quanto a gettar un barlume su quelle che sembravano massicce muraglie di nubi che ci circondavano da ogni parte e che salivano fino a uno spazio entro il quale delle stelle nuotavano, erraticamente, tutte assieme. Le rilucenti vele erano vuote! Sotto di esse il mondo equoreo non aveva senso, poich v'erano, appena visibili, montagne d'acqua a prora e poppavia: montagne nere. Poi, nel giro di pochi attimi, la montagna innanzi a noi cambi forma, affond e forse svan. Dico forse poich non la vidi dileguarsi! Mentre la montagna sprofondava sentii tirarmi per tutte le membra, sempre pi forte, sicch di nuovo sembrai restare appeso, stavolta alle sartie. Per tutta la sua lunghezza il ponte di mezzo si infil, lontano da me, sotto un'altra montagna che era cresciuta a poppavia: incombeva su noi e minacciava di piombarci addosso. La vela di gabbia si gonfi con sonori schiocchi e le altre vele di maestra la imitarono con esplosioni simili a cannonate. Fummo sollevati sulla vetta del mondo. Spiccai una corsa verso le scalette e vi giunsi. Mi aggrappai alla ringhiera. Mentre la nave stava impennata, salii in cima alle scale e mi sporsi con la testa al di sopra del livello del ponte. Non vidi nessuno!
Fu, quello, il momento pi terrificante della mia vita? No -ve n'erano altri a venire. Ma questo, che avrebbe potuto essere il primo pretendente al titolo, fu un momento agghiacciante, caratterizzato dalla mia assoluta incapacit di credervi. Il cassero era deserto. Oh, Dio! il timone. Arrancai gi per la scaletta di nuovo, ch'era d'un tratto piatta, e mi trascinai - in salita? di traverso? - presso la ruota del timone.
Edmund! Oh, grazie a Dio! Aiutami!
Il bisogno era chiaro abbastanza. Inciampai nel corpo di un uomo, morto o svenuto. Charles stava appeso alla ruota, dalla parte di tribordo, e premeva su di essa con tutte le sue forze. A dritta!
Fu l'inizio di un periodo durante il quale non ebbi pi tempo per essere spaventato. Per alcuni minuti, che per parvero secoli, usai tutta la forza di cui disponevo per aiutare Charles a accrescere lo sforzo che questi durava per governare il timone, da solo, con quel po' po' di mare. Gli fui di aiuto. Sentii la ruota muoversi sotto la mia spinta. E poi, spesso, quel che Charles da solo poteva soltanto cominciare, io l'aiutavo a portarlo a
conclusione. L'inizio del movimento di una ruota  abbastanza facile, grazie al bilancino. Ma poi, allorch hai impiegato tutta la tua forza per fletterlo, segue sempre un momento in cui niente, a quanto pare, tranne la cieca determinazione di sconfiggere un qualche invisibile mostro, consente ai tuoi muscoli di portar l'opera a compimento. Non lo so, quante volte noi due manovrammo la ruota. I movimenti erano rozzi, poich la nave era quasi ferma, dal momento che gli sbuffi d'aria che le riempivano le vele sulle creste di quelle montagne bastavano a darci soltanto un irrisorio spazio di manovra. Ben presto Charles smise di darmi ordini, poich era chiaro ch'io riuscivo a eseguire quel che lui voleva senza bisogno che me lo dicesse. Il fabbisogno della ruota mi parlava nel proprio linguaggio.
Date qua, signore.
Cos aveva parlato un marinaio. Erano in due, venuti a rilevarci. Uno di loro stava chino sul corpo inerte in cui avevo inciampato arrivando. Lo scuoteva. Sul ponte di mezzo c'era i capitano. Aveva la faccia lorda di sangue e una pistola in mano. A capo scoperto, guardava le vele.
Mezzanave!
Poi con voce pi calma:
Ce l'ho, mister Summers.
Strisciai dalla ruota fino alle scalette. Charles mi raggiunse carponi.
Non mi hanno chiamato, per la veglia di mezzo!
Lui parl esausto.
 gi finito quel turno l. Adesso  il primo quarto di mattina. Non riesco a parlare.
Cosa, in nome di Dio...
Scosse il capo. La voglia di rendermi utile, di fare qualcosa di pi che starmene rintanato in cuccetta, era forte in me.
Vedr cosa c' da fare. Pu darsi...
Salii sul cassero. Il capitano e il tenente Cumbershum stavano accanto alla balaustra prodiera. Arrancai lungo di essa e urlai, non necessariamente, a Cumbershum:
Posso essere d'aiuto?
La sua ringhiosa risposta era ancora nell'aria quando una qualche forza mi strapp dalla ringhiera, mi tenne sospeso per un attimo in volo, esattamente.
State alla larga dai guai!
Caddi sulle scalette che portano a poppa, piuttosto che contro di esse. Mi inerpicai su e mi aggrappai alla ringhiera, nel punto pi alto della tolda. Il vento era leggero, bastava appena a riempire le vele quando ne aveva l'opportunit. Per il resto, la lista era tale da farti venire la voglia di correre a rifugiarti nella stiva per non vedere la fine incombente. Le onde che erano state nascoste o anche soffocate dalla furia della tempesta si erano adesso fatte avanti. Il vento morente aveva consentito loro di serrare i ranghi. Vidi che il nostro mondo era limitato da tre onde, tre ranghi, uno a proravia, uno a poppavia, uno che ci sorreggeva pel momento fra l'uno e l'altro. Poi, allorch la poppa sprofond, dimensione e direzione divennero confuse. La prua ci sovrastava, poi piombava gi, finch sembrava che si stesse in picchiata, la poppa per aria. La vista era insopportabile e chiusi gli occhi. Divenni quindi, come si dice nei libri, tutto orecchi. Allorch la poppa sprofondava sotto di me, si udiva una serie di schiocchi, l'uno dopo l'altro, via via che le vele si sgonfiavano, perdendo il vento. Poi un rombo, come di cannone, indicava che le vele tornavano a gonfiarsi allorch venivamo sollevati - prora avanti? poppa avanti? Il nocchiero deve tenere conto di tali movimenti, poich essi potrebbero far funzionare il timone all'incontrario, evenienza alla quale l'uomo che regge la ruota non pu far fronte. Tuttavia un piccolo errore, in questi immensi mari, manderebbe una nave a straorzare, a capovolgersi e naufragare. Questo  il motivo per cui un ufficiale deve stare di vedetta, ora dopo ora, ed esercitare il proprio giudizio e, minuto dopo minuto, porre tutti noi all'azzardo in base a esso.
Riaprii gli occhi e constatai che era possibile tenerli aperti. Una bava di vento mi alitava sul viso. Eravamo, vidi, sulla cresta di un'onda. A occhi chiusi mi era sembrato che fossimo invece in fondo a un avvallamento. Ora, prendemmo a scivolare indietro e mi parve che un abisso si spalancasse sotto la poppa: non v'era alcuna luce in quell'abisso in cui precipitavamo e io serrai gli occhi con forza mentre quel nerume d'acqua rimetteva la nave in posizione orizzontale, poi la sollevava in senso opposto, finch eccoci di nuovo con la prua in basso e la poppa per aria.
Finalmente riaprii di nuovo gli occhi. La scia di lumaca del nostro olio luccicava a poppavia, sopra una catena montuosa ch'era tutto quel che si riusciva a vedere, anche quando si era sulla cresta dell'onda successiva. Quelle montagne d'acqua non
facevano spruzzi, non avevano creste di spuma. Erano un tumulto di flutti di pietra nera.
Di nuovo e poi di nuovo.
C'erano barlumi e luccichii di tanto in tanto, fosse la luna sull'acqua o una curiosa propriet dell'acqua stessa.
Di nuovo e poi di nuovo.
Si distingueva un rumore. Non era un rumore di nave, un rumore di vento, un rumore di vele. Era un tonfo, seguito da un prolungato ruggito a smorzare. Non riuscivo ad associare quel rumore ad alcunch a me noto, per esperienza, nonostante il gran tempo trascorso a bordo di quella nave, tutti quei mesi con un limitato repertorio di rumori e di vedute in mezzo al mare...
Naturale! Era qualcosa di solido! Era una scogliera, una di quelle terrificanti scogliere a fior d'acqua. Balzai in piedi. Aprii la bocca per urlare, ma i piedi mi mancarono e, slittando nel breve spazio poppiero, andai a sbattere contro la ringhiera sotto la lanterna di babordo. Avevo spalancato la bocca per gridare o strillare, poich l'idea di qualcosa di solido in mezzo all'acqua era terribile, ma il fiato mi venne a mancare. E poco ci manc che non sfasciassi la ringhiera e andassi a finire i mie giorni nell'acqua oleosa della nostra scia, ma grazie al cielo il paletto contro cui urtai non era marcio, checch potesse dirsi del resto della nave. Tornai subito dov'ero, come se l fossi pi al sicuro. Il panico mi stava togliendo onore ed eroismo, oltre che il fiato.
Mi guardai intorno. Stavamo salendo su un'altra montagna fra luna catena e l'altra ci sar corso un quarto di miglio -non vidi altro che un nero orribile, come di pietra, con sopra un cielo spettrale in prossimit dell'alba, pietra che luccicava opacamente, pietra liquida... Come far intendere l'assoluto orrore delle dimensioni? Poich dopotutto le tre semoventi montagne in mezzo alle quali ci trovavamo non erano altro che i crespature - per ingigantite, moltiplicate nelle dimensioni al di l dell'enorme, del colossale, al punto che erano tremendamente mostruose! Costituivano una nuova dimensione nella natura dell'acqua. Questa natura sembrava consentirci di vivere a mala pena. Non era nemica, non avrebbe - per cos dire - deviato dal proprio cammino per farci del male. Per un pazzo momento ebbi la sensazione che, se solo avessi potuto accostare l'orecchio a quella nobile, rilucente nerezza, sarei stato in grado
di udire, all'interno del suo stesso essere, udire, pu darsi, il movimento delle particelle che si strofinano, fanno attrito, luna con l'altra. Ma poi mi ricordai che eravamo, alla lettera, legati mediante dei sottopancia e la mia anima non divenne altro che terrore. Poich udii quel medesimo improvviso tonfo, seguito da un borbottio a smorzare proveniente da chiss dove oltre l'orizzonte pi vasto - quello cio che uno vedrebbe se osasse salire in cima a un albero -, cosa che mi fece sentir male solo a pensarci... diciamo allora un orizzonte visibile a un qualche gigante le cui dimensioni fossero proporzionate a quelle montagne d'acqua. La terra, dunque, era a portata di udito?
L'alba era prossima a spuntare. La luce si sollevava dalla terra sicch il mare stesso raccoglieva oscurit dovunque fosse concessa una cavit temporanea. Cercher di trovare le parole atte a descrivere quel che accadde a questo punto, sospesi fra il giorno e la notte. Stavamo in bilico sopra una montagna quando una cosa nuova cominci ad accadere alla montagna che ci stava inseguendo. Non so dire, neanche adesso, quale ne fosse la causa. Non eravamo in acque basse, questo  certo. Tutt'intorno a noi, per centinaia di miglia - forse migliaia - il fondo, il solido globo, era miglia lontano al di sotto della maest del libido elemento. V'era, forse, una qualche confusione, o persino contrariet, in quella corrente e in quell'interminabile susseguirsi di flutti, che marciavano da un'et all'altra intorno al fondo estremo del mondo? Quel che fosse fosse, la montagna che ci inseguiva cominci a farsi pi ripida e scabra. Tranne per la sottile stria costituita dalla nostra scia di olio, l'intera onda - la chiamo onda non disponendo di parola migliore - si ergeva i perpendicolo. Per un miglio, forse, da una parte e dall'altra, stette pronta, poi, lentamente, si incurv e ricadde! Udii il sibilo dell'acqua nell'aria mentre scendeva e poi il cozzare dell'acqua sull'acqua, ettari, miglia e miglia di acqua, con un fragore che andava al di l del fragore. Poich quella cascata fu come una pugnalata nelle orecchie, dopo di cui non udii pi nulla. Ma avevo ancora gli occhi. Al momento della cascata, come se l'invisibile aria fosse una cosa solida, una riga di spuma e spruzzi guizz via attraverso il mare. Era aria, in effetti, era l'aria spostata dalla caduta della montagna e scagliata in ogni direzione alla velocit di una palla di moschetto. Ma ora da tutte e due le parti il mare impazz, spumeggiando oltre noi, pi alto della ringhiera del cassero, della ringhiera del castello di prua. Solo
la poppa, alla cui ringhiera mi tenevo abbracciato, rest fuori dell'acqua.
Ma poi, come se l'olio l'avesse rallentata, l'acqua che si trovava nella nostra striscia di sicurezza, sebbene non schiumasse, sal e sommerse anche la poppa. In quel momento, un uccello che sorvolasse quella plaga di mare non avrebbe visto altro che schiuma e tre alberi sorgenti dal mare. Guardai innanzi a me, non appena l'acqua deflu, e vidi la nostra nave riemergere a fatica, prima il cassero, donde l'acqua formava cascate, poi la tolda. Altre due vele erano a brandelli. Lacerate da quella terrificante raffica d'aria?
Restare solo non era pi possibile. Mi mossi e scivolai. Era un nuovo azzardo, anche ridicolo poi. Nonostante la trovata di Charles - che aveva appeso le sacche sgocciolanti olio a poppa anzich a prora -, la nostra scia oleosa era finalmente salita a bordo. Strisciai fino alla scala e, sebbene carponi, non facevo che slittare sulle mani e sui ginocchi. In alto, sopra di me, le vele parlavano.
Il capitano Anderson stava sulla torretta di comando, a poca distanza dal timone. Cumbershum ciondolava dalla ringhiera di dritta, con un braccio agganciato a essa, le gambe allungate sul ponte. Guard il capitano. Stava parlando, poich vedevo le sue labbra muoversi. Fu solo allora che mi resi conto di esser stato completamente assordato dalla cascata dell'onda. Rimasi al riparo della poppa finch un po' alla volta l'udito mi torn. A proravia vidi uomini al lavoro fra le vele lacerate, agli ordini di Bent. Non credo per che ci fosse niente da fare. Avevamo forse ricevuto un colpo mortale? Immaginavo che la nave nutrisse sentimenti e che, da un momento all'altro, potesse decidere di arrendersi, rinunciare all'impari lotta con un oceano che non era fatto per le navi - e men che meno per un vascello decrepito, rotto come un vecchio scarpone.
Guardai le vele. Quelle sfuggite alla distruzione erano gonfie e gli uomini di Bent si stavano occupando dei pennoni. Tirava vento: abbastanza per poter manovrare la nave e anche abbastanza per procedere sicuri. Le montagne intorno, come se il mostruoso flutto che si era infranto intorno a noi con la violenza di un cataclisma marino fosse stato l'apice di tutto, si andavano facendo via via pi basse.
Sentii Charles parlare con la lingua torpida, come se la sua bocca fosse stata danneggiata.
Il vento si sta spostando sull'anca, signore. Si potrebbero piegare le vele di strallo.
Il capitano guard oltre l'anca, poi torn a guardare Charles.
Vi reggete?
A fatica, Charles si tir su in piedi.
Credo di s, signore.
Stralli, allora. Il capitano si volse dalla mia parte e parve sul punto di dire qualcosa, ma cambi idea e si accost alla ringhiera di proravia.
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CAPITOLO 15.
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Ci vollero tutto quel giorno, appena cominciato, e tutto il successivo perch il capitano Anderson e i suoi ufficiali potessero ristabilire un certo ordine sulla nave. Se non altro, per eliminare la patina d'olio dai ponti ci vollero l'intera ciurma, i soldati e gli emigranti.
L'olio si era insinuato dappertutto. Era arrivato persino a cinque metri d'altezza sull'albero maestro, stando almeno a quel che ci assicur Bates. Nell'atrio, ungeva le paratie fino a un metro da terra. Dalle porte si era infiltrato, in certa misura, nelle cabine. Per assoluta necessit, il panico da cui erano stati presi coloro che avevano rischiato di farci naufragare tutti veniva tacitamente ignorato; ma sono sicuro che il capitano era adirato per la situazione in cui era venuto a trovarsi. Abbandonare i posto di manovra era, naturalmente, una colpa che avrebbe dovuto venir punita con la massima severit. Non dico questo per indignazione ma ragionando a freddo: cosa potrebbe aspettarsi qualche altra nave, dai suoi uomini, con un simile esempio innanzi agli occhi? Lo ripeto, non v'era alcun dubbio che alcuni avevano abbandonato il loro posto e tralasciato il loro dovere per cercar di nascondersi dal mare. Come una volta ebbe a dire Charles: Gli uomini, come i cavi, hanno ognuno il loro punto di rottura. La ciurma aveva commesso il crimine pi nero di cui, dopo l'ammutinamento, un marinaio pu macchiarsi.
Eppure, che fare al riguardo? Una minoranza, sia pure che possieda la naturale autorit del potere in carica, non pu garantire obbedienza se costringe il corpo politico a punire se stesso! Nessuno pu negare che gli uomini dell'equipaggio erano stati messi a dura prova. A parte il maltempo, il nostro viaggio si era prolungato a dismisura e ci significava che il cibo era scarso e le bevande quasi esaurite. Non c'era quasi pi combustibile e l'acqua calda era un lusso, anche per le signore. La na ve faceva acqua. Il pompaggio, sebbene non costante come durante la tempesta, era nondimeno una dura fatica per uomini indeboliti dalle intemperie, dal lavoro e dall'insufficiente nutrimento.
Comunque, la cosa era fatta. La nave venne strigliata, lavata e asciugata, affinch chi avesse almeno il senso dell'equilibrio d'un marinaio potesse reggersi in piedi. Le vele riparabili vennero
rammendate e spiegate con le altre. Se mancava tutto il resto, la nave era ben fornita di corde e tela. Molti si dedicavano alla pesca, ora che il tempo era migliorato. Ma di pesci se ne catturavano pochi. A quanto pare non abboccano in prossimit di un grosso vascello. O pu darsi senn che voci relative al pi strato dei pesci, l'Uomo, fossero arrivate alle trib pinnate! Avvistammo tuttavia, abbastanza spesso, delle balene. E correva voce che mister Bent avesse suggerito diversi sistemi per catturarle. La ciurma tuttavia, sebbene molti mestieri fossero in essa rappresentati, non ne era entusiasta, specie dopo aver udito la pazzesca idea di un arpione con carica esplosiva di polvere da sparo incorporata.
Il mio suggerimento - di prendere i cetacei a cannonate da distanza ravvicinata - non incontr miglior successo. Ci rassegnammo perci a tirare la cinghia e ci consolava il pensiero - il fatto - che si procedeva veloci. Il trinchetto aveva brillantemente superato le prove pi ardue. Quando il vento leggero era largo abbastanza sull'anca, spiegavamo non solo i coltellacci ma anche le vele di strallo - grosse vele triangolari tese fra un albero e l'altro. Per giorni non filammo mai meno di sei nodi.
Il lettore che non  un marinaio accetti le mie scuse per queste lunghe digressioni e questi dettagliati ragguagli sull'arte marinaresca. Fatto sta che perdo continuamente il filo del discorso. Quando la tua vita ne dipende, si prova un piacere senza pari nel movimento verso la mta, nello sciaguattio dell'acqua, nel gonfiarsi delle vele, nella navigazione, giorno e notte, di una massa di legno ben costrutto che ammonta a circa duemila tonnellate. Gli stessi marinai camminavano a passo pi allegro ed erano pi pronti a obbedire. Tutti sembravano felici, persino gli ufficiali - eccetto forse Charles. Questi, devo dire, seguitava
a temere che il fuoco covasse ancora nella scarpa dell'albero di trinchetto. Durante una di quelle veglie di mezzo, che a me davano tanto gusto, glielo rimproverai.
Ammettilo, Charles. L'albero  sano e salvo. Tu seguiti a trastullarti con l'idea che Bent abbia sbagliato, dopotutto!
Non pu aver sempre ragione, quello l. Nessuno pu. Dato che si  sbagliato per quanto riguarda il metodo, da lui proposto, per rilevare la longitudine...
Si  sbagliato?
La teoria  corretta, ma devi renderti conto che  difficilissimo, pressoch impossibile, misurare la distanza che separa due corpi celesti, uno dei quali cambia forma di continuo.
Ho chiesto a Smiles di spiegarmi il sistema di Bent ma lui non mi ha voluto accontentare.
 questione di parallasse e via discorrendo. A quanto pare coinvolge la luna, il sole, i pianeti e persino le lune dei pianeti -tutta una ragnatela di misurazioni... Quell'uomo  brillantemente pazzo!
Tuttavia, ha avuto ragione altre volte. Non lasciare, Charles, che l'antipatia ti accechi e ti impedisca di riconoscere i meriti di quell'uomo. Non sopporto di vederti da meno di quello che sei. Perdonami, sono io adesso quello che fa la predica. Fai pure. Le mie obiezioni al metodo di Bent per fare il punto senza l'ausilio dei cronometri si basano, non gi sull'antipatia, bens sul ragionamento. Se le menti pi dotte e intellettuali del nostro Paese hanno abbandonato tale metodo  perch il metodo stesso  inaccurato, inesatto.  matto lui o sono matto io?
No, tu no. Ti prego! Tu sei il nostro sostegno, la nostra guida dotata di buonsenso.
Ebbene. C' un passaggio largo almeno cento miglia fra le poche isole di questo oceano. Basta conoscere la latitudine, per tenersi a rispettosa distanza. Non siamo ancora tanto in l da correre il rischio di andarci a sbattere. Quando sar il momento, staremo attenti.
Mister Prettiman non urlava pi quando la nave beccheggiava. La mia idea, semplicissima, di rigirarlo in senso inverso, aveva avuto successo. Magari stava morendo, ma in santa pace. Dal canto mio, cercavo di evitare la signora Prettiman da quella volta in cui essa aveva espresso la propria opinione su di me, nel tono pacato di un verdetto emesso dal tribunale. Una volta, ella entr nel salone mentre vi ero anch'io, ma se ne and prima che avessi il tempo di alzarmi in piedi. Un'altra volta, la vidi correre in discesa per l'atrio, al rollio della nave, e, dopo che l'ebbi vista arrivare sana e salva alla ringhiera fra le porte delle cabine, distolsi la faccia e proseguii. Ella vestiva ancora da marinaio e io, per me, non potevo che plaudire a quella scelta Una volta che s' fatta l'abitudine a qualcosa che, a prima vista  abbastanza scandaloso, v' ben poco che sconcerti in una signora in brache. Anzi, se si considerano gli eventuali inconvenienti - e sconvenienze, e rivelazioni - che abiti adeguati una signora su terraferma potrebbero occasionare a bordo di un vascello rollante e beccheggiante, i pantaloni da uomo -
o la sapiente variante di essi, per le donne - possono ritenersi pi acconci che non le gonne. Quel ch' pi, essi sono indubbiamente meno rischiosi, dacch una donna non  pi costretta a porre la decenza e il pudore in conflitto con lo spirito di coniazione e, magari, preferire la morte all'immodestia, come la protagonista di quel romanzo francese. Comunque, volle il fato ch'io dovessi di nuovo fronteggiarla i circostanze degne - sebbene ella si dedicasse a curare un malato - d'una commedia brillante. Stavo passeggiando, piuttosto incerto, sul ponte di mezzo, poich il tempo si era ormai rimesso al bello, tanto ch'era possibile far a meno di sorreggersi alle sagole di salvataggio. Qua e l l'assito scuro e bagnato era rivestito di chiazze di salmastro e ciuffi di stoppa spuntavano, come peli, dalle incatramate commessure fra le tavole del ponte. Non era - si sarebbe potuto pensare - un luogo adatto alla contemplazione che della fine imminente. Eppure, fin dove potevo vedere, nessuno se ne dava pensiero. Si era ormai abituati al pericolo; certuni di noi indifferenti a esso; certi altri - come Bowles in uno stato di costante terrore; altri ancora irruviditi da esso capaci persino di trovarvi una sorta di esaltazione, come il giovane Taylor il quale cantava, fischiettava e rideva in modo tale che quelli pi arcigni fra noi, come me per esempio, trovavano decisamente demenziale. Uno, almeno, sembrava trovarsi al di sopra di questioni banali come la morte: questi era mister Bent. Mentre passavo, barcollando, dopo una breve conversazione con mister East, davanti al castello di prua, lo vidi, al termine del suo turno di guardia, discendere le scalette del cassero. Aveva in mano un foglio; i suoi occhi, sgranati, guardavano al di l di questo sporco mondo; e c'era, sul suo volto, un estatico sorriso. Senza badare a me, s'infil nell'atrio. Essendo il trinchetto - fin dove chiunque potesse vedere - ormai al sicuro, Bent aveva rivolto la propria attenzione - pensavo - a un'altra sua follia: fare il punto senza l'ausilio di un cronometro. Era un progetto assai sciocco, ma mi incuriosiva - e pensavo di poterlo capire -, quindi mi affrettai a seguirlo. Quando giunsi sull'ingresso dell'atrio, vidi lui che bussava alla porta della signora Prettiman. Evidentemente, lei l'invit a entrare, poich lui spalanc la porta e, entrato, la richiuse alle sue spalle. Questo era troppo! Se lui non aveva a cuore la reputazione di una signora, ebbene, io s! Mi precipitai. Il pavimento era in salita in quel momento. Ero a tre quarti di strada, e reso incauto dall'oltraggio, quando un'improvvisa impennata della nave mi fece cadere a bocca avanti sul ponte scivoloso. Restai tramortito, credo, per un momento. Ed ero in ginocchio quando la porta della cabina di lei si spalanc e ne usc fuori, con un ruvido fruscio dei suoi indumenti di cerata, barcollando, Bent. Non aveva pi quel foglio in mano. La porta si richiuse alle sue spalle. Il rollio successivo a quello che mi aveva fatto ruzzolare, sped lui, di volata, in discesa, nel meno marinaresco dei modi, attraverso l'atrio. Non sorrideva pi. And a urtare contro l'albero di mezzana e ristette, barcollando, sopra di me. Poi, con cautela, senza fiatare, raggiunse le scalette e discese nel quadrato ufficiali.
Ma avevo visto! Sulla guancia sinistra aveva un'impronta giallastra, sopra l'abbronzatura, e, in quei pochi istanti durante i quali egli mi stette di fronte, con profonda soddisfazione mista a indignazione, vidi quell'impronta assumere la rosea forma d'una mano di donna!
Comunque, il mio dovere era chiaro. Mister Prettiman non era in grado di difendere la sua signora. L'offerta doveva provenire da me. Andai alla porta e bussai. Dopo pochi momenti questa venne, non dir aperta, ma spalancata.
Fatto sta, ch'io ero intimidito da quella signora! A causa, forse, della sua et? Non credo. Stava l e mi guardava brutto, come s'io fossi Bent. Poich il viaggio si prolungava ormai da un anno, i suoi anni erano diventati sempre meno ovvii all'osservatore casuale. Vero, il sole e il vento avevano scurito la sua fisionomia, rendendola uniformemente bruna, il che pi si addice a una campagnola che non a una dama del gran mondo. I capelli che di solito raccoglieva entro uno scialle, piuttosto che in quel cappellino che un tempo aveva trovato pi adatto alla sua condizione, avevano l'abitudine di sfuggirne - poich erano molto abbondanti. E ci tendeva a irritare l'occhio. Adesso, i capelli le pendevano sul viso e sulle spalle. Per il resto, la sua persona era irreprensibile.
Non ebbi tempo di offrirle i miei servigi. Il cremisi dell'indignazione le soffuse le gote nonostante le premure del sole.
Tutti i giovani di questa nave sono dunque diventati matti da legare?
Aprii la bocca per rispondere quando venimmo entrambi interrotti.
Letitia!
Era Prettiman che la chiamava, dal suo letto di dolore,
quando ripet l'invocazione, il suo tono di voce non era dissimile da quello di un invalido.
Letty!
La signora Prettiman chiuse la porta dietro di s e apr quella di suo marito. Di sopra una spalla mi disse:
Vi prego di restare, mister Talbot. Desidero parlare con voi.
Chiuse la porta dietro di s. E io dunque rimasi. Proprio come uno scolaretto che non sa se gli affideranno una commissione oppure verr punito per qualche marachella, ma teme il peggio, e drizza le orecchie per cogliere (se pu) qualche indizio riguardo al suo destino, per non  in grado di tradurre i suoni che, debolmente, arrivano fino a lui da un mondo adulto, cos non ci riuscivo neanch'io. Poich il primo uman suono che udii fu certo quello di una risata! Lui... un moribondo! Lei... la sua devotissima moglie! Io...
La porta si apr e ne usc lei. Andai ad aprirle la porta della cabina accanto. Ella vi entr e ristette presso il lavabo di tela, guardandosi la mano destra. Con una esclamazione di disgusto prese a strofinarsela, con una pezzuola di cambr, vigorosamente. Incontr il mio sguardo, smise, indi si sedette sulla sedia di tela in un modo che, fosse stata una fanciulla, avrei definito stizzoso. Si ravvi alcune ciocche di capelli con la destra, ma inutilmente, poich subito ricaddero.
Accipicchia!
Di nuovo incontr il mio sguardo e mi us la grazia di arrossire un tantino.
Oh, entrate, mister Talbot. Gentilmente lasciate la porta socchiusa ma fermatela. Le convenienze vanno osservate. Non tossiamo insozzare la vostra reputazione...
Rimasi, suppongo, a bocca aperta. E lei parve irritata.
Sedetevi sulla cuccetta, per amor del cielo! Non posso star in eterno a guardare il soffitto.
Obbedii.
Avevo pensato, signora Prettiman, di offrirvi i miei servigi. Ritenendo vostro marito incapacitato dallo stato di salute...
Lo , lo .
Per buona fortuna, ho visto mister Bent imporvi le proprie attenzioni...
Non dite altro, sir.
Imporvi i suoi ridicoli versi...
La signora Prettiman sospir.
 questo il guaio, mister Talbot. Non sono ridicoli, tranne per il vezzo di rivolgersi a me con il nome di "Egeria". Quel giovane ha talento. Mister Prettiman e io desideriamo che la faccenda venga messa in non cale. Eppure do in parte la colpa a me stessa. Non sono di solito una donna irragionevole, ma venir apostrofata in quei termini, esser presa per mano in tal maniera... da un uomo tanto giovane da poter essere mio... un mio fratello minore, mister Talbot... Merita di venir flagellato!
Non verr usata violenza, signore. Una volta per tutte, non ne voglio.
Andrebbe svergognato...
Provo vergogna io. Non son usa a siffatti sentimenti. Son felice di dire che non li ho meritati.
Aprii la bocca per convenirne, poi la richiusi. Ella seguit Questi straordinari eventi... il maltempo spaventoso... 1 lunga fila di persone semplici venute a rendere omaggio a mister Prettiman... la vostra benintenzionata ma maldestra azione...
Tacque per un po'. Seguitate, prego.
Vedete, egli non sta morendo! Da quando gli avete stiracchiato la povera gamba lacerata, il gonfiore  diminuito. Forse non torner a camminare. Non  fuori pericolo. Ma il dolore si  fatto tollerabile. Come posso vergognarmi del fatto che si stia riprendendo? Ne sono deliziata e me ne vergogno! Anche lui lo ammette: non fosse per la cessazione dei triboli, se ne vergognerebbe anch'egli, della propria guarigione! Lui e io, vedete, siamo resi consapevoli da questa situazione.  pazzesco, vedete. Ma vero!
Capisco, ve lo giuro. Non sta per morire! V' un nonsoch di commedia magica in questa situazione. L'intelletto disdegna ci che il cuore conosce per istinto. Io questo lo so! E io, mister Talbot, che vi avevo creduto incapace... Oh, lo sono, signora, lo sono interamente. Ma, come vi dite, molte cose sono avvenute. Dopotutto, il mondo  capovolto, no? Noi vi stiamo a testa in gi!
Ci  bizzarra fantasia. Tutti si cambia.  il pericolo, suppongo, a farci apparire quali siamo realmente: il nostro teti capitano, l'uomo giusto per condurci alla meta... questo nostro
decrepito vascello che riesce ancora a stare a galla... gli accurati progetti di mister Prettiman andati in fumo...
Ma egli sta guarendo!
Pu darsi. Ma le sue gambe non saranno pi quelle di prima. Come potr andar di qua e di l a controllare le condizioni dei galeotti? Come potr sopportare gli stenti dell'esplorazione, guidare una folla di criminali redenti e di coloni all'interno di quel continente, alla ricerca della terra promessa?
Capisco.
Aloysius Prettiman, il quale doveva essere per l'Emisfero Australe quel che Tom Paine fu per il Nord America... azzoppato, costretto a venir sorretto l dove intendeva far da guida e condottiero.
Immediatamente pensai: Questa  pura fantasia - ma non lo dissi.
Sono sicuro che il governo dar aiuto, signora.
Ella stava guardando, per cos dire, oltre la paratia come in contemplazione di una qualche remota prospettiva. Ora guard me e sorrise, amaramente, mi parve.
Per fondare la Citt Ideale? Date prova di commovente ingenuit, signore. Mister Prettiman mi ha rivelato tutte le incongruit e le canagliate del governo! State pur certo che essi erano a conoscenza delle sue intenzioni prima ancora che si salpasse. Non nuoce che voi ora sappiate quel che avremmo voluto tener loro celato ma lui... noi... portiamo con noi una macchina stampatrice.
L'aria intorno a me, e in particolare intorno alle mie orecchie, sembrava ardere, ma non sapevo che cosa dire. Era come se il mio animo fosse, d'un tratto, esposto all'ispezione di quella donna. Mi trovai di nuovo in quell'ufficio dall'alto soffitto di fronte all'enorme scrivania.
A proposito, Talbot. Viaggerete con la stessa nave di Prettiman e della sua stampatrice. Tenetelo d'occhio.
Cosa stavate per dire, signore?
Io far parte, sebbene in subordine, di quel governo.
Mio caro mister Talbot! Non pensavo a voi. Siamo convinti che ci hanno messo una spia alle costole.
Una spia!
Un agente del governo, se preferite gli eufemismi. Invero... guard oltre la porta socchiusa, poi torn a guardare me ...mister Prettiman ritiene che l'incidente che lo ha azzoppato non fosse un incidente fortuito.
Impossibile!
Avvicinate un po' di pi la testa, sir. Desidero bisbigliare. Secondo lui, la mascherata di mister Bowles, da commesso di procura,  trasparente.
Bowles!
Il vostro stupore  naturale. Ebbene, ecco quanto. Che fare?
Dovreste entrambi tornare in patria.
Voi pensate che soltanto in Inghilterra - in Europa - egli potrebbe contare su adeguate cure mediche, atte a ridargli un certo grado di mobilit? Non sar facile farlo deflettere dai suoi propositi!
In ogni caso, che sia migliorato  una buona notizia. Ora quanto a mister Bent, se continua a importunarvi, rivolgetevi pure a me. Prender i suoi versi e lo inviter a...
Vorrei che le cose fossero cos semplici. Come vi ho detto i suoi versi non sono affatto ridicoli. Quelle poesie in cui mi chiama Egeria sono pompose ma fluenti, e molto superiori a ci che ci si potrebbe aspettare da un ufficiale di Marina. Messe insieme alle due trovate che, a quanto si dice, ci hanno salvato la vita...
Menzionerei, in primo luogo, l'imbrigliamento - o imbracatura - escogitato dal tenente Summers. Quello  il principali agente della nostra salvezza. Persino durante la recente tempesta  valso a tener assieme il fasciame della nave. Credetemi, mister Summers...
Ella alz una mano, sorridendo.
Vi capisco. Non occorre che continuiate. Dunque, credete a me, nei momenti in cui le vostre incaute presunzioni di privilegio erano onninamente provocanti, voi siete stato reso tollerabile dalla vostra evidente ammirazione per quel degnissimo uomo!
Era un manrovescio. D'altro canto, come ho detto, la signora Prettiman era maestra nei colpi mancini. Ero seccato e avrei dovuto ribattere qualcosa, tipo: Per una signora che si concesse rapporti carnali prima del matrimonio... ma non lo dissi Mentre queste parole mi ronzavano nell'orecchio udii me stesso profferirne altre:
Non potrei leggerli proprio, quei versi dedicati a Egeria?
Impossibile. Vengo invocata in termini tali che mi fanno arrossire.
Di nuovo le parole che avevo in testa furono sospinte in disparte da altre.
Potrei trovarmi pi d'accordo, con molti di quei versi, di quanto non pensiate, signora Prettiman.
Oh, era intollerabile! Mi stava guardando con palese stupore!
Una cosa vi chiedo, signora. Posso far visita al paziente? Sta dormendo, credo... spero. Poich non c' pi laudano, il sonno  prezioso. Entrer come un topo e attender che si svegli. Ella parve dubitosa. Insistetti.
Credetemi, quando lo conobbi, l per l, feci - sul conto di vostro marito - tutte quelle supposizioni che posson trarsi dalle rozze caricature politiche. Ma la prima volta che mi accostai al suo capezzale... Insomma. Ora ricordo il mio ruzzolone sopra la sua gamba - anche se non volendo fui l'agente della sua guarigione - come un momento che mi angustier per sempre, il momento - dico - in cui gli inflissi un dolore tale ch'egli svenne l per l. E cos?
Sarei meno che umano se non desiderassi porgergli le mie felicitazioni per la parziale guarigione, la mia commiserazione per la sua parziale invalidit, e il mio profondo rammarico per il tormento che gli ho procurato.
Nessuno potrebbe usare accenti pi equi, mister Talbot. Vi siete per caso evoluto e avete lasciato alle spalle certi vostri turbolenti discorsi?
Restai zitto. Ella fece per parlare. Non so cosa stesse per dire, ch fu il mio turno, adesso, di alzare una mano.
Non dite nient'altro, signora. Io sono per mia natura destinato a parlare in quel modo, certe volte. In genere, induce la gente a ritenermi pi vecchio di quanto non sia. Cos suppongo. Ma vi passer crescendo. Restai zitto per un po'. Chi era costei, per criticarmi? Una signora, una donna che si era comportata come una qualsiasi sgualdrina!
Non desidero che ci 'mi passi crescendo'. E ora, signora, posso andar a trovare il paziente?
La sua faccia era priva di espressione, quando fece un cenno di assenso.
...
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CAPITOLO 16.
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...
Uscii dalla cabina della signora Prettiman e chiusi la porta dietro di me, senza voltarmi. Ristetti per alcuni minuti nel rollante atrio, a riflettere. Avrei voluto mostrarmi uniformemente dignitoso e severo con lei - e invece!
Ricordai la lettera che Prettiman mi aveva dato quando si credeva in punto di morte. Forse, ora che era in via di guarigione, l'avrebbe rivoluta indietro. Ma non avevo tasche, nella mia tenuta marinaresca, sufficienti a contenere quella lettera senza sgualcirla, e non desideravo portarla apertamente in mano. Ella avrebbe potuto affacciarsi, vederla, domandare e, quindi, metter in moto tutta una serie interminabile di complicazioni e confusioni. Aprii la porta della cabina di Prettiman pian piano come avevo chiuso quella di sua moglie. Si udirono un tonfo e un sibilo oltre la parete allorch una punta d'acqua convergente colp la nave, mettendola alla cappa. Prettiman giaceva, come ho gi detto, rigirato all'incontrario. Ora aveva la testa, cio, accanto allo scrittoio. Pian piano andai a sedermi sulla sedia di tela accanto a lui. Non c'era pi quel gonfiore che gli sollevava le coltri a mezza vita. Anche le coperte erano scomparse. Oltre al lenzuolo, gli copriva il corpo soltanto uno scialle di lana. L'aria non era balsamica. Un tale aggettivo sarebbe fuori luogo nella stanza di qualsiasi malato! Ma le scarse coltri mi resero d'un tratto consapevole di un altro mutamento nelle nostre circostanze. L'acqua poteva ancora vorticare intorno alle nostre gambe - il vapore acqueo poteva condensarsi e colare gi da qualsiasi parete, da qualsiasi paratia, ma ci stavamo avvicinando, s pur non l'avevamo gi raggiunta, alla primavera australe. S continua cos, pensai, ci toccher indossare, di nuovo, la tenuta da bonaccia!
Gli occhi di Prettiman erano chiusi, il suo respiro era regolare. Il volto era ancora sciupato e segnato da rughe, ma le guance incavate avevano un tantino di colore, laddove prima c'era solo ombra. Le mani giacevano fuori del lenzuolo, una d'esse sopra un libro aperto. Mi sporsi in avanti, per naturale curiosit ma dovetti disturbarlo in qualche modo. Rigir la testa sul cuscino, il suo respiro si alter, divenne affannoso. Restai immobile, nel timore di averlo di nuovo ferito. Ma poi il respiro torn normale, la mano si mosse dal libro e una pagina si sollev, sicch potei vedere di che cosa si trattava.
Buon Dio! Pindaro!
Prettiman apr gli occhi e gir la testa.
Voi. Il giovane Talbot.
Vostra moglie mi ha detto che non vi sarebbe forse dispiaciuto se mi fossi seduto qui accanto a voi, finch non vi foste svegliato.
Dovevate per forza muovervi, per? Dovevate parlare? svegliarmi?
No, mister Prettiman. Quell'esclamazione mi  sfuggita. Comparve una traccia di sorriso.
Cos'altro pensavate che intendessi? Ma non importa. Avete detto "Pindaro".
S, signore. L, accanto alla vostra mano. Quando deve star sdraiato piatto, leggere, tenendo il libro alto,  una fatica. Stavo cercando una citazione quando mi sono assopito. Un brano della Sesta Olimpica, che dice: "(Frase in greco antico)". Quei versi mi erano noti.
I capelli grigi spuntano anche ai giovani, e poi continua: qua e l prima della loro stagione. Ma non  la Sesta, bens la Quarta Olimpica. Alla fine. Posso...? Ecco qua! Dunque lo sapete!
Beh, signore, i tempi sono duri per tutti, no? Oso dire che mi troverei un paio di capelli grigi in testa, se li cercassi.
Non questo, ragazzo. Il greco. Non lo avete dimenticato... Perch?
Mi piaceva, signore, ecco tutto, suppongo. Lo leggo di tanto in tanto.
Nessun ragazzo della vostra et che seguiti ad avere dimestichezza col greco pu essere del tutto dissennato - sciocco forse, ma con una certa qual ampiezza di vedute.
Non sono precisamente un ragazzo, mister Prettiman. Non siete neanche un uomo maturo, precisamente. Ors, non rispondete. Vi chiedo scusa se non vi guardo dritto in faccia, tutto il tempo, ma debbo giacere supino, vedete. Questa gamba. Zoppicher per il resto dei miei giorni, suppongo. Come pu un uomo andare in giro, cos? I chirurghi, suppongo, mi imbracheranno. Credete che sar in grado di cavalcare? Non saprei dirlo.
Potrei cavalcare all'amazzone. Mia moglie, invece, in arcioni, poich porta le brache - una risata gli nacque in petto, ma
non raggiunse mai la superficie, limitandosi a squassarlo un poco - e tutti diranno: 'Ecco i coniugi Prettiman, ma chi  il marito e chi la moglie?'
Sono venuto a dirvi, signore, che mi congratulo con voi per la vostra guarigione, e a chiedervi tante scuse per il contributo da me dato.
La risata stavolta sgorg, sonora e prolungata. Gli spuntarono lacrime agli occhi.
"Tante scuse per il contributo da me dato!" Oh, mamma mia!
Capisco la vostra ilarit, signore, e in effetti  una frase spiritosa - o cos la riterrei se non l'avessi detta io stesso. Ma sono sinceramente spiacente per il terribile dolore che vi ho procurato.
Certo, mi avete procurato una bella fitta, Talbot. Ma senza di essa sarei, a quest'ora, in peggior arnese. Aver l'osso della coscia rificcato nel suo alloggiamento non  uno scherzo, ve l'assicuro. Bene. Dunque sapete pi greco di quanto non ve ne fu inculcato a scuola. E sapete anche di latino, naturalmente. Ma lasciamo stare il latino.  una lingua per sergenti. Perch leggete il greco, dunque? Suvvia!
Non lo so. Per divertimento, forse. No, non basta. Glauco e Diomede...
Per snobismo intellettuale? Per esser migliore del vostro vicino? Per far parte di una eletta schiera?
S, fino a un certo punto. Ma c' dell'altro, sir, come voi ben sapete!
Avete l'ambizione di diventare vescovo? No, signore. Ma non voglio annoiarvi oltre, mister Prettiman. Ero venuto a manifestarvi il mio rammarico per il dolore che vi procurai. Adesso vi lascio solo.
Buon Dio, ci era proprio nella vena del parroco Colley! Ma il malato faceva cenni di diniego con la mano destra. Non andatevene!
Temo di non essere un conversatore adeguato a voi, sir. Quindi...
Mio caro mister Talbot!... Vi soddisfa, questa forma di indirizzo?... Se voi giaceste per giorni in forzata contemplazione di un soffitto dipinto di bianco, a mezzo metro scarso dalla vostra testa - non so come lo chiamano i marinai...
I marinai lo chiamerebbero "the dockhead!" signore. Ebbene, mi lusinga esser considerato un po' pi interessante della pittura bianca.
Le vostre opinioni mi interessano profondamente. Alcune mi sono state riferite, mentre altre le ho - devo confessarlo - captate, poich voi tendete a parlare a voce alta, per non dire in tono autoritario.
Poich sono chiaramente... Ho detto: 'Non andatevene!' Questo  certo autoritario.
Perlappunto. Dobbiamo esser gentili l'un con l'altro. Tornate a sedervi... per favore. Ecco. Ordunque. Qual  lo scopo del vostro viaggio?
Qualche mese fa avrei detto che era quello di assumere una carica di responsabilit nel governo del mio Paese. Adesso le mie ambizioni sono alquanto differenti.
Da quando l'Alcyone si affianc alla nostra nave con le sue signore... Oh, sedete! Credete che una cosa del genere possa restare privata? Il matrimonio  una dichiarazione pubblica! Lo so ben io!
Vorrei tanto che si potesse parlare di matrimonio... Ma non credo che le nostre situazioni siano analoghe.
Lo spero bene! L'unione fra due persone dedite al miglioramento dell'umana condizione non pu paragonarsi, alla leggera, con...
Oh, ella insegna alle torce come ardere bene! Voi iniziaste il vostro viaggio con l'obiettivit dell'ignoranza e lo portate a termine con la soggettivit della saggezza, del dolore, della speranza di indulgenza...
E voi, signore, che viaggiate con l'intento dichiarato di causare torbidi... di turbare la societ degli Antipodi, creata interamente per il proprio miglioramento! E un nobile gesto, che offre libert e riabilitazione persino agli elementi criminali deportati laggi dalla nostra societ, in patria. Conoscete 'la nostra societ' ? Vi ho vissuto in mezzo.
Scuola. Universit. Una villa in campagna. Avete mai visitato i bassifondi di una citt? Gran Dio, no !
Le casette nei poderi di vostro padre. Dormono su un letto i braccianti?
Essi sono abituati a dormire in terra. Son felici, cos. Non saprebbero che farsene, di un letto montato su zampe!
Voi non sapete niente.
Voi siete chiaramente in possesso di verit universali, mister Prettiman. Certuni di noi non trovano tanto facile impadronirsene.
Certuni di noi non si danno neppure la briga di cercarle.
L'ordine prestabilito...
 malato!
Fu una specie di grido che sconvolse il corpo di quell'uomo. Fu ripreso - sussunto - in uno di quei grandi urli che mi avevano tanto sconcertato. Il suo corpo, che aveva sussultato sotto il lenzuolo, adesso era squassato come da violenta passione - sennonch era dolore. Il suo volto si era fatto pallidissimo, di nuovo. Il sudore gli colava dalla fronte. Digrignava i denti. La porta si apr e la signora Prettiman si precipit dentro. Guard rapida da lui a me. Poi, estratto un grosso fazzoletto di sotto al guanciale, gli deterse la fronte. E gli mormorava parole sommesse: riuscii a cogliere soltanto Aloysius e calma. La sua angoscia parve scemare. Io mi stavo alzando di nuovo dalla sedia per eclissarmi da quella scena intima, quand'egli mi agguant per un polso.
Restate, Talbot. Letty. Abbiamo uno specimen. Che ne dici? Vogliamo vedere se pu farsene alcunch?
La parola specimen aveva una precisa connotazione medica, a mio avviso. Ma, con mia sorpresa, Prettiman seguitava a stringermi il polso anzich consentire che me ne andassi. Sua moglie, dal canto suo - notai che aveva i capelli raccolti e nascosti, come si conviene -, non disse nulla, ma annu solennemente, poi si ritrasse. Temetti di star per essere adescato per non so qual bruttura sanitaria, invece il malato riprese, semplicemente la conversazione di prima.
Cosa dunque sapete, mister Talbot?
Riflettei.
Conosco la paura. Conosco un'amicizia disposta a scambiare armi d'oro con armi di bronzo. Soprattutto, conosco l'amore.
Ah, s? Non  che vi vantiate? Siete sicuro di non esservi montata la testa? Forse ne siete solo alla ricerca.
Pu darsi. Ma senza di esso io sono come ottone risonante e crepitanti cembali. E assai prima di san Paolo, non fu forse Platone ad asserire che noi possiamo ascendere dall'uno all'altro amore?
Ben detto, ragazzo mio. Ben detto davvero. C' un libro nello scaffale qui sopra. Il terzo da destra, credo. Prendetelo. Grazie. Volete leggermene una pagina?  francese.
Non parlate cos sprezzantemente di questa lingua solo perch ne conoscete una pi grande!
A dir la verit, ho ricevuto una tal dose di Racine dal mio padrino, che mi ha reso ostica l'intera letteratura francese.
Questi  un maestro che pu star assieme a tutti tranne i massimi fra gli antichi.
Molto bene, signore. Cosa volete che vi legga? Sicch, fra il rollio e il beccheggio, fra il cricchiare del legno e il ruggire del vento, mi trovai - mentre navigavamo verso un lido sconosciuto - seduto presso il letto di un uomo altrettanto strano e sconosciuto; e intento a leggere - con un accento che pareva soddisfare mister Prettiman, sebbene non eguale a quello di mister Bent - un brano del Candide di Voltaire. Egli mi aveva indirizzato - come ora vedo ch'era inevitabile - alla parte riguardante l'Eldorado. Mentre leggevo, un sorprendente mutamento avvenne in mister Prettiman. Di tanto in tanto annuiva e muoveva le labbra; gli occhi, come se non solo ricevessero la luce ma potessero anche emanarla, sembravano brillare grazie a una loro sorgente interna. Il suo viso avvampava, le parole gli arrivavano fin sulle labbra ma non ricevevano fiato, tanto intento era all'ascolto. Quando gli lessi le parole del bon vieillard: Noi non preghiamo Dio, egli ci d ci che ci occorre, noi gliene siamo grati in eterno - noi non abbiamo bisogno di preti, siamo tutti preti! mi interruppe alla fine, esclamando: S, s, proprio cos!
Tocc a me interromperlo.
Ma, mister Prettiman! Questa non  altro che una parafrasi di Pindaro - le Isole Fortunate - che voi avete l sottomano -permettete.
Presi il libro, trovai il punto e gli lessi ad alta voce: (Frase in greco antico) e cos via.
Quand'ebbi finito, egli prese il libro, diede una scorsa al testo, e borbott una traduzione.
Il dono della facile vita essi hanno, senza irritare la terra con mani bramose, oh no, e senza turbare le acque salse per racimolare di che miseramente vivere...
Eppoi tutto il resto, signore! Essi gioiscono alla presenza degli di! Vi sono la torre di Crono, brezze marine, fiori d'aureo splendore...
S, s, ricordo. Potrei anche dirvi, Edmund, che mi tocc imparare quest'ode a memoria, come compito, e neanche l'obbligo valse a guastarmela interamente. Siete stato... molto acuto, nello scorgere l'analogia con quel brano di Voltaire. Siete colto, ragazzo mio. Leggete molto e bene, anche. Ma non dimenticatela, la differenza fra Pindaro e Voltaire. Pindaro parla di una terra mitica...
E anche Voltaire, certamente!
No, no! Oh, non dubito che, letteralmente parlando, il Sud America era assai diverso dal Paese scoperto da Candide! Come poteva esser altrimenti, in un Paese devastato dalla Chiesa Cattolica Romana?
Non c'era ancora arrivata.
Ma c'era veramente un Eldorado, e ci sar di nuovo. Vi state sovreccitando, signore. Volete che...  questo lo scopo del viaggio, capite? Riuscite a capire? Come posso, io... Sono storpio! Non per me, non per me. Potr vederla la terra promessa, avvistare una lontana vetta di Eldorado, ma il Paese vero e proprio sar per altri! Ed  questo lo scopo del viaggio? Qual altro mai? Saremmo andati... una carovana di galeotti scarcerati, con appresso la nostra stampatrice, immigranti di buona volont, donne deportate, o povere giovani seguaci dei loro uomini ignoranti...
Avete la febbre, signore. Ora chiamo vostra moglie. Restate.
Per un po' rest zitto. Giaceva tranquillo. Poi parl con la testa supina sul guanciale, gli occhi chiusi.
Pare che io... sopravviver, se tutti la scampiamo. Un certo documento che vi affidai...
Mi chiedevo appunto, sir, se non fosse il caso di restituirvelo.
Aspettate. Perch cercate sempre di trovarvi un passo pi in l? Io sono costretto a letto. Mia moglie si dedica a me. Essa non deve essere turbata dalla vista di una tale missiva e neanche mai sapere che l'ho affidata a voi. S'intende, signore.
Quindi, non riportatela in questa cabina. Gettatela in mare.
Se questo  il vostro desiderio, sir. Aspettate, ancora. Questo ... difficile. Dovete sapere, Edmund, che la signora  come la terra verso la quale navighiamo.
Prego?
Buon Dio! Dove avete la testa, ragazzo? Intatta, ! incontaminata!
Ah, cos! Mi... mi rallegro, signore, a sentirlo. S'intende che io...
Mi interruppe, guardandomi con quella rabbia che era cos vicina al suo cuore e alle sue labbra.
Vi rallegrate? Perch dovreste rallegrarvi? E non c' alcun "s'intende" che tenga, signore! Non avessi io avuto la disgrazia di dislocarmi l'anca, la signora non sarebbe intatta a quest'ora... non pi incontaminata... vale a dire...
Capisco, signore. Non occorre diciate altro. Eseguir l'ordine immediatamente e cos di buon grado...
Non di fretta, ragazzo, ma con disinvoltura... Uomo, dovrei dire, nevvero?
Lo spero, signore. Ma 'Edmund' andrebbe meglio. Non voglio che si veda un giovinotto attraversar di corsa l'atrio, agitando una carta come se fosse... fosse... Il tenente Bent? Sar discreto, io. Eppoi, Edmund. Leggete bene. Grazie, signore!
Anche mia moglie. Ma lei, beninteso, non legge il greco. E troppo per un cervello di donna.
Ne dubito, per quanto attiene alla signora Prettiman, sir. Ci sono state le bas bleues! Ma ho capito l'antifona. Sar lieto, anzi lusingato, di leggere per voi, al vostro capezzale di pena. E ora, se mi scusate...
Quando avete voglia di tornare... Purch non stia dormendo...
Me ne andai in preda a discordi sentimenti, sui quali la felicit - stranamente assai - predominava. Avevo la sensazione che, da quel giorno in poi, sarei stato legato a entrambi. Quando il ricordo di miss Chumley - quella adorabile persona di buonsenso! - mi torn alla mente, ebbi la netta sensazione ch'essa avrebbe convenuto con me che i Prettiman erano simpatici ma incompresi, laddove io...
Che devo dire? Per quante sciocchezze Prettiman dicesse - e
non ho mai interamente convinto me stesso che fossero davvero sciocchezze -, chi lo ascoltava se ne veniva via con un senso di benessere, si sentiva illuminato, convinto che, s, per davvero, l'universo  grande e glorioso e che queste avventure della mente e del corpo sono il coronamento di ogni cosa - sensazione che poi svaniva con naturalezza, s'intende, via via che altre considerazioni sopravvenivano a nasconderla.
Questo fu, dunque, l'inizio di quella che per me fu la pi strana avventura del nostro lunghissimo viaggio. Tuttora sbattuti dai flutti, ma in condizioni atmosferiche che non superavano mai il livello di una favorevole bufera, facevamo vela, con la prua a oriente, verso la nostra mta; e la vita era irradiata dalla natura di entrambi loro poich - talvolta - ella portava la sua sedia di tela e si sedeva accanto a me, mentre io leggevo a suo marito. Erano assai dissimili da qualsiasi persona da me conosciuta finora! Lui era dottorale; ma non v'era nulla di risibile, in lui, se si esclude la sua propensione alla collera esplosiva. Al di l di ci, la sua mente spaziava nell'intero universo materiale come pure nell'universo dei libri. E lei, pur seguendo la sua scia, non si faceva scrupolo di divergere da lui e, talvolta, conduceva l dove non pensavamo di andare! La Corona, il principio degli onori ereditari, i rischi della democrazia, il cristianesimo, la famiglia, la guerra... v'eran momenti, invero, in cui a me sembrava di rinunciare alla mia educazione alla stessa guisa di un guerriero che si svesta dell'armatura e se ne resti nudo, indifeso, ma libero!
Poi, dopo un sonnellino serale, trascorrevo la veglia di mezzo con Charles, portavo a lui delle idee e le ponevo al cimento del la sua assoluta integrit. Mi accorsi, in verit, che fino ad allora non avevo mai esaminato alcuna idea! Aver letto Platone e non avere, mai, sottoposto a collaudo alcuna idea! Sembrerebbe impossibile, ma non lo , poich a me  capitato.
...
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CAPITOLO 17.
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Eran trascorsi un paio di giorni, non pi, da quando avevo fatto amicizia con mister Prettiman, allorch notai un mutamento in Charles. Era pi taciturno che in passato. Dapprima pensai che a impensierirlo fossero le condizioni della nave, ma non era cos. Fatto sta ch'egli trovava quella mia improvvisa stima per il filosofo sociale strana, per non dire incomprensibile. Charles non generalizzava. Non gli andava di esaminare i concetti di libert, eguaglianza e fratellanza e bocciava in blocco questo moderno terzetto per via del modo in cui tali idee eran state applicate nella terra dei galli per mezzo della ghigliottina e a opera della splendida malvagit del Corso! Sempre, la sua mente si portava subito sul piano pratico.
Non ti giover certo, Edmund, presso il governatore di una colonia penale spargere intorno siffatte idee, con il tono di chi le approva!
Fatto si  che Charles stava abbastanza bene dove stava. A differenza delle mie, le sue idee eran state messe al cimento nel fuoco della sua religione; e quelle di Prettiman nei crudeli tormenti della condanna sociale, della derisione e del dispregio. Trascorsero alcuni altri giorni prima ch'io mi decidessi a rinfacciare a Charles i suoi silenzi. La sua risposta mi scosse, ovvero -per dirla in gergo marinaresco, in simpatia con lui - mi mise alla cappa.
Tu ti stai allontanando da me, Edmund. Ecco tutto.
Lo afferrai per un braccio. No! Mai!
Ma era vero, tuttavia. Io gli volevo bene, come prima, avrei fatto per lui quel che avevo promesso. Ma, collocato sullo sfondo del mondo che Prettiman mi stava dischiudendo, Charles risultava... diminuito. Comprendevo il suo spirito pratico, la sua ansiosa consapevolezza della propria posizione a bordo della nave, la sua battaglia contro la gelosia e il dispetto, la sua devozione alle usanze della vita di mare, per cui non gli era consentito di criticare il capitano anche quando questi aveva torto! Vedevo, e ammiravo, la sua semplice bont. Ma - mi chiedevo -basta? Ripensavo al modo in cui mi aveva procurato abiti asciutti, cosa che ebbe del miracoloso nella nave impregnata di umidit. Fu durante tali riflessioni che mi resi conto, per la prima volta, dell'astuzia da lui usata per tirarmi fuori - quattro ore ogni notte - da quella cabina infestata. Allora ricordai Glauco e Diomede, le armi di bronzo che Charles mi aveva donato e le armi d'oro ch'io avevo promesso di donargli. L'unica armatura che Charles avrebbe considerato d'oro era, appunto, la promozione a capitano di vascello.
Charles, tuttavia... Non nutrivo alcun dubbio sul suo grande coraggio. La sua conoscenza dell'economia di una nave era completa. E tuttavia Charles, il furiere Charles, poteva esser posto al comando di una nave da guerra, con il futuro del nostro mondo nelle sue mani?
Ardii sottoporre tale mio quesito ai coniugi Prettiman. Lui mi consigli di sgomitolare la faccenda fino al punto in cui si era iniziata; e io mi resi conto, allora, di aver semplicemente promesso pi di quanto avrei dovuto promettere e potuto mantenere. Prettiman mi ricus il suo aiuto.
Dovete fare,  ovvio, quel che ritenete giusto. Se non lo ritenete degno del grado di comandante, dovete dirglielo.
Dirglielo, naturalmente, non potevo! Chi ero io, per arrogarmi tale diritto? Ne consegu che c'erano, adesso, lunghe pause di silenzio, da parte mia, come pure da parte di Charles, durante la veglia di mezzo. Oh, quel viaggio cui avevo guardato come a una semplice avventura! Quali ramificazioni aveva avuto! quali effetti, sulla mente e sul carattere! quanti fermenti, quante amare lezioni! quali improvvisate tragedie e penose commedie, a bordo di quel legno marcescente! quante incresciose verit venute a galla sul proprio conto! Rimuginando sul mio dilemma, andai pure a immaginare che qualcuno, in futuro, una volta che il mio amico si fosse dimostrato inadeguato alle mansioni di capitano, avrebbe detto:  stato raccomandato da Talbot, sapete. Talvolta pensavo, con alquanta amarezza, che l'unico umano difetto alla cui vastit non vi fossero limiti fosse la mia personale pochezza!
I miei rimuginamenti vennero interrotti da un nuovo colpo di scena, nella nostra societ. Fu la questione della longitudine. Sapevo che il capitano e Bent erano immersi in una qualche elevata teoria della navigazione, ma non ci avevo tanto pensato su. Un tetro Bowles mi aggiorn. Mi illustr - in un po' d'acqua versata sul tavolo, nel salone - il problema che il capitano aveva di fronte a s. Prima o poi, dovevamo appressarci al nuovo continente. Ma, sebbene sapessimo dove ci trovavamo rispetto a babordo e tribordo, per cos dire, non eravamo in grado, invece, di stabilire la nostra posizione rispetto a poppa e prua! Insomma, senza una precisa cognizione della nostra longitudine, avremmo potuto andar a sbattere contro la terra prima di avvistarla. La soluzione adottata dai navigatori del passato consisteva nel mettersi in panna durante le ore di buio e navigare solo quando ci fosse abbastanza luce. Ovviamente, questo era un lusso che il nostro capitano non poteva permettersi, con una ciurma a razioni dimezzate, di cui peraltro potevano giovarsi solo coloro che avevano una robusta dentatura. Si aggiunga alla nostra incertezza la corrente circumpolare la quale poteva - o non poteva - aiutarci a raggiungere la mta; e si comprender quanto mi esacerbasse la fiduciosa asserzione del tenente Bent, secondo cui la longitudine poteva venir stabilita anche senza cronometri. Messa in non cale la mia antipatia per quell'uomo, gli tesi un'imboscata per intercettarlo quando si recava al turno di guardia.
Una parola, sir.
Una sfida?
Non al momento...
Ah! Dunque siamo tornati ai normali rapporti di conversione?
La faccenda della longitudine e dei cronometri...
Credevo si trattasse di pistole! Buon Dio, mister Talbot! Supponete che il capitano Cook avesse con s dei cronometri?
 ovvio!
Invece no!
Ci detto, sal a balzi su per le scalette mentre i turnisti si accingevano a iniziare la loro quattro-ore, non appena la campana avesse suonato. Lo seguii, ma lui si era gi messo a parlare con il capitano Anderson. Anche quando il turno fin e mister Askew discese dal cassero, Bent e Anderson seguitarono a discorrere delle lune di Giove! Discutevano di astronomia come se si fosse trattato di una partita a palla - eclissi, parallasse, perigeo e apogeo - e io ebbi la sgradita sensazione che, accortisi di me, proseguissero il discorso a bella posta per tenermi a bada.
Distanza lunare, mister Bent. D'accordo. Ma il controllo...
Il passaggio di Calipso. Lo presenteremo alle loro signorie... il metodo Anderson-Bent.
Anderson rise fragorosamente. Proprio cos!
No, no,  tutto vostro, ragazzo mio.
No, signore. Insisto!
Beh, conviene che prima lo facciate funzionare.
Il messaggio era chiaro. Nondimeno, il contrasto fra quei due presuntuosi - fosse o no, il loro metodo, praticabile - e il povero, caro, coscienzioso Charles era tanto evidente da riuscire penoso. Restai a guardare, ostentatamente, le onde, finch cordialmente non me ne stufai. Ma quei due seguitarono a ignorarmi e alla fine non mi rest che andarmene. Fu una di quelle sconfitte facili a descriversi, quanto a fatti esteriori, ma i cui effetto totale non si pu valutare facilmente. Scesi sottocoperta cosciente di esser stato messo da parte in una faccenda che non riguardava solo la Marina ma ogni persona a bordo di quella nave, uomo, donna o bambino. Non sarebbe bastata neppur tutta la sicumera da me ostentata all'imbarco, per farmi avanti e interromperli; ma non saprei dire esattamente perch.
Scesi cauto le scalette, poich la nave rollava parecchio quel giorno. Entrava acqua a bordo, anche sul ponte di mezzo, il che un tempo mi sarebbe parsa mirabile cosa, ma che adesso era ormai ordinaria. L'acqua, chiara, scorreva sull'assito di recente mondato dall'olio di Charles, a ogni rollio, profonda circa quattro dita - e dagli interstizi fra le tavole spuntavano ciuffi di canapa che ondeggiavano qua e l, come vermi in un campo alla gato. Stavo dirigendomi, meditabondo, verso il salone, quando vidi il vecchio Brocklebank aprire la porta - a gambe divaricate, l'alta e corpulenta figura avvolta nella mantella da cocchiere -, allora decisi che non volevo alcun pi stretto rapporto con lui. Quindi andai alla porta di mister Prettiman e gli chiesi se potevo legger per lui. Egli fu lieto di vedermi - disse - poich aveva trascorso una notte insonne, ora che il laudano - o paregorico - era finito. Non aveva dolori ma era indolenzito - dis se - il che era debilitante. Mi parve un po' febbricitante, poich aveva i pomelli arrossati e gli occhi lustri. Non voleva che gli leggessi perch - mi disse - non era in grado di prestare attenzione. Volle invece conoscere in che stato era la nave. Sentiva -disse - che le condizioni atmosferiche erano peggiorate. Gli riferii che, infatti, il mare era un po' mosso ma che si procedeva a gonfie vele. Soggiunsi - e intanto era arrivata anche sua mogli - che la grande controversia politica, a bordo, verteva sulla proposta di Bent di calcolare la longitudine senza far riferimento
ai cronometri. Risi, nel dir questo, e la signora Prettiman si disse d'accordo con me. Si intendeva, in materia, avendo insegnato geografia, quand'era governante. Senza conoscere l'ora esatta sul meridiano di Greenwich, non ci sarebbe stato modo - per quanto ingegnoso - di calcolare la nostra longitudine. Ti sbagli, Letitia. Ella rest sconcertata al pari di me.
Bent dice che il capitano Cook non aveva cronometri, con s.
Egli ha ragione, Edmund. Si usava la distanza angolare fra il sole e la luna per trovare la longitudine, prima che il cronometro venisse inventato, o meglio perfezionato. Il metodo aveva il solon difetto di richiedere molta abilit. Quindi Bent ha ragione di nuovo? Anderson ha preso sul serio la sua proposta? Molto sul serio, mi pare. Anzi, ne  tutto eccitato. D'altronde, qualsiasi cosa proponga, il nostro Adone marinaro riscuote un plauso incondizionato, da parte di Anderson.
La signora Prettiman apr la bocca per parlare ma non disse nulla. Prettiman si accigli, rivolto al soffitto della cabina, a pochi centimetri dal suo viso.
Anderson non  uno sciocco. Mi risulta che  un marinaio perfetto.
Tale  anche mister Summers, signore. E mister Summers dice...
Udii la mia voce smorzarsi. Il silenzio fu tosto rotto dalla signora Prettiman.
Siamo tutti in debito con mister Summers, mister Talbot. Per come si prende cura della nave e di noi.
 anche un valoroso, signora. Durante l'ultima tremenda tempesta, fra quelle montagne d'acqua, ha retto da solo la ruota del timone, correndo gravissimo rischio. Avrebbe potuto rimetterci la vita.
Mister Prettiman si schiar la gola.
Nessuno dubita che il primo tenente  tutto quel che voi dite. Ma, vedete, non credo che voi conosciate, per esperienza, la differenza che corre fra un uomo che ha una naturale attitudine per la matematica e uno che ne  digiuno. La differenza  assoluta: questione non di quantit, ma di qualit. Non ebbi nulla da ribattere al riguardo. Parl la signora Prettiman: Mi risulta che voi avete aiutato
mister Summers al timone, sir. Sembra ch'io sia sempre, in quanto donna, tenuta a esprimervi la mia gratitudine. Oh Dio, signora! Fu cosa da nulla. Proprio da nulla... Poich in altre occasioni ebbi a esprimere altri sentimenti pareri, sono lieta di dirvi che ritengo la vostra condotta ammirevole e molto virile.
Ma mister Prettiman scuoteva la testa sul guanciale. Non riesco a intuire il metodo... User il passaggio di un satellite, per controllo? Ma come? Non  cos facile...
Aloysius, mio caro, dovresti cercar di dormire. Sono sicura che mister Talbot...
Certo, signora. Me ne vado subito. Restate, Edmund. Che fretta c'? Ho la mente chiara, Letty, e vedo il loro cielo come vedo te! Un uomo ha di rado miglior impiego del tempo, che mirare il firmamento. Non dovreste eccitarvi, signore. Questa cappa maestosa, trapunta di luci dorate... Quanto a questo, sir... La volta del cielo  fittamente intarsiata di catene d'oro lucente.
Cos la vede mister Bent attraverso il suo sestante? Quel giovane  un poeta, Aloysius. Non  vero, mister Talbot?
Scrive poesie, madam, ma chi non ne scrive? Voi?
Soltanto in latino, signora. Non ardisco rivelare i miei manchevoli pensieri nella nudit e piattezza della nostra moderna favella.
Resto di stucco, mister Talbot, sul serio. Dato che vi ho posto in temporaneo svantaggio, signora posso pregarvi di seguire l'esempio di vostro marito e chiamarmi Edmund?
Mi parve sconcertata da questa proposta. Fui tanto ardito da insistere.
D'altronde, signora, non  sconveniente, data la vostra, data la mia... cio, la vostra... Ella scoppi a ridere.
Data la mia et, volete dire? Edmund, mio caro ragazzo siete proprio, veramente inimitabile!
Stavamo facendo, Letitia, un discorso razionale. Dove er rimasto?
Tu e Edmund vi scambiavate citazioni al fine di metter l'universo su un adeguato piano letterario.
Cosa potrebbe darsi di meglio che ascendere dalla banale questione della nostra posizione su questo globo a una contemplazione dell'universo in cui siamo nati?
E il quale, signore, viene pi veracemente rivelato dalla poesia che non dalla prosa!
Aloysius sar pur d'accordo con voi, Edmund, ma io sono una semplice donna.
Non rendi piena giustizia a te stessa, Letty. Ma, Edmund, seguitate.
 solo che... a poco a poco durante questo viaggio, per una ragione o per l'altra, la poesia... mi si  dischiusa,  apparsa a me non gi come intrattenimento, non gi come pura bellezza, bens come qualcosa di elevato... l'uomo in tutta la sua statura... poi, a notte, con le stelle... con la assurda Natura... quasi mi vergogno a dirlo...
Oh, badate, ragazzo, badate! Pu l'intero esser meno che buono? Se non pu, ebbene, il buono  quello che ha da essere! Non riuscite a vedere il gesto, l'evidenza, la prova, la pura e semplice dichiarazione, col, la musica - come usavasi dire -, il grido, l'assoluto! Vivere in conformit con ci, ciascun uomo prender ci su di s e a ci aprirsi... Vi assicuro, Edmund, che non v' abbietto criminale, nella terra ove siamo diretti, che non potrebbe, sollevando il capo, guardar fisso nel fuoco di quell'amore, quella carit,  (Parola con caratteri orientali), di cui parliamo! Criminali?
Immaginate la nostra carovana: non un fuoco quaggi - scintille dell'Assoluto -, un fuoco quaggi che eguaglia il fuoco lass in alto - lass in alto! Camminare, col fresco della notte, attraverso i deserti di questa nuova terra verso Eldorado, senza niente interposto fra i nostri occhi e l'Assoluto, fra le nostre orecchie e quella musica!
S. Vedo. Capisco. Sarebbe... l'avventura delle avventure! Potreste venire anche voi, sapete, Edmund. Chiunque potrebbe venire. Non v' niente che ve lo impedisca!
La vostra gamba, sir. Ve ne state dimenticando, credo. Nient'affatto. Guarir. Lo so che guarir. Il fuoco ch' in me mi guarir. Lo so che mi guarir. E andr!
Date retta a vostra moglie, signore, e non agitatevi, adesso. Riposatevi.
Verrete anche voi!
Non ribattei nulla. Il silenzio si prolung, crebbe, finch il
rumore dell'acqua sciabordante contro la carena risuon con una voce senza parole: e alfine seppi che non ne aveva bisogno di parole, e che era qualcosa di ancor pi vicino a me che non le parole in se stesse. Era la fredda, semplice consapevolezza che chiamiamo senso comune.
Eppure avevo realmente visto, capito. Per un momento, i quella cabina sempre pi puzzolente, avevo percepito il potere di quell'uomo, il fascino della sua passione. Intravidi persino, mi parve intravedere, il nostro universo come una bolla galleggiante sull'incommensurabile aureo mare dell'Assoluto, una miriade di scintille di fuoco, ciascuna delle quali era un gioiello sul capo di un animale che poteva alzare lo sguardo.
Mi stavano entrambi guardando. I miei pugni si serrarono da s e il sudore sprizz dalla mia fronte. Era una stupefacente sorta di vergogna, credo: vergogna per la mia incapacit di dir semplicemente: S, verr. C'era, anche, un tanto di rabbia nel vedermi messo, d'un tratto, con le spalle al muro, alla merc di un bandito da strada con la poesia in una mano e lastronomia nell'altra! Alla fine spostai lo sguardo dal viso acceso di luce dai suoi occhi speranzosi, a quelli di sua moglie. La signora Prettiman li abbass e si guard le mani - non come se le guarda un marinaio, che ne esamina le palme, bens osservandone il dorso e le unghie. Poi lanci un'occhiata a suo marito. Dovresti cercare di dormire, Aloysius. Mi alzai, goffamente, vacillando al rollio della nave. Torner domani a leggervi, signore. Tentai di sorridere alla signora Prettiman, ma temo che fu solo una mesta smorfia, indi uscii tastoni dalla cabina. Mentre richiudevo la porta alle mie spalle, udii lei sussurrargli qualcosa. Ma non afferrai cosa gli disse.
Non mancher occasione, pensai, di riprendere il discorso interrotto, proseguendo lungo quella che appariva come la parabola ascendente della nostra amicizia. Mi augurai, con spontanea passione non dissimile dalla sua, di diventare effettivamente loro amico intimo. Per vedevo, fin da allora, che il prezzo era troppo alto. Io, dopotutto, sono fatto per la politica e la mia scintilla (la mia, se mi  consentito discendere a un linguaggio adatto ai sergenti, la mia scintilla Di) era ben nascosta. In assoluto  vero ch'io desidero, sinceramente, e sempre ho desiderato, di esercitare il potere allo scopo di migliorare la mia patria; il che naturalmente, e fortunatamente, nel caso dell'Inghilterra, torna a beneficio del mondo intero. Non lo si dimentichi mai, questo.
Quella notte, il quartiermastro venne a svegliarmi per tempo, mi recai a poppa, sotto un cielo stellato cosparso di nuvolette a pecorelle, illuminate dalla luna, e attesi che venisse Charles. Debbo confessare che scrutai il cielo e fui, credo, conscio della sua trascendente bellezza ma non riuscii a elevarmi fino a vedere il Bene di mister Prettiman, e neppure il suo Assoluto. Fatto sta che, laddove la logica non induce alla fede, la passione invece s, assai facilmente; ed era la passione di mister Prettiman a riuscire convincente. Sicch, assente lui... Ma perch dilungarsi? La sua dolorosa presenza era necessaria. Senza di essa, potevo ricordare l'episodio ma non ricreare la sensazione, la - oso dire - percezione. Un po' mi rimordeva, lo confesso, di non esser fatto di quella materia di cui son fatti i seguaci. E mi dolsi, altres, quando mi resi conto che la signora Prettiman era rimasta delusa di me. Fui lieto, pi che mai, quindi, allorch vidi comparire Charles. Egli era freddo, per. Per un po' restammo dritti, in piedi a fianco a fianco, ciascuno incapace di cominciare. Poi ci mettemmo a parlare tutt'e due assieme e tale collisione ci indusse a ridere. Dopo di voi, signore.
No, primo tenente, dopo di voi. Non si pu dare la precedenza ai guardiamarina. Insisto.
Ebbene...  Giove, quello l? E dov' la Croce del Sud? La Croce del Sud si trova dietro quel banco di nubi l, credo. In ogni caso non serve alla navigazione. Neppure a Bent e al suo nuovo metodo? Non rammentarmelo. Mi rende... Ti rende cosa? Lasciamo perdere. La gelosia non ti si addice.
Gelosia? Come posso esser geloso di un ciarlatano? Non  da amico, Edmund, dire cos. Mi spiace.
Annu ma rest zitto, poi and a proravia a controllare la bussola. Guardai il banco di nuvole spostarsi ma, lo stesso, non riuscii a individuare la Croce del Sud, sebbene Charles me l'avesse indicata altre volte.  una costellazione, quando la trovi, insignificante.
Charles torn.
Spiace anche a me, Edmund. Ho le paturnie e non riesco a venirne fuori.
Ti dir una cosa, vecchio mio. Hai bisogno di una strana medicina. Una cura chiamata Prettiman.
I coniugi Prettiman sono, senza dubbio, spiritosi. Io invece non ho il senso dell'umorismo.
Oh, tu! Quelli ti tirerebbero fuori dalla malinconia con la loro espansivit. Prima ancora di accorgertene, ti ritroveresti a discutere di cose tanto elevate da far dimenticare, a un uomo, se stesso e i suoi meschini affanni, interamente. A te  accaduto?
Finch in loro compagnia, s. Nessuno, s'intende - tranne lui - pu vivere a quell'altezza, a quella temperatura, a quell'intensit!
A che serve allora? Provane una piccola dose.
No, grazie. Abbiamo visto i risultati di quella medicina, di quel farmaco, a Spithead e sulla Nore.
Ma lui non  cos. C' un nonsoch in lui, qualcosa che persino io - creatura politica formata in parti uguali da ambizione e buonsenso - finch sono l... Charles abbass la voce.
Lo sai cosa stai dicendo? Lo sai dove sei? Questa  follia Non puoi far comunella con un giacobino, con un ateo... Ateo non ! Mi fa piacere, sentirlo. Non mi sembri contento. Oh, s. C' dunque un limite alla sua infamia. Ci non  giusto!
Non capisci. Ho passato la vita sulle navi, e vi passer il resto dei miei giorni, se fortuna vorr. Questa  la prima volta che viaggio su una nave che trasporta anche passeggeri ed emigranti.
"Maiali", li chiamate.
Egli ha ricevuto la loro adulazione.  stato bravo e non ha detto nulla che potesse configurarsi come... Come cosa, per amor di Dio? Borbott.
Non user quella parola. Oh, mi esasperi!
Charles si volse, sal su per le scalette della poppa. Io restai dov'ero, seccato e offeso da quella improvvisa divergenza fra noi. Lo vedevo, in cima alla poppa. Stava aggrappato al coronamento con entrambe le mani e guardava la scia, sopra la quale la luna brillava a luce intermittente. Il solcometro fu gettato e 'uomo rifer a Charles, non a me. Ci fu un breve colloquio fra loro. Poi l'uomo discese le scalette, and alla tavola traversa, sollev la tela e scarabocchi una cifra: sette. Era una replica di quello smacco che, gi, mi avevano inferto, ignorandomi, il capitano e Bent.
Eccoci dunque: Charles chino sul coronamento, io rivolto ora dalla parte opposta, appoggiato alla ringhiera anteriore del cassero. C'era molto da vedere: la nave rollava, il vento andava aumentando, le vele erano gonfie, il mondo intero aveva il colore dell'avorio - avorio vecchio. Sette nodi, verso levante. Inutile star l a tener il muso. Salii sulla poppa e mi portai alle spalle di Charles. Parlai pi lievemente che potei.
Sono licenziato, dunque?
Con mio stupore, non mi rispose n con la stessa levit n incollerito, bens, abbassando la testa, in tono di estremo dolore.
No. No.
Lui, vedi, non parla cos. Ecco... mi stava parlando, se ho ben capito, di un fuoco divino lass e quaggi.
Charles sollev la testa di scatto.
Qui?
Beh... sotto metafora.
Quelle lastre sono ancora calde. Il fuoco cova ancora sottocoperta, laggi.
No, no, no! Mi fraintendi. Lo hai frainteso.
Fraintendo tutti, a quanto pare. Bent  il prediletto. Anderson mi parla come se fossi un... un guardiamarina. Ora, tu ti metti a rischio. Non capisci? Incomincio a vedere che una nave  un luogo molto strano. Degli uomini sono stati impiccati, sai.
Per amor del cielo, Charles! Rallegrati! Buon Dio, stiamo filando a sette nodi, verso est, abbiamo vele spiegate su tutti e tre gli alberi, la tua imbracatura ci tiene assieme, tutto va bene, vecchio mio!
Sono confuso. Sono frastornato. Credo che tu sia in pericolo.
Non fare la vecchia comare! Non corro alcun pericolo. Discuto di questioni filosofiche con un altro signore e non mi sognerei mai di coinvolgere i comuni marinai in tali considerazioni.
Posso ringraziarti a nome dei comuni marinai? Altro smacco! Ma che hai? Tutte queste punture di spillo Rallegrati, uomo! Guarda, l'alba gi spunta a oriente, l, a proravia... Rise forte.
Sentilo, l'uomo che ambiva alla perfetta padronanza degli affari marinareschi! Cosa intendi dire? L'alba a quest'ora?
Ma l... No,  scomparsa. Le nubi l'hanno coperta. Ma t dico, Charles, viaggiamo verso est a sette nodi, verso la luce. Ci dovrebbe rallegrare un marinaio, comune o no, caro il mio musone! L'alba!
L, a dritta... a proravia... Si volse e guard dove indicavo.
La vedi chiaramente, Charles. Che ti piglia? Non  mica un fantasma... guarda... pi chiara adesso.
Rest zitto per un po', serrando la presa delle dita sul mio braccio.
Il cielo ci assista! Perch, che c'? Sono i ghiacci!
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CAPITOLO 18.
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Nostromo! Tutti sopraccoperta! Ehi, tu, mozzo, va' a chiamare il capitano. Edmund, devi farti da parte...
Andai presso la balaustra del cassero. Lo smorto e intermittente bagliore del ghiaccio, che mi aveva ingannato facendomi pensare che l'alba stesse spuntando, adesso era scomparso. Gli spruzzi e la nebbia - forse nata dai ghiacci -, la pioggia e le nude basse che fluttuavano a proravia rendevano tutto opaco e ovattato innanzi a noi.
I passi decisi del capitano Anderson risuonarono dietro di me.
Quant'eran lontani, mister Summers? Impossibile dirlo, signore. Quanto estesi, allora? Mister Talbot li ha avvistati per primo. Mister Talbot, qual era l'estensione dei ghiacci? Non se ne vedeva la fine, sir, in entrambe le direzioni. Ho visto ghiacci a sinistra della nostra prua, e ghiacci, anche pi estesi, a dritta. Mi  parsa una barriera continua. Alta o bassa sul livello del mare?
Non bassa, no, signore. E senza soluzione di continuit. Non vedevo l'ora che il capitano ordinasse di alterare la rotta.
Ghiacci pi estesi a babordo che non a dritta, dite? S, signore. Pu darsi... per via della nebbia... Mister Summers, la vedetta non ha segnalato nulla? No, signore. Sia messo agli arresti. Signors.
Avevo voglia di gridare: Cambiate rotta, per amor del cielo! Ce l'avevo sulla punta della lingua. Ma il capitano impartiva ordini con voce calma, misurata come i suoi passi. Mister Summers, fatela virare largo di babordo. S, signore.
Tornai alla ringhiera e mi afferrai a essa come nell'inconscio tentativo di arrestare la nostra fatale corsa. La torsi, persino, o tentai di torcerla, come se fosse stata una ruota e io fossi stato, da me solo, in grado di far cambiare rotta alla nave.
Striduli fischi si udivano sul ponte, ordini venivano impartiti ; trasmessi.
Tutti gli uomini sul ponte! Sentito, l? Tutti sopraccoperta!
Suonava la campana della nave, non gi i rintocchi che scandiscono le ore e i turni di guardia, ma squilli incessanti, urgenti Gli uomini uscivano a sciami, come api fuori stagione, in seguito a un mal calcolato o accidentale colpo all'alveare. Sciamano e tramestano e cadono gli uni sugli altri, sulle scalette, e accorrono a torme per far fronte all'immaginato pericolo. Molti si arrampicano su per le sartie, alcuni disdegnando addirittura li apposite scale di corda: ne vidi uno salire a forza di muscoli (con le gambe rigide in fuori, a bandiera) su per una fune verticale, finch scomparve dietro una vela. Altri gremivano il castello di prora, correvano sul ponte di mezzo, eseguivano le varie manovre. Alcuni salirono persino sul cassero. Pochi indossavano la cerata nonostante il maltempo. Alcuni erano mezzi nudi, o ignudi del tutto, essendo saltati gi dalle amache. Fra loro e dietro di loro comparvero gli emigranti, e, sotto di me, i passeggeri affollavano il ponte di mezzo. Mister Brocklebank mi grid qualcosa, ma io non avevo alcuna voglia di starlo ad ascoltare. Il capitano Anderson stava ora guardando dentro la chiesuola. Per tutta la nave, le scotte di babordo stridevano nei bozzelli e quelle di dritta gemevano tesate.
Mister Summers.
Sir.
Spiegate tutte le vele per cui c' posto.
Il trinchetto, signore!
Mi avete udito, mister Summers. Ogni lembo di tela!
Charles si volse e cominci a gridare, gi, verso il ponte di mezzo. Non credo che i marinai si fossero mai mossi pi rapidamente. Invero, obbedivano agli ordini del capitano, piuttosto che a quelli del primo tenente, poich quando questi cominci urlare attraverso il megafono gli uomini gi sciamavano su per le sartie poich la parola ghiacci aveva preso all'istante a echeggiare in ogni canto del nostro brancolante vascello. Altre vele si gonfiarono dai pennoni e presero il vento con fragore. Ora Charles correva verso prora. Lo vidi scacciare gli emigranti a gran gesti. C'erano donne fra loro. La signora East si era avvolto intorno al vestito sghembo uno scialle inadeguato che aveva raccattato nel panico generale. I ghiacci restavano nascosti. Era stato il tramonto della luna a occidente a darci - dare a me - l'ingannevole visione di una barriera di ghiacci
ad oriente, attraverso un varco, apertosi d'un tratto nella densa caligine. Ora, di varchi se ne chiudevano pi di quanti se ne aprissero. Anderson parl di nuovo. Vira di un altro punto a babordo! Altri fischi, altri ordini impartiti appi di ogni albero e ripetuti su fra la velatura. La ruota del timone fu sterzata a dritta, le cotte tesate stridettero. Si incrociavano grida confuse - Ala! via! e Con forza, adesso! e Tira di l! e Molla quella una! Forse ho pi che confuso ci che era gi confuso, poich non facevo altro che spingere, con la forza della volont, la lave lontana da quei ghiacci spettrali. Ora il legno stava tutto inclinato a dritta, il vento ruggiva sopra il baglio di babordo, gli emigranti facevano ressa e un bel po' d'acqua salsa si versava a cataratte sul ponte di mezzo. La nostra velocit aument. Qua e l, fra le vele, ai loro bordi esterni, cominciarono a comparire i coltellacci, che son vele da bel tempo. Issarle col maltempo era alla disperata, ma tale era la nostra situazione. L'ordine del capitano era stato peraltro preciso e perentorio. Lo ripet con quella sua voce tonante. Ogni lembo di tela per cui ci sia posto! Ancora una volta, come nei giorni della terribile tempesta, i nostri alberi si inclinavano, ma a dritta stavolta, e pi di allora, non perch un vento di bufera ci spingesse ma perch avevamo una mostruosa quantit di vele su quei rudimentali alberi di gabbia. Gli spruzzi che avevan diluviato su di noi da poppavia adesso ci investivano su tutta la fiancata di babordo. I flutti che allora ci inseguivano adesso ci venivano addosso di lato. Ogni onda sembrava sul punto di farci virare verso quella direzione in cui non volevamo andare. Venne Charles, salendo in fretta le scale dal ponte. L'ho intravisto, signore. Non  certo un comune iceberg. Si estende a nord e a sud e non sembra aver fine. Deve essere alto fra trenta e sessanta metri.
Come per illustrare le sue parole, la nuvola di nebbia si squarci lungo il baglio di dritta e il ghiaccio rifulse come vele a una strana luce che, tramontata la luna, non sembrava avere alcuna identificabile fonte. Schiume pi bianche del ghiaccio si levavano appi della scogliera. Poi, sotto i nostri occhi, la nebbia si richiuse giallognola. Il capitano Anderson si sporse sulla ringhiera del cassero e guard basso come se potesse riuscir a
vedere sotto il banco. N lui n Charles, saldi nella sconfitta dicevano quello che per noi tutti era ovvio: se avessimo toccato quella scogliera nascosta, nessuno, a bordo, avrebbe visto la luce dell'indomani. Vedevo il pericolo, lo capivo in ogni particolare e adesso cominciavo a sentirlo. Il gelo che sentivo sulla pelle, sotto la cerata e i panni caldi, non era infatti quello dell'Antartide. Poi, d'un tratto, quel gelo divenne un deciso e perspirante calore, allorch un improvviso e temporaneo squarcio nella nebbia, sulla dritta a proravia, ci mostr che non solo la scogliera era adesso pi vicina, ma che in essa si stava svolgendo un terribile spettacolo naturale, il quale, sebbene venisse eseguito con tutta l'indifferenza della Natura, purtuttavia sembrava uno spettacolo teatrale, messo in scena per la durata di quel nostro breve sguardo.
Guardate!
Fui io a gridare cos? Pu darsi. Di fronte ai nostri occhi una parete di quella montagna di ghiaccio croll, precipit tra i flutti schiumanti. Due enormi lastroni, che dovevano essersi staccati poco prima che a noi fosse permesso di assistere a quello spettacolo, balzarono fuori dal mare come salmoni che saltano! Erano, lo giuro, due frammenti grandi come navi. E ricaddero, mentre la nebbia si richiudeva come un sipario.
Come deve regolarsi un uomo, che non ha mansioni da compiere o consigli da dare, allorch assiste a tali mostruosit e sa che tra poco, se non avverr un miracolo, egli si sfraceller il mezzo a esse? Quel pi-che-antartico gelo divenne rigore di morte, e mi blocc l dove mi trovavo, presso la balaustra del cassero, incurante del vento e degli spruzzi e dell'acqua verdastra e d'ogni altra cosa tranne il nostro pericolo. Eravamo in balia di quella neutrale e indifferente potenza, per la quale il nostro ridicolo legno non contava nulla. Saremmo finiti come i balocco di un fanciullo, scagliati, fracassati...
No. Intendere non pu chi non lo prova. Poi, mentre ancor:
il rigore intirizziva le mie membra, vidi un'onda sbucar fuori dalla nebbia, un'onda contraria proveniente da dove quegli enormi lastroni eran caduti in mare. Ci colp sulla fiancata e ci sommerse completamente. La prua si sollev controvento, le vele tuonarono, come una salva di cannoni, mentre i timonieri lottavano alla disperata contro la nave. Questa ballava, tra flutti contrari.
Risuon la mia voce con le altre? Suppongo di s. Spero d
no, ma non lo sapr mai. Certamente si levarono voci, strilli di donne e angosciate urla di uomini, non solo emigranti e passeggeri ma anche marinai, grida da su in alto, gemiti come se fossimo gi perduti. Il ponte mediano, sotto di me, era un lago di acqua marina non ancora defluita dagli ombrinali. Le nere sartie di salvataggio vibravano al di sopra di essa e nere figure vi si aggrappavano, sballottate, mentre l'acqua cominciava a defluire.
Ora, sotto di me, una ben nota figura stava guadando il ponte. Era mister Jones, il nostro efficiente, equilibrato e onesto commissario di bordo. Egli si stava dirigendo a proravia verso la sua scialuppa appesa a una gru. Fra le braccia, come una creatura, portava lo stipetto di Lord Talbot - quella massa di ricordi e ultimi desideri, ultimi messaggi - ch'egli aveva giurato i preservare, senza sapere che tutta la nave aveva visto la cosa come uno scherzo. Procedeva a guado verso proravia e l'albero di maestra me lo nascose. Quella vista mi fece scoppiare in una risata isterica.
Charles che era andato da qualche parte a fare qualcosa torn indietro di corsa, sollevando spruzzi fra i rimasugli di mare che avevamo imbarcato. Il capitano Anderson gli parl con nuova urgenza.
Mister Summers. Dobbiamo metterci pi controvento. Il trinchetto, signore! Il capitano rugg: Mister Summers! Di rimando, Charles gli url in faccia. Voglio farvi presente che il trinchetto non pu sopportare ulteriori sforzi. Se quello parte...
Siete in grado di proporre una migliore condotta? Stiamo andando contro i ghiacci. Segu una lunga pausa. Poi Anderson parl irritato. State ancora cercando di screditare l'opera di mister Bent?
Charles si irrigid e parl rigidamente. No, signore. Eseguite i miei ordini.
Charles part. Si udirono altri squilli di fischietto, altre grida, ^e scotte sottovento erano tese. Le vele, perduta la rotondit di quando sono gonfie di vento, si afflosciarono. Rughe si formarono su ogni scotta. Le vele tambureggiavano per la tensione. Il
giovane Tommy Taylor sal a grandi balzi sul cassero. Si tolse il berretto, cerimoniosamente, davanti al capitano. Ebbene?
Il carpentiere, sir, mister Gibbs, signore. Dice che imbarchiamo molta acqua. Il pompaggio  costante. L'acqua cresce. Molto bene.
Il ragazzo salut e si volse. Il capitano parl di nuovo. Mister Taylor. Signore?
Cosa diavolo fa quello scemo, seduto nella sua scialuppa appesa al boma?
Parlai io, poich il ragazzo era chiaramente smarrito. E mister Jones, il commissario di bordo. Aspetta, sulla sua barca, che uno scelto drappello di marinai lo tragga in salvo mentre tutti noi altri anneghiamo. Quel dannato imbecille! Concordo, capitano.
Non potrebbe dar esempio peggiore. Mister Taylor! Sir?
Fate scendere quell'uomo di l.
Tommy Taylor salut di nuovo e part. Lo persi di vista quasi subito, poich la mia attenzione fu attratta dai ghiacci che eran ricomparsi, forse un po' pi vicini, per subito scomparir di nuovo. Pi alti, luccicavano pi bianchi di prima poich ormai si era fatto giorno. Anche Anderson li vide. Mi guard e mi rivolse quello stesso spettrale sorriso che a volte infliggeva a chi gli stava accanto nei momenti di grande pericolo. Eroico suppongo. Sono sempre stato restio ad attribuire sentimenti ammirevoli a quell'uomo, ma n io n nessuno - tranne il povero, sciocco, ubriaco Deverel - ha mai messo in dubbio il suo coraggio.
Capitano, non potremmo virare un po' pi largo? Con sgomento, udii me stesso - udii la mia voce come fosse di un altro - dare quel presuntuoso suggerimento. Il sorriso del capitano Anderson tremol. Il suo pugno destro, abbassato a mezza vita, si serr e proclam, con estrema chiarezza, quasi fosse dotato di favella: Quanto mi piacerebbe venir scagliato sul muso di questo insolente passeggero! Anderson si schiar la gola.
Stavo per dare quest'ordine, appunto, mister Talbot. Mi volse le spalle e grid a Charles:
Provate a farla virare di un altro punto sopravvento, mister Summers.
Ci fu un rinnovato movimento nei gruppi della ciurma. D'un tratto mi rammentai della signora Prettiman e del suo sposo invalido. Corsi allora gi nell'atrio e mi aprii un varco, piuttosto bruscamente, fra quanti ne affollavano l'ingresso. La signora Prettiman stava fra la sua cabina e quella del marito. Si sorreggeva alla ringhiera. Mi vide subito e mi sorrise. Mi avvicinai a lei.
Signora Prettiman!
Mister Talbot... Edmund! Come si mette per noi? Mi ricomposi e le spiegai la situazione pi concisamente che potessi. Impallid, credo, nel rendersi conto di quanto imminente fosse il naufragio, ma la sua espressione non mut.
Quindi vedete, signora, che  testa o croce. O evitiamo i ghiacci o no. Se ci andiamo contro, non ci resta nulla... Ci rester la dignit. Quelle sue parole mi confusero. Signora! Parlate come un'antica romana. Dite piuttosto come una britanna, mister Talbot. S'intende, signora. Ma, e mister Prettiman? Dorme ancora, credo. Per quanto ne abbiamo? Nessuno lo sa, neppure il capitano. Bisogna dirlo a mio marito. Mi sa tanto di s.
Mister Prettiman era sveglio, dopotutto. Ci salut con grande e - a dir la verit - insolita rassegnazione. Credo che fosse sveglio da tempo e, dato il suo grado di intelletto, non era stato difficile per lui dedurre dai rumori e dal movimento della nave che eravamo in crisi. Insomma, aveva avuto tempo di fortificarsi. Infatti, il suo primo pensiero fu di togliermi di mezzo affinch sua moglie potesse provvedere agli intimi dettagli della sua toletta.
Poich, disse, sorridendomi in faccia, se si dice che il Tempo e la Marea non aspettan nessuno, assai pi tirannici sono i nostri misteriosi bisogni fisiologici.
Mi ritirai, quindi. Nell'atrio vidi mister Brocklebank, che aveva un tremito alle labbra e che, per la prima volta dalla bonaccia in qua, era senza mantella da cocchiere. Stava discutendo con Celia Brocklebank, incurante di chi udisse. A quel che riuscii a capire, la stava implorando di condividere con lui la
cuccetta, affinch essi potessero morire l'uno nelle braccia dell'altra!
No, no, Wilmot, non sopporto l'idea - non mi  congeniale. Eppoi, non ti sei pi fatto vivo da Natale, quando mister Cumbershum ti prest quell'edificante libro!
Frattanto una debole voce frignava dalla cabina di Zenobia Wilmot! Wilmot! Sto morendo! Stiamo morendo tutti. Ti prego, Celia! Non  forse stato detto che durante i terremoti e le eruzioni vulcaniche lo stesso curioso fenomeno di esacerbata sensualit si verifica? Qual che ne fosse la spiegazione, ci valse a darmi una pi alta opinione dell'atteggiamento da antica romana della signora Prettiman.
Parlai con Bowles, tirai i riccioli alle figliolette di Pike, a lui suggerii di bere un goccio - che gli avrebbe fatto bene - ma intervenne mister Brocklebank a rammentarmi che non c'era pi brandy, tranne quello - disse - che egli aveva ottenuto sotto banco da Tommy Taylor. Infatti, deluso da Celia, si ritir in cabina per fortificarsi con la bottiglia, abbandonando Celia, la quale dimostr subito di preferire la mia compagnia, e non c' dubbio che l'avrebbe trovata congeniale se a me fosse piaciuta -ma in quella ritorn la signora Prettiman e io la seguii. Mister Prettiman stava un po' sollevato sul guanciale. Stava ancora sorridendo, con evidente allegria.
Edmund, abbiamo un paio di cose da sistemare. Voi, naturalmente, baderete a Letty. S'intende, signore.
 escluso ch'io sopravviva, nello stato in cui mi trovo. Sar pressoch impossibile per un uomo in piena salute. Figuriamoci io, con questa gamba... Perci, quando la fine sar prossima dovete salire sul ponte, voi due, avvolti in tanti panni quanti potete portarne indosso, e dirigervi verso le scialuppe.
No, Aloysius. Edmund pu fare cos... deve farlo.  giovane, lui. E noi non siamo in alcun modo a suo carico. Io rester con te.
Orbene, signora Prettiman... Mi farete stizzire! Non stizzitevi, sir. Edmund potr cercare di porsi in salve non io. Son contenta che oda questo, poich credo che abbia gran bisogno di un esempio - e lo sapete, Edmund, io sono un governante! Dunque - qui la sua voce si fece pi bassa e pi calda di quanto non l'avessi mai sentita - adesso devo far una solenne dichiarazione. Nel breve periodo di tempo da quando ci siamo sposati, Aloysius, io non ti ho mai disobbedito - e non ti avrei mai disobbedito in futuro, se un futuro ci fosse per noi - non perch sono tua moglie ma perch tu sei l'uomo che sei e hai le qualit che hai. Sennonch non abbiamo un avvenire, credo, e io intendo restare con te in questa cabina. Addio, Edmund... Addio, ragazzo mio. Nessuna donna... Io...
Avevo un groppo alla gola. In qualche modo uscii dalla cabina e ne chiusi la porta dietro di me. In quella la nave si impenn, un'altr'onda - contraria, immagino - sommerse il ponte e proruppe nell'atrio. A guado raggiunsi l'ingresso, aiutai Bowles a rialzarsi e lo vidi tornare, zuppo e silente, nella sua cabina; alle figliolette di Pike dissi che era davvero un gran bel divertimento; e quindi uscii sul ponte di mezzo. Charles! Come va?
Non ho tempo, Edmund. Ma nessuno ha mai visto un monte di ghiaccio cos... come quello!
Accenn col mento, poi sal a gran passi sul cassero. C'era un po' meno nebbia - o piuttosto il banco sembrava essersi ritirato da noi. Avevamo forse un quarto di miglio - dovrei dire un paio di cavi - di mare aperto visibile da ogni lato. Di nuovo i ghiacci si intravedevano a tratti; e adesso, alla fioca luce diurna, apparivano pi duri, pi freddi, pi implacabili. Ci stavamo muovendo, a quanto mi pareva chiaro, parallelamente alla barriera a gran velocit. La velocit non poteva esser dovuta al nostro moto attraverso l'acqua ma, piuttosto, al nostro moto rispetto ai ghiacci. Se la nebbia si diradava un momento, sembrava che filassimo rasente alla bianca scogliera, ma quando la nebbia si addensava, la nostra velocit sembrava diminuire, da quel tanto che era dovuto al solo vento. C'era, era evidente, una corrente assai veloce che andava da sud a nord, presso il monte di ghiaccio, portandoci con s. Il mare era infatti tanto selvaggiamente indifferente a noi quanto quei ghiacci!
Mi accinsi a salire sul cassero. Il giovane Tommy Taylor ne discendeva.
Come sta il commissario, mister Taylor? Non sono riuscito a persuaderlo a lasciare la scialuppa, signore. Il capitano mi ha ordinato di dirgli ch' agli arresti. Ci detto si diresse a proravia e io salii sul cassero. Era di
turno Bent, con il giovane Willis. Il capitano stava in cima alle scalette della poppa, reggendosi alla ringhiera con ambo le mani. Girava costantemente lo sguardo, nella nebbia ove i ghiacci apparivano di tanto in tanto. Il mare era agitato, confusamente poich i flutti si scontravano con quelli di riflusso dal monte di ghiaccio. Quando raggiunsi il cassero, udii forti esplosioni alle mie spalle, poich un altro lastrone si era staccato cadendo in acqua con la violenza di un cataclisma. Sebbene ovattato dalla nebbia, il fragore era assordante, pi di prima.
Ebbene, mister Bent, che ne pensate della Natura, adesso?
Siamo privilegiati. Quanti altri mai hanno assistito a un simile spettacolo?
Intollerabile meiosi!
Vale a dire diminuzione? Ma non eravate voi che, qualche tempo fa, andavate dicendo ai quattro venti che non avreste voluto trovarvi altrove, per tutto l'oro del mondo? Mister Willis cercate di star ritto e di sembrare utile, anche se non lo siete.
Quella mia dichiarazione, mister Bent, venne resa pour en courager les autres, come direste voi.
E voi preferireste morire all'asciutto, eh? Hazleton, pigro macaco, dovresti fermare una cima dopo averla attorta. Signor capitano!
S, mister Bent, li vedo, i ghiacci. Mister Summers! Siate pronto a calare la scialuppa di tribordo.
S, signore.
Altri fischi, altro alacre tramestio.
Avete notato, mister Bent...
Un momento, mister Talbot. Mister Summers! Willis, correte dietro a mister Summers e ditegli che mister Talbot suggerisce di disporre delle amache sulla scialuppa di salvataggio.
Non ho detto niente di simile!
Il capitano parl dietro di noi. Fu l'unica volta che udii mister Bent ricevere sia pur l'ombra di un rabbuffo.
Ne terr alcuni occupati, mister Bent, come si addice in simili frangenti. Ma voi potete informare i passeggeri, in generale, che si consiglia loro di non immischiarsi nella manovra della nave.
Impartito questo mite rimprovero al suo prediletto, il capitano si ritir presso il coronamento, come se si vergognasse di quelle sue parole. Bent si volse a me.
Avete udito, mister Talbot?
Io non ho detto niente, riguardo alle amache. E non so perch debba tenersi pronta la scialuppa ammenoch non sia per assicurare lo scampo alle persone di maggior valore, nel qual caso...
Non ci sono persone di maggior valore, mister Talbot. Moriremo tutti assieme. Quella scialuppa deve solo persuadere la gente che qualcosa si fa. Far da paraurti fra noi e i ghiacci... Servir a qualcosa? Credo di no. Willis torn.
Mister Summers manda a ringraziare mister Talbot, sir. Sembrate verde, ragazzo mio. Rallegratevi! Quando verr, sar rapida. Bent! I ghiacci sono pi vicini! Guardate! Abbiamo fatto quel che si poteva. Signor capitano, caliamo la scialuppa? Non ancora.
D'un tratto i ghiacci erano l, vicinissimi. Non riuscivo a guardare nient'altro. Ai miei occhi quella rupe sembrava mostruosamente alta. Era uniformemente incavata alla base e l'acqua nei pressi era piena di frammenti enormi staccatisi dal monte: erano quei lastroni a costituire il pericolo immediato. Udii il capitano gridare un ordine in gergo marinaresco e vidi calare la scialuppa a dritta. Il ghiaccio, che adesso riluceva opacamente bianco e verde, si comportava in modo assurdo. Avevamo virato ancor pi a nord - in seguito a un involontario movimento compiuto, senz'ordine, dai timonieri - e se la nostra rotta avesse avuto un senso, avrebbe dovuto portarci in direzione opposta a quella della barriera. Ma era evidente, anche al mio occhio profano, che non era cos. Poich l'effetto della rotazione terrestre che - si dice - determina una corrente perpetua intorno all'Antartide avrebbe dovuto muovere i ghiacci come muoveva noi. Ma, per chiss quale ragione, non avveniva cos. Sentivamo i ghiacci appressarsi, come gi l'Alcyone si era accostato a noi, di baglio o magari di anca. N potevano le nostre vele determinare i nostri due movimenti - l'uno verso nord, l'altro verso oriente e verso i ghiacci.
A sentirmi, tutto questo sembra troppo freddamente razionale. Quante mai volte, da quelle tremende ore in qua, non mi sono svegliato di soprassalto e ho auspicato un mutamento nelle nostre condizioni quali le rammentavo! Ma allora, mentre stavo aggrappato al lato sopravvento del vascello, non potevo dare alcuna razionale valutazione a quello che stava avvenendo, potevo solo sgranar gli occhi di fronte a tanta incomprensibilit. Come spiegare la disorganizzata furia del mare, le torri, pinnacoli, le raffiche d'acqua che avevano rimpiazzato le onde in costante marcia che ci erano passate accanto, e sotto, per tanti giorni consecutivi? Poich adesso sembrava che quelle onde ci venissero scagliate contro in senso inverso. Colonne di ac qua verde e spruzzi si arrampicavano sulla montagna di ghiaccio e ne ricadevano. Vento contro vento, onda contro onda, furia che si nutriva di se stessa - cercavo di pensare ai miei genitori, al mio Amato Bene, ma invano. Provavo solo quel terror che prova un animale in punto di morte. I ghiacci ci sovrastavano! Blocchi di ghiaccio cadevano, rimbalzavano di sotto tali spume, e noi seguitavamo ad appressarci a quella orrenda, incavata e fradicia muraglia. Alcune vele erano flosce e sbattevano, altre si gonfiavano dalla parte sbagliata e tuttavia noi volavamo verso quella barriera di ghiacci - e lungo essa - veloci, come se dei cavalli ci avessero trainato. Allora mi resi conto che la Natura - quella Natura che miss Chumley giustamente detestava, era finalmente impazzita. Da ore venivamo sospinti, lateralmente, verso la scogliera di ghiacci in discesa, come aveva detto una volta Bent, a velocit di diligenza. Adesso il monte di ghiaccio come per dimostrare la propria demenza, stava eseguendo l'impossibile. Stava ruotando intorno a noi. Comparve a poppavia poi gir intorno, oltre noi, e torn, passando davanti alla prua l donde era venuto. Ripet l'azione, poi si accost di lato a dritta. Fra tutti i rumori della situazione, udii la scialuppa frantumarsi come una noce. Non so se il colpo di grazia le fu dato da un lastrone vagante o dal monte di ghiaccio stesso. C'era una verde strada d'acqua calma appi del monte, interrotta soltanto allorch un altro blocco si staccava dall'ammasso di ghiacci, blocchi caduti entro quella strada d'acqua verde viaggiavano con noi, collidendo fra loro e frantumandosi quando urtavano contro la parete della montagna. Un blocco cadde e trinci di netto il coltellaccio da una vela di maestra, quindi prosegu la sua caduta avvolto comodamente in quella tela, con l'antenna del coltellaccio che gli fluttuava dietro come una piuma. Un altro blocco, avente la forma del fortepiano di Lady Somerset ma di maggiori dimensioni, precipit su di noi, di traverso
presso l'albero di maestra e colp la prua della scialuppa di mister Jones spedendola, assieme a mister Jones e Tommy Taylor, oltre la ringhiera di babordo.
Ma adesso stavamo per fare, a quanto sembrava, una pi intima conoscenza con il monte di ghiaccio, che si piazz a ridosso della nostra fiancata di babordo, badando - avresti detto - a non toccarci. Stavamo facendo, per usare di nuovo il gergo marinaro, abbrivo a poppa ovvero - pi intelligibilmente - andavamo all'indietro pi veloci di quanto fossimo mai andati in avanti! La rupe, lasciando cadere alcune migliaia di tonnellate di ghiaccio presso la prua, ci fece virare da babordo a dritta come un bambino sospingerebbe col piede una barchetta.
Era una crisi di impotenza al di l dell'arte navale. Il cervello mi part. Ebbi una mlange di visioni nel gelido monte che transitava innanzi a me: figure intrappolate nella morsa del ghiaccio, e mio padre fra esse. Una grotta si apr all'altro capo del monte.
L'ultimo spasmo della nostra ordalia ci piomb addosso. La montagna di ghiaccio si mosse violentemente e disparve di fronte ai nostri occhi e noi corremmo in discesa. Sembrava il definitivo affondamento, la fine di ogni cosa.
Solo che non andammo a fondo. Ci venimmo a trovare, a quel che parve, eretti, in un mare senza vento a oriente del quale una bianca giornata serena era spuntata. Intorno a noi nell'acqua blocchi di ghiaccio galleggiavano immoti.
Mi raddrizzai sulla schiena, staccai le mani dalla ringhiera. Sui ponti, ci si cominciava a muovere di nuovo, ma lentamente come se la massima cautela fosse indispensabile. Stavamo, dopotutto, girando lentamente su noi stessi sull'acqua. Le vele frusciavano.
Qualcuno a proravia grid una frase e si udirono fragorose risate, dopodich, silenzio di nuovo. Non ho mai scoperto di che frizzo si trattasse n chi l'avesse lanciato.
A occidente da noi c'era un banco di nebbia con dentro, di tanto in tanto, un luccichio di ghiaccio. La distanza fra esso e noi aumentava, grazie, a quanto pare, a quella stessa corrente circumpolare che da diversi giorni ci stava portando verso est.
La gente cominci a parlare.
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CAPITOLO 19.
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A scanso di fastidi, inserisco qui di seguito parte di una missiva a me indirizzata da un mio antico compagno di studi, il quale desidera restare anonimo. Tuttavia, il lettore stia tranquillo che si tratta di dottissima persona, di indiscussa autorit in fatto di idrologia e scienze affini.
La tua descrizione andrebbe benissimo in un romanzo di quelli moderni, di letteratura selvaggia. Non c'era forse una donna pazza che lanciava maledizioni dall'alto della tua rupe di ghiaccio? O, forse, c'era un druido che, dopo aver imprecato contro il vostro vascello, si gett a capofitto? Temo forte che il tutto sia troppo colorito per un rispettabile geografo e, se troverai un editore tanto avventato da pubblicare la tua descrizione, devo insistere per restare anonimo. L'effetto del viaggio sui giovani, come ho avuto purtroppo spesso modo di constatare,  deplorevole. Riduce la mente immatura a una serie di disgiunte ma vistose impressioni come la vetrina di una tipografia. Per fortuna - essendo io un uomo che ha sempre avuto l'accortezza di non compiere mai viaggi pi lunghi che dal borgo natio alla metropoli e che, per molti anni, ha riscontrato essere un'universit un mondo a s - sono in grado di prestar mente obiettiva ai problemi del comportamento terreno.
Mio buon signore! Se quel vostro monte di ghiaccio si elevava per cento piedi sopra il pelo dell'acqua, ebbene, esso doveva estendersi per settecento piedi sotto la superficie. Ci a te pu sembrare un bel po'; ma a me risulta che i mari a quelle latitudini sono molto profondi.  chiaro, quindi, che non trattavasi di un iceberg bens di un promontorio; e che quindi tu scopristi una scogliera, alla quale dovresti affrettarti a dare il tuo nome, se ci tieni a questo genere di onori. Posto che si trattasse di una scogliera ricoperta di ghiacci, la seguente sarebbe una plausibile congettura. La tua nave fu sospinta verso di essa da vento e corrente, per poi riscontrare, una volta giunta sottocosta, che la corrente veniva deflessa verso nord lungo la parete di ghiaccio, indi girava intorno all'estremit settentrionale, e con essa la nave gir, ruotando, come un truciolo di legno vorticherebbe intorno a uno spigolo nel rigagnolo. La costante caduta di blocchi di ghiaccio , anch'essa, plausibile, poich la scogliera si trovava assai a nord e il ghiaccio poteva benissimo fondere in quella stagione. Vengo al punto principale. Se si fosse trattato di un iceberg -tanto lungo e tanto largo da influire, come dici, sulle condizioni atmosferiche -, ebbene, esso doveva estendersi talmente, verso sud, da avere pi le dimensioni di un continente alla deriva che non di una montagna galleggiante. Probabilmente non ti rendi conto che una rupe di ghiacci implica, necessariamente, della terra su cui la neve possa accumularsi, dove dei ghiacciai possano formarsi e, alfine, slittare lentamente in mare, ove possono quindi staccarsi da terra e navigare per proprio conto, compiendo viaggi di distruzione come quello da te descritto. Ci in effetti implica un vasto continente che si estenda intorno al polo sud! Poich ho trascorso buona parte della mia vita di adulto a dimostrare che un tale continente  geograficamente impossibile, non ti aspetterai da me che accetti il tuo resoconto se non come il racconto di qualcuno messo a dura prova da un viaggio cos lungo, pi lungo di qualsiasi altro a memoria di uomo. Vorrei qui (fossi tu tanto edotto in geografia da seguire le mie argomentazioni) illustrarti il mio Principio dell'Equilibrio Orbitale e della Reciprocit. Sar meglio, quindi, che adduca un argomento accessibile anche ai profani. Mediante un semplicissimo calcolo, tenuto conto del volume di ghiaccio contenuto nel tuo monte, si ha che la formazione di esso dovrebbe risalire a molte migliaia di anni prima della creazione del mondo, avvenuta nella primavera dell'anno 4004 a.C.! Ti prego, quando le scriverai, di porgere i miei omaggi alla Lady tua Madre e al suo eccellente Sposo.
Noi della nave, penso, non riuscivamo a credere a quello che avevamo passato pi di quanto non ci riuscisse il mio corrispondente. Ricopiar qui la sua lettera  valso a maggiormente distanziarmi dall'evento. Il mio primo pensiero cosciente fu, credo, di vedere se Charles fosse rimasto illeso. Egli si trovava sul cassero e, aggrappato alla ringhiera, guardava dentro la chiesuola. Ci mi ramment dov'ero. In qualche modo ero uscito dall'atrio per portarmi presso le catene principali, cui mi ero afferrato con ambo le mani (un'enorme bigotta mi offriva buona presa), ed ero rimasto l appeso come una foglia in una ragnatela, mentre tutta la follia si svolgeva intorno a noi. Ai miei piedi, ov'ella era scivolata di tra le mie braccia, giaceva Celia Brocklebank priva di sensi. In qualche modo ci eravamo abbracciati - adesso ricordavo che era balzata su di me e io l'avevo afferrata per non so qual profondo umano bisogno ed eccesso di carit! La raccolsi e la riportai, senza far motto, nell'atrio, mentr'ella sospirava e ciondolava il capo. Bussai alla porta della sua cabina. Una tremula voce mi rispose. Chi ? Chi ?
Mister Talbot con vostra moglie. E svenuta. Prego, portatela da qualche altra parte, mister Talbot. Non sono in grado... non posso...
Aprii la porta, con una mano libera. Il vecchio sedeva eretto nella cuccetta, con una coperta intorno alla vita. Era nudo, e mefitico. Cautamente, deposi la donna accanto a lui, deponendole la testa fra il grasso braccio e la spalla di lui. Poi me ne andai, richiudendo la porta dietro di me. Signora Prettiman... Sono io, Edmund. La sua voce mi rispose: Avanti.
Sedeva presso la cuccetta. Si tenevano per mano. Lei con la destra gli teneva la sinistra. Eran rimasti in quella posizione, suppongo, da quando li avevo lasciati. Erano entrambi molto pallidi, e le due mani congiunte giacevano presso l'uomo disteso sul letto come se fossero state indissolubilmente saldate e poi dimenticate l.
La signora Prettiman mi guard. Vivremo ancora un po'? Cos pare.
Ella rabbrivid dalla testa ai piedi. Hai freddo, Letty. No.
Abbass gli occhi sulle mani e poi, usando la destra, liber la sinistra, delicatamente, dalla mano di lui. Non so se lui se n'accorgesse, poich la guardava in faccia. Non piangere. Non  degno di te. Suvvia, signore. La signora Prettiman ... Zitto!
Ho bisogno, disse la signora Prettiman, con quel che posso solo definire un rigido autocontrollo, di restare un po' sola per riprendermi.
Vi lascio, signora. No.
Le aprii la porta ed essa disparve. Ditemi cos' accaduto, Edmund.
Gli feci un resoconto della nostra avventura, come meglio potei. Omisi, poich troppo poco ne ricordavo per poterne riferire, lo strano modo in cui Celia Brocklebank e io ci eravamo trovati avvinti insieme. Sono certo che lei ne ricordava tanto poco quanto me, e non ritenevo d'altronde che quell'episodio potesse minimamente interessare mister Prettiman. Mi limitai a dire che, passato il brutto, avevo tirato su una donna svenuta e l'avevo riportata al marito.
La signora Prettiman non sarebbe svenuta, disse mister Prettiman. Piangere, s; ma svenire, no. Credo, signore...
Lasciamo perdere. Non voglio che interferiate nella sua educazione! La signora...
Supponete forse che, se mai riusciremo a guidare una carovana alla ricerca della Citt Ideale, io potrei consentire debolezze femminili? Io mi sono liberato di quelle prevalenti fra gli uomini, e lei deve far lo stesso in quanto donna!
Permettetemi di dirvi, mister Prettiman, che non ho mai incontrato alcuna donna... No. S. Non ho incontrato alcuna donna matura che mi abbia tanto colpito per la mancanza di quelle stesse debolezze femminili che voi state cercando di sradicare!
Voi non ne sapete niente!
Io riverisco la signora Prettiman, signore, la venero, e non mi perito dal confessarlo. La mia stima di lei  altissima!
Che ci ha a che fare, questo? Io sono un educatore, sir, e non voglio che il mio giudizio in materia venga posto in discussione. Un uomo che ha lavorato sul proprio carattere come ci ho lavorato io, a lungo, a lungo, deve esser considerato esperto anche dell'altrui carattere.
Prego, signore, cosa avete fatto al vostro carattere per perfezionarlo cos?
Non  forse ovvio? No, signore.
Ci  intollerabile! Ricever lezioni da un ragazzo testardo.  la pazienza che ho dovuto coltivare in me, signore, la sopportazione e l'equanimit. Uscite prima che... Fra tutti i...
Me ne vado, mister Prettiman. Ma, prima, permettete che vi dica...
No, Edmund.
Era la signora Prettiman. Essa richiuse la porta dietro di s e torn alla sua sedia. Forse mi ingannavo, ma mi parve che avesse gli occhi un po' arrossati.
 piacevole, ella disse, dopo tanto sconquasso, poter sedere tranquilli, non ti pare, Aloysius? Ma non abbiamo invitato Edmund a sedersi ed egli se ne sta l impalato, obbedientemente. Prego, sedete, Edmund. Ho guardato nell'atrio, qui fuori. Potremmo essere in un diverso mondo, sapete. Il mare  calmo e placido. Non avrei mai creduto possibile un siffatto cambiamento. Come pensate che sia successo?
Non ne ho idea, signora. Ho rinunciato all'intento di capire la Natura. Milito ora dalla parte di quanti limitano la loro scienza del mondo alla semplice constatazione di esso. Bussarono alla porta. Vedete chi , Edmund.
Non vedevo quell'uomo dai tempi del povero Colley! Era, nientemeno, Billy Rogers! Stava l, gigantesco, e sorrideva allegramente. Aveva fra le braccia il mio stipetto.
Lord Talbot, signore, questo  vostro, credo, my lord, sir. Oh s. Date qua, prego.
Chiedo scusa, my lord, sir, mister Summers mi ha detto di portarlo nella vostra cabina, ma non so... Non conoscete la mia cabina, Rogers? Per un momento, l'uomo mi ignor. I suoi grandi occhi azzurri guardavano la signora Prettiman, seduta alle mie spalle sulla sedia di tela. Aveva, mi parve, un'aria un po' perplessa. Mi irrit, me ne disgustai. Uscii nell'atrio e chiusi la porta della cabina dietro di me.
Qui. Deponetela accanto alla cuccetta. L'uomo obbed, poi si raddrizz e si volse verso di me. Era alto come me ma pi massiccio, un gigante.  tutto, signore?
Quei due sulla barca, Jones... il commissario e il guardiamarina Tommy Taylor...
Scomparsi, signore. Il mare li ha inghiottiti. Senza dargli neanche il tempo di gridare. Saranno molti, su questa nave, a dormire pi tranquilli - sulla loro amaca o nella loro cuccetta -sapendo che il mare ha reclamato le sue ultime vittime. Grazie, Lord Talbot, sir.
Aggrond la fronte e si allontan.
Il piccolo Tommy Taylor! Scomparso. Aveva riso per l'ultima volta. Quanti anni? Quattordici? Quindici? Avevo una gran voglia di parlare con qualcuno - della completa e irreversibile assenza di Tommy - e tornai verso la cabina di Prettiman. Ma mi sovvenni che la signora Prettiman non si era mai divertita quanto me alle facezie di Tommy. Anzi, se potevo azzardare un'ipotesi, avrei detto che la cara signora Prettiman, perfetta per tanti versi e in grado di apprezzare ogni sorta di persone, avrebbe fatto un'eccezione e sarebbe stata in grado di contemplare, se non la morte, perlomeno l'assenza di un ragazzo dalla mentalit scurrile, con rassegnazione.
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CAPITOLO 20.
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Si era dunque, se non alla fine del viaggio, all'inizio della fine. Segu un periodo di alcuni giorni durante i quali tutti giunsero a credere che i nostri guai fossero al termine - e di rado una credenza popolare fu cos trionfalmente convalidata. Il tempo, sebbene di tanto in tanto fosse quel che una volta avremmo definito cattivo, non fu mai tale in modo sconveniente. Mister Summers e mister Bent discutevano educatamente sulla longitudine. Ma nessuno poteva credere che la questione fosse ancora importante dacch il clima era cos uniformemente limpido che sarebbe stato impossibile mancar di scorgere la terra, anche a dieci miglia di distanza. La veglia di mezzo, ch'io seguitavo a tenere con Charles, divenne un tempo d'incanto. Le stelle sembravano tanto vicine da poterle toccare. La notte era un'armonia di blu. I marinai sembravano tener lontana l'oscurit cantando. Durante il giorno tutti quelli che potevano passeggiavano sul ponte, dove adesso le figlie di Pike giocavano regolarmente, in buona salute. Si vedeva mister Brocklebank scaldarsi al sole senza la mantella. Io seguitavo a leggere per mister Prettiman e, una volta, ebbi il privilegio di passeggiare sul ponte al fianco della signora Prettiman ed ero fiero di me stesso: la gorgone di un tempo era ora domata. Invero, speravo che il tenente Bent, osservando la nostra passeggiata, fosse messo, da essa, al posto suo. Ma quel pomeriggio, mentre io leggevo a mister Prettiman, la signora Prettiman chiese permesso e - come appresi in seguito - and a fare una salubre passeggiata pomeridiana al fianco del tenente Bent. Un'enciclopedia del comportamento non avrebbe potuto parlare in modo pi chiaro.
Un mattino, Charles mi disse che avrei dovuto vedere un'operazione cui valeva la pena di assistere. E infatti. Salii sul ponte e mi guardai intorno. Non c'erano che poche nuvolette bianche, in cielo, rigonfie, verso lo zenit. La signora Pike, appoggiata alla ringhiera presso il castello di prua, parlava con Billy Rogers, come gi Zenobia prima di essere costretta a letto. Mister Gibbs con un paio di aiutanti stava finendo di riparare il balaustro danneggiato da quel blocco di ghiaccio. Nei pressi delle bitte principali, la signora East e le due figliolette di Pike stavano giocando al t delle bambole. A questo punto il capitano Anderson impart una serie di ordini e il t delle bambole venne interrotto a causa della necessit di utilizzare alcune gomene legate a quelle bitte, poich la nave si metteva alla cappa. (Prego consultare il Falconer, chi voglia saperne di pi.) Alcuni uomini andarono a porsi lungo la fiancata di babordo, con fastelli di sagola in mano. C'era un boma proteso fuoribordo con, appeso, un piombo: un tocco di piombo assai pesante. Mister Bent, sul ponte di mezzo, grid: Mollate! E gi scese il piombo, con un pluff! La sagola veniva mollata via via, gi dalla fiancata del vascello. Un altro tratto venne sollevato e subito mollato; poi un altro e un altro ancora... Prendete su l'imbando! Charles... di che si tratta? Ci dir dove siamo? No, macch... Tacque un momento, poi sorrise. Diciamo che ci dir dove non siamo.
Adesso la sagola non scendeva pi a perpendicolo ma si tendeva angolata verso nord-ovest.
Eccola l, Edmund, la corrente circumpolare. Suppongo che questa sia l'unica prova diretta che alcuno abbia mai fornito.
Parli per enigmi.
Mister Summers, volete sospendere la vostra conversazione quanto basta per portare la nave sopra il piombo?
Charles sorrise ironicamente. And a ordinare agli uomini di modificare la tensione di varie scotte, allentandone alcune s che le relative vele si gonfiarono un poco; e dalla prora si ud allora uno sciabordio, dato che ci stavamo muovendo di nuovo. Il capitano Anderson mi rivolse dall'alto in basso quel suo breve sorriso giallo. Ebbene, qual capitano non sarebbe stato felice e contento in una simile giornata di sole e di sussurrante, chioccolante acqua lieta?
Salpate, e alla svelta! Su e gi.
Cento e dieci braccia, signore.
Segu una pausa, mentre la sagola verticale veniva salpata. Alfine il tocco di piombo riaffior.
Mettete la prora a nord-est, mister Cumbershum. Bent, dal ponte di mezzo, grid: Piombo a bordo, signore. Sabbia e gusci, signore. Il capitano annu come se se la fosse aspettata, quella notizia. Mi volsi al primo tenente.
Interessante. Che cosa significa?
Mah, che siamo su fondali scandagliabili. Bent ha le sue idee, circa la nostra longitudine, e cos pure il capitano. Cos pure io, cos pure Cumbershum. Dato che la visibilit  buona, non importa poi molto.
Se ne and, per sopperire agli interminabili bisogni della nave.
Una parola, mister Talbot.
Mi volsi. Mister Brocklebank era uscito dall'atrio. Di nuovo era avvolto nella mantella da cocchiere.
Cosa posso fare per voi, mister Brocklebank? Il vecchio si avvicin.
Temo di non aver fatto una gran bella figura, durante l'ultima emergenza...
Beh, siete vecchio e non si pu pretendere da voi... Non la vecchiaia, mister Talbot, non la decrepitezza fu, ma. la malattia. Temevo una sincope, un brusco arresto di quell'organo vitale.
La nave sembrava proprio sul punto di naufragare e ci avrebbe risolto tutti i nostri problemi.
Meglio senza una sincope, per. Mi fa pi paura il nemico interno che non il mare, fuori. Ricordate quando l'Alcyone stava affiancato a noi? Me ne ricordo s.
Ah, adesso mi viene in mente! Eravate nella vostra cabina, voi. Ed  per questo, evidentemente, ch'essa piangeva. Essa, chi?
La giovane signora. Io volevo parlare con il medico di bordo dell'Alcyone quando usc dalla vostra cabina, ma lui mi scans. Che razza di medico! Torn sulla sua nave e le donne gli si accalcarono intorno... Adesso capisco! Volevano sapere come stavate voi.
Oh, una era miss Chumley! Lei, per forza! Figurarsi! Un individuo forte come voi che monopolizza il medico - per non dir nulla delle donne... Buon Dio, non vi fu mai un consulto simile a quello che ebbe luogo allora, mentre due navi si separavano. Io chiamavo il dottore a gran voce e quelle lo imploravano e da tutte le parti si impartivano ordini, e si udivano gran cigolii, gran scricchiolii... E quella sciocca donna che diceva: "Mister Truscott, mister Truscott, vivr?" E Lady Somerset: "Marion, Marion, non davanti ai marinai. Oh, che pena!" E un gran chiasso, un gran gridare: "Forza, ragazzi, dateci
dentro!" E il fragore delle vele... Allora il medico... Figurarsi!... Mi grida: "Cosa volete voi?" E io: "Vorrei che mi prescriveste un regime..." E lui: "Meno pipa e niente bottiglia, meno a tavola e a letto niente, vecchio sciocco grassone!"... E la giovane che getta le braccia intorno al collo di Lady Somerset esclamando: "Oh, Helen!" In quella si stacc... l'Alcyone, voglio dire... sicch a me  toccato fare del mio meglio, senza consigli medici, e ci spiega il mio comportamento indecoroso allorch... Veramente ella disse "Vivr?"
La giovane? S, oppure qualcosa del genere. Magari avr detto "Suppongo che vivr" o "Potrebbe vivere"...
No, dev'essere stato "Vivr?" Colei non avrebbe invocato due volte il nome del medico, ove non fosse stata disperata. S. Beh... Pu darsi che grid due volte 'Truscott, Truscott' o forse invece 'Oh, Truscott' oppure 'Mister Truscott!' Oh, Dio.
Me ne ricordo chiaramente. Pipa, bottiglia, a tavola, a letto. Ma dico io!
Ah, se ella non lo grid due volte, quel nome, io sono il pi infelice degli uomini!
Non  da voi, mister Talbot! Io volevo, semplicemente, spiegarvi i motivi della mia condotta, durante l'ultima crisi. Ella potrebbe aver gridato 'Truscott, Truscott, Truscott..! anche tre volte, o pi. Il peggio  che, in base al regime da lui prescrittomi, io non ho fatto che emetter flatulenze pi di prima, quand'ero un quintale d'uomo solido! Ma ella grid!
Come avrei potuto, senn, udirla? Charles l'aveva vista il giorno avanti fissare la fiancata della nave, come se volesse trapassarla...
Mi grid senn il dottore: "Niente pipa, meno a tavola, niente bottiglia e niente a letto?" Oppure "Meno a letto?" In tal caso mi avrebbe pur consentito di avere, di tanto in tanto, sani rapporti coniugali. Pu darsi quindi che disse Niente bottiglia e poco a letto e a tavola... Io per per settimane son vissuto pi casto di una monaca! Le donne sono crudeli. "Esci fuori, Wilmot, va' sul ponte", dice. "Non sopporto la tua orrenda puzza. Oltretutto, credo che mi faccia male alla carnagione."
E miss Chumley si mostr in ansia per la mia salute! Attesi una risposta ma il vecchio - una mano sulla murata, i piedi divaricati - era ricaduto in uno stato di concentrazione sulle proprie viscere. Mi allontanai rapidamente.
Dunque, aggiunsi ancora un altro atomo di conforto e di tormento alla mia collezione, sottile come una ragnatela, di aneliti e ipotesi che a lei mi legavano.
V', suppongo, un solo momento drammatico che ancor tiene il lettore con il fiato sospeso. Quando, dopo un viaggio lungo un anno, o quasi un anno, avvistammo la terra? Simpatizzo con l'ansioso lettore.  stata,  tuttora, una difficolt anche per me. La verit  che il nostro avvistamento della terra fu tutt'altro che drammatico, tutt'altro che spettacolare. Ho pensato a pi riprese a come cavarmi d'impaccio. Mi venne in mente di far ricorso alla comicit: la farsa della Natura che piglia tutti quanti in giro. Mi raffigurai un mattino nebbioso, una leggera brezza; e a un dato momento qualcuno, sulla nave, preferibilmente una donna o un bambino, si rende conto della ridicola realt. Si odono fragorose risate dalla ciurma mentre i nocchieri, con un sorriso ebete sulle labbra, arrossiscono. Siamo infatti incagliati in acque calme, le quali poi si ritirano con la bassa marea lasciandoci all'asciutto. Quel che  peggio, allorch la nebbia si dissolve al sole, constatiamo che si pu, mediante scale, scendere a terra. Ma una certa sinestesia con il nostro nobile vascello mi ha avvertito che, in tal caso, si sarebbero uditi dei scrosci tremendi, allorch il peso avesse interamente gravato sull'imbracatura di Charles. Quindi lo scafo si sarebbe sfasciato, e la zavorra si sarebbe sparsa come... come alcunch che si squagli al sole!
In secondo luogo, pensai di attenermi alla verit ma di acutizzarla un tantino. C'era, per esempio, un buco nella murata, sotto le catene principali, e, osservandolo assieme a mister Askew, il cannoniere, appresi quale disastro pu combinare una palla di cannone che rotola. Un marinaio disaffezionato potrebbe togliere una palla di cannone dall'apposito portapalle e lasciare che sia la palla stessa a decidere da s quale danno arrecare. Mister Askew - parlando sottovoce perch non  una informazione che va diffusa fra l'equipaggio - mi disse che, quando una nave beccheggia, quella palla di cannone sfusa  capace, nella peggiore delle ipotesi, di volare da un capo all'altro della nave e sfasciare il bersaglio, colpito a casaccio, con la stessa brutalit di una palla sparata da un cannone. Sennonch quel buco non era stato prodotto da una palla di cannone, altrimenti
sarebbero state danneggiate anche le catene principali. Forse lo squarcio era stato prodotto dal ghiaccio; ma io sono incline a credere che fossero stati i ratti. Comunque, elabora e gonfia l'accenno alla disaffezione, cogli un mugugno qua e un borbottio l, ed ecco che il dramma prende il posto della commedia. C' malcontento a bordo. La ciurma e gli emigranti escono lentamente dal castello di prora con aria minacciosa. Il capitano Anderson si mostra altezzoso e sprezzante. Gli uomini avanzano. Uno sta per scagliare...
Ma un grido echeggia dalla gabbia di parrocchetto.
Terra! Terra! Terra a babordo! Terra!
Non va, naturalmente. Non perch questa  un'autobiografia, ch son dell'idea che di solito gli uomini inventano le loro autobiografie come qualsiasi altra cosa. Semplicemente, sarebbe troppo teatrale.
La verit fu in certo senso pi sottile e divertente. Una mattina di perfetta visibilit, mister Summers consegn al capitano un foglietto di carta ripiegato, contenente i gradi di longitudine e latitudine da lui calcolati; il capitano li esamin a sopracciglia inarcate e confront quei dati con quelli contenuti in un analogo foglietto ripiegato che gli era stato consegnato da mister Bent. Il suo unico commento fu l'ordine di mantenere inalterata la rotta. Avvistammo la terra alcune ore dopo.
Quello che un romanziere non avrebbe potuto prevedere e che un autobiografo dovrebbe rendere il pi romanzesco possibile  il completo rovesciamento della logica. La ciurma, che avrebbe potuto far rotolare palle di cannone, o inscenare proteste, oppure mettersi a mugugnare e inviare deputazioni prima che si avvistasse la terra, se ne stette cheta, tranquilla, obbediente, di buonumore fino a quel momento; poi, appena la terra fu in vista, cominci a mormorare ed esprimere il proprio dissenso. Pensavano che si dovesse sbarcare subito su quella terra ove scorrevano latte e miele, soffermandosi soltanto per scegliere gli schiavi di nostro gradimento fra quanti volentieri si offrivano a noi!
Fu pressappoco a questo punto che mister Prettiman ebbe in sogno una sorta di rivelazione. Quando si dest, era straordinariamente felice. Io stesso avevo avuto una premonizione riguardo alla sua morte, la quale, come tutte le premonizioni della mia vita, si dimostr errata. Certune, fra le cose che mi disse, erano molto intime, e non posso quindi riferirle. Fu molto commovente, anche se si trattava di una illusione.
Il giorno dopo avvistammo terra, come ho detto.
Terra! Terra!
Invero era terra, e visibile a una stupefacente distanza. Ma la verit  che della natura cristallina dell'aria, in quei climi, occorre fare esperienza per poterci credere; quindi non mi dilungher su questo punto. Quanto alla longitudine, piacque ai nostri nocchieri e al tempo stesso li irrit; poich Charles e Bent avevano tenuto ciascuno per s i loro calcoli, come giocatori di carte, rivelandoli solo al capitano. Questi a sua volta, con un senso dell'umorismo che non avrei mai sospettato, fece di testa sua: le longitudini erano le stesse, tranne che per un paio di miglia! Il metodo Bent-Anderson poteva quindi essere sia buono sia cattivo. Nulla fu comprovato o confutato. Charles, rifiutando la lettura palpabilmente inesatta di un cronometro e fidandosi solo degli altri due, che erano discretamente concordi -., ne somm le letture e le divise per due - aveva ottenuto l'identico risultato. Si ritiene che la fortuna abbia assistito entrambi i rivali. La terra era l dove essi avevano detto che era. Quindi, tutti - e nessuno - soddisfatti.
La nostra avventura era ormai agli sgoccioli. Ci procurammo carni fresche presso uno stanziamento e verdura fresca in un altro. Di legumi ne avevamo ancora con noi. Va confessato che in vista della terra, quel senso comune che  un utile, sebben grigio, elemento della mia natura gradualmente torn a manifestarsi. Si verificarono cambiamenti in noi tutti. Mister Prettiman torn al suo consueto stato di irascibilit. La collera per lo rendeva pi divertente che spaventoso. Anche gli emigranti erano fonte di divertimento, per me. Essi sembravano pensare che bisognasse prender terra al pi presto, nella cala pi vicina e sbarcare l per l. Il rigido sistema di separazione fra i ceti che all'inizio vigeva sul vascello si era alquanto moderato, col tempo e le vicissitudini, sicch adesso potevo aggirarmi fra loro senza provocare commenti. Essi pensavano di poter raggiunge re Sydney Cove via terra - a piedi e, i pi deboli, a bordo di carretti che, senz'altro, gli aborigeni avrebbero loro fornito Quella - pensavano - era una terra di libert, dove le messi crescevano spontanee, gli animali badavano a se stessi, i negri e le negre erano ansiosi di apprendere e servire e ogni uomo bianco era un piccolo re con al seguito una banda di galeotti pentiti buoni per tener a bada i negri.
Il peggio dell'inverno era passato quando avvistammo il promontorio nord dell'Isola Flinders e modificammo la rotta per scostarci alla costa orientale. Fummo ostacolati da venti contrari fra l e Capo Howe. Ma ci rallegrava, credo, il fatto di muoverci fra nomi a noi familiari, sicch i calvi promontori sembravano darci il benvenuto nella nostra lingua. Nonostante tutto quello che ho appreso dalle mie letture e riflessioni, auspic Prettiman, io non posso che essere un patriota! Sono stato avvezzato a vedere - e non solo da loro - i difetti dell'Inghilterra. Non sottoscriver la furiosa fesseria di chi dice: Abbia torto o ragione,  la mia patria! Ma, nondimeno, quando frugo nel mio cuore, fra tutti i pregiudizi della mia indole e della mia educazione, fra tutte le nuove idee acquisite - e pur accettando tanti necessari cambiamenti, tante persone, scrittori e artisti, filosofi e politici, compresi alcuni demenziali filosofi sociali -, la nota pi profonda delle corde del mio cuore risuona, adesso, e risuoner fino al giorno della mia morte: Inghilterra per sempre! Quindi, nel vedere quelle brulle terre e udendo i loro noni - Isola del Re, Isola Flinders, Capo Howe - io pensavo, anche se non lo urlavo: Evviva l'Inghilterra!
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CAPITOLO 21.
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Da Capo Howe (mi pare che fosse) in poi, usufruimmo di un vento che Cumbershum - irritando Oldmeadow - defin da soldato, nel senso che era tanto propizio che persino un soldato sarebbe stato in grado di governare una nave. Oldmeadow replic sparando una sciocchezza relativa ai marinai a cavallo ma, ormai, mi avevano annoiato a morte quelle rivalit e ripicche fra Esercito e Marina. Oh, l'irrequietezza a bordo di quella nave! Le signore! Sia la signora Prettiman sia la signora Brocklebank mi hanno detto di non veder l'ora di tirar fuori dalla stiva tutte le loro robe e far ripulire ogni cosa! Perfino i pi puliti fra di noi erano sudici, credo. Dopotutto, erano ormai mesi che per lavarci non adopravamo altro che sapone speciale per acqua salata! Mi son chiesto infatti se non fosse il caso di intitolare Saltwater Soap (Sapone da acqua salata) i miei tre volumi ma, ahim, stante la pusillanimit degli editori inglesi l'occasione non si  presentata. Dunque arrivammo alfine a Sydney Cove e il nostro piccolo mondo si spalanc di schianto. Attraccammo al nuovo molo e la nave fu invasa, ch gli articoli da noi portati erano attesi da un pezzo. Nessuno fece tanto caso ai pochi passeggeri. Contavano di pi le ringhiere di ferro. Anderson affid la condotta della nave a mister Summers e scese a terra assieme a mister Bent.
Io non volli andare con loro, poich il governatore, mister Macquarie, era assente, essendo andato a visitare un'isola ancora pi tetramente penale di Sydney Cove. Alcuni passeggeri si aprirono a fatica un varco, per scendere a terra, fra agenti, fac chini, casse, balle e chiasso. Miss Zenobia Brocklebank fu portata in barella, imbacuccatissima: le si vedeva solo la punta del naso. Mister Brocklebank si sofferm accanto a me.
Addio, mister Talbot. Ho inteso che intendete pubblicare un resoconto, non illustrato, di questo viaggio. Ve lo sconsiglio! Nulla di quanto possiate mai scrivere eguaglierebbe il successo della vostra scienza medica.
Chiedo venia?
Non avete forse mezzo guarito il nostro buon amico mister Prettiman? Anzi credo, signore, che dovreste abbandonare la Musa per Esculapio. Buongiorno a voi!
Signora Prettiman... Signora Prettiman, desidero dirvi non addio ma au revoir. Di certo ci si rivedr!
Non udii quel che ella rispose a causa del chiasso, n potei avvicinarmi a lei per via della ressa sul ponte e della stiva aperta. Fu una separazione straziante. Mister Prettiman, in barella, sollevato sul busto, guardava il molo. Due o tre uomini si staccarono dalla folla e salirono a bordo. Egli era atteso! Fu portato via, senza che si voltasse a guardare. La signora Prettiman lo segu docilmente. Stavo per correrle dietro ma la barella del senile guardiamarina Martin Davies mi intralci. I Pike sbarcarono assieme agli East, che si comportavano come loro servitori. La signora Brocklebank torn indietro di corsa... aveva dimenticato lo scialle giallo?... oh, no, ce l'aveva indosso... che sciocca! Via mi venne assai vicina e dichiar che aveva dimenticato quel che accadde quando per poco non finimmo contro i ghiacci... Non capii che cosa intendesse allora e non lo capisco adesso.
Addio, caro mister Talbot. State tranquillo, il nostro segreto  al sicuro con me. Arriv Charles dal castello di prua.
Edmund. Non sei ancora sbarcato. Credevo che ci fossimo gi detti addio durante la veglia di mezzo. Ci  insopportabile.
Che sorta d'uomo supponi che sia il governatore? Questo signore sembra reclamarti. Dio ti benedica! Il signore in questione era Markham, uno dell'entourage. Costui mi diede il benvenuto e mi port subito a bagnare il fischietto, com'egli disse. Quella frase era un misto di saputo e ordinario che trovai assai rappresentativo dei membri juniores della Residenza. Una locanda inglese non si trapianta bene, ma devo riconoscere che i coloni avevano fatto del loro meglio. Fui stupito di apprendere che in presenza del governatore era di rigore assumer un'aria di persone religiose. Ma Markham mi disse che per il momento eravamo al sicuro, sebbene il vicegovernatore fosse appena appena meno pio del governatore stesso.
Il capitano Phillip  un ex ufficiale di Marina? Oh, s. Lui e il vostro capitano discuteranno il destino di quel vecchio legno... e non sar una scelta difficile, a giudicare da come si presenta.
Abbiam perduto gli alberi di gabbia e corso molti rischi. Voi non siete un marinaio, per caso? Dio ne guardi. Il nostro capitano non scherza. E neppure il capitano Phillip. 'Arrivederci, mister Markham, ci si vede domattina alla funzione religiosa.'
Buon Dio!
E tollerabile, qui, una volta che ti ci abitui. Le mosche sono uno strazio. Si cavalca e si va a caccia. A proposito, c' un mucchio di lettere per voi alla Residenza. Lettere!
Venute per valigia diplomatica. Devo andare.
Ehi, aspettate un minuto. Dovete presentarvi a Phillip, sapete.
E cos dovetti tornare a bordo della nave, il cui stato era indescrivibile, poich gi stavano scaricando tutte quelle merci che erano immediatamente richieste a terra. Mi cambiai, indossando abiti acconci.
Il mio colloquio con il capitano Phillip non fu lungo. Egli accett le mie credenziali senza alcun commento, sperava ch'io sarei stato felice in seno a quella che si compiacque di definire la famiglia, si augurava che il mio padrino stesse in buona salute; quindi, con voce appena al di sopra del sussurro, mi chiese un rapporto su mister Prettiman. Dovetti replicare che non avevo messo nulla per iscritto. L'uomo era adesso un invalido, e ammogliato. Ero convinto che non rappresentasse alcuna minaccia per lo Stato. Phillip mi guard intensamente di sotto alle folte sopracciglia ma non disse nulla. C' un'altra faccenda, signore. S?
La nave, signore. Che ne sar di essa? Mi risulta che non pu pi prendere il mare. Diverr la nostra succursale galleggiante. Ulteriore spazio per gli uffici, torni a proposito.
E i suoi ufficiali?
Penso che non vi riguardi, questo, mister Talbot. Col dovuto rispetto, signore...
Mister Talbot, io concedo ogni sorta di attenuanti alla con dotta di un giovane, per quel che risale ai primissimi momenti di una situazione interamente per lui nuova e diversa da alcuno sinora vissuta, ma voi siete un funzionario di prima nomina e dovete rendervi edotto di questo fatto immediatamente.
Ne sono consapevole, signore, e soltanto i pi profondi sentimenti del mio cuore potevano spingermi a parlare in questo momento. Ma, signore, in quanto ufficiale di Marina voi dovete aver compiuto molti viaggi, eseguito molte missioni - dovete sapere quanto intime possono diventare le amicizie, e quanto... quanto appassionatamente coinvolto uno pu venirsi a trovare con gli affari e il futuro di un... un compagno di nave.
Il vicegovernatore mi guard, per un paio di minuti, in silenzio. Poi le sue labbra abbozzarono un sorriso.
Tutto ci  vero. Mi ricordo... ma questo non c'entra. Ebbene. Il capitano Anderson si rende conto che restare al comando di una nave permanentemente alla fonda non  possibile per lui. Torner in Inghilterra. Il tenente Bent - un giovane assai eccezionale - andr con lui.
Non stavo pensando n al capitano n al tenente Bent, signore.
Il capitano Phillip si adagi contro lo schienale e mi guard con solennit. Mi interessate, mister Talbot. Seguitate. Speravo, signore, di sentire che voi avreste fatto ricorso alla vostra vasta esperienza di cose navali per degnarvi di promuovere un uomo che non solo  mio amico ma un buon marinaio e, cosa che pi conta, un convinto e devoto cristiano!
Il capitano Phillip scartabell fra le carte che gli avevo presentato. Di nuovo un sorriso aleggi sulle sue labbra. Non solo mi interessate, mister Talbot. Mi stupite. Grazie, signore!
Ho offerto il comando della nave al tenente Bent. Ma, come del resto m'aspettavo, ha rifiutato. Spero che la Marina non lo perda. Egli, con un piglio che in lui sembra naturale ma che potrebbe esser ritenuto impertinente in un altro giovanotto, ha raccomandato il tenente Summers. Santo cielo!
Il capitano Phillip sorrise largo.
Lo stesso aveva gi fatto il capitano Anderson. Ha detto, con enfasi, che il tenente Summers  adattissimo all'incarico. Quindi il tenente Summers sar capitano! Chi ha detto questo? Credevo...
D'altro canto,  possibile, s'intende. Le sue mansioni includeranno quella di regio capitano del porto, con gli emolumenti spettanti a tale carica, poich essa  vacante.
Sono sicuro che gli emolumenti sono l'ultima cosa che mister Summers ha in mente. Egli desidera solo servire Dio e il suo re.
Cos ha detto, forse.
Appunto. E un vaticinio che gli fu dato all'inizio della carriera dall'ammiraglio Gambier in persona e che  sempre stata la sua stella polare.
Gambier  un brav'uomo. Un uomo pio. Speravo, sir, che la mia prima lettera al padrino potesse contenere una descrizione della mia gioia per esser stato in grado di far presente al governatore Phillip quanto fosse opportuno promuovere un uomo di severi principi cristiani...
"Governatore Phillip". S. Beh. Chiss? Dunque volete che Summers venga fatto capitano, eh? Saprete, certo, che occorre il benestare del governatore Macquarie. In seguito la promozione dovr essere ratificata dal competente Ministero. Comunque. S. Mi adoprer.
Grazie, governatore, mille volte!
Ditegli di venire da me al pi presto. E adesso, ragazzo mio, riguardo ai vostri affari. Non vi faremo strapazzare troppo, per un po'. Prendetevi un paio di settimane per sistemarvi. Guardatevi intorno. Quando scriverete al vostro padrino potreste includere... No. Non si vuol sembrare...
Mi dar gran soddisfazione menzionare la vostra gentilezza, governatore. Non oso chiederlo... Ma sarebbe possibile?... potrei portar io stesso la lieta novella al capitano Summers? Perbacco, giovinotto! Non ho ancora firmato alcun mandato! Santo cielo, non si possono trattare faccende serie come una promozione in tal maniera casereccia. Chiedo perdono, sir.
Prego, prego. A proposito, non  forse vostra madre una FitzHenry?
S, signore. Mio padre...
Abbiamo qui i moduli, sapete, stampati alla maniera moderna. Dopotutto, sar solo un "facente funzioni". Non occorre la firma di Sua Altezza Reale... quella dovr venire dall'Inghilterra, se mai verr.
S, signore. Bisogna aver pazienza. Charles Summers, tenente... Secondo nome?... No... della nave... che ... facente funzioni... firmato... Vicegovernatore. Non so come ringraziarvi, governatore! Mi guardava curiosamente.
Niente per voi stesso?
Per me? Ecco... potrei portargli io stesso il mandato?
Il vicegovernatore parve un po' sorpreso. Ma poi scoppi in una cordiale risata.
 stato davvero lungo, il viaggio! Oh, non dovrei dirlo... ma Bent e Summers... Cumbershum... dico bene?... e Anderson... adesso voi... Vi dir una cosa, ragazzo mio. Quella ... quella ha da esser stata la nave di gran lunga pi felice della lotta!
Avete comunicazioni con l'India, governatore?
La Valigia, s'intende. Se avete qualcosa da spedire, fatelo sapere a Markham. Provvede lui.
Grazie, governatore.
E, Talbot... ci si aspetta che l'entourage dia il buon esempio, sapete.
S, governatore.
Vi vedr in mattinata.
Si sollev di mezzo palmo dalla sedia e fece un gesto in direzione della porta. Era tutto molto diverso dalle rosee aspettative alla vigilia della partenza dall'Inghilterra. Ma, per la contentezza che mi dava il foglio che avevo in mano, non potevo esser triste. Mi diressi, con le ali ai piedi, verso la nave, un Glauco recante un dono d'oro o di bronzo - ed ecco Charles, in piedi presso la ringhiera del cassero. Due carretti carichi di bagagli stavano procedendo a sobbalzi sull'acciottolato e Anderson e Bent camminavano al fianco di essi! Non avevano perduto tempo!
Ma la nave era in subbuglio. Tutti i boccaporti erano aperti. Le gru sollevavano fardelli d'ogni sorta, si carreggiavano bauli, si ammucchiavano balle, si levava una gran polvere...
Charles! Charles!
Superai d'un salto il varco fra il molo e la nave. In seguito, vedendo quant'era largo, mi rimproverai per tanta avventatezza.
Ecco!
Guard la carta poi di nuovo i lavori in corso.
Non ora, Edmund. Se non tengo d'occhio l'operazione di scarico, scoppia una rissa, in un batter d'occhio.
Leggila, uomo! Devi leggerla!
Guard il modulo, poi torn a guardare l'opera di scarico. Poi si volse e si decise ad affrontare quel foglio. Sembrava propenso a seguitare a guardarlo all'infinito, la bocca aperta e gli
occhi pieni d'ansia. Glielo srotolai e glielo tenni in modo che lo potesse leggere. Il viso gli si scolor, port una mano in fuori e sedette pesantemente. Quella dunque era la mia corazza d'oro!
Riscontrai, quando Charles si fu ripreso e sedevamo su una nuda cuccetta, nell'alloggio deserto del comandante, che lo status di un capitano junior  contrassegnato da una spallina portata sulla spalla destra. Il caro amico se ne vergognava, ma alla fine mi confid che in effetti aveva una singola spallina in serbo, dentro il suo stipo; e in ci vidi una straordinaria e commovente indicazione di quanto modesto ma insieme speranzoso fosse stato il suo carattere. Il viaggio lo aveva mutato, al pari di noi tutti, e io potevo solo sperare che col tempo egli ritrovasse l'antica semplicit e affabilit, virt che erano in lui cos evidenti. Lo pregai di scendere a terra ma lui non volle.
Si metterebbero a fare scherzi, in men che non si dica, e a battere la fiacca, questi uomini. Diverrebbero disattenti e, allora, a qualcuno cadrebbe addosso una balla. E pi complesso, questo scarico, di quanto non ti sogni. Posso solo ringraziare il cielo che, essendo stato il viaggio molto lungo, non  avanzato niente di forte da bere, a bordo.
Mi domandai se non fosse il caso di dirgli che sia Anderson sia Bent lo avevano raccomandato per l'attuale carica, ma decisi subito di non fargliene parola. Invece, lo tampinai fin quando non acconsent di mettersi la spallina. Per quel che mi concerneva, fu un po' una delusione. Quel povero ornamento era stato tanto a lungo stipato ch'era permanentemente sgualcito e la doratura si era tramutata in qualcosa che somigliava equivocamente all'ottone. Sembrava che un grosso uccello, un'aquila o un avvoltoio, avesse mudato da un albero sulla sua spalla.
Fai un figurone, Charles! Posso ancora chiamarti Charles? Non ti dispiacer se la parola 'capitano' mi scapper di tanto in tanto dalle labbra?  un sogno.
Ebbene, andiamo a far festa a terra. No. Vedr il governatore domani. Oggi... Tacque e mi chiesi se non si fosse sovvenuto dei precetti della sua religione. Ma poi vidi che stava toccando il legno nudo sul fianco della cuccetta - alla maniera in cui, pensai d'un tratto, un uomo o una donna potrebbe accarezzare il proprio letto nuziale d'un tempo lontano. Si alz, and alla paratia e la carezz, ristette presso la finestra e nett il vetro appannato dal suo fiato...
Che c'?
Torn, si sedette di nuovo accanto a me sulla cuccetta.
Non mi capirai, Edmund. Quella volta, dopo la nomina a guardiamarina, quando misi le mani su un sestante. Poi, in seguito, quando i superiori mi convocarono e mi dissero che ero stato promosso tenente... E adesso! Capitano? S... ho una nave, la mia nave!
Suvvia! Te la caverai bene. Capitano!
Non puoi capire.
Lo lasciai alla fine per prender alloggio nella camera che Markham aveva gentilmente messo a mia provvisoria disposizione. Nell'andarmene, provavo un qualcosa che non riuscivo a definire, un senso di disappunto. Alfine mi resi conto che mi aveva deluso la gioia di Charles per un vascello decrepito e ormeggiato.
Markham non era rientrato da non so quale missione. Pensai allora che quella sensazione di grigiore e disincanto, svogliatezza di tutto tranne che di dormire, era dovuta alla penuria di cibo e mancanza di alcolici degli ultimi tempi. Mi recai quindi nell'unica locanda dei paraggi che avesse un'aria rispettabile - e mi sentii solo. Allora mi ricordai delle lettere. Pagai la consumazione e corsi alla Residenza. Le mie lettere, legate in un mazzetto, si trovavano sulla scrivania di Markham. Mi sedetti e ne aprii una che, dalla calligrafia sghemba, riconobbi essere di mio padre. Con errori di ortografia e le solite sgrammaticature, mi comunicava, senza tanti preamboli, che il mio padrino era morto. Si era troppo rallegrato per la caduta del Tiranno Corso e, in seguito a ci, era stato colto da apoplessia. Il mio futuro mi croll in rovina ai piedi.
Questo fu l'inizio di uno strano periodo per me. Non mi venne affidato alcun lavoro e si voleva che mi familiarizzassi con la situazione. In effetti io la evitavo e mi accorsi a poco a poco che avevo nostalgia dei miei amici! Questi amici eran coloro con i quali avevo trascorso gran parte di un anno e che conoscevo quanto i miei parenti, se non meglio. Oldmeadow, Brocklebank, la signora East, Pike e sua moglie, Bowles, Smiles, Tommy Taylor, Prettiman, la cara signora Prettiman... Prima di sapere che cosa facessi, eccomi alla loro ricerca. Ma erano svaniti! I miei amici erano svaniti! Anche Charles stava per svanire, nella sua nuova ossessione per quella nave!
Il mattino seguente andai alla Residenza e cercai di scoprire
che cosa fosse stato di loro. Prettiman non era ricoverato in ospedale: lui e la moglie avevano preso delle stanze in affitto, si pensava. Oldmeadow aveva risalito il fiume con i suoi uomini, come ordinato. Non era chiaro cosa fosse avvenuto dei Brocklebank...
E cos via. Charles venne alla Residenza, spallina e tutto, e rest a colloquio con il capitano Phillip per un po' di tempo. Ne usc, raggiante, dato che gli era stato assegnato il compito di migliorare il sistema di boe nel porto! Tornai con lui alla nave, come se mai non l'avessi lasciata, ma, giunti l, mi accorsi ch'egli era tutto felicemente preso dalla faccenda di sbarazzare, assieme a Cumbershum, il vascello dai cannoni facendo s che, al tempo stesso, l'equilibrio restasse - a occhio e croce - inalterato. Mi aggirai qua e l, quindi, come un fantasma che torna in visita. Rivisitai la mia prima cabina e la mia seconda cabina, con i segni del suicidio sul soffitto. Salii sulla poppa, ove avevo sfidato quelle mostruose montagne color pietra nera durante la tempesta. La mia mano, sulla ringhiera, sent una scalfittura e abbassai gli occhi: avevo posato il palmo proprio dove la spada di Deverel aveva quasi tranciato il balaustro.
Provai un groppo alla gola come se si trattasse di un bel ricordo. Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Tornai da Charles e Cumbershum. Stavano parlando di ghie e bittone. Divergevano su un arcano particolare relativo al cordame. Alla fine, Cumbershum si allontan borbottando: Navi diverse, diversa impiombatura di gassa. Anche adesso Charles appariva remoto e guardava me come un bruscolo all'orizzonte mentre si occupava di faccende di estrema importanza - sebbene non si trattasse che di disarmare un decrepito vascello, della cui alberatura sarebbe rimasto solo un mozzicone dell'albero di maestra.
Trovai i Prettiman. A lui stavano adattando una specie di imbracatura, dei finimenti che gli avrebbero consentito di camminare con le grucce e, forse, pi avanti, claudicare con un paio di bastoni. La signora Prettiman era gi in faccende per organizzare le riunioni. Mi concesse una mezz'ora. Quando tentai di illustrarle il mio stato d'animo, essa depose la penna, si tolse gli occhiali a molla e mi tenne una lezione.
Avete bisogno di un'occupazione, mister Talbot. No. Qui non potete essere d'aiuto. Anzi, non dovreste esser qui affatto. La vostra presenza qui non pu che danneggiarvi alla Residenza. Il viaggio ha costituito una parte notevole della vostra vita, signore. Non state a scervellarvi sulla natura di esso. Come vi
ho detto, non si  trattato di un'Odissea. Non pu servire da metafora della condizione umana. E, o meglio fu, quello che fu. Una serie di eventi.
Credo di aver avuto nelle mani la morte.
Sciocchezze, ubbie. Arrivederci, mister Talbot. Per il vostro stesso bene, non ritornate qui.
Si era alla vigilia del genetliaco del re. Io mi trovavo ancora in uno stato che rasentava il morboso. Mister Macquarie non era ancora ritornato dalla sua isola. Markham e l'altro segretario, Roberts, erano gentili ma distanti. La notizia della morte del mio padrino era giunta loro e anche al capitano Phillip.
La nostra vecchia nave era stata rimorchiata fino al pontone di biga e ormeggiata di fianco a esso. A quel che potevo vedere, Charles non si allontanava mai dalla nave ed era visibile, di tanto in tanto, con il cannocchiale che si trovava sulla veranda della Residenza, la spallina sfavillante al sole eterno.
Il compleanno del re intensific, se possibile, la mia solitudine. il vicegovernatore offr un gran pranzo a quanti eran da lui ritenuti degni di prendervi parte e fra essi c'erano, mi risulta, diversi galeotti rilasciati, alcuni dei quali ricchi. Cominci nella tarda mattinata e si protrasse fino al crepuscolo. Il capitano Phillip aveva pensato di limitare i brindisi, ma non vi riusc. Anzi credo che Edmund Talbot fosse l'uomo pi sobrio in tutta Sydney Cove! Mi dolevo per i miei amici Prettiman, senza sapere chi dei due pi contasse per me, mi dolsi di nuovo per miss Chumley, quella brillante stella irraggiungibile del lontano nord, mi dolevo per Charles, che indossava la mia aurea armatura ed era tanto sicuro del mio affetto da ignorare me. I fuochi d'artificio erano appena cominciati - e l'acqua calma della baia li duplicava - quand'io mi allontanai dalla festosa comitiva e andai sulla veranda, donde potevo rimirare il cielo e il mare fino a stordirmene. Una lieve brezza si lev, increspando l'acqua. Numerosi vascelli - mercantili, pescherecci, baleniere, navi di linea o da guerra - che stavano all'ancora tutti lentamente si girarono nella stessa direzione. La nostra vecchia nave e il pontone di biga - e la chiatta-polveriera a esso attraccata sull'altro lato - si girarono pure. C'erano stelle rosse e blu e gialle sull'acqua e si udivano grida di bimbi da dietro le siepi del giardino della Residenza.
Io rimuginavo sul disastro che mi era capitato. Come Summers ai suoi inizi anch'io adesso avrei dovuto lavorare per pagarmi il viaggio. Non potevo pi parlare al mio padrino del governatore, non potevo adoprarmi affinch la nomina di Charles a capitano divenisse effettiva. No, proprio no. Non era un'Odissea, n una metafora, n un'allegoria, si trattava semplicemente dei ridicoli dolori del giovane Edmund Talbot, che la vita non pi viziava come un figlio prediletto.
Andai al cannocchiale e guardai il pontone di biga. Il trinchetto e l'albero di mezzana della nostra... ho scritto nostra!... della nave di Charles giacevano sul pontone di biga. Dell'albero di maestra restava solo la porzione inferiore, fino alla prima coffa. Guardai il buio ingresso dell'atrio e, quasi quasi, mi aspettavo di veder comparire mister Brocklebank, con la sua cosiddetta moglie aggrappata a lui sotto la sudicia mantella da cocchiere. Ma tutto era deserto.
C'era un nonsoch di strano nella parte prodiera del vascello, qualcosa di insolito a prua. L'enorme ancora pendeva immota sospesa sopra l'acqua, presso l'occhio di cubia (non lo chiamano cos i marinai?) in modo da poter essere calata in brevissimo tempo. Era cos vicina all'acqua ch'io vedevo un'ancora invertita pendere sotto quella vera.
Cosa c'era di strano?
Era come se una foschia si andasse addensando intorno alla prua, una foschia che saliva, cos tenue che soltanto chi stesse da tempo a osservare poteva discernerla... Un odore acre pungeva le mie narici. Erano i fuochi d'artificio, s'intende. Dei razzi si stavano aprendo a ventaglio in quel momento sopra l'acqua che incupiva. Si era levata una brezza da terra e il riflesso dell'ancora era scomparso.
Charles fece la sua apparizione sul cassero. Era uscito vacillando dall'alloggio del capitano. Scese a balzi le scalette, si mise a correre di gran carriera sul ponte e scomparve entro il castello di prua. Dietro di lui, una colonna (di foschia si lev attraverso il foro, sul ponte, in cui stava fino a ieri inserito il trinchetto Poi Charles ricomparve sul ponte. Corse all'albero di maestra tramest, poi venne via con una grossa ascia in mano. Corse su castello di prora e si diede a recidere le funi che tenevano insieme i due scafi. Corse a poppa attraverso il fumo che cominciava a levarsi adesso per tutta la lunghezza della nave, sal sul cassero e qui si diede di nuovo a recidere gli ormeggi. L'intervallo fra i
due scafi era un metro d'acqua, non pi: la nostra vecchia nave era affiancata al pontone di biga e questo aveva, sull'altra fiancata, una chiatta-polveriera!
D'un tratto, il foro sul ponte, dove era prima il trinchetto, divenne rosso. Una singola fiamma si lev attraverso quel buco nell'aria. Charles ritorn di corsa. Si diede a suonare la campana, furiosamente. Lentamente la nave in fiamme - donde il furio si levava ora dovunque - si mosse, spinta dalla brezza, verso la rada, ov'erano all'ancora gli altri vascelli. La campana seguitava a rintoccare, a suonare a stormo. Volsi il cannocchiale sul mercantile pi vicino e vidi uomini radunarsi sul castello di prora attorno alla gomena dell'ancora. Dietro di esso una piccola goletta cominci a issare la vela di straglio. Pi oltre, un'altra nave spieg la vela quadrata, che si gonfi sull'albero di maestra, consentendole di scostarsi dalla strada del pauroso vascello. Charles si tuff nel castello di prora ma ne usc quasi immediatamente, barcollando. Percorse tutto il ponte, salt gi nell'atrio e scomparve. L'ingresso dell'atrio vibrava d'una luce fioca ma furiosa. Sul porto, ma ora non pi alti di una colonna di fumo, i razzi esplodevano e crepitavano.
Mi resi conto, d'un tratto, che Charles stava correndo un pericolo mortale. Non sapevo se sapesse nuotare, ma molti marinai non ne sono capaci. Senza pensare, mi misi a correre, attraversai il giardino, imboccai una strada selciata, percorsi un vicolo e sbucai fra i magazzini su questo lato del molo. Corsi in preda al panico all'imbarcatoio, ov'erano ormeggiati numerosi gattelli e scialuppe, discesi i gradini, vidi una barchetta che aveva su i remi, vi saltai dentro, salpai l'ormeggio e mi misi a vogare. Non sono un vogatore e mi trovai in difficolt. Per persistetti, nonostante che il vascello in fiamme apparisse irragiungibile, per me. Poi mi accorsi che invece potevo farcela, poich la nave pieg a dritta, rallent e si arrest. La marea scorreva oltre, essa che, leggermente inclinata, si era incagliata. Dai boccaporti aperti sfiatava il fumo, attraverso il quale si scorgeva il bagliore dell'incendio sottocoperta. Andai con la scialuppa a cozzare contro lo scafo, non lontano dalla pi arretrata delle imbracature di Charles: una enorme gomena che saliva su per la fiancata e scompariva sul ponte. Mi inerpicai su per una scaletta retrattile, scavalcai la murata e caddi sul ponte, tossendo e imprecando per il fumo.
Charles!
Era andato nell'atrio. Mi tolsi il fazzoletto da collo e me lo legai sulla bocca e sul naso. Quindi mi tuffai dentro la fumareccia.
Charles!
Misi un piede in fallo e caddi. Era il foro lasciato dall'albero di mezzana. Mi trovai per met penzoloni dentro di esso. Me ne issai fuori. Non riuscivo a vedere dove fossero le scalette. Mi trovai sottomano una ringhiera. Poi la maniglia di una porta. Erano le cabine. Procedetti tentoni, apparentemente per l'eternit. Non riuscivo a ricordare con chiarezza perch mai fossi uscito nel cuore della notte... poi pensai, ah, s, s'intende, per i turno di guardia - come al solito -, la veglia di mezzo.
Charles! Il guardiamarina Talbot...
Lui non era da alcuna parte, avresti detto. Tastavo porte e ringhiere. Poi - forse avendo i miei piedi migliore memoria della testa - mi trovai sull'ingresso del ponte di mezzo. Di l i piedi mi condussero alla scaletta del cassero, ove la guardia stava per cambiare.
Talbot!
Charles non si vedeva da alcuna parte. La testa mi si schiar un poco e ricordai che s'era tuffato dentro il castello di prora. Era possibile... Corsi gi per le scalette.
Talbot, pezzo di fesso!
Ci fu una tremenda esplosione quasi sotto i miei piedi e l'imbrigliatura salt, vol in aria; subito seguirono altre due esplosioni luna dopo l'altra. Vidi il ponte spaccarsi, dai miei piedi fino al castello di prora. L'intera nave si apr e mand fuori una torre di fiamme splendenti, nel mezzo delle quali quel che avanzava dell'albero di maestra cadde fragorosamente. Una miriade di scintille si lev, superando l'incendio che incombeva sopra di noi.
Salta, imbecille!
I capelli mi presero fuoco. Mi volsi per salire le scalette, ma i gradini non c'erano pi. Andai alla murata ma era in fiamme
A babordo, per amor di Dio!
La strada era in discesa. Ne restava ancora abbastanza, del ponte, intorno alla ruota del timone, perch io potessi attraversarlo. Non sembrava importarmi. Ma la faccia mi doleva, mi dolevano le mani. Raggiunsi un tratto di murata non ancora in preda alle fiamme. Guardai l'acqua fredda, che neppure i riflessi di un mondo che ardeva riuscivano a scaldare. Mi ci lasciai cadere dentro.
Cumbershum mi prese per il colletto, ch io non riuscivo ad assistere me stesso. In qualche modo mi issarono sulla scialuppa; e fu l che cominciai a sentire il dolore. Finch non mi portarono all'ospedale, durai gran fatica a impedirmi di urlare. Mi spogliarono, mi avvolsero in lana di pecora, mi versarono laudano nella bocca.
Non entrer nei particolari delle mie sofferenze. Servirono ad alcunch? Credo di no. Ma venne il momento in cui il mio corpo stava bene abbastanza per lasciarmi comprendere la situazione. Il mio padrino era morto. Charles era morto. Tutte le altre persone erano scomparse dalla mia vita come se fossero state divorate dalle fiamme della nave.
Di Charles, non si trov mai alcuna traccia. Nell'acqua bassa, il relitto si era disintegrato mettendo in mostra le sue viscere, per chi volesse esaminarle. Egli era scomparso. Si celebrarono le esequie e Charles venne lodato come un servo devoto, fra quanti non hanno una tomba ma sono svaniti come se mai fossero esistiti. Io venni lodato assai pi di quanto non meritassi, ma il mio cordoglio era acerbo. Sognavo di lui e di loro e della nave morta. Mi svegliavo con le lacrime agli occhi, per affrontare ancora una giornata di aspro, intollerabile cielo sereno. Fu nella pi arida e vuota delle illuminazioni interiori ch'io vidi me stesso qual ero, finalmente, e capii quali fossero le mie scarse risorse. Mi levai - per cos dire - e stetti eretto sui piedi nudi. Il futuro era arduo e pieno. Nondimeno, mi bardai e mi incamminai verso di esso. Fermamente ero convinto che, qualunque cosa mi fosse potuta capitare in avvenire, quello era il periodo pi infelice della mia vita.
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CAPITOLO 22.
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La verit, essendo pi strana della finzione fantastica,  per sua natura meno credibile. Un onesto biografo, se mai ve ne fossero, arriver sempre al punto in cui sarebbe pi felice se potesse attenuare i crudi colori della realt nelle tinte delicate del romanzo e della leggenda. Tale riflessione facevo l'altro giorno, nel rileggere alcune pagine del mio resoconto delle nostre avventure antartiche.
Ho sempre provato imbarazzo per autori come Fielding e Smollett - per non dir nulla dei moderni, per esempio Jane Austen - che, nonostante l'evidenza di quanto avviene nella vita quotidiana intorno a loro, ritengono che un romanzo, per essere veridico, debba avere un lieto fine; o piuttosto provavo codesto imbarazzo prima che la mia vita non compisse una svolta ed entrasse nelle regioni della fantasia, della favola, della ridicola felicit!
Un giorno, ancora dolente, me ne stavo sulla veranda della Residenza e mi chiedevo qual potere interiore sia quello che impedisce alla maggior parte degli uomini di suicidarsi, quando un lontano bum mi fece alzare gli occhi. Una nave aveva doppiato il promontorio della baia e, quando la vidi, sobbalzai di brutto, poich il nostro cannone aveva risposto al saluto, proprio sotto la veranda, con uno sparo e un'immensa nuvola di fumo. Era un vascello da guerra, dunque. Andai al cannocchiale e lo puntai su quella nave forestiera.
Son convinto che gi, fin da allora, qualcosa mi disse che una favola era cominciata. Dalla nave facevano segnalazioni, con bandiere - che potevano significare qualsiasi cosa. Sotto il bompresso c'era un complicato luccichio. Distinsi una corona, un centro rosso circondato di azzurro, e trattenni il fiato quando mi accorsi che avrebbe potuto essere quel che in una darsena si poteva concepire come un martin pescatore incoronato, un uccello azzurro, un alcione, un Alcyone! Corsi in ufficio e fui qua si colpito dallo stoppaccio d'una seconda cannonata, in risposta al saluto della nave. C'erano, in ufficio, Daniels e Roberts, quali avevan test interrotto la conduzione degli affari della colonia. Markham, entrato dall'altra porta, disse ch'era la fregata Alcyone di Sua Maest britannica e che, adesso, avremmo avute notizie credibili, anzich dicerie di capitani di lungo corso
ubriachi. Io dissi a me stesso che al massimo potevo aspettarmi una lettera di miss Chumley, in risposta alle molte che le avevo inviato in India, per mezzo di ogni nave che salpasse per quei lidi. Comunque, sir Henry mi avrebbe saputo dare sue notizie. Dissi che conoscevo il capitano e che sarei sceso al porto. Uscii dalla stanza prima che alcuno potesse offrirsi di accompagnarmi. Attesi presso il cannocchiale che il piccolo gruppo col radunatosi fosse sazio di guardare. L'Alcyone stava entrando in rada con tutte le vele ammainate, tranne quelle di gabbia, com'era naturale dato che il porto era gremito. Poich era una nave da guerra, le si inviarono segnali che attraccasse al nuovo molo.
Venne il mio turno. Vidi subito sir Henry Somerset sul cassero, smagliante nell'alta uniforme. Il lettore potr forse immaginare qual convulso... No, me lo rammento bene! Il mio cuore era tutto spappolato, come un uovo strapazzato nel tegamino. Quale fu la mia confusa delizia quando mi trovai a mirare l'aspetto di miss Chumley! Ella stava accanto a Lady Somerset, sul cassero, un po' discosta, a poppavia di sir Henry, il quale stava impartendo ordini. Le due signore avevano le teste vicine, guardando lui, credo, obbedientemente silenziose mentre la nave virava di bordo nella baia. Ora sir Henry stava guardando la Residenza al cannocchiale: ci stavamo guardando negli occhi! Egli si volse e disse qualcosa, ridendo, a miss Chumley. Ora ella gli chiedeva di passarle il cannocchiale - un giovane ufficiale le offerse il suo... glielo sorresse... ella ne aggiust il fuoco... io mi tolsi il cappello e salutai... miss Chumley abbandon il cannocchiale e letteralmente si gett sul petto di Lady Somerset! Si abbracciarono. Miss Chumley si discost - appariva confusa... affranta quasi -, corse rapidamente verso la tuga delle scalette e scomparve. D'un tratto, io fui conscio dell'aspetto trascurato che eravamo soliti avere la mattina - meglio dell'aspetto decisamente farouche della quasi totalit degli uomini di Sydney Cove, ma la differenza era scarsa - e corsi a darmi una rassettata. Quando mi fui sbarbato e vestito a dovere, l'Alcyone era gi all'attracco. Mi tolsi il cappello davanti a sir Henry che stava salendo le scale della Residenza, che io discendevo; ma credo che non facesse caso a me. Era seguito da un guardiamarina che recava un grosso portefeuille. Sir Henry era rosso in faccia e ansante.
Quando giunsi sul molo, l'Alcyone aveva terminato gi la manovra di attracco. Aveva calato le passerelle sia a prora sia a poppa, con sentinelle e quartiermastri accanto. Gi stava imbarcando acqua e viveri. Nonostante il viavai sulla banchina, Lady Somerset vi occupava uno spazio che sembrava a lei sacro. Miss Chumley non si vedeva. Mi appressai a Lady Somerset e mi tolsi il cappello. Subito ella mi preg di rimetterlo in testa. Dopo l'India, era sconcertante vedere un gentiluomo a capo scoperto. Balbettai un complimento per il suo bell'aspetto, ma ella non volle saperne.
Mister Talbot, non avete idea delle ristrettezze alle quali le povere donne son obbligate su una fregata. Perlomeno non abbiamo patito, per, per via delle mosche, che qui invece... Non ci si abitua mai, a esse. Lady Somerset, vi prego... Ora mi chiederete di vedere la povera Marion. Povera Marion? Povera?
Non sopporta il mare n riesce ad abituarvisi. Preferirebbe persino le mosche, ne sono sicura.
Lady Somerset... se solo sapeste da quanto tempo desideravo questo incontro.
Sono romantica, in cuor mio, mister Talbot, ma la cura di una giovane donna ha molto contribuito a guarirmi da quella che, ormai, ritengo un'aberrazione. Le vostre lettere si sono spinte ben al di l di quei limiti che avevo proposto per voi allorch acconsentii che corrispondeste. Vi va di scherzare, signore?
Lady Somerset!
Mah, suppongo di no. Ma un... Cos' che siete voi? Un quarto segretario? E il vostro padrino  morto, ci risulta. Temo di s. Oh, fu una tal disgrazia! Per voi, forse. Per lui, senza meno. Ma per quanto concerne la nazione... Sta arrivando!
Era vero! Miss Chumley, dal momento in cui i nostri sguardi si erano incontrati al cannocchiale, era completamente cambiata! Dov'era la cappa verde-scuro che le pendeva dalle spalle? Adesso, quella radiosa visione era vestita di bianco, con una sciarpa di garza indiana avvolta intorno alle spalle e appesa e entrambe le braccia. I guanti abbottonati fino al gomito. Un cappello ad ampie tese era leggermente legato mediante un'altra sciarpa annodata sotto il mento. Il suo viso brillava al riparo di un parasole rosa. Nell'altra mano teneva un ventaglio, con il quale cercava, con scarso successo, di difendersi dalle mosche. Mi tolsi il cappello.
Mister Talbot... i vostri capelli! Una disgrazia, madam, una bazzecola. Marion, cara, credo che dovremmo invitare mister Talbot a salire a bordo, ma domani forse...
Oh, Helen. Te ne prego! La terra  traballante ma stupenda. Sembra cos vasta, cos estesa, con alberi e case e cose! Oh, Helen, sono case inglesi!
Ebbene, puoi restare per un po'. Ti mander Janet. Non lasciare il molo. Mister Talbot bader a te.
Invero, signora. Non chiedo altro che mi si conceda... E non permettete a nessuno degli indigeni - aborigeni credo che si chiamino - di avvicinarsi a lei. Naturalmente, madam. E neppure ai galeotti,  ovvio.
No, signora. Posso dar un suggerimento? Non li chiamiamo 'galeotti' qui. Ma 'governativi'.
Lady Helen fece una minuscola riverenza, si volse e risal a bordo. Miss Chumley e io seguitavamo a guardarci. Ella sorrideva contenta e scuoteva la testa, come incredula, mentre agitava il ventaglio contro le mosche. Io stavo sorridendo come un idiota - suppongo - o ridacchiando - comportandomi insomma come non si addiceva a un segretario del governatore, a men di dieci metri da un pubblico sicuramente divertito. Parlammo come persone in trance. Grazie alle magiche propriet della Memoria, s poco note, ella e io avremmo ricordato in seguito quel che n l'una n l'altro udirono, consciamente, sul momento. Mister Talbot, siete molto abbronzato. Me ne scuso, miss Chumley. Non  cosa permanente. Io temo di esser conciata dalle intemperie. Oh, signora... Una rosa inglese! Siete stati alla pioggia. Le piogge monsoniche o che. Siamo stati in mare. Non tutto il tempo.
Non sapevo che ve ne fosse tanto. Ma, mister Talbot, cos sta di fatto. Uno guarda le carte geografiche, il mappamondo... ma la realt  diversa. E davvero diversa!
Per la maggior parte il mare, sapete, non  affatto necessario.
Assai poco, assai poco necessario! Lo si elimini! Non vi sar pi mare. Baster un modesto canale, fra un Paese e l'altro...
Con piante ornamentali sulle rive... Qualche fontana...
Oh, s, le fontane sono della massima importanza! Fu in questo momento, cred'io, che entrambi ci accorgemmo dell'assurdit delle nostre parole, e ci mettemmo a riderne o, piuttosto, a ridacchiarne. Cominciavo ad allungare le mani, in un gesto assai spontaneo, quando vidi la preziosa Janet apparire sulla passerella di poppa, e lasciai ricadere le braccia.
Miss Chumley, a entrambi l'oceano ha procurato affanni, ma voi, certo, avrete raggiunto l'India?
Oh, s. Fummo a Madras per un po', indi a Calcutta. Ma mio cugino... dopo la morte della povera Rosie Aylmer... tutto quel talento, tutta quella bont, i suoi antenati di sangue reale... cos tragico! cos spaventevole!... poich era poco pi anziana di me! Mio cugino allora disse ch'io ero troppo delicata, per poter sopravvivere all'epidemia. Lady Somerset allora mi ha ricondotta via e cosa doveva fare sir Henry se non obbedire all'ammiraglio?
Il destino gentile ci ha riuniti. E io che imprecavo contro l'universo!
Miss Chumley rise deliziosamente e - se cos posso esprimermi - in modo pi raccolto.
L'universo? Il destino? Dite piuttosto che  stato il Tiranno Corso a far s che ci incontrassimo. Beh, non fa meraviglia, poich molti - specie i francesi - han sempre trovato difficile distinguere fra lui e il destino. Napoleone!
Quel disgraziato  scappato dall'Elba e sbarcato in Francia. Siamo di nuovo in guerra. La notizia  giunta via terra all'ammiraglio, nel Mar Rosso, sicch quando ci incontr al largo di Capo Camorin ci ordin di cambiar rotta e dirigerci qui a Sydney con la massima urgenza. Quel ch' pi, dovremo, suppongo, ripartire con la stessa disperata fretta.
Non posso sopportarlo. Mi avete al tempo stesso elevato al settimo cielo e precipitato nell'angoscia!
Povero mister Talbot! Credo che qualsiasi giovane persona farebbe qualsiasi cosa... Ma non dovrei dire cos.
Miss Chumley... oh, miss Chumley... miss Chumley!
Mi accorsi che miss Oates, la preziosa Janet di Lady Somerset, stava l accanto. Mi tolsi il cappello e mi inchinai a lei. Ella fece riverenza. Miss Chumley e io tornammo alla nostra conversazione, ma in toni meno appassionati.
Come sapete, mister Talbot, Lady Somerset si  fatta gentilmente carico di me.
Preziosa responsabilit che chiunque... C' una sorta di accordo fra noi, per cui io non posso rispondere a una domanda... cio... Oh, miss Chumley!
Generalmente si ritiene che i giovani siano troppo ignoranti perch si possa conceder loro di disporre di se stessi in adeguata maniera, ed occorre quindi che siano gli anziani a decidere per essi.
Pensavo ch'ella fosse devota alla Natura. Miss Chumley allontan con il ventaglio le mosche che le ronzavano intorno. Poi, con un gesto che inesprimibilmente mi commosse, sportasi in avanti, scacci le mosche che ronzavano intorno a me.
Bisognerebbe essere un'eroina scespiriana, mister Talbot, e aver cura di arrivare sana e salva all'Atto Quinto. Alludo alle commedie, s'intende.
Oh, s, proprio! Cosa abbiamo noi a che fare con gobbi e vecchi rabbiosi e figlie malvagie?
Nulla, s'intende. Ma quel che volevo dire  che offrire direttamente la mano come se una giovane donna fosse in effetti un giovane uomo travestito...
Miss Chumley! Come Giulietta voi sapreste, lo giuro, insegnare alle torce ad ardere bene! L'aria, il sole per quanto abbronzante... il colore... perdonate queste lacrime... e le mosche... sono mosche... lacrime, voglio dire, di gioia!
D'impulso, le porsi una mano. Ella concesse al ventaglio di cadere e restarle appeso al polso per la sua correggia e, ridendo, depose la mano sulla mia.
Caro mister Talbot! Mi avete fatto mancar la terra sotto i piedi!
Alla fine, e, oh quanto a malincuore, le lasciai la mano. Perdonate, miss Chumley. Temo che la mia natura sia troppo ardente.
Riprese in mano il ventaglio e si diede alacremente a scacciare le mosche innanzi a me. In quello spazio sgomberato momentaneamente la sua luminosa faccia si fece vicina. Lady Somerset comparve dietro di essa. Miss Oates non si vedeva da alcuna parte. Miss Chumley si volse, rapida. Helen! Dov' Janet?
 scappata sottocoperta quando i marinai han cominciato a ridere. Dovrete rimettervi il cappello, mister Talbot. I marinai, signora? A ridere? Avete quasi dato pubblico spettacolo, Marion. Me ne spiace, Helen. Ma come gli dicevo, mister Talbot mi ha fatto mancar la terra sotto i piedi, e cos' una giovane... Dovresti andar sottocoperta, adesso. Ma, Helen... Lady Somerset...
Lo rivedrai domani, se saremo ancora qui. Ma tenuta per le briglie, bada!
Segu con lo sguardo la fanciulla finch non fu scomparsa. Avete la mia simpatia, mister Talbot, ma nulla pi. La morte del vostro padrino ritarder, suppongo, la vostra ascesa alla fama e alla fortuna.
Dispongo di una rendita sufficiente per un giovane... troppo poco, ne convengo, per metter su famiglia. Mio padre... Un segretario di prima nomina non pu sposarsi neanche se dispone di mezzi propri. Finch io non mi intromisi, mister Talbot, la vostra familiarit era eccessiva. Ebbene, voi siete un ottimo partito tranne per quel che riguarda il patrimonio. Mi rincresce, mister Talbot, trovarmi fra una giovane donna... Ella  la pi bella del mondo!
Acconcio sentimento, da parte vostra, sir. Ha anche grande intelligenza, il che sopravanzer la bellezza e vale molto di pi, sebbene gli uomini non possano esser mai indotti a pensarlo. Il resto del suo carattere, mister Talbot,  un misto di determinazione e - avrei detto fin a prima di questo episodio - di buonsenso.
Ella ... noi siamo fatti l'uno per l'altra. A Calcutta era assediata. Non stento a crederlo. Oh, mio Dio! Io sono romantica, dopotutto, a quanto pare. Potrete rivederla domattina.
Vi scongiuro, signora, consentitemi di portarla in carrozza. Fino al tramonto...
Domani. Oggi andiamo a prender stanza in albergo, se ve
n' uno adatto a noi. Anzi, la situazione  tanto disperata che temo dovremo adattarci, anche se non ne troveremo uno del tutto adeguato.
Lady Somerset, non riesco a credervi.
Lady Somerset mi fiss con occhi arditi e parl languidamente con la sua voce profonda di contralto.
Dacch intendete ammogliarvi, mister Talbot, sar meglio che sappiate il peggio. Bagni, signore, bagni caldi. Sar una novit per voi, forse, ma le donne ne han tanto bisogno quanto voi uomini.
Ci detto, e abbozzata una riverenza, essa torn sulla nave. Mi allontanai di fretta e scrissi un biglietto per chiedere il privilegio di condurre miss Chumley in calesse il giorno dopo. La risposta arriv dopo un'ora. Lady Somerset presentava i suoi omaggi a mister Talbot e gli consentiva di andar l'indomani in carrozza con miss Chumley e miss Oates, per un paio di ore, in mattinata. Mister Talbot gentilmente si trovasse sul molo per le dieci.
Lady Somerset si sar forse aspettata un calesse a quattro posti, invece - e fu gi un colpo di fortuna - riuscii a procurarmi soltanto un calessino indiano con un sedile ribaltabile rivolto a poppa, per miss Oates, e due sedili rivolti a prora. Fu brutale per la povera miss Oates - ma l'amore richiede sacrifici da parte di tutti! Il calessino e io eravamo sulla banchina alle dieci meno un quarto della mattina. Divenni cos ancora una volta oggetto di curiosit e - credo - divertimento, per la ciurma del vascello.
Lady Somerset comparve per la prima. Si diede a sventagliare con disgusto il nugolo di mosche che circondavano il cavallo e me.
Buongiorno, mister Talbot. Il sedile posteriore  riservato a miss Oates, suppongo. Il vostro cavallo  piccolo. Per lo meno, non scapper via con voi.
Il difficile , madam, farlo muovere.
Lady Somerset espresse il suo accordo. Stavo per dire che annu. Ma in lei quel moto del capo era tanto poco un annuire quanto il cenno d'assenso dell'Onnipotente Giove.
Sar qui fra poco. Non avete idea quante volte... Ah, eccole.
Non ricordo cosa dissi io, cosa disse lei, cosa dissero le altre...
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CAPITOLO 23.
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E poi?
Dimentico tante di quelle cose, da un po' di tempo in qua, questo  il guaio. Non che importi, s'intende. Nessuno di questi volumi potr esser pubblicato prima che tutti noi non siamo stati dimenticati. In ogni caso, i diari dicono ben poco. Ho sfogliato questi ultimi e son riuscito a far solo degli assaggi qua e l. Non li voglio rileggere da cima a fondo. Neanche le lettere. Appena l'altro giorno me n' pervenuta una al Foreign Office, nientemeno che dal tenente Oldmeadow, o meglio da mister Oldmeadow. Ha un nipote, s'intende, e per lui chiede questo o quel favore. Dimessosi dall'Esercito molti anni fa, si diede a coltivare un podere, poi acquist altra terra.  padrone adesso, giura, di una tenuta pi vasta della Cornovaglia. La lettera e il latore di essa - un ragazzo dinoccolato dalla parlata strana - mi hanno fatto ricordare l'Australia e quel che l vidi. Pi che altro memorie di uccelli, stormi di uccelli verdi, oppure bianchi con la cresta gialla. Suppongo che tutto ci accadde, anche il viaggio. Appena l'altro giorno il primo ministro in persona mi disse: Talbot, cominciate a stufare con quell'accipicchia di viaggio!
La lettera di Oldmeadow mi ha fatto rivedere i coniugi Prettiman miei amici. Essi, in viaggio verso l'interno, passarono per la sua tenuta. Egli mi fa di loro un vivido ritratto: lei in calzoni in sella a un cavallo pezzato, lui dietro di lei, su una sella da amazzone, con le gambe in fuori, come da lui previsto. Al loro seguito c'erano un pugno di immigranti e di governativi liberati nonch un paio di selvaggi.
Oldmeadow dice... che diavolo dice? Certo! Che cerc di persuaderli che procedere oltre sarebbe stata una follia. Ma essi proseguirono lo stesso, nonostante i suoi avvertimenti. Da allora - dice Oldmeadow nella sua lettera - non si  pi rivista neanche l'ombra, di tutti loro. Spero che abbiano raggiunto un qualche luogo.
Eppoi c' la lettera che ricevetti, anni fa, da... come si chiama? Dal vecchio mister Brocklebank. Aveva aperto un negozio di vernici e mi assicurava che gli affari andavano a gonfie vele. Zenobia (la sua figlia maggiore) era morta un paio di mesi dopo l'arrivo in Australia. Aveva lasciato un messaggio per me.
Qualcosa come: Di' a Edmund che sto per varcare il ponte. Che diavolo, non c'era alcun ponte nei dintorni di Sydney, a quel tempo!
Ma ora ricordo, s'intende. Miss Chumley comparve, seguita da miss Oates. L'aiutai a salire, miss Oates si inerpic sul sedile posteriore. Non so come ci riuscisse. Quando mi voltai, era gi seduta e guardava fisso il vuoto innanzi a s, aggrappata con tutt'e due le mani alle maniglie laterali. A posto, miss Oates? Miss Chumley? Sto molto comoda, signore. Posso pregarvi di una cosa? Qualsiasi cosa!
Vogliamo allontanarci dall'acqua? Conoscete la mia avversione per il mare.
S'intende, madam. Andremo nell'entroterra. Partimmo. Non posso dire che la scarrozzata fu un successo, per quel che concerne l'arte della guida. Quel piccolo e testardo cavallo era forse pi abituato a funerali che non a gite di piacere. Lo incoraggiai a mettersi al trotto una volta, ma il suo non era certo un trotto veloce, e di l a poco vi rinunci, chiaramente pensando che tre passeggeri fossero pi che abbastanza. Anch'io la pensavo cos, ma per ragioni differenti. Posto, per, che si debba essere per forza in tre, miss Oates era la chaperon ideale. Io le chiesi se stava comoda, miss Chumley l'invit ad ammirare l'incredibile bianchezza di un tronco d'albero, dopodich ella avrebbe anche potuto non essere con noi affatto!
Indovino che mi porterete a vedere un panorama, mister Talbot. Se osassi suggerire... Qualsiasi cosa!
Non avreste a nostra disposizione una veduta di alberi, boschi, foreste e campi? Querce o faggi...
L'unica vera strada conduce a Paramatta. Il panorama principale, qui intorno,  quello del porto. Date le circostanze, capisco la vostra scarsa propensione per esso. Ma che altro offrirvi? I nostri edifici, come vedete, non sono metropolitani. Potrei condurvi a visitare le fondamenta della nuova chiesa, accanto al luogo ove i riti religiosi si celebrano, oggi, all'aperto.
Miss Chumley scacciava con il ventaglio, vigorosamente, le mosche da quella piccola porzione del suo viso che non era coperta da paglia e stoffa.
Non sono granch religiosa, sapete, signore, mi disse. A stento riuscireste a concepire quante e quali premure vengono elargite agli orfani del clero.
Mi sembrate mesta, miss Chumley. Suppongo che non c'era un cappellano, sull'Alcyone, e neppure un parroco randagio, qual avevamo noi. Vedo bene come ci potesse essere un'ulteriore privazione, per una giovane donna.
S. Suppongo che lo fosse. Oh, ma che graziosi uccelli! Dobbiamo andare da questa parte. Vi sono selvaggi laggi, e il loro aspetto non  gradevole, quello delle donne in specie. Gran cosa, che Helen vi abbia consentito di portarci a spasso cos.
 lusinghiero, per me, che Lady Somerset vi abbia affidato alla mia protezione. Nessun uomo ebbe mai pi preziosa responsabilit.
Non abbiate una troppo alta opinione di me!  impossibile ch'io debba... Ma perch non dovrei? Perch... perch ambisco a non deludere mai! Spero che. ci sia stato graziosamente detto, ma temo...
Detto squisitamente. Mi avete commosso fino alle midolla. Oh, miss Chumley!
Janet, stai comoda? Non vorresti cambiar di posto con me, per un poco? Mi dominai.
Non vorreste sedere accanto a me, miss Oates? Ma era chiaro che miss Oates preferiva restare dov'era, rivolta indietro e pietrificata.
Ecco un po' di campagna per voi, miss Chumley. Quegli uomini, mister Talbot... Sono forse...? Governativi? S. Parl a voce bassissima. Non sono incatenati!
Non ci daranno noia. Quanto alle catene... A che pr? Queste terre selvagge possono estendersi, a quel che ne sappiamo, per tremila miglia! Ne siete proprio sicuro?
Non vi avrei portata qui, se non ne fossi assolutamente certo. Solo i violenti e i depravati irrecuperabili vengono tenuti in catene. Se poi sono realmente malvagi, vengono mandati su un'isola, e battuti anche. Io stesso, a scuola, venivo battuto e, dopo, ringraziavo il maestro. Cos venni forgiato, credo. Naturalmente, come dicevano i greci, "mai troppo di niente". Nel nostro Paese vigono alti principi ideali e noi, di questo, dobbiamo andar fieri. Quegli individui han trovato questi lidi null'affatto fatali per loro. Pochi giorni fa, il giorno del genetliaco del re, sedevo a tavola accanto a un ex governativo che, scontata la pena, ha fatto fortuna. Gli stranieri ci condannano perch saremmo, secondo loro, 'schiavisti'. Ma questa non  schiavit, non sono le galere, le carceri, il patibolo, la sala di tortura.  un civile tentativo di recupero e redenzione. Non guardate alla vostra sinistra. Vi sono alcuni aborigeni, nel cespuglieto.
Miss Oates strill. Miss Chumley parl, di sopra una spalla, con una voce che non le avevo mai udito.
Datti un contegno, Janet. Mister Talbot mi assicura che quelle creature non ci faranno del male. Ma io sono strabiliata dalla stranezza delle cose - gli alberi, le piante, l'aria... Oh, che farfalla. Guardate, guardate! E quante mosche! Tocca sopportarle e basta, purtroppo. Bisognerebbe abitare in citt, dopotutto. Questa passione per la natura passer e la gente ritrover il buonsenso!
Non avevate un bel po' di natura intorno a voi in India, miss Chumley?
Calcutta  una citt, naturalmente. Ma trascorremmo alcuni giorni a terra a Madras, prima di procedere per Calcutta. Devota come sono alla terraferma, non credo che quella fu una bella esperienza. Eravamo ospiti dell'esattore delle tasse. Ed erano molte le direzioni che costui ci vietava. Non si poteva andare da nessuna parte, quasi! A causa degli indigeni?
Oh, no. Sono innocui. Non poteva consentirci - diceva -di avvicinarci a un tempio pagano. Eppure lui stesso, a quel che potei arguire, non era affatto un uomo religioso! Avete mai visto un tempio ind, mister Talbot? Credo di no. Ne ho letto, tuttavia. Non riesco a capire perch i luoghi dedicati al culto di un'altra religione, o superstizione che sia, debbano essere vietati a una giovane persona. A Salisbury, sapete, abbiamo numerose chiese non-conformiste e persino una casa di riunioni quacchera!
Era troppo per me! Siete adorabile!
Non credo di esserlo, ma sono lieta che voi lo pensiate, sebbene non dovreste dirlo, credo. Anzi, vorrei che restaste di tale opinione per... Mi pare che il cavallo voglia fermarsi. Questo  un tormento, miss Chumley...
Helen mi disse che dovevamo seguire il consiglio dell'esattore, sebbene io creda, per me, che lui l'impartisse come un ordine. D'altronde, Helen non si lascia intimidire dai vecchi coloni, sapete!
E neppure da giovani gagliardi come il tenente Bent? La sua risposta fu uno squillo di risa. Oh, mister Bent aveva un tale tendre per Helen... Sulla nave non si parlava d'altro! E voi, miss Chumley... voi?
Si parlava in francese, un bel po'. Io son sempre lieta di parlare francese. Voi parlate francese, signore? Non come lo parla mister Bent.
La vostra nave  valsa, credo, a preservargli il senno, poich, alla fine, era molto infelice. Le aveva chiesto un entretien, un tte--tte... Oh, non dovrei parlare cos! Vi prego, seguitate.
Janet, tu non devi ascoltare. Sir Henry si mostr molto irragionevole. Io fui posta di guardia davanti alla porta sopravento, poich chiunque fosse sopraggiunto sarebbe naturalmente entrato da quella parte. Mister Bent pass di corsa. Cadde in ginocchio davanti a lei e le prese una mano. Frattanto recitava i suoi versi. Poi la nave rull ed essi si trovarono decisamente impigliati. Poi, disgrazia volle che sir Henry, contro ogni logica, entrasse invece dalla porta sottovento! Fu come una commedia.
E poi?
Come era arrabbiato! Sir Henry, cio. Si arrabbi anche con me. Riuscite a rendervene conto?
Forse. Ma io non potrei mai arrabbiarmi con voi, io. Perfino mister Bent rimase arrabbiato con me per un po', ma non a lungo. Minacciai di dire a Lady Somerset che il suo nome lo metteva in imbarazzo, al punto di farlo arrossire. Ecco perch lo aveva mutato... Non capisco.
Complicato, nevvero? Vedete, suo padre diede l'avvio alla rivoluzione francese, ma poi dovette scappare per non finire sulla ghigliottina, lasciando tutti i propri averi... e prese il nuovo nome per burla, una sorta di burla contro se stesso, il che  molto francese, secondo me.
Quindi  questo il motivo per cui riboll la nostra lite... per cui mister Prettiman fu... per cui la signora Prettiman... mi chiam...
Credo che, finita la guerra, riprender il suo vecchio nome.
Non mi contenni.
Miss Chumley... quanti anni avete? Miss Oates strill di nuovo e miss Chumley si mostr un po' sorpresa, come era logico.
Ho... ho diciassette anni, mister Talbot. Quasi diciotto. Non penserete che... Che cosa?
Ci guardavamo negli occhi. Una decisa marea di rossore soffuse quel tanto che era visibile del suo viso. Non penserete ch'io sia troppo giovane? No, no. Il tempo... Suvvia! Non voglio vedervi afflitto! Io...
Non dovete esser triste, signore! Mister Bent si riprender. Sir Henry non  pi arrabbiato con me. Vi soddisfa questo?
Invero, s. Pi di quanto non crediate.
Dissi cos? E lei parl in quel modo? Era davvero tanto ansiosa, cos innocente o cos ignorante, e io davvero mi commossi tanto? Son le emozioni della vita successiva a venir suscitate da queste parziali memorie, il ricordo della sua estrema giovent e bellezza - e la mia giovinezza, anche, dinoccolato giovane sciocco con tutto da imparare e nulla da perdere. Parlammo pressappoco cos. Penso che provammo qualcosa di simile.
Credo, mister Talbot, che l'episodio vada dimenticato. Non ne deriver alcun danno. Seguiremo il consiglio che a volte ci dava mister Jesperson, che ci istruiva sul Vecchio Testamento. "Signorine, non occorre che voi leggiate troppo attentamente i versetti da 20 a 25 e il Capitolo 7 va saltato a pi pari!"  un buon consiglio a volte.
L'India, sapete, non  un Paese biblico. Ne sono sicura poich, a Calcutta, consultai una volta, da mio cugino, il Dizionario Biblico del Cruden, e vidi che passa da indegno a indignazione senza nulla frammezzo. Deprimente pensiero! Non voglio che voi siate triste!
Cara miss Chumley, la vita  tutta rose e fiori e cielo sereno. Chi se ne importa, se domani sar nuvolo?
Va benissimo, per un uomo, abbronzarsi. Gli uomini hanno la fortuna di non essere vincolati come noialtre. Invece una giovane persona... Lo vedete, porto guanti abbottonati fin quass e non posso star al sole un momento senza ombrellino. Gli indigeni dell'India, di pelle scura - a volte sono molto eleganti -, gli indigeni restano decisamente in preda a timore reverenziale, come l'angelo in Comus quando vedono una donna inglese. Non dobbiamo abbronzarci, sapete, senn la nostra influenza, che li spinge al bene, svanirebbe. Mio cugino dice che, entro la fine del secolo, l'intera penisola indiana sar convertita al cristianesimo.
NOTA: Comus  una masque di Milton. FINE NOTA.
Grazie alla carnagione delle nostre donne inglesi. Adesso ridete di me! Giammai!
Janet, non devi star a sentire. Mister Talbot, quel biglietto che infilai nella lettera di Lady Somerset a voi... lo scopriste? Oh, s!
Credetemi, non appena part avrei dato qualsiasi cosa per riaverlo indietro, poich mi sembrava, allora, di aver presunto... di aver fatto una dichiarazione cos franca... Non la trovaste troppo... troppo...?
Oh, miss Chumley! Mi serb... mi ridon la salute mentale, direi! Quel biglietto  prezioso per me. E potrei ripetervi il messaggio parola per parola.
Non dovete. Ma non trovaste le parole troppo... Sacre, esse sono.
Janet, ora puoi stapparti le orecchie. Janet! Mi rigirai. Miss Oates si tappava le orecchie con le mani sotto la falda del cappello. Guardava fisso innanzi a s, piena di paura. Un aborigeno ci stava seguendo. Era nudo bruco e aveva in mano una picca, tutt'altro che rassicurante. Gli gridai ripetutamente e alla fine quello si infratt, scomparve nella macchia. Non credo che fosse perch avevo gridato. Penso che avesse perduto interesse in noi, come capita loro spesso, dopo un po'. Credo che dovremmo tornare indietro. Il misero cavallo drizz le orecchie e si mise al trotto. Sapeva dove era diretto e ci andava difilato checch io facessi. Illustrava in tal modo, per cos dire, i mores del suo padrone o della persona che lo guidava di solito. Che bisogno c' di fermarsi presso un albero particolarmente bello e, poi, presso due case,
un pozzo e un porticciolo? Alla fine, quando i polsi mi dolevano a furia di tirare invano le redini, sbucammo su un basso promontorio donde si godeva la vista del porto. Una panca di legno era stata posta l, per stanchi viandanti, e io fui lieto di vederla, sebbene ci fosse un aborigeno l accanto, a guardare il porto come se ne fosse il proprietario. Il cavallo si ferm accanto alla panca. L'indigeno si allontan senza voltarsi indietro.
Chiedo scusa per questo disgraziato animale. Miss Oates, ora lo lego qui e lo affido a voi.
Per tutta risposta ella diede uno strilletto, come previsto. Aiutai miss Chumley a scendere e la guidai lungo il ciglio del colle, prospiciente l'oceano. Dopo un po' mi fermai, e la fronteggiai.
Miss Chumley... ho detto che voi e io siamo stati gli zimbelli di Nettuno, come gi lo fu Ulisse. Le ordinarie norme di comportamento non possono valere per noi. Le numerose lettere che vi scrissi...
Tengo care quelle che ricevetti.
Questa conversazione era affannosa ma, in strano modo, turbata. Parlava in noi qualcosa che non corrispondeva a nessuno dei due.
Miss Chumley... Marion! Dovete capire che non appena vi vidi io conobbi il mio destino... Lo sapete quanto sono, profondamente, attratto da voi? Ditemi... non posso crederci... che il vostro affetto  gi impegnato altrove e io mi ritirer in disparte a curare il mio cuore infranto. Ma, oh, madam, se voi foste libera e disposta ad accogliere, benevola, le mie profferte... Insomma, se voi foste disposta a veder in me pi che un amico... Miss Chumley mi guardava a labbra dischiuse e occhi sfavillanti.
Una giovane persona, mister Talbot, non potrebbe ricevere profferte pi atte a compiacerla!
Oh, potrei proclamarlo al mondo intero! Vi prometto, mister Talbot, che l'intera nave otterr l'incontrovertibile prova della nostra intesa prima di lasciare il porto... Ma che c'?
La marea era bassa. A circa un miglio di distanza, ma chiare come un'incisione in quell'aria cristallina, si scorgevano le nere costole della nostra povera vecchia nave emergere dall'acqua. Ricordo l'impossibilit di parlare di essa a miss Chumley. Restammo in silenzio per un po' mentre tutta la storia di quel
viaggio mi allagava e mi cominciava a sgorgare da sotto le palpebre, sicch mi tocc camuffare il gesto di detergermi le lacrime con il tentativo di scacciare quelle eterne e infernali mosche. Poich nulla ella sapeva, non conosceva alcuna delle persone, niente sapeva del terrore, dell'orrore, della ferocia, della devozione, della noia e della morte che, tuttora, sembravano aderire a quei lontani, carbonizzati pezzi di legno.
Miss Chumley... che ne  stato del tenente Deverel? Lasci la nave e si mise al servizio di un maragi. Questi lo ha fatto colonnello, ma nessuno lo chiama cos. Porta il turbante e e va in groppa a un elefante. E poi...
Mister Talbot! Quella bandiera! Mi volsi a guardare. A meno di un miglio l'Alcyone stava all'ormeggio.
Temo proprio, madam, che sia il segnale di richiamo a bordo. Il cosiddetto Blue Peter. Ci guardammo negli occhi. Sorvolo sulle scambievoli dichiarazioni, gli addii e le promesse. Se ne posson trovare l'uguale in migliaia di romanzi e perch dovrei accrescerne, io, il numero? Alla fine mi tocc, s'intende, ricondurla alla nave. Frustavo la povera bestia come non mai, credo, era stata frustata fin allora e a stento potei evitare che non si scagliasse gi dal dirupo. Perlomeno ci riport sul molo pi veloci che all'andata. Miss Oates corse alla passerella come se qualcuno la inseguisse. Io riconsegnai miss Chumley. La nave si accingeva a salpare, nessun dubbio al riguardo. Tutti mostravano molto interesse per noi, nessun dubbio neppure a questo riguardo. Udii persino l'ordine, impartito a gran voce: Mollate gli ormeggi! e lo schiocco di una cima mollata. Ma che aveva ci a che fare con noi?
Ella si volse a me con un sorriso. Avete la mia parola, signore. Aspetter... se necessario per sempre!
E io sono vostro per sempre... Ecco qua la mia mano! D'impulso, le porsi la destra. Ridendo, ora, ella vi pos sopra la sua mano.
Caro mister Talbot! Ancora una volta mi avete fatto mancare la terra sotto i piedi!
Il suo viso fulgente si fece pi vicino. Mi tolsi il cappello e, incurante della decenza, indifferente ai furtivi sguardi dei marinai,
la strinsi in un forte amplesso. Ci baciammo. Credo di non aver mai, eccetto che a volte in stato di ubriachezza, dato un simile spettacolo di me stesso. Mi resi conto, anche in quel delirante momento, che l'intera nave sapeva esattamente come stessero le cose fra noi. Miss Chumley aveva fatto, esattamente, quel che sapeva che andava fatto.
Poi la nave salp, portando il mio cuore con s.
I miei cari lettori - ch son determinato ad avere una posterit - immagineranno di esser giunti alla fine della fiaba. Supporranno una costante ascesa di Talbot nella gerarchia dell'amministrazione coloniale... Invece no. La fiaba sta solo per cominciare!
Fu solo all'indomani che Daniels osserv come la sacca postale portata dall'Alcyone fosse assai pesante. Mi invit a prendere le mie lettere, sparse sul suo tavolo. Io ero troppo assorto, nella mia felicit e nella mia perdita, per prestare attenzione. Le lettere dall'Inghilterra a quell'epoca mi interessavano scarsamente. Anzi,  una triste realt che quelle lettere recavano pi cattive che buone notizie. Fu quindi solo due giorni dopo la partenza dell'Alcyone che mi diedi la briga di leggerle. Lessi per prima una lettera della Lady mia Madre, la qual sembrava, pensai, straordinariamente gioiosa per nessun discernibile motivo. Perch si sentiva tanto confortata? Perch alludeva al defunto mio padrino come a un caro brav'uomo? Raramente egli aveva meritato tale epiteto, in pubblico o in privato. Lessi quindi la lettera di mio padre. Il testamento del mio padrino era stato aperto. Non mi aveva lasciato nulla ma aveva riscattato le ipoteche e le aveva lasciate a mia madre. Sebbene non ci potessimo dire ricchi, o facoltosi, tuttavia le nostre condizioni, a detta di mio padre, erano adesso adeguate.
Ma c'era dell'altro... Cari lettori, vi prego di sospendere la vostra incredulit, il pi volentieri che possiate; e, semmai, richiamate alla memoria il ben noto esempio di mister Harrison, il quale venne eletto al Parlamento a sua insaputa, ed egli apprese la lieta novella per caso, da un giornale inglese prestatogli da un giramondo in un bordello di Parigi. Per farla breve, uno dei deputati del Rotten Borough del mio padrino aveva rinunciato al seggio in Parlamento e io, Edmund FitzHenry Talbot, ero stato eletto al suo posto! Supera questa, Goldsmith! Emulami, Jane Austen, se ci riesci!
NOTA: Per Rotten Borough, distretto marcio, s'intendeva un collegio elettorale in cui l'elezione dei deputati avveniva, non democraticamente, ma ad arbitrio del signorotto locale. FINE NOTA.
Le pi forti espressioni di stupore sono inadeguate di fronte a un tale colpo di fortuna, pi unico che raro! Lessi e rilessi la lieta notizia, poi tornai a leggere la lettera di mia madre, che adesso aveva un senso compiuto. Mio primo impulso fu comunicare l'interessante notizia al Dolce Oggetto della mia Passione. Il secondo, fu richiedere immediatamente un colloquio con mister Macquarie.
Questi si mostr molto comprensivo. Gli avevo appena dato la notizia e mostrato l'attinente brano della lettera paterna, quand'egli mi preg di considerarlo, pi che un governatore, un amico.
Che cosa c' da aggiungere? Mister Macquarie mi fece presenti le difficolt relative a un immediato mezzo di trasporto. Per, non appena una nave fosse stata disponibile... Frattanto, pensava che, dato questo singolare atto della Divina Provvidenza, dovessimo renderle grazie genuflessi insieme. Lo accontentai. Invero, la buona sorte e la felicit mi sembrano indurre a credere nelle grandi Verit della nostra cristiana religione assai pi cogentemente che non i loro tristi contrari.
Mister Macquarie, quando ci fummo rialzati dalla genuflessione, mi chiese con alquanta umilt se io preferissi considerarmi interamente estraneo ai ranghi della pubblica amministrazione (Siamo una felice famiglia, mister Talbot) oppure, nel frattempo, intendessi, per cos dire, prestare i miei talenti alla colonia. Mi misi senza esitare a sua disposizione. Egli aveva, mi disse, molte ragioni per desiderare una pi stretta liaison con il governo nella madrepatria. Pensava che mi avrebbe interessato constatare quanto aveva compiuto nel breve tempo a sua disposizione. Una tale conoscenza sarebbe stata di inestimabile valore per un futuro legislatore.
La mia lettera a miss Chumley si allung a dismisura. Arriv il brigantino Henrietta ma aveva bisogno di riparazioni all'alberatura. Si verificarono esasperanti ritardi di cui nessuno aveva colpa, in particolare, ma erano endemici, nella Marina, in tempo di guerra. Trasferii allora i miei bagagli su un'altra nave, che, per, senza por tempo in mezzo, part senza di me, ma con i miei bagagli e con la mia lettera.
Lo Henrietta... ma perch dilungarmi? Seguii dappresso la mia lettera ma subii un ritardo a Madras, il che si dimostr
provvidenziale - poich mi offre ora il destro di mostrare al lettore un saggio del genio epistolare di miss Chumley. Nella mia lettera, ovviamente, io facevo una formale richiesta di matrimonio. Le parole con cui il Caro Oggetto della mia Passione acconsent a fare di me il pi felice degli uomini resteranno, per me, sempre sacre. Tuttavia, ella consente ch'io riporti qui altri brani della medesima sua lettera.
Il clima seguita a essere oppressivo. Oh, che nostalgia delle giornate inglesi! Comunque, tengo conto soprattutto delle cose buone, delle quali la migliore... Ma non voglio adularvi, poich sarebbe il peggiore degli inizi, nevvero? Lasciate che vi parli piuttosto dell'Abbozzo di Discorso Inaugurale che avete avuto la bont di accludere alla vostra lettera, invitandomi a criticarlo. Caro mister Talbot, l'ho trovato veramente ammirevole. Quando voi dichiarate: Accetto l'elezione a esponente di quello che  chiamato un "marcio distretto" al solo scopo di dedicare tutto me stesso alla riforma di un insano e ingiusto sistema! il mio cuore ha esclamato: Che animo nobile! A proposito, chi  la signora Prettiman?
Mi riterrete troppo sfrontata se qui accenner al viaggio di ritorno in patria che proponete di compiere assieme? Mio cugino (che, come saprete,  uomo di chiesa) ha alcune riserve al riguardo e vi accludo alla presente una sua lettera. Concordo con voi che dovremmo far tappa qua e l per visitare i grandi Centri della Civilt. Le piramidi! Queste mi entusiasmano sopra ogni altra cosa. Ma d'altronde sarebbe opportuno farvi giungere ai Doveri Parlamentari al pi presto possibile, no? La Terra Santa... Lo saprete, beninteso, come i luoghi sacri sfavillino nel cuore di qualsiasi giovanetta! Sennonch ho sempre trovato difficile amare gli israeliti quanto dovrei. Ecco! Ve l'ho confessato! Sono convinta che gli ebrei furono un tempo uno stimabilissimo popolo, poich vivevano della manna, nevvero? e una dieta interamente vegetariana  tanto poco energetica da rendere una persona, giovane o vecchia, incapace di grandi misfatti. Ma quando la loro dieta cambi... tutto quel fiaccare anca e coscia -checch voglia dire - dev'essere una cosa assai violenta! Beninteso, non oserei mai criticare il Grande Fondatore della nostra Religione, e non intendo criticarlo: ma seguire le Orme del Maestro lungo tutta la sua Via Crucis sarebbe cosa che una giovane persona non potrebbe contemplare che a gran pena. Insomma, signore, come direbbe mister Jesperson, non potremmo noi saltar la Terra Santa a pi pari? Ma, naturalmente, mi lascer guidare da voi in ogni cosa e il mio unico desiderio  di starvi accanto in quel che voi definite questa portentosa traslazione da Quarto Segretario a Membro della pi possente Assemblea di Legislatori del mondo intero!
Potranno immaginare, i miei lettori, con qual gioia io lessi e rilessi questa tenera missiva. Lessi quindi la lettera del cugino di miss Chumley. Grande fu la mia gioia nel constatare che era invero uomo di chiesa, poich infatti era un vescovo e si firmava Calcutta t.
Che altro c' da dire? Qui deve aver termine quindi il resoconto del viaggio di Edmund Talbot in capo al mondo, e dei suoi tentativi di apprendere il gergo marinaresco. Tuttavia, prevedo, nei miei nascituri lettori, un disagio. Manca qualcosa, nevvero? Il vescovo non poteva acconsentire al nostro viaggio insieme dall'India all'Inghilterra, prima che fossimo sposati. Sarebbe stato di pessimo esempio, in una parte del mondo fin troppo aperta a licenze d'ogni genere. Quindi si offriva, cordialmente, di celebrare lui stesso il rito nuziale. E cos i miei lettori posson stare tranquilli. Venne il giorno in cui io sbarcai in India da una scialuppa a otto remi. Una giovane persona stava l ad attendere, sotto un parasole rosa. Dietro di lei, la preziosa Janet e un gruppetto di servi indigeni. Sopra il parasole rosa, un altro pi grande le veniva tenuto aperto. Ma ella non si diede pensiero del sole, quando vide me. Io mi tolsi il cappello. Ella spicc una corsa.  la vostra bis-bis-bis-bis-bisnonna si gett fra le mie braccia!
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CAPITOLO 24.
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Dopo aver letto la lettera di Oldmeadow, uscii a fare una passeggiata, ricordando tutte quelle vecchie conoscenze: nemici che, in retrospettiva, adesso sembrano amici. Essi vennero su a uno a uno. Alcuni li avevo dimenticati del tutto: Jacobs, Manley, s, Howell. Mi sembrava poterli toccare tutti quanti, mentalmente, a uno a uno: Bowles, Celia Brocklebank, Zenobia, il piccolo Pike, Wheeler, Bates, Colley... e cos via, dal capitano Anderson gi gi. Fu un curioso esercizio. Scoprii che riuscivo a ricordarli senza grande emozione - persino il tenente Summers. Persino i coniugi Prettiman. Quella notte feci una sorta di sogno. Spero che fosse un sogno, poich i sogni in ogni caso sono gi misteriosi abbastanza. Non dico il loro contenuto, ma i sogni in s e per s. Non vorrei che fosse pi che un sogno, quello. Perch, senn dovrei ricominciare tutto da capo in un universo differente da quello che mi offre sanit mentale e sicurezza. In sogno dunque vedevo i coniugi Prettiman da rasoterra. E li vedevo cos, da rasoterra, poich ero tranquillamente sepolto, in una fossa, in Australia: dal suolo mi sporgeva soltanto la testa. Essi mi passarono davanti, a cavallo, a pochi metri di distanza. Parlavano e ridevano animatamente. Gli uomini e le donne al loro seguito avevano facce allegre, come chi prende parte a una caccia al tesoro. Essi stavano eretti sulle selle: lei davanti, con un largo cappello in testa, e lui dietro, su una sella da amazzone poich aveva una gamba fuori uso. Avreste pensato, dall'eccitazione e da quella luce color miele, dalla folla che faceva codazzo, dalle risate e, s, dai canti, avreste pensato che si recassero a una qualche grande festa... ma dove? dato che tutt'intorno si estendeva il deserto. Eran cos felici! Eran cos eccitati!
Mi destai da quel sogno e mi detersi la faccia. Tremavo tutto. Mi calmai a poco a poco e ragionai, allora, che non tutti posson fare una cosa del genere. Il mondo deve essere salvato, s o no? Solo, mi pass per la mente, prima che riuscissi a tornar pienamente padrone di me, che lei aveva detto - o lui aveva detto -che potevo anch'io andare con loro, sebbene non avessi mai accarezzato una simile idea. Tuttavia, eccola qua.
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FINE.